中国文化 Cultura cinese

14 luoghi sulla mappa — clicca un segnaposto per le informazioni sul termine.

Clicca una provincia o regione amministrativa per cercarla nel vocabolario. Se non è ancora presente, la ricerca la segnala comunque all'amministratore (vedi il registro delle ricerche senza risultato).

Caricamento della mappa…

LUOGO:
北京
北 京

Pechino (北京)

běi jīng

Pechino in cinese 北京 Běijīng, letteralmente "capitale del nord", è la capitale della Cina e della municipalità omonima, ed è la terza città della Cina e la quarta del Mondo, con oltre 24 milioni di abitanti. È la seconda più estesa città del mondo nonché la più popolosa del pianeta.
Luoghi da visitare:
  • Piazza Tian'anmen - 天安门广场 - Tiān'ān mén Guǎng chǎng. È la grande piazza situata nel centro di Pechino, chiamata così in riferimento alla “porta celeste meridionale” che separa l’ingresso dalla Città Proibita,
  • la Città Proibita (patrimonio dell'umanità) 紫禁城, Zǐ jìn chéng, letteralmente "Città Purpurea" . Uno dei luoghi di interesse più famosi dove vissero gli imperatori delle dinastie Ming e Qing.
  • la Grande Muraglia 长城, Cháng chéng, a Badaling e a Mutianyu (patrimonio dell'umanità)
  • il Palazzo d'Estate (patrimonio dell'umanità) - 頤和園, Yí hé Yuán, che significa "Giardino dell'armonia educata" è un parco di Pechino -
  • le rovine dell'Antico Palazzo d'Estate. è un complesso di palazzi e giardini, a 8 km a nord-ovest delle mura della c.d. "Città imperiale", andato quasi completamente distrutto nel 1860, durante la Seconda Guerra dell'oppio. È stato per lungo tempo adibito a reggia degli imperatori della dinastia Qing
  • il Tempio del cielo (patrimonio dell'umanità) - 天坛, Tiāntán letteralmente "Altare del Cielo" -
  • il Parco Beihai. 北海公园, Běi hǎi Gōng yuán è un giardino imperiale a nord-ovest della Città proibita . Costruito nel X secolo, è un tipico giardino cinese, aperto al pubblico solo dal 1925 e parte della Città proibita fino alla fine della dinastia Qing nel 1911.
  • il Santuario Lamaista di Yonghe Gong
  • la Torre del Tamburo
  • la Torre della Campana
  • l'area dei laghi Shichahai
  • il parco panoramico di Jingshan
  • l'Antico Osservatorio
  • il Parco delle Mura di epoca Ming
  • il Tempio di Confucio
  • Il Museo della capitale
  • l'antica Accademia Imperiale
  • il Tempio della Terra
  • il Tempio del Sole
  • il Tempio della Luna
  • l'antica Moschea di Via della Vacca
  • il Baliqiao, noto anche come "Ponte di otto miglia", risalente ai tempi della dinastia Ming, e il "Ponte a dorso di cammello", suggestivo ponte pedonale ad una sola arcata, nell'area del Palazzo d'estate
  • i vecchi hutong - 胡同 hú tong - che coprono ancora larga parte della città vecchia
  • il sito dell'uomo di Pechino (patrimonio dell'umanità)
  • Tempio di Hongluo
immagini
北京 — foto
北京 — foto
北京 — foto
北京 — foto
北京 — foto
北京 — foto
北京 — foto
LUOGO:
长江
長 江

Fiume Azzurro (長江)

cháng jiāng

Il长江, cháng jiāng, letteralmente “lungo fiume” è conosciuto in occidente con il nome di Fiume Azzurro oppure nella antica dizione inglese come Yangtze River, 扬子江, yáng zǐ jiāng (fiume Yangtze).
Sorge nell'altopiano tibetano e scorre verso est attraverso la Cina, sfociando nel Mar Cinese Orientale a Shanghai.
Rappresenta il fiume più lungo dell’Eurasia e il terzo per lunghezza dopo il Rio della Amazzoni, nell’America del Sud ed il Nilo in Africa.
Proprio in virtù della sua estensione, pari a circa 6.418 km, è considerato come la linea di confine tra il nord della Cina ed il sud.
Il fiume Yangtze è un'importante arteria di trasporto in Cina e viene utilizzato per trasportare merci e persone in tutto il paese. È anche un'importante fonte di energia idroelettrica, con diverse grandi dighe costruite lungo il suo corso. Queste dighe hanno portato allo sviluppo di una serie di grandi bacini idrici, tra cui la diga delle Tre Gole, che è la più grande diga idroelettrica del mondo.
Il fiume Yangtze ospita anche una vasta gamma di vita vegetale e animale, comprese molte specie che non si trovano in nessun'altra parte del mondo. Tuttavia, negli ultimi anni il fiume ha dovuto affrontare una serie di sfide ambientali, tra cui l'inquinamento e la distruzione dell'habitat, a seguito del rapido sviluppo economico della regione.
Esistono molte leggende e storie associate al fiume Yangtze. Una leggenda ben nota è la storia del Re Drago, che si dice vivesse in un palazzo sul fondo del fiume e controllasse le acque. Secondo la leggenda, il Re Drago era responsabile di inondazioni e siccità, ed è spesso raffigurato come una figura potente e temibile.
immagini
长江 — foto
长江 — foto
长江 — foto
长江 — foto
LUOGO:
成都
成 都

Chengdu (成都)

chéng dū

成都Chengdu, capoluogo del Sichuan
Chengdu è il capoluogo della provincia del Sichuan. Situata nel sud-ovest della Cina, conta oltre 14 milioni di residenti ed è uno dei centri economici più importanti del Paese, punto nevralgico per comunicazioni. Nei pressi della città il Chengdu Panda Base, attrazione locale per i turisti che affluiscono per ammirare il panda gigante cinese. Chengdu è circondata da una pianura molto fertile detta 天府之国 Tiānfŭ zhī guó, che vuol dire zona paradisiaca, in virtù della straordinaria bellezza dei luoghi e della dolcezza dei paesaggi che la caratterizzano.
Nel 2011, l'UNESCO ha dichiarato Chengdu città della gastronomia, grazie alla sua cucina sofisticata e ricca di sapori e profumi particolari.
Chengdu vanta oltre duemila anni di storia. Fu fatta erigere dall'imperatore Qin Shi Huang, che la nominò capitale del suo immenso impero. Nel corso del tempo, la città ha potenziato ulteriormente il suo ruolo, in quanto centro degli affari commerciali, politici e militari della regione del Sichuan. Ma la città di Chengdu è nota per tanti altri motivi. Fu, infatti, una delle protagoniste principali dell'Età del Bronzo, una delle fasi più importanti dello sviluppo della civiltà e della cultura cinesi, e costituisce un punto strategico dell'antica Via della Seta meridionale. Per finire, Chengdu figura tra le 24 città considerate patrimonio storico e culturale del Paese e nella sua area metropolitana è possibile ammirare ben 23 reperti protetti dallo Stato o dalla Provincia. Tra questi la Casa con tetto di paglia di Du Fu,considerato il più grande poeta cinese e massimo esponente lettarario della dinastia Tang, ha scritto moltissime poesie che narrano di patriottismo, guerra ma anche dei romantici paesaggi cinesi.
Marco Polo ne Il Milione così la descrive:
«E la maestra città à nome Sardanfu, la quale fue anticamente grande città e nobile, e fuvi entro molto grande e ricco re; ella giròe intorno bene 20 miglie. [...]
E sappiate che per mezzo questa villa passa un grande fiume d’acqua dolce, ed è largo bene mezzo miglio, ove à molti pesci, e va fino al mare Aziano, e àvi bene da 80 a 100 miglie, e è chiamato Quinianfu. In su questo fiume àe grande quantità di città e di castella, e àvi tante navi ch’a pena si potrebbe credere, chi nol vedesse; e v’à tanta moltitudine di mercatanti che vanno súe e giuso, ch’è una grande meraviglia. E ’l fiume è sí largo che pare uno mare a vedere, e non fiume. E dentro da la città su questo fiume è uno ponte tutto di pietre, e è lungo bene uno mezzo miglio e largo 8 passi. Su per lo ponte àe colonne di marmore che sostegnono la copritura del ponte; ché sappiate ch’egli è coperto di bella copritura, e tutto dipinto di belle storie. E àvi suso più magioni, ove si tiene molta mercatantia ed arti; ma sí vi dico che quelle case sono di legno, che la sera si disfanno e la mattina si rifanno. E quiv’è lo camarlingo del Grande Sire, che riceve lo diritto de la mercatantia che si vende su quel ponte; e sí vi dico che ’l diritto di quello ponte vale l’anno bene 1.000 bisanti d’oro.»

(Cap. 113 De Sardanfu).
immagini
成都 — foto
成都 — foto
成都 — foto
成都 — foto
成都 — foto
成都 — foto
成都 — foto
LUOGO:
东北
東 北

Manciuria (東北)

dōng běi

La Manciuria, 满洲 ,mǎn zhōu, o Nord-est della Cina, 东北, dōng běi è la regione storica dell’Asia nord-orientale che coincide oggi soprattutto con il Nord-est della Repubblica Popolare Cinese; territorio indicato comunemente come 东北, dōng běi. Comprende le province di Heilongjiang — 黑龙江 (Hēilóngjiāng), Jilin — 吉林 (Jílín) e Liaoning — 辽宁 (Liáoníng); in alcune definizioni storiche vi rientrano anche aree orientali della Mongolia Interna — 内蒙古 (Nèi Měnggǔ) e territori oggi appartenenti alla Russia. La regione è delimitata dalla Russia, dalla penisola coreana e dai mari Bohai — 渤海 (Bóhǎi) e Giallo — 黄海 (Huánghǎi). Il suo cuore è la vasta Pianura del Nord-est — 东北平原 (Dōngběi Píngyuán), fertile e ricca di suoli neri, attraversata da fiumi come il Songhua — 松花江 (Sōnghuā Jiāng), l’Amur/Heilong Jiang — 黑龙江 (Hēilóng Jiāng), lo Yalu — 鸭绿江 (Yālǜ Jiāng) e il Liao — 辽河 (Liáo Hé). Foreste, carbone, ferro e petrolio hanno favorito agricoltura e industria pesante, rendendo il territorio strategico nei rapporti fra Cina, Russia, Corea e Giappone. Heilongjiang — 黑龙江 (Hēilóngjiāng) è la provincia più settentrionale. Il capoluogo Harbin — 哈尔滨 (Hā’ěrbīn) conserva una marcata impronta russa e si distingue per l’architettura del centro storico e per la cultura invernale. Jilin — 吉林 (Jílín) alterna pianure agricole, foreste e rilievi vulcanici; il capoluogo Changchun — 长春 (Chángchūn) fu capitale del Manciukuò, mentre la città di Jilin — 吉林市 (Jílín Shì) è nota per la galaverna (tipica forma di precipitazione atmosferica consistente in un deposito di ghiaccio in forma di aghi che si manifesta in presenza di nebbia a temperatura inferiore a 0 °C.) lungo il fiume Songhua. Liaoning — 辽宁 (Liáoníng), più urbanizzata e aperta sul mare, ospita Shenyang — 沈阳 (Shěnyáng), antica capitale manciù, e Dalian — 大连 (Dàlián), porto dalla stratificata eredità cinese, russa e giapponese. Tra i luoghi di interesse turistico e culturale rientrano:
  • Palazzo Imperiale di Shenyang — 沈阳故宫 (Shěnyáng Gùgōng): residenza dei primi sovrani Qing prima del trasferimento della capitale a Pechino; unisce modelli architettonici manciù, mongoli e cinesi.
  • Tombe imperiali di Shenyang — 盛京三陵 (Shèngjīng Sānlíng): il complesso delle “Tre tombe di Shengjing”, legato alle origini della dinastia Qing.
  • Monti Changbai — 长白山 (Chángbái Shān) e Lago del Cielo — 天池 (Tiānchí): massiccio vulcanico al confine con la Corea del Nord, luogo identitario nelle tradizioni manciù e coreane.
    天池, Montagne Changbai 长白山
    Tianchi 天池, Montagne Changbai 长白山 — il grande lago craterico al confine sino-coreano, uno dei paesaggi simbolo del Jilin -aut.Qasrawi 2000
  • Harbin e Cattedrale di Santa Sofia — 哈尔滨·圣索菲亚教堂 (Hā’ěrbīn · Shèng Suǒfēiyà Jiàotáng): testimonianza dell’influenza russa; in inverno la città ospita il celebre Mondo di ghiaccio e neve — 冰雪大世界 (Bīngxuě Dàshìjiè).
     Harbin Ice & Snow Festival
    Harbin Ice & Snow Festival -inverno nello Heilongjiang – aut. Garosio33
  • Palazzo dell’Imperatore fantoccio a Changchun — 伪满皇宫博物院 (Wěimǎn Huánggōng Bówùyuàn): museo dedicato al Manciukuò e alla figura di Puyi.
  • Lago Jingpo — 镜泊湖 (Jìngpō Hú): grande lago vulcanico dello Heilongjiang circondato da foreste e cascate.
  • Wudalianchi — 五大连池 (Wǔdàliánchí): paesaggio di crateri, colate laviche e laghi formati da antiche eruzioni.
  • Costa di Dalian e Jinshitan — 大连·金石滩 (Dàlián · Jīnshítān): tratto costiero noto per spiagge, formazioni geologiche e architetture dell’età delle concessioni.
  • Spiaggia Rossa di Panjin — 盘锦红海滩 (Pánjǐn Hóng Hǎitān): zona umida costiera che assume una caratteristica colorazione rossa stagionale.
  • Grotta d’acqua di Benxi — 本溪水洞 (Běnxī Shuǐdòng): vasto sistema carsico attraversato da un fiume sotterraneo.
La Manciuria fu per secoli uno spazio di incontro tra comunità agricole cinesi, popolazioni tunguse (noti anche Evenki, è popolazione nomade asiatica concentrata in un'area corrispondente ai bacini della Tunguska) e altri gruppi mongolici. Tra i suoi abitanti figuravano gli Jurchen — 女真 (Nǚzhēn), che nel XII secolo fondarono la dinastia Jin — 金朝 (Jīn Cháo) nella Cina settentrionale. Alla fine del XVI secolo Nurhaci riunificò numerose tribù jurchen e organizzò il sistema militare e sociale delle Otto Bandiere — 八旗 (Bāqí). Il successore Hong Taiji adottò il nome “Manciù” — 满族 (Mǎnzú) e proclamò la dinastia Qing — 清朝 (Qīng Cháo); nel 1644 i Qing entrarono a Pechino e governarono la Cina fino al 1912. Nell’Ottocento la regione divenne oggetto della competizione fra l’impero Qing, la Russia e il Giappone. Con i trattati di Aigun (1858) e Pechino (1860), la Russia acquisì vaste aree a nord dell’Amur e a est dell’Ussuri, spesso definite “Manciuria esterna”. La guerra russo-giapponese del 1904-1905 trasferì al Giappone una forte influenza sulla Manciuria meridionale. Nel 1931 l’esercito giapponese occupò la regione e nel 1932 istituì lo Stato fantoccio del Manciukuò — 伪满洲国 (Wěi Mǎnzhōuguó), con capitale Changchun e Puyi come capo di stato e successivamente con il titolo di imperatore. Solo dopo l’intervento sovietico e la resa giapponese nel 1945, la Manciuria tornò sotto la sovranità cinese; dal 1949 divenne una delle principali basi industriali della Repubblica Popolare Cinese. Il popolo manciù I Manciù — 满族 (Mǎnzú) — sono un popolo di lingua tungusica discendente in larga parte dagli Jurchen. La loro società storica combinava agricoltura, caccia, allevamento e scambi di frontiera. Il sistema delle Otto Bandiere integrava funzioni militari, amministrative e familiari e fu decisivo nella costruzione dello Stato Qing. Le tradizioni religiose comprendevano pratiche sciamaniche, culto degli antenati e, in seguito, influenze buddhiste e confuciane. Dopo la conquista della Cina, i Manciù conservarono a corte lingua, abbigliamento e istituzioni proprie. Pur adottando nel tempo il mandarino e molti costumi han costruirono forti barriere discriminatorie con il popolo a maggioranza Han. Oggi rappresentano una delle minoranze etniche ufficialmente riconosciute in Cina e la lingua mancese — 满语 (Mǎnyǔ) è però parlata da pochissime persone.
immagini
东北 — foto
东北 — foto
东北 — foto
LUOGO:
故宫
故 宮

La Città Proibita (故宮)

gù gōng

故宫gù gōng. La Città Proibita rappresenta il più grande complesso di strutture a palazzo realizzate in legno antico al mondo, ed è la testimonianza di oltre 500 anni di cambiamenti politici, vita di corte e sviluppo della cultura tradizionale cinese che ha attraversato le dinastie Ming (明朝 , míng cháo – 1368/1644) e Qing (清朝, qīng cháo, conosciuta anche come dinastia Manciù -1636/1912).
La sua superficie occupa circa 720.000 m² ed è composta da oltre 980 edifici.L’intera area è circondata da un fossato largo circa 50 metri e alte mura (circa 10 m). I principi architettonici, caratterizzati da rigorosa simmetria, si ispirano alla filosofia confuciana e precisi riferimenti cosmologici. Ad esempio, l’asse nord-sud risulta perfettamente allineato.
La città è organizzata in una corte esterna, riservata alle funzioni politiche e cerimoniali ed una corte interna, dedicata alla vita privata dell’imperatore e del suo harem.
Il nome “proibita” deriva dal fatto che l’accesso era vietato alla popolazione comune: solo l’imperatore, la famiglia imperiale, i funzionari autorizzati e gli eunuchi potevano entrarvi. Vi abitavano migliaia di persone tra cui l’imperatore con la sua corte di consorti, concubine, eunuchi e funzionari.
La vita all’interno era regolata da cerimoniali rigidissimi, caratterizzata spesso da intrighi di corte e gerarchie estremamente precise. Tra queste, quella degli eunuchi che svolgevano un ruolo chiave nell’amministrazione quotidiana e spesso acquisivano grande potere.
Dal 1925 la Città Proibita è il Museo del Palazzo ed è patrimonio dell’umanità dell’UNESCO dal 1987, unanimamente considerata una delle strutture antiche in legno più grandi e meglio conservate. Attualmente, ospita grandi collezioni di arte cinese tra dipinti, porcellane, giade e manoscritti del periodo.
LUOGO:
广州
廣 州

Canton (廣州)

guǎng zhōu

广州 è il capoluogo della provincia del Guangdong (广东). Situata vicino a Hong Kong e si affaccia sul Fiume delle Perle, nella parte meridionale del paese.
La città di Canton, conosciuta come Guangzhou è detta anche “la città delle capre” per via dell’arrivo di alcune capre e spighe di cereali giunte in un periodo di gravi carestie. Da allora Guangzhou gode di una continua prosperità che continua ancora oggi e che la rende la città più ricca della Cina meridionale e il maggior porto per l’import-export. Guangzhou è una delle più grandi città della Cina. Sin dalla sua fondazione, sotto la dinastia Qin (221-206 a.C.), ha rivestito un ruolo fondamentale per il commercio internazionale e, in seguito alle riforme degli anni Settanta, è diventata un modello per il resto del paese.
Guangzhou è un mix di architettura moderna, centri commerciali, antichi templi e meravigliosi parchi oltre che centro economico, finanziario e commerciale di importanza globale.
Sul piano turistico, Guangzhou vanta la presenza di templi, chiese e della più antica moschea della Cina che testimoniano la sua lunga tradizione di città aperta agli scambi culturali da numerosi secoli e una lunga storia in quanto città commerciale.
Ricca di abbondanti risorse naturali e di reperti archeologici, alcuni risalenti a oltre 2100 anni fa come quelli riportati alla luce appartenenti alla tomba del re del regno di Nanyue南越 nányuè (dinastia Han occidentale), sito che ospita molti degli artefatti con cui venne seppellito (Nanyue fu un antico regno che comprendeva parti delle moderne province cinesi del Guangdong, del Guangxi, dello Yunnan e gran parte del moderno Vietnam settentrionale. Il regno fu fondato dal generale Han Zhao Tuo della Dinastia Qin, che assimilò i costumi dei popoli Yue e della Cina centrale nel suo territorio. La sua capitale era chiamata Pānyú, dove sorge l'odierna Canton. Fu scoperta nel 1983. Composta dal 7 stanze, è in marmo e profonda 20 metri. È stata costruita dal nipote del re Zhao Tuo, fondatore del regno Nayue. Al suo interno sono stati ritrovati 15 salme e più di 1000 oggetti funerari).
“Le otto scene della città di capra” del nuovo secolo attraggono l’interesse dei visitatori per diversi motivi:
  • Il Baiyunshan ( la colline delle nuvole bianche”,
  • il monte Yuexiu,
  • il monte Lianhua ( fiore di loto ),
  • il fiume delle perle
Tutti costituiscono gli scenari più affascinanti di Guangzhou.
Tra le altre attrazioni da non perdere:
  • il tempio ancestrale della famiglia Chen,
  • il cimitero dei martiri di Huanghuagang caduti dall’insurrezione di Guangzhou,
  • il centro sportivo olimpico,
  • la fontana a cascata nella piazza della stazione ferroviaria orientale.
Inoltre, da visitare il Canton Tower. Questo colossale edificio, dalla cui sommità si gode di uno straordinario panorama a 360 gradi sulla città, è una tappa fondamentale. Suggestiva anche la Bubble Tram, la ruota panoramica più alta al mondo.
Infine, Guangzhou rappresenta la capitale culinaria della Cina.
immagini
广州 — foto
广州 — foto
广州 — foto
广州 — foto
LUOGO:
桂林
桂 林

Guilin (桂林)

guì lín

La provincia di Guilin, 桂林, guì lín, nel sud della Cina sorge a nord-est della regione del Guangxi 广西, guǎng xī, ed è posta sulla riva ovest del fiume Li o Li Jiang 漓江.
Copre un’area di 28.000 chilometri quadrati ed è considerata una delle aree più pittoresche e meravigliose del pianeta.
Guilin deve il suo nome al largo numero delle piante di Osmanto presenti nella città (桂 Gui infatti significa Osmanthus e 林, lín significa foresta).
Celebrità e poeti di ogni epoca hanno magnificato Guilin con le sue caratteristiche montagne a picco che sorgono verticalmente dal terreno ed i cui profili sono suggestivamente riflessi sulle acque dei fiumi e dei laghi circostanti.
Inoltre, Guilin possiede una delle più spettacolari topografie carsiche al mondo. Le montagne calcaree a forma di denti si presentano a grappolo o isolate come monoliti, spesso con grotte e qualche volta con buchi lungo la via conosciuta come la collina dell’Elefante o la collina della Luna a Yangshuo. Tra i luoghi più rappresentativi:
  • Grotta delle Sette Stelle
  • Grotta dei Flauti a canne
  • Caverna del Vento
  • Lago Shanhu
  • la collina dell’Elefante o la collina della Luna
Il fiume Li è considerato da molti come uno dei tour escursionistici più famosi in Cina ed attira centinaia di migliaia di turisti ogni anno.
immagini
桂林 — foto
桂林 — foto
桂林 — foto
桂林 — foto
桂林 — foto
桂林 — foto
LUOGO:
海南
海 南

Hainan (海南)

hǎi nán

海南 è una provincia della Cina, situata a sud del paese. È composta da alcune isole (Hainan, Zhongsha, Xisha, le isole Nansha), la più estesa delle quali si chiama Hainan (Hainan Dao 海南岛 ), da cui deriva il nome della provincia (quando si parla di Hainan in Cina, normalmente ci si riferisce all'isola). Geograficamente l’isola si colloca nel golfo del Tonchino, al largo delle coste vietnamite. È di circa un terzo più estesa della Sicilia.
La sua capitale è Haikou.
Dalla metà degli anni 90, l’intera area si è sviluppata nel settore turistico in virtù delle bellezze naturali di cui è ricca la provincia ed è diventata una riconosciuta meta internazionale.
Sebbene ridotte le dimensioni dell’isola di Hainan, il 17% della popolazione è composta da minoranze etniche, all’interno delle quali trovano spazio più di 20 gruppi etnici come Li, Miao, Hui, Yi, Dong e Yao.
Luoghi da visitare.
  • Haikou.Detta la "Città del cocco" è la città con il maggiore fascino storico e culturale dell'intera isola di Hainan;
  • Wenchang.Vanta una storia di oltre 2.100 anni dalla sua fondazione, che risale alla dinastia Han occidentale. Wenchang è una delle tre principali città storiche di Hainan e il luogo di nascita della cultura Minnan;
  • Qionghai. La città di Qionghai è famosa per il Forum Boao (Boao Forum for Asia Permanent Site - è un'organizzazione senza scopo di lucro che ospita forum di alto livello dei leader mondiali, delle imprese e del mondo accademico in Asia e in altri continenti con l’obiettivo di condividere la visione orientale sulle questioni più urgenti. BFA è modellato sul World Economic Forum che si tiene ogni anno a Davos, in Svizzera). Boao, a sua volta, è famosa per la sua città sull'acqua e per il centro del porto di Boao, con innumerevoli punti panoramici;
     Forum Boao
    Forum Boao.
  • Contea autonoma di Baoting Li e Miao. Le risorse turistiche del luogo includono paesaggi naturali come foreste vergini, sorgenti termali, foreste di pietra e grotte carsiche naturali, unito ad un folklore locale caratterizzato da antiche e forti usanze etniche. La contea è caratterizzata da ricche risorse forestali e un tasso di copertura forestale dell'85%;
  • Sanya. Sanya si trova all'estremità meridionale dell'isola di Hainan. È rappresentata da una combinazione di "montagna-mare-fiume-città" che rendono uniche le caratteristiche ambientali dell'area urbana di Sanya. Le baie principali sono Sanya Bay, Haitang Bay, Yalong Bay, Yazhou Bay, Dadong Bay, Moon Bay;
  • Dongfang. La costa della città di Dongfang è lunga 84,4 chilometri, con 8 porti e 7 baie. È la combinazione di elementi naturali suggestivi rappresentati da montagne, mari, fiumi e laghi, sorgenti termali e foreste pluviali tropicali;
  • Contea autonoma di Changjiang Li.Abitata principalmente da Han, Li, Miao e altri gruppi etnici, ha un profondo patrimonio storico e culturale e vanta una storia di oltre 2000 anni.
immagini
海南 — foto
海南 — foto
海南 — foto
海南 — foto
海南 — foto
海南 — foto
海南 — foto
海南 — foto
LUOGO:
胡同
胡 同

vicolo (胡同)

hú tòng

Gli hutong, 胡同, hú tòng, sono strade e vicoli prevalentemente (ma non solo), associati alla città di Pechino. Più precisamente, i vicoli e le strade così denominate sono costituite da file di siheyuan (四合院, sì hé yuàn, indica la casa o le caratteristiche case dotate di corte realizzate in Cina intorno alla città Proibita di Pechino, attraversate da vicoli stretti chiamati appunto 胡同 - hú tòng) che, a loro volta, possono raggrupparsi in interi quartieri che assumono il nome dall’hutong più importante. È così che il nome di una strada o vicolo può invece riferirsi ad un circondario, come, ad esempio
  • Nanluoguxiang,南锣鼓巷, nán luó gǔ xiàng, antico vicolo risalente alla dinastia Yuan, 元朝, yuán cháo, e meta turistica per le suggestive siheyuan presenti lungo il vicolo, arricchite dai numerosi negozi artigianali, bar e ristoranti tipici; tutti distribuiti in un percorso di soli 800 metri.
  • Yandaixie>, 烟袋斜街, yān dài xié jiē, anche conosciuto come Porta del Tabacco, è una dei vicoli commerciali più antichi di Pechino con una storia di oltre 800 anni. I 232 metri di Yandaixie hutong, coprono ogni genere di locale, dal bar-caffè, ai ristoranti alle botteghe artigianali con ogni genere di manufatto artistico e souvenir.
  • Mao'er Hutong , 帽儿胡同, Mào er hútòng. Questo hutong è lungo 585 metri e largo 7 ed è famoso per I suoi antichi e caratteristici cibi tradizionali nonché per aver ospitato numerose celebrità e personaggi famosi dell’epoca.
  • Guozijian;
  • Liulichang;
  • Jinyu;
  • Dongjiaomin;
  • Xijiaomin;
  • Ju'er ;
  • Bada.
Dalla metà del XX secolo il numero di hutong a Pechino è calato drasticamente allo scopo di conformare le aree cittadine alle mutate esigenze urbanistiche della capitale, preservando e proteggendo alcuni hutong maggiormente rappresentativi della storia e della cultura cinese.
Origini.
Secondo una un’interpretazione storica, il termine deriverebbe da una parola di origine mongola con il significato di “pozzo”, a rappresentare, per il tempo, l’elemento principale di aggregazione delle tribù in un dato luogo. A quel tempo, infatti, in ogni carreggiata veniva scavato un pozzo che rappresentava un piccolo bacino idrico per far dissetare i residenti ed il bestiame, elemento che per un popolo nomade come quello mongolo era molto considerato per stabilirsi in un luogo.
Secondo altra interpretazione, gli hutong avrebbero avuto la funzione di fungere da cintura di isolamento nel caso di incendi non infrequenti nel periodo.
Il loro nome è strettamente vincolato a caratteristiche topografiche e di paesaggio ovvero derivati dalla vita di persone celebri o dalle esperienze della gente comune.
Durante la dinastia Ming, nella città di Pechino sarebbero stati presenti migliaia di hutong.
tipico risciò
Tipico risciò cinese in un’antica rappresentazione fotografica.
Il modo migliore per godersi l’esperienza della visita degli hutong è percorrerli in bicicletta o con i caratteristici mezzi di trasporto dei risciò, 黄包车, huáng bāo chē, che rappresentano anche parte della cultura locale. ' disabled> , 帽儿胡同, Mào er hútòng. Questo hutong è lungo 585 metri e largo 7 ed è famoso per I suoi antichi e caratteristici cibi tradizionali nonché per aver ospitato numerose celebrità e personaggi famosi dell’epoca.
  • Guozijian;
  • Liulichang;
  • Jinyu;
  • Dongjiaomin;
  • Xijiaomin;
  • Ju'er ;
  • Bada.
  • Dalla metà del XX secolo il numero di hutong a Pechino è calato drasticamente allo scopo di conformare le aree cittadine alle mutate esigenze urbanistiche della capitale, preservando e proteggendo alcuni hutong maggiormente rappresentativi della storia e della cultura cinese.
    Origini.
    Secondo una un’interpretazione storica, il termine deriverebbe da una parola di origine mongola con il significato di “pozzo”, a rappresentare, per il tempo, l’elemento principale di aggregazione delle tribù in un dato luogo. A quel tempo, infatti, in ogni carreggiata veniva scavato un pozzo che rappresentava un piccolo bacino idrico per far dissetare i residenti ed il bestiame, elemento che per un popolo nomade come quello mongolo era molto considerato per stabilirsi in un luogo.
    Secondo altra interpretazione, gli hutong avrebbero avuto la funzione di fungere da cintura di isolamento nel caso di incendi non infrequenti nel periodo.
    Il loro nome è strettamente vincolato a caratteristiche topografiche e di paesaggio ovvero derivati dalla vita di persone celebri o dalle esperienze della gente comune.
    Durante la dinastia Ming, nella città di Pechino sarebbero stati presenti migliaia di hutong.
    tipico risciò
    Tipico risciò cinese in un’antica rappresentazione fotografica.
    Il modo migliore per godersi l’esperienza della visita degli hutong è percorrerli in bicicletta o con i caratteristici mezzi di trasporto dei risciò, 黄包车, huáng bāo chē, che rappresentano anche parte della cultura locale. ' disabled> Gli hutong, 胡同, hú tòng, sono strade e vicoli prevalentemente (ma non solo), associati alla città di Pechino. Più precisamente, i vicoli e le strade così denominate sono costituite da file di siheyuan (四合院, sì hé yuàn, indica la casa o le caratteristiche case dotate di corte realizzate in Cina intorno alla città Proibita di Pechino, attraversate da vicoli stretti chiamati appunto 胡同 - hú tòng) che, a loro volta, possono raggrupparsi in interi quartieri che assumono il nome dall’hutong più importante. È così che il nome di una strada o vicolo può invece riferirsi ad un circondario, come, ad esempio
    • Nanluoguxiang,南锣鼓巷, nán luó gǔ xiàng, antico vicolo risalente alla dinastia Yuan, 元朝, yuán cháo, e meta turistica per le suggestive siheyuan presenti lungo il vicolo, arricchite dai numerosi negozi artigianali, bar e ristoranti tipici; tutti distribuiti in un percorso di soli 800 metri.
    • Yandaixie>, 烟袋斜街, yān dài xié jiē, anche conosciuto come Porta del Tabacco, è una dei vicoli commerciali più antichi di Pechino con una storia di oltre 800 anni. I 232 metri di Yandaixie hutong, coprono ogni genere di locale, dal bar-caffè, ai ristoranti alle botteghe artigianali con ogni genere di manufatto artistico e souvenir.
    • Mao'er Hutong , 帽儿胡同, Mào er hútòng. Questo hutong è lungo 585 metri e largo 7 ed è famoso per I suoi antichi e caratteristici cibi tradizionali nonché per aver ospitato numerose celebrità e personaggi famosi dell’epoca.
    • Guozijian;
    • Liulichang;
    • Jinyu;
    • Dongjiaomin;
    • Xijiaomin;
    • Ju'er ;
    • Bada.
    Dalla metà del XX secolo il numero di hutong a Pechino è calato drasticamente allo scopo di conformare le aree cittadine alle mutate esigenze urbanistiche della capitale, preservando e proteggendo alcuni hutong maggiormente rappresentativi della storia e della cultura cinese.
    Origini.
    Secondo una un’interpretazione storica, il termine deriverebbe da una parola di origine mongola con il significato di “pozzo”, a rappresentare, per il tempo, l’elemento principale di aggregazione delle tribù in un dato luogo. A quel tempo, infatti, in ogni carreggiata veniva scavato un pozzo che rappresentava un piccolo bacino idrico per far dissetare i residenti ed il bestiame, elemento che per un popolo nomade come quello mongolo era molto considerato per stabilirsi in un luogo.
    Secondo altra interpretazione, gli hutong avrebbero avuto la funzione di fungere da cintura di isolamento nel caso di incendi non infrequenti nel periodo.
    Il loro nome è strettamente vincolato a caratteristiche topografiche e di paesaggio ovvero derivati dalla vita di persone celebri o dalle esperienze della gente comune.
    Durante la dinastia Ming, nella città di Pechino sarebbero stati presenti migliaia di hutong.
    tipico risciò
    Tipico risciò cinese in un’antica rappresentazione fotografica.
    Il modo migliore per godersi l’esperienza della visita degli hutong è percorrerli in bicicletta o con i caratteristici mezzi di trasporto dei risciò, 黄包车, huáng bāo chē, che rappresentano anche parte della cultura locale.
    immagini
    胡同 — foto
    胡同 — foto
    胡同 — foto
    胡同 — foto
    胡同 — foto
    胡同 — foto
    胡同 — foto
    LUOGO:
    漓江
    漓 江

    fiume Li (漓江)

    lí jiāng

    Fiume Li
    suggestiva panoramica del fiume Li.
    Il fiume Li o Lijiang o Li Jiang 漓江, lí jiāng, è un fiume della regione autonoma del Guangxi, 广西, guǎng xī, nella Cina meridionale. Ha origine nello Xing'an 兴安 e attraversa le città di Guilin, 桂林, guì lín e la contea di Yangshuo, 阳朔县, yáng shuò xiàn.
    È lungo 437 chilometri ed è affiancato da centinaia di verdi colline che danno luogo ad un paesaggio carsico di rara suggestione. Il paesaggio circostante, che comprende anche diverse bellissime grotte, è meta del turismo internazionale.
    Fiume Li
    tradizionale pesca con il cormorano.
    Tra le tradizioni che sopravvivono è famosa la pesca con il cormorano, che avviene mediante l'utilizzo di tale uccello da parte dei pescatori, tuttora praticata nel Lijiang.
    immagini
    漓江 — foto
    漓江 — foto
    漓江 — foto
    漓江 — foto
    LUOGO:
    丽江
    麗 江

    Lijiang (麗江)

    lì jiāng

    丽江市, lìjiāng shì.La Città Vecchia di Lijiang, conosciuta anticamente anche come Città di Dayan, 大研古镇,è una città della Cina, nella provincia dello Yunnan, 云南, yún nán, situata sull’antica e importante Via della Seta Meridionale e sull'Antica via del Tè e dei Cavalli, che fungeva come stazione di posta. La città è famosa per i suggestivi scenari e il vasto patrimonio culturale nonché ambientazione cinematografica per film e fiction televisive quali "One Meter Sunshine" e "Mu fu Feng yun" (2012).
    L'antica città di Lijiang fu costruita durante la dinastia Song meridionale, 宋朝.
    Precisamente, la città è collocata nella prefettura autonoma di Lijiang Naxi, abitata principalmente dalla comunità di minoranza Naxi, un’etnia, che parla una lingua della famiglia tibeto birmana, e che saputo mantenere nel tempo l'integrità della propria cultura. Il popolo Naxi è caratterizzato da un modello sociale di tipo matriarcale ed è, inoltre, popolare per la loro musica tradizionale, la danza e le arti.
    È circondata da montagne anch’esse note per le tipiche risaie terrazzate, le cascate e gli antichi villaggi. Il centro storico di Lijiang è dichiarato sito Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO, tutelato per l’antica architettura urbana perfettamente conservata e le strade fiancheggiate da case tradizionali in stile Naxi.
     Casa in stile Naxi
    Casa in stile Naxi.
     Casa in stile Naxi
    Casa in stile Naxi.
    Oltre alle sue attrazioni naturali e culturali, Lijiang è anche una destinazione popolare per attività all'aria aperta come l'escursionismo e il rafting.
    Tra le attrazioni principali:
    • Lijiang Water Town (città d’acqua): è un tradizionale villaggio Naxi, celebre per le sue vie strette, le abitazioni caratteristiche ed i suoi canali ed è collocata alla periferia della città. È pertanto una popolare meta turistica che offre un’esperienza immersiva nella cultura tradizionale e nei costume della regione.
       Casa in stile Naxi
      caratteristici vicoli e case Naxi attraversate da canali in Lijiang.
    • Lijiang Folk Festival: si tiene annualmente nella città ed è una celebrazione del patrimonio culturale locale con musica tradizionale Naxi e spettacoli di danza, oltre a dimostrazioni di artigianato come la fabbricazione della carta e l'intaglio del legno.
    • l’Antica Orchestra Musicale Naxi: è un gruppo musicale tradzionale che esegue musiche della tradizione Naxi con strumenti originari. Il gruppo ha sede nella città ed è considerato una delle principali attrazioni per i turisti che visitano la regione
    • Impression Lijiang Show: è uno spettacolo che si tiene all'aperto che rievoca la storia del popolo Naxi e della sua cultura, celebre per le sue straordinarie immagini ed effetti speciali.
    Lijiang è una delle città turistiche più importanti della Cina ed è stata classificata come "Raccomandazioni di viaggio a tre stelle" (il livello più alto) dalla Guida di viaggio Michelin.
    immagini
    丽江 — foto
    丽江 — foto
    丽江 — foto
    丽江 — foto
    丽江 — foto
    丽江 — foto
    丽江 — foto
    丽江 — foto
    丽江 — foto
    丽江 — foto
    丽江 — foto
    丽江 — foto
    丽江 — foto
    LUOGO:
    陕西
    陝 西

    Shaanxi (陝西)

    shǎn xī

    La provincia dello Shaanxi, 陕西, shǎn xī, denominata anche Qin, in onore alla dinastia Qin, risalente al primo imperatore 秦始皇帝 , Qín Shǐ Huángdì, è una provincia della Cina nord- occidentale tra le più sviluppate. Il capoluogo è 西安,Xi'an, la famosa antica capitale di ben tredici dinastie cinesi.
    Shaanxi ( shǎnxī ) possiede lo stesso nome della vicina provincia Shanxi ( shānxī ), che ha la stessa pronuncia ma toni diversi, ed è perciò facilmente confondibile nelle lingue occidentali. Pertanto, per differenziarla è stata raddoppiata la vocale “a”.
    immagini
    陕西 — foto
    LUOGO:
    深圳
    深 圳

    Shenzhen (深圳)

    shēn zhèn

    Shenzhen, 深圳, shēn zhèn, è una città della Cina, situata lungo la costa meridionale del paese, ricadente nella giurisdizione della provincia di Guangdong 广东. Possiede uno status amministrativo speciale ed è attualmente la terza economia della Cina oltre che la quarta città più popolosa. Rappresenta l'evoluzione della Cina, ed è quasi un caso di studio contemporaneo: da area periferica del Guangdong trasformata in Zona Economica Speciale dal 1980, quindi un vero e proprio laboratorio della politica di riforma e apertura, fino a diventare uno dei maggiori poli tecnologici e industriali del paese. Shenzhen non è una città da scegliere principalmente per templi imperiali o quartieri storici come Pechino, Xi’an o Suzhou bensì è interessante per il contrasto tra grattacieli, innovazione, grandi parchi, costa e alcuni nuclei storici sopravvissuti. Il sito turistico ufficiale della città sottolinea proprio questa combinazione fra ambiente costiero, architettura contemporanea, parchi, siti storici e grandi attrazioni.
    Tra le aree e siti più interessanti:
    • Futian e il Ping An Finance Centre: è la Shenzhen “futuristica”, con uno skyline spettacolare soprattutto al tramonto e di sera.
    • Huaqiangbei (华强北): è uno dei luoghi più caratteristici della città se ti interessano elettronica, componentistica, tecnologia e cultura “maker”. Più che un'attrazione tradizionale, è quasi un fenomeno urbano da osservare.
    • Shenzhen Bay Park: lunga passeggiata sul mare, piste ciclabili e vista verso Hong Kong; è una delle zone migliori per capire quanto Shenzhen sia anche una città costiera.
    • Nantou Ancient City – 南头古城: è probabilmente ciò che ti consiglierei maggiormente se, oltre alla Cina contemporanea, ti interessa la storia. L'insediamento risale a circa 1.700 anni fa e oggi mescola resti storici, vicoli, piccoli musei, locali e spazi culturali.
    • Dapeng Fortress – 大鹏所城: fortezza costiera risalente alla dinastia Ming, costruita nel 1394. È nella parte orientale della municipalità ed è uno dei luoghi migliori per vedere una Shenzhen completamente diversa dal centro finanziario.
    • OCT-LOFT: vecchia area industriale trasformata in quartiere creativo, con gallerie, design, caffè e mercatini.
    • Dafen Oil Painting Village: particolare quartiere legato alla produzione e commercializzazione di pittura.
    • Dameisha/Xiaomeisha e penisola di Dapeng: spiagge e costa, che spesso sorprendono chi immagina Shenzhen soltanto come una distesa di grattacieli. La municipalità conta oltre 260 km di costa e più di 1.300 parchi.
    LUOGO:
    四川
    四 川

    Sichuan (四川)

    sì chuān

    神农, shén nóng
    Sichuan. Valle del Jiuzhaigou – parco nazionale
    La provincia del Sichuan è divisa in tre climi principali , vale a dire il clima subtropicale umido nel bacino del Sichuan , il clima semi umido di tipo subtropicale nelle parte montana sudoccidentale e un clima alpino nell'altopiano nordoccidentale con ovvia varietà di paesaggi naturali.
    神农, shén nóng
    Sichuan. Nella provincia del Sichuan, si trova una delle più straordinarie serie di laghi al mondo, chiamata parco nazionale Jiuzhaigou, eletto Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1992
    Inoltre, nel Sichuan convivono molteplici etnie, tra queste: Han, Yi, Tibetani, Qiang, Miao, Hui, Mongoli, Tujia, Lisu, Manchu, Naxi, Buyi, Bai, Zhuang e Dai. ' disabled> 四川, sì chuān. Il Sichuan, letteralmente "Quattro fiumi", è una delle 23 province della Cina. La regione presenta una delle maggiori diversità etniche del paese poiché ospita ben 53 minoranze tra le quali quella tibetana. La sua capitale è la famosa Chengdu- 成都, chéng dū.
    Situato nell'entroterra del sud-ovest della Cina , nella parte superiore del fiume Yangtze (长江cháng jiāng o Fiume Azzurro), è conosciuta come la "Terra dell'Abbondanza". È uno dei luoghi di nascita del taoismo (道教 dào jiào ) in Cina, nonché il luogo di nascita dell'antica civiltà Shu ( lo stato di Shu 蜀 era un antico stato che si trovava nell'est di Sichuan) e il luogo in cui la prima carta moneta "Jiaozi" è apparsa nel mondo (交子jiāo zǐ è stata una forma di lettera di credito o lettera cambiale apparsa intorno all’11° secolo nella capitale del Sichuan, Chengdu成都, chéng dū). Qui sopravvive da secoli la cultura dell'industria del sale (noto appunto come sale del Sichuan) e la cultura del vino. La topografia della provincia del Sichuan differisce notevolmente rivelandosi particolarmente diversificata da est a ovest con un panorama suggestivo costituito da montagne, colline, pianure, bacini e altipiani.
    神农, shén nóng
    Sichuan. Valle del Jiuzhaigou – parco nazionale
    La provincia del Sichuan è divisa in tre climi principali , vale a dire il clima subtropicale umido nel bacino del Sichuan , il clima semi umido di tipo subtropicale nelle parte montana sudoccidentale e un clima alpino nell'altopiano nordoccidentale con ovvia varietà di paesaggi naturali.
    神农, shén nóng
    Sichuan. Nella provincia del Sichuan, si trova una delle più straordinarie serie di laghi al mondo, chiamata parco nazionale Jiuzhaigou, eletto Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1992
    Inoltre, nel Sichuan convivono molteplici etnie, tra queste: Han, Yi, Tibetani, Qiang, Miao, Hui, Mongoli, Tujia, Lisu, Manchu, Naxi, Buyi, Bai, Zhuang e Dai.
    immagini
    四川 — foto
    四川 — foto
    四川 — foto
    四川 — foto
    四川 — foto
    四川 — foto
    四川 — foto
    四川 — foto
    四川 — foto
    四川 — foto
    四川 — foto
    四川 — foto
    四川 — foto
    四川 — foto
    LUOGO:
    望仙谷
    望 仙 谷

    Valle di Wangxian (望仙谷)

    wàng xiān gǔ

    Nel distretto di Guangxin, 广西, guǎng xī, città di Shangrao (上饶市, shàng ráo, è una città-prefettura della Cina ), provincia di Jiangxi (Jiangxi 江西, jiāng xī, una provincia meridionale della Cina), esiste un punto panoramico unico nel suo genere: la Valle di Wangxian, 望仙谷 wàng xiān gǔ, importante meta attrattiva per gli incantevoli paesaggi costituiti da canyon circondati da montagne attraversate da fiumi e ruscelli circondati da una rigogliosa vegetazione di aghifoglie e bambù, arricchiti da costruzioni tradizionali realizzate con incredibile maestria lungo le pareti rocciose e tra loro collegate da impressionanti ponti sospesi su fiumi e suggestive cascate.
     wàng xiān gǔ Wangxian valley
    Panoramica di Wangxian Valley.

    L'area panoramica della valle di Wangxian ospita gole, cime, rocce giganti, cascate e una varietà di templi buddhisti ( il tempio di Tianxin, Nanshan Taoyuan, Sandiashui, la sala ancestrale di Hu ) che costituiscono anch’essi un punto di richiamo turistico nazionale ed internazionale.
    La valle di Wangxian ha avuto origine al termine della dinastia Han Orientale, 汉朝 , hàn cháo, e proseguita durante il periodo dei Tre Regni.
    Posizione.
    La valle di Wangxian appartiene ai monti Lingshan e si trova nel nord-est del monte Lingshan e occupa una giurisdizione di ben 93 chilometri quadrati.
    Attrazioni principali.
    • pietra del tuono La pietra del tuono è un enorme granito. La leggenda narra che un giorno, a causa della forte pioggia, delle nuvole nere incombero sulla città con forti raffiche di vento e un fulmine abbia spaccato il masso e si sia trasformato in una pietra del tuono. Tra i residenti locali ricorre la credenza che nella pietra avesse sede uno spirito e che il dio del tuono sia stato inviato dal cielo per punirlo.
    • tre pentole Sono così chiamate dai residenti le tre insenature formate dal fiume che scorre nel canyon che, dall’alto, assumono la forma di pentole o marmitte
       wàng xiān gǔ Wangxian valley, veduta dall’alto delle tre pentole
      wàng xiān gǔ Wangxian valley, veduta dall’alto delle tre pentole.
    • Cascata di Wangxian Nella valle di Wangxian i numerosi ruscelli danno luogo a numerose piccole cascate a gradinate componendo così un paesaggio acquatico davvero affascinante.
       wàng xiān gǔ Wangxian valley
      wàng xiān gǔ Wangxian valley, ruscelli e cascate.
    immagini
    望仙谷 — foto
    望仙谷 — foto
    望仙谷 — foto
    望仙谷 — foto
    望仙谷 — foto
    望仙谷 — foto
    望仙谷 — foto
    望仙谷 — foto
    望仙谷 — foto
    望仙谷 — foto
    望仙谷 — foto
    望仙谷 — foto
    望仙谷 — foto
    望仙谷 — foto
    望仙谷 — foto
    望仙谷 — foto
    望仙谷 — foto
    LUOGO:
    香港
    香 港

    Hong Kong (香港)

    xiāng gǎng

        香港 xiāng gǎng, nota come Hong Kong è una città a statuto amministrativo speciale della Cina, situata nell'area meridionale del paese.
    LUOGO:
    新加坡
    新 加 坡

    Singapore (新加坡)

    xīn jiā pō

    新加坡, xīn jiā pō. Singapore è una città-stato e isola del sud-est asiatico, situata nella costa meridionale della Malaysia. È un hub finanziario e dei trasporti, noto per la sue moderne ed efficienti infrastrutture e gli aspetti multiculturali della sua popolazione.
    Le lingue ufficiali sono l’inglese, il cinese, il malese e il tamil.
    Il clima è subtropicale, ricco di foreste pluviali con elevata umidità e temperature medie intorno a 31 gradi centigradi per l’intero anno.
    Il paese possiede un forte economia, con alti livelli di libertà sociali e bassa corruzione, sede di numerosi affari e organizzazioni internazionali, tra le quali Singapore Exchange e il Fondo Monetario Internazionale.
    Singapore è una destinazione turistica molto popolare famosa per le sue moderne skyline, attrazioni culturali e varietà culinarie. Alcune popolari attrazioni includono lo Zoo di Singapore, il Giardino della Baia, il Giardino Botanico di Singapore. Il paese èò anche sede di numerosi festival culturali e eventi, quali il Festival del Cibo, e il Singapore Night Festival.
    Tra i cibi più noti:
    • Granchio al peperoncino: granchio saltato in padella in una salsa piccante a base di pomodoro.
       Granchio al peperoncino
      Granchio al peperoncino.
    • Riso al pollo hainanese: un piatto di pollo in camicia servito con riso cotto nel brodo di pollo, insieme a una salsa allo zenzero e peperoncino.
      Riso con pollo all’ hainanese
      Riso con pollo all’ hainanese.
    • Laksa: una zuppa di noodle speziata a base di latte di cocco con gamberetti, tofu e germogli di soia.
    • Satay: spiedini di carne alla griglia, tipicamente pollo o manzo, serviti con una salsa di arachidi.
    • Bak kut teh: una zuppa di costolette di maiale con un brodo forte e saporito a base di erbe e spezie.
    • Roti prata: un tipo di focaccia fritta e servita con una varietà di salse e curry.
    • Dim sum: una varietà di piatti piccoli e piccoli, tipicamente serviti in cestini per la cottura a vapore o su piccoli piatti.
    • Wanton mee: un piatto di pasta all'uovo servito con gnocchi e una salsa saporita
    • Kaya toast: un popolare piatto per la colazione composto da pane tostato con burro e una dolce marmellata di cocco chiamata "kaya".
    LUOGO:
    阳朔县
    陽 朔 縣

    Contea di Yangshuo (陽朔縣)

    yáng shuò xiàn

         阳朔县 , yáng shuò xiàn, cioè la contea di Yangshuo è una delle aree attrattive maggiori sul piano turistico e ambientale. Yangshuo si trova nel Guangxi, a sud di Guilin, ed è celebre soprattutto per il paesaggio carsico del bacino del fiume Li 漓江: pinnacoli calcarei, risaie, corsi d’acqua e piccoli villaggi. È quindi uno dei paesaggi più iconici della Cina meridionale e rientra nel grande sistema turistico Guilin–Yangshuo, oggi ulteriormente valorizzato nei programmi nazionali di sviluppo turistico. Le esperienze più interessanti sono:
    • 漓江 Lí Jiāng – fiume Li: il tratto tra Guilin e Yangshuo è quello classico delle fotografie con montagne carsiche e barche.
    • 遇龙河 Yùlóng Hé – fiume Yulong: più piccolo e tranquillo del Li; molto bello in bicicletta o con le tipiche zattere di bambù.
    • 十里画廊 Shílǐ Huàláng – “Galleria dei dieci li”: percorso panoramico tra montagne, risaie e villaggi.
    • 兴坪古镇 Xīngpíng Gǔzhèn: antico borgo sul Li, particolarmente fotogenico.
    • 相公山 Xiànggōng Shān: uno dei punti panoramici migliori per fotografare il fiume dall’alto.
    • 月亮山 Yuèliàng Shān – Moon Hill: arco naturale nella montagna, facilmente riconoscibile.
    • campagne intorno a Yangshuo e Yulong River, ideali in bicicletta o scooter elettrico.
    La base stessa dello sviluppo turistico di Yangshuo è pertanto il Li River e tutto il paesaggio di Guilin.
    LUOGO:
    云南
    雲 南

    Yunnan (雲南)

    yún nán

    Lo Yunnan, 云南, yún nán, letteralmente “a sud dei monti Yun” (i monti Yunling 云岭, yún lǐng, - “cime nuvolose”, sono una catena montuosa che attraversa da nord a sud la provincia dello Yunnan), è una provincia della Cina che vanta una grande biodiversità e vaste risorse naturali ed è perciò una meta turistica tra le più coinvolgenti.
    Nondimeno, lo Yunnan è caratterizzato anche da una notevole diversità culturale rappresentata dalle molteplici minoranze etniche che vi risiedono, ricche di forti tradizioni e tra loro profondamente diverse, aspetto questo che rende la regione ancora più attrattiva.
    Il paesaggio varia dalle montagne innevate alle famose risaie terrazzate sino ai laghi ed alle spettacolari gole.
    Confina ad est con con il Guangxi - 广西 -, a nord con la provincia del Sichuan - 四川 -, a nord-ovest con il Tibet - 西藏, xī zàng . Inoltre, confina ad ovest con il Myanmar - 缅甸 miǎn diàn -, a sud con il Laos - 老挝 lǎo wō - e a sud est con il Vietnam越南 yuè nán.
    Dal punto di vista climatico, lo Yunnan è attraversato dal tropico del Cancro e, data la sua estensione, nella regione si identificano praticamente tutti i climi che permettono di passare dalle fitte foreste pluviali alle vette dei monti Yunling 云岭 nel Sichuan e del Tibet, sino alle umide regioni del sud.
    Tra i siti turistici più apprezzati rientra “la Gola del Salto della Tigre”, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, inserita nel Parco nazionale dei Tre Fiumi Paralleli.
    La leggenda narra che una tigre fosse in grado di attraversare il punto più stretto della gola compiendo solo due salti in virtù di un ampio macigno situato nel mezzo del fiume. La gola è dichiarata ad oggi la più profonda del pianeta.
    Tra le immancabili e suggestive tappe turistiche nello Yunnan non possono mancare
    • la città di Lijiang - 丽江, lì jiāng - o meglio, la città vecchia di Lijiang (Old Town of Lijiang), detta anche Dayan, anch’essa dichiarata patrimonio mondiale dall’Unesco;
    • le risaie terrazzate tipiche delle Honghe Hani (prefettura autonoma hani e yi di Honghe - 红河哈尼族彝族自治州, hóng hé hāní zú yí zú zì zhì zhōu - è una prefettura autonoma della provincia dello Yunnan). Esse vantano una tradizione che risale ad oltre 1.200 anni fa e rappresentano uno dei sistemi agricoli più antichi al mondo che sopravvive tutt’oggi in grado di conferire al paesaggio circostante un panorama unico di colori brillanti;
    • il tempio delle Tre Pagode. È costituito da tre antiche pagode disposte in forma di triangolo equilatero, risalenti al IX e X secolo, al tempo del regno Nan Zhao - 南詔, nán zhāo ( regno della popolazione Bai tra l'VIII e il IX secolo d.c.) e del Regno di Dali. Le tre pagode fanno parte del tempio di Chongsheng - 崇圣寺, chóng shèng sì.
    Lo Yunnan è inoltre la patria del tè con boschi selvatici composti da alberi millenari risalenti ad oltre 2.700 anni.
    La tradizione vuole che il successo della pianta sia attribuito alla mitica figura dell’imperatore Shennong - 神农, shén nóng, letteralmente "Dio dell'Agricoltura", considerato un dio-antenato cinese, vissuto, secondo la leggenda, intorno a 5.000 anni fa, era un esperto di botanica al quale è fatta risalire tutta la tradizione agricola cinese; fu lui, secondo la tradizione, a introdurre nell'antica Cina le tecniche dell'agricoltura e gli aspetti terapeutici delle piante da cui è tratta la Medicina Tradizionale Cinese -中医, zhōng yī.
    神农, shén nóng
    pittura dell’assaggiatore di tè.
    Secondo il mito, nel 2737 a.C. delle foglie provenienti da un ramoscello di tè in fiamme caddero nel suo pentolino in cui stava bollendo dell'acqua favorendone così la scoperta dei benefici in seguito al suo assaggio. Da allora, avrebbe prescritto a tutti i suoi sudditi di consumare tale bevanda.
    Lo Yunnan è il secondo paese produttore dopo il Fujian. La produzione maggiore è quella del tè scuro普洱茶, pǔ ěr chá (una varietà di tè postfermentato, cioè sottoposto ad un processo di fermentazione microbica ed essiccamento), seguito dal tè verde - 绿茶, lǜ chá - (tra le più diffuse varietà al mondo, non subisce alcun processo di ossidazione delle foglie), dal tè rosso, conosciuto anche come tè nero - 红茶, hóng chá (che subisce invece un processo di ossidazione) - e, infine, il tè bianco - 白茶, bái chá - (una varietà che subisce un processo parziale di ossidazione) il cui nome deriva dal colore delle gemme ancora chiuse, di aspetto biancastro. La bevanda preparata invece assume un colore giallo pallido.
    immagini
    云南 — foto
    云南 — foto
    云南 — foto
    云南 — foto
    云南 — foto
    云南 — foto
    LUOGO:
    中国
    中 國

    Cina (中國)

    zhōng guó

    Zhōng guó (中国) è il nome frequentemente usato per indicare la nazione cinese e che identifica l’attuale Repubblica Popolare Cinese, da non confondere con la Repubblica di Cina, comunemente nota come Taiwan (o Formosa), non riconosciuta come stato indipendente perché rivendicato il territorio come appartenente alla Repubblica Popolare Cinese.
    stemma Cina
    Stemma della Repubblica Popolare Cinese.
    Con probabilità, il nome si deve all’antico stato di秦 “Qín”, esistito durante la dinastia Zhou - 周朝 - Zhōu cháo (1122–255 a.C.) e corrispondente grossomodo all’attuale 陕西 – Shaanxi – (più precisamente collocato a sud della attuale provincia di Shaanxi con estensioni nel Sichuan - 四川, sì chuān -, sino alla valle del fiume Yangtze o fiume azzurro o 长江).
    antico stato di Qin
    Antico stato di Qin 秦.
    Il termine Zhong Guo – letteralmente “paese di mezzo, terra di mezzo, territorio centrale”, è possibilmente in rapporto alla posizione geografica centrale ( in seguito poi variata) assunta dall’originario stato sui singoli territori adiacenti.    
    PERIODO:
    Periodo:dal 2195/2070 a.C. al 1675/1600 a.C.
    夏 朝

    dinastia Xia (夏朝)

    xià cháo

    La dinastia Xia, 夏朝, xià cháo, è tra le più remote dinastie di carattere ereditario della Cina registrate nei libri di storia, ed è collocata convenzionalmente nell’epoca pre-imperiale, tra il 2195/2070 a.C. e il 1675/1600 a.C..
    La fondazione è attribuita al leggendario 大禹, dà yǔ, Yu il grande (sì wén mìng, 姒文命) che, secondo il mito, regnò come il primo re della dinastia Xia, a cui sarebbero succedute 14 generazioni e 17 discendenti.
    Ogni governante della dinastia Xia assumeva il titolo di "Hou", quando era in carica e di "Imperatore" alla morte.
     imagine di DaYu
    Antica rappresentazione di Da Yu.
    La capitale del regno era Yangcheng 阳城县, yáng chéng xiàn.
    L’esistenza della dinastia Xia è stata per lungo tempo al centro di discussioni accademiche sino alla scoperta del sito archeologico di Erlitou, 二里头, Èr lǐ tou, situato nella contea di Yanshi, nella provincia di Henan (ad ovest), identificato e riconosciuto come il sito della dinastia Xia che testimonia il primo insediamento urbano nonché la prima capitale accertata nella storia della Cina. La sua configurazione è caratterizzata da resti di palazzi di grandi dimensioni, difesi da cinta murarie al cui interno erano presenti laboratori per la fusione del bronzo.
     manufatti rinvenuti a Erlitou
    manufatti in bronzo rivenuti nel sito archeologico di Erlitou.
    Nel 1988 Erlitou è stato dichiarato "Patrimonio culturale nazionale di prima importanza" per la Cina.
    La datazione del sito di Erlitou è stata determinata attraverso il metodo di datazione al carbonio 14, e risalirebbe a circa 3500-3800 anni; età relativamente coerente con la tarda dinastia Xia attestata nei registri storici. I manufatti portati alla luce nel sito archeologico, costituiti da vasellame in bronzo e giada, sono fatti risalire al tardo neolitico e la prima età del bronzo, insieme armi ed attrezzi in pietra e corno d’osso, impiegati per le lavorazioni in genere e la produzione agricola, che dimostrano l’impiego in scala della fusione del rame.
     manufatti rinvenuti a Erlitou
    manufatti in bronzo rivenuti nel sito archeologico di Erlitou.
    Tra i mezzi di trasporto risulterrebbe utilizzato anche il carro, sebbene non dimostrato se trainato da cavalli o come risciò (黄包车, huáng bāo chē).
    Alla dinastia Xia è fatto risalire la produzione di vino e l’invenzione del calendario lunare, chiamato anche calendario Xia, tuttora popolare in Cina.
    immagini
    PERIODO:
    Periodo:dal 1600 a.C. al 1046 a.C.
    商 朝

    dinastia Shang (商朝)

    shāng cháo

    La dinastia Shang, 商朝, shāng cháo, (circa 1600 aC-circa 1046 aC), conosciuta anche come dinastia Yin, 殷代, yīn dài, dal nome della capitale Yin, ora Anyang, è stata la seconda dinastia nella storia cinese e la prima dinastia in Cina documentata da scritti risalenti allo stesso periodo.
     mappa della dinastia Shang
    mappa della dinastia Shang.
    Venne fondata da Shang Tang, monarca dello stato di Fang e dello stato di Shang, al tempo della dinastia Xia, sconfitta in seguito a guerre mosse dallo stesso Shang Tang.
    Nel periodo di riferimento della dinastia, si sono succeduti 31 imperatori.
    La dinastia Shang è la prima supportata da evidenze storiche e archeologiche che hanno consentito di ricostruire il livello di sviluppo raggiunto e mantenuto nei circa 500 anni di regno della dinastia, in una gamma di settori che vanno dallo svilupppo dell’agricoltura, all’allevamento e l’artigianato rafforzato dal perfezionamento della fusione del bronzo, impiegato, ad esempio, anche nella produzione di strumenti musicali oltre che vasellame e armi.
     manufatto del periodo della dinastia Shang
    manufatto del periodo della dinastia Shang.

    Alcuni dei personaggi e figure di rilievo del tempo includono:
    • Imperatore Tang: fondatore della dinastia,è considerato fra i più importanti regnanti della storia cinese.
    • Imperatore Wu Ding: 5° regnante della dinastia Shang, noto per le sue conquiste military e per i suoi sforzi nella centralizzazione del sistema di governo del paese.
    • Fu Hao: potente regina consorte della dinastia Shang, famosa per suoi successi military e il suo ruolo nell’amministrazione del regno.
    • Di Xin: ultimo regnante della dinastia Shang, conosciuto per gli aspetti decadenti e corrotti che contribuirono al collasso della dinastia.
    • Yi Yin: ministro e consigliere dell’imperatore Tang, abile stratega, filosofo e politico il cui contributo favorì la sconfitta del re Jie della dinastia Xia.
    Tra le curiosità del periodo, i resti archeologici rinvenuti evidenziano le pratiche divinatorie molto diffuse nella casa reale, eseguite con ossa di animali e gusci di testuggine. Erano, cioè, realizzati dei veri e propri testi oracolari incidendo particolari scapole di animali o gusci di tartaruga con le richieste avanzate dall’oracolo; parti che venivano in seguito sottoposte ad un processo fisico la cui interpretazione rappresentava la risposta divinatoria.
    immagine
    immagine
    imperatori
    • 1) 湯 Tāng
    • 2) 太丁 Tai Ding
    • 3) 外丙 Wai Bing
    • 4) 仲壬 Zhòng Rén
    • 5) 太甲 Tài Jiǎ
    • 6) 沃丁 Wò Dǐng
    • 7) 太庚 Tai Geng
    • 8) 小甲 Xiǎo Jiǎ
    • 9) 雍己 Yōng Jǐ
    • 10) 太戊 Tài Wù
    • 11) 仲丁 Zhòng Dīng
    • 12) 外壬 Wai Ren
    • 13) 河亶甲 Hé Dǎn Jiǎ
    • 14) 祖乙 Zǔ Yǐ
    • 15) 祖辛 Zǔ Xīn
    • 16) 沃甲 Wò Jiǎ
    • 17) 祖丁 Zǔ Dīng
    • 18) 南庚 Nán Gēng
    • 19) 陽甲 Yáng Jiǎ
    • 20) 盤庚 Pán Gēng
    • 21) 小辛 Xiǎo Xīn
    • 22) 小乙 Xiǎo Yǐ
    • 23) 武丁 Wǔ Dīng
    • 24) 祖庚 Zǔ Gēng
    • 25) 祖甲 Zǔ Jiǎ
    • 26) 廩辛 Lǐn Xīn
    • 27) 庚丁 Gēng Dīng o o Kang Ding (康丁 Kāng Dīng)
    • 28) 武乙 Wǔ Yǐ
    • 29) 文丁 Wén Dīng
    • 30) 帝乙 Dì Yǐ
    • 31 帝辛 Dì Xīn o Zhòu (紂) Zhòu Xīn (紂辛) o Zhòu Wáng (紂王)
    PERIODO:
    Periodo:dal 1042/1122 al 255/ 256 a.C.
    周 朝

    dinastia Zhou (周朝)

    zhōu cháo

    inizio: (1042) 1122 –255 (256) a.C.
    Dinastia che ha regnato l'antica Cina per circa otto secoli, lasciando testimonianze culturali e politiche che hanno contrassegnato la Cina sino alla fine del periodo imperiale terminato nel 1911. La data di inizio dello dinastia Zhou è oggetto di discussione poiché talune voci la indicano a partire dal 1122 a.C., mentre altri studi fissano la data al 1046 a.C.. Certamente è da ritenersi tra le dinastie più significative della storia cinese ed anche la più duratura, divisa in due distinti periodi: Zhou Occidentale (1046-771 a.C.) e Zhou Orientale (771-256 a.C.), successivamente seguita dalla dinastia Qin che ha dato alla Cina il suo nome.
    La dinastia Zhou è terminata nel 256 a.C.
    Il Popolo Zhou aveva sede e origine sulle rive occidentali del Fiume Giallo, precisamente nell’area dell’attuale provincia dello Shaanxi, 陕西, shǎn xī. Conquistarono gli Shang intorno al 1050 a.C. affermando così la loro dinastia. Con la cultura Shang condivisero però molteplici aspetti e affinità, con specifico riguardo ai rituali religiosi e alle pratiche divinatorie. Sul piano politico, la dinastia invece sviluppò il concetto del mandato divino conferito all’imperatore, aspetto questo che caratterizzò per secoli il governo cinese anche dopo la fine della dinastia Zhou.
    Nei quasi 800 anni di regno della dinastia, lo sviluppo delle arti e della cultura ha contribuito alla crescita di correnti filosofiche espresse da esponenti e letterati quali Confucio, 孔夫子, kǒng fū zǐ (maestro Kong), Mencio, 孟子, mèng zǐ (maestro Meng), Mozi,墨子, mò zǐ, Laozi, 老子, lǎo zǐ e Sun-Tzu, 孙子, sūn zǐ, tutti vissuti in tale epoca conosciuta anche come le “Cento Scuole di Pensiero” , 诸子百家, zhū zǐ bǎi jiā e che rappresenta un panorama culturale che ha distinto nel tempo la Cina.
    Riferimenti
    • a. 孔夫子, kǒng fū zǐ
    • b. 孟子, mèng zǐ
    • c. 墨子, mò zǐ
    • d. 老子, lǎo zǐ
    • e. 孙子, sūn zǐ
    • f. 诸子百家, zhū zǐ bǎi jiā
    PERIODO:
    Periodo:dal 221 a.C. al 206-7 a.C.
    秦 朝

    dinastia Qin (秦朝)

    qín cháo

    La dinastia Qin,秦朝, qín cháo ha regnato in Cina dal 221 a.C. al 206-7 a.C., preceduta dalla dinastia Zhou, 周朝, quest’ultima la più longeva della dinastie nella storia cinese e seguita dalla dinastia Han, 汉朝, hàn cháo.
    La dinastia Qin è considerate la prima dinastia imperiale della Cina.
    Dopo la prima unificazione, avvenuta con la dinastia Xia, 夏朝, xià cháo, la Cina soffrì lunghi periodi di conflitti interni. In conseguenza, il territorio divenne frammentato in piccoli stati in costante lotta tra loro per la supremazia.
    Tra i sette stati più influenti dell’epoca, c’era il regno di Qin, localizzato nella regione nord occidentale del paese. Il regno di Qin attuò una forte espansione militare profittando della sua strategica posizione geografica, della potenza degli armamenti nonché forte di un’agricoltura fiorente basata su un innovativo sistema di irrigazione idrico.
    L'unificazione della Cina avvenne sotto il primo imperatore Qin Shi Huangdi, 秦始皇帝 , Qín Shǐ Huángdì (letteralmente "Primo Imperatore della dinastia Qin") e segnò l'inizio della Cina imperiale, perdurata fino alla caduta della dinastia Qing avvenuta nel 1912. La dinastia Qin è resa famosa da molteplici altre conquiste, come la costruzione della Grande Muraglia, 长城, Cháng chéng, la standardizzazione della scrittura cinese, l’unificazione del sistema monetario in un’unica valuta, il sistema di pesi e misure e lo sviluppo di un complesso sistema di strade e canali irrigui ed in ultimo la realizzazione del famoso esercito di terracotta, 兵马俑, bīng mǎ yǒng (l'esercito di terracotta, noto anche come i guerrieri e i cavalli di terracotta di Shihuangdi, è una collezione di statue ad altezza naturale conservate nel mausoleo del primo imperatore Qin, situato nei pressi del capoluogo dello Shaanxi, 陕西, shǎn xī , la città di Xi'an, 西安 . Si tratta di un esercito puramente simbolico costruito per la tomba del primo imperatore cinese Qin Shi Huang e destinato a servirlo nell’oltretomba).
    È ricordata, inoltre, per le regole ferree innestate su una struttura statale centralizzata e burocratica ispirata alla filosofia del legismo (una scuola di pensiero cinese orientata al conseguimento dell’ordine sociale, la sicurezza e la stabilità basate su un rigido pragmatismo) con risultati controproducenti sul piano dei diffusi disordini sociali e economici registrati al tempo.
    Tra le figure che hanno segnato l’epoca, oltre all’imperatore giallo, Qin Shi Huangdi, si ricordano:
    • Li Si: fu il primo ministro della dinastia Qin e svolse un ruolo chiave nella centralizzazione del potere sotto l’imperatore giallo.
    • Zhang Han: fu un generale e politico durante la dinastia Qin, famoso per il suo ruolo nella soppressione delle rivolte dei Sette Stati
    • Meng Tian: fu un generale e uno stratega militare durante la dinastia Qin, noto per avere contribuito all’espansione dell’impero Qin nell’Asia Centrale.
    • Zhao Gao: fu un eunuco e uno stretto consigliere del secondo imperatore Qin, Qin Er Shi, e giocò un ruolo chiave nelle lotte di successione che seguirono la morte di Qin Shi Huang Di.
    • Fu Su: fu il figlio del secondo imperatore Qin, reso noto per il suo ruolo nelle lotte di successione che seguirono la morte dell’imperatore giallo.

    La dinastia Qin fu segnata anche da numerosi professori, filosofi e letterati che lasciarono significativi contributi alla letteratura e pensiero cinese. Tra questi, Han Feizi, Li Si, e Xunzi, che furono influenti nello sviluppo del legalismo e Laozi e Zhuangzi, che furono importanti figure nello sviluppo della filosofia taoista.
    Tuttavia, i manufatti rinvenuti negli scavi archeologici del periodo, come l’esercito di terracotta e la Grande Muragllia, suggeriscono l’esistenza di abilità artigianali ed artistiche diffuse al tempo.
    personaggi
    • a) Qin Shi Huangdi
    • b) Li Si
    • c) Zhang Han
    • d) Meng Tian
    • e) Zhao Gao
    • f) Fu Su
    • g) Han Feizi
    • h) Xunzi
    • i) Laozi
    • l) Zhuangzi
    PERIODO:
    Periodo:dal 202-206 a.C. sino al 220 d.C.
    漢 朝

    dinastia Han (漢朝)

    hàn cháo

    La dinastia Han, 汉朝, hàn cháo, fondata dalla famiglia Liu (刘), ha governato la Cina per oltre 4 secoli, periodo compreso tra il 202-206 a.C. sino al 220 d.C., con un totale di 29 imperatori succedutisi nel tempo le cui politiche hanno permesso di diffondere l’influenza cinese nel Vietnam, verso l'Asia centrale, la Mongolia e la Corea. Preceduta dalla dinastia Qin e seguita dal periodo dei Tre Regni, la dinastia Han ha dato il suo nome alla popolazione etnica cinese per differenziarsi dalle numerose altre minoranze presenti in Cina.
     dinastia Han
    Mappa storica del periodo della dinastia Han.
    Durante la dominazione Han, il confucianesimo divenne la filosofia ufficiale dello Stato, l'agricoltura e il commercio prosperarono, tanto che la popolazione raggiunse i 50 milioni di abitanti, di cui ben tre milioni abitavano la capitale 长安, cháng ān (lunga pace o pace eterna, in seguito rinominata 西安, xī ān), di fatto la più grande metropoli del suo tempo.
    Uguali progressi furono raggiunti nel campo della letteratura, dell’arte e della scienza.
    E’ in tale periodo che fu perfezionata l’invenzione della carta che sostituì progressivamente il precedente sistema di scrittura sulla setta o sulle liste di bambù.
    Anche la bussola si ritiene sia stata inventata in Cina durante la dinastia Han. Non è noto, nello specifico a chi sia attribuita l’invenzione. Secondo la leggenda, fu il filosofo Zhang Heng (78-139 AD) il primo ad usare la bussola per la navigazione. Altre fonti attribuiscono l’invenzione della bussola al matematico e astronomo cinese Zhang Heng (78-139 AD).
    Inizialmente, la bussola fu usata per le arti divinatorie come strumento per la predizione del futuro, solo in seguito venne adottata per la navigazione e divenne un essenziale strumento nella marineria. Fu introdotto in Europa intorno al 13 secolo e svolse un ruolo cruciale nell’era delle esplorazioni.
    Ugualmente, le raffinate tecniche di tessitura della seta, favorirono scambi commerciali e alleanze con potenze straniere consolidando le mappe commerciali estese fino all’impero romano e note come “via della Seta”. I beni oggetto di scambio commerciale erano seta e pietre preziose dalla Cina; vetro, avorio, argento e incenso dall'Impero romano. La dinastia Han è rinomata anche per la sua produzione di ceramiche, prodotte per il commercio e la gente comune, con sigilli riportanti gli uffici governativi o nomi del luogo di fabbricazione. Migliorata anche la produzione di terrecotte dure con decorazioni impresse sul vasellame.
    La dinastia Han è quindi considerata tra le più importanti dinastie della storia cinese. Fu questo un periodo di prosperità economiche, conquiste militari, centralizzazione del sistema politico, e grandi progressi intellettuali, culturali, artistici e scientifici, che la resero una delle grandi dinastie della Cina. Gli imperatori governarono per mantenere pace e prosperità, e promossero lo sviluppo del Confucianesimo, del Buddismo e del Taoismo.
    La dinastia venne interrotta per un breve periodo dalla dinastia Xin (9-23 d.C.). Per tale motivo la dinastia Han si suddivide in due periodi: il primo detto "dinastia degli Han anteriori", 前汉, qian han, o anche dinastia Han occidentale, 西, xi han (dal 206 a.C. - al 9 d.C.), con capitale nella città di Chang'an长安.
    Il secondo periodo noto come "dinastia degli Han posteriori", 后汉, hou han, o anche "dinastia Han orientale", 东汉, dong han (dal 25 d.C. - al 220 d.C.) con capitale Luoyang.
    La dinastia Han cadde nel 220 d.C., e diede inizio al periodo dei Tre Regni con stati indipendenti ed in lotta tra loro per la reciproca supremazia.

    Tradizionale: 漢朝

    immagine
    immagine
    Imperatori
    • 1 高祖Gao Zu
    • 2 惠帝Hui Di
    • 3 少帝Shao Di
    • 4 少帝Shao Di Hong
    • 5 文帝Wen Di
    • 6 景帝Jing Di
    • 7 武帝Wu Di
    • 8 昭帝Zhao Di
    • 9 昌邑王 o 海昏侯re di Changyi o Liu He
    • 10 宣帝Xuan Di
    • 11 元帝Yuan Di
    • 12 成帝Cheng Di
    • 13 哀帝Ai Di
    • 14 平帝 Ping Di
    • 15 孺子嬰 Ruzi
    • 16 更始帝Geng Shi Di
    • 17 光武帝Guang Wu Di
    • 18 明帝Ming Di
    • 19 章帝Zhang Di
    • 20 和帝He Di
    • 21 殤帝Shang Di
    • 22 安帝An Di
    • 23 少帝 o 北鄉侯Shao Di Marchese di Beixiang
    • 24 順帝Shun Di
    • 25 沖帝Chong Di
    • 26 質帝Zhi Di
    • 27 桓帝Huan Di
    • 28 靈帝Ling Di
    • 29 獻帝Xian Di
    PERIODO:
    Periodo: dal 220 d.C al 280 d.C.
    三 國

    dinastia dei Tre Regni (三國)

    sān guó

    三国 non è da considerare come una dinastia bensì come una fase di transizione tra la dinastia Han e la dinastia Jin; periodo caratterizzato dalla contemporanea esistenza di tre stati rivali: Wei 魏, Shu Han 蜀汉 e Wu orientale 东吴. In senso stretto, il periodo va dal 220 al 280 d.C., anche se le sue origini politiche risalgono alla crisi degli Han degli ultimi decenni del II secolo.
    Una ragione per cui i Tre Regni sono resi storicamente affascinanti è che esistono due livelli narrativi diversi. La principale fonte storica è costituita da "三国志" sān guó zhì, le Cronache dei Tre Regni, resoconto scritto dallo storico 陈寿 Chén Shòu (233–297) poco dopo la riunificazione da parte della dinastia Jin. L'opera raccoglie separatamente le vicende di dei regni di Wei, di Shu e Wu e rappresenta la principale fonte storica del periodo. Nel V secolo Pei Songzhi 裴松之 (storico e politico vissuto durante la dinastia Jin e Song) la ampliò con numerose annotazioni e fonti supplementari. Ma solo secoli al resoconto storico si aggiunse "三国演义", sān guó yǎn yì, Romanzo dei Tre Regni, tradizionalmente attribuito a Luo Guanzhong 罗贯中, giunto a noi tra XIV e XV secolo. Si tratta di un romanzo in veste storica e non già una vera e propria cronaca. Dal racconto deriva l'immaginario contemporaneo del periodo dei Tre Regni con i grandi protagonisti: Cao Cao, come grande antagonista, Liu Bei come sovrano virtuoso, Guan Yu come guerriero assolutamente leale e Zhuge Liang come stratega quasi sovrumano. Il romanzo si basa ampiamente sulle tradizioni e sulle fonti storiche, ma introduce anche invenzioni, elaborazioni e drammatizzazioni.
    Ed è proprio questa sovrapposizione fra storia documentata e leggenda letteraria a rendere

    Tradizionale: 三國

    immagine
    immagine
    Personaggi
    • 1 曹操Cáo Cāo, 155-220
    • 2 刘备Liú Bèi, 161-223
    • 3 关羽 Guān Yǔ, 160-219
    • 4 诸葛亮 Zhūgě Liàng, 181-234
    PERIODO:
    Periodo: dal 266 d.C. al 420 d.C.
    晉 朝

    dinastia Jin (晉朝)

    jìn cháo

    La dinastia Jin, 晋朝, jìn cháo, occupa un posto importante nella storia cinese perché riunificò la Cina dopo il periodo dei Tre Regni, 三国, ma riuscì a mantenerla unita solo per poco tempo. La sua storia si divide infatti in due fasi molto diverse:
    • Jin occidentale 西晋 (Xī Jìn), 266–316
    • Jin orientale 东晋 (Dōng Jìn), 317–420.
     Regno di Jin
    Mappa del Regno di Jin, Jin occidentale e Jin orientale.
    La dinastia nacque dall’ascesa della potente famiglia Sima, 司马, sī mǎ, vissuta all’interno del regno di Wei, 魏 (v. 三国). Tra i personaggi decisivi rientra 司马懿, sī mǎ yì (179–251), un grande generale e stratega del regno di Wei, noto anche come avversario di Zhuge Liang 诸葛亮 combattuto durante le campagne settentrionali del regno di Shu. 司马懿 progressivamente riuscì a concentrare il potere nelle mani della propria famiglia e così anche i propri figli: tra questi, 司马师, sī mǎ shī e 司马昭 sī mǎ zhāo, quest’ultimo controllava di fatto il regno di Wei. Nel 266, il proprio figlio, 司马炎, sī mǎ yán, costrinse l’ultimo imperatore del regno di Wei, Cao Huan, 曹奂, ad abdicare, fondando ufficialmente la dinastia Jin, 晋朝, assumendo così il titolo imperiale di 晋武帝, jìn wǔ dì, cioè imperatore Wu dei Jin.
    Al tempo della nascita della dinastia Jin, il Regno di Shu Han 蜀汉 risulava già stato conquistato dal regno di Wei nel 263; rimaneva da conquistare solo il Wu orientale, 东吴.Nel 280, l’imperatore Wu dei Jin organizzò una grande offensiva contro il regno di Wu che si concluse con la resa dell’ultimo imperatore Wu, Sun Hao, 孙皓.
    Per la prima volta dalla fine degli Han, la Cina tornava formalmente unificata.
    PERIODO:
    Periodo: dal 420 d.C. al 589 d.C.
    南 北 朝

    Dinastie del Nord e del Sud (南北朝)

    nán běi cháo

    Le Dinastie del Nord e del Sud — 南北朝 (Nán-Běi Cháo) indicano il lungo periodo di divisione politica della Cina compreso, in senso convenzionale, tra 420 e 589 d.C.. Non si tratta di una sola dinastia, ma di una fase in cui la Cina rimase divisa fra regimi settentrionali e dinastie meridionali, fino alla riunificazione operata dalla dinastia Sui 隋朝. Origine del periodo Dopo la caduta dei Jin orientali 东晋 (317–420), la Cina meridionale continuò a essere governata da dinastie Han cinesi con capitale a Jiankang 建康, l’odierna Nanchino. Nel Nord, invece, si erano affermati vari regni fondati anche da popolazioni non Han, soprattutto Xianbei 鲜卑, in seguito alla crisi dei Jin occidentali. Il quadro si stabilizzò gradualmente in due grandi aree politiche: • Nord: dominato soprattutto da dinastie di origine Xianbei; • Sud: governato da dinastie Han con centro nella valle dello Yangzi. Le Dinastie del Sud Le cosiddette 南朝 — Náncháo, Dinastie meridionali, furono quattro: Dinastia Cinese Pinyin Periodo Liu Song 刘宋 Liú Sòng 420–479 Qi meridionale 南齐 Nán Qí 479–502 Liang 梁朝 Liángcháo 502–557 Chen 陈朝 Chéncháo 557–589 Tutte ebbero capitale a Jiankang 建康. Queste dinastie governavano soprattutto la Cina del sud e del basso Yangzi, territori che in questo periodo conobbero un forte sviluppo demografico ed economico. Le migrazioni di popolazioni dal Nord, iniziate già al tempo dei Jin, contribuirono infatti allo sviluppo agricolo, urbano e culturale delle regioni meridionali. Le Dinastie del Nord Nel Nord la situazione fu inizialmente più complessa. La dinastia più importante fu: 北魏 — Běi Wèi Wei settentrionale fondata dai Tuoba 拓跋, un gruppo Xianbei. Il Wei settentrionale riuscì a unificare gran parte della Cina settentrionale nel 439, ponendo fine al periodo dei Sedici Regni. Il suo primo grande centro politico fu: 平城 — Píngchéng l’odierna Datong. Nel 493, la capitale fu trasferita a: 洛阳 — Luòyáng. Questo trasferimento rappresentò anche un’importante trasformazione culturale. La sinizzazione dei Wei settentrionali Uno dei sovrani più importanti fu: 北魏孝文帝 — Běi Wèi Xiàowén Dì imperatore Xiaowen dei Wei settentrionali che governò tra il 471 e il 499. Promosse una forte politica di: 汉化 — Hànhuà sinizzazione cioè l’adozione di lingua, abbigliamento, istituzioni, cognomi e costumi cinesi Han da parte delle élite Xianbei. La famiglia imperiale Tuoba, per esempio, adottò il cognome cinese: 元 — Yuán. Questa politica favorì l’integrazione culturale, ma creò anche tensioni tra le élite Xianbei più tradizionaliste. La divisione del Wei settentrionale Nel VI secolo il Wei settentrionale entrò in crisi. Nel 534–535 si divise in: 东魏 — Dōng Wèi Wei orientale e 西魏 — Xī Wèi Wei occidentale. Da questi due stati nacquero poi: 北齐 — Běi Qí Qi settentrionale e 北周 — Běi Zhōu Zhou settentrionale.
     Mappa delle dinastie del Nord e del Sud
    Mappa delle successioni delle dinastie del Nord e del Sud.
    La successione del Nord può quindi essere schematizzata così: Wei settentrionale → Wei orientale + Wei occidentale → Qi settentrionale + Zhou settentrionale Alla fine furono gli Zhou settentrionali a prevalere sul Nord. Nord e Sud: due mondi diversi Durante questo periodo si sviluppò una forte differenza tra le due aree. Nord Il Nord era: • più militarizzato; • caratterizzato da forti aristocrazie guerriere; • culturalmente influenzato dall’incontro tra popolazioni Han, Xianbei e altri gruppi; • politicamente più instabile, ma anche capace di forti processi di integrazione. Sud Il Sud era invece: • più aristocratico e burocratico; • fortemente legato alla cultura letteraria; • economicamente sempre più dinamico; • centro importante della cultura raffinata di corte. Il ruolo del buddhismo Uno degli aspetti più importanti del periodo fu la grande espansione del: 佛教 — Fójiào Buddhismo. Il buddhismo diventò una delle principali forze religiose e culturali della Cina. Nel Nord, i Wei settentrionali patrocinarono enormi complessi buddhisti, come le: 云冈石窟 — Yúngāng Shíkū Grotte di Yungang vicino a Datong, e le: 龙门石窟 — Lóngmén Shíkū Grotte di Longmen vicino a Luoyang. Questi siti rappresentano ancora oggi alcune delle maggiori testimonianze dell’arte buddhista cinese. Anche nel Sud il buddhismo acquisì enorme prestigio, soprattutto durante la dinastia Liang. L’imperatore Wu dei Liang Una figura particolarmente interessante fu: 梁武帝 — Liáng Wǔdì imperatore Wu dei Liang che governò dal 502 al 549. Fu un grande sostenitore del buddhismo e favorì monasteri, traduzioni e istituzioni religiose. Il suo regno rappresentò uno dei momenti culturalmente più importanti del Sud. Cultura e letteratura Il periodo vide un forte sviluppo di: • poesia; • calligrafia; • pittura; • filosofia; • storiografia. Le corti meridionali divennero grandi centri di cultura letteraria. Un concetto importante fu quello di: 清谈 — qīngtán “conversazione pura” cioè discussioni filosofiche e speculative sviluppatesi già durante i Jin e continuate nelle élite aristocratiche meridionali. La trasformazione della Cina meridionale Uno degli effetti più duraturi del periodo fu lo spostamento progressivo del baricentro economico verso il Sud. Prima degli Han e dei Jin, il cuore economico della Cina era soprattutto il bacino del Fiume Giallo. Durante i secoli di divisione, invece, la regione dello: 长江 — Cháng Jiāng Yangzi si sviluppò enormemente. Questo processo avrebbe avuto conseguenze profonde nei secoli successivi. La fine delle Dinastie del Nord e del Sud Nel Nord emerse infine una nuova famiglia politica. 杨坚 — Yáng Jiān un alto funzionario degli Zhou settentrionali, prese il potere nel 581 e fondò: 隋朝 — Suícháo dinastia Sui. Assunse il titolo di: 隋文帝 — Suí Wéndì imperatore Wen dei Sui. Nel 589, i Sui conquistarono l’ultima dinastia meridionale, i: 陈 — Chén. La Cina venne così nuovamente riunificata. Sequenza essenziale 420 fine dei Jin orientali → Liu Song, Qi, Liang, Chen nel Sud → Wei settentrionale nel Nord → divisione in Wei orientale e occidentale → Qi settentrionale e Zhou settentrionale → 581 nascita dei Sui → 589 riunificazione della Cina. Il punto centrale è questo: le Dinastie del Nord e del Sud furono un’epoca di divisione politica, ma anche di profonda integrazione culturale, soprattutto tra popolazioni Han e popolazioni settentrionali, e di enorme sviluppo del buddhismo e della Cina meridionale.
    PERIODO:
    Periodo:dal 581 al 618 d.C.
    隋 朝

    dinastia Sui (隋朝)

    suí cháo

    La dinastia Sui, 隋朝, suí cháo, è stata una dinastia di breve durata, appena 37 anni di regno, dal 581 al 618 d.C.
    Fondata da Yang Jian, conosciuto anche come Imperatore Sui Wen Di, 隋文帝, suí wén dì, stabilì la capitale in Chang'an (poi rinominata Daxing, l’attuale Xi'an, 西安, nella provincia dello Shaanxi, 陕西, shǎn xī). Occupò il potere dopo una serie di guerre civili e riunificò la Cina in unico impero. Durante il suo regno, attuò una serie di riforme dei sistemi politici, amministrativi ed economici, implementando un nuovo diritto e sistema penale adatto al nuovo territorio del sud e del nord riunificato.
    ritratto di Sui Wen Di
    Antico ritratto dell’imperatore Sui Wen Di.
    Durante la dinastia Sui, furono raggiunte importanti conquiste sul piano culturale e artistico, caratterizzato il periodo da molti filosofi,scrittori e artisti che contribuirono alla sviluppo della letteratura, la filosofia e le arti.
    Altre importanti figure della dinastia includono lo stesso imperatore Sui Wen Di e l’imperatore Sui Gong Di, 隋 恭帝, (楊 侑, yáng you,) entrambi riconosciuti per il loro contributo alle conquiste culturali e artistiche raggiunte nella dinastia.
    . Tra le strutture di rilievo realizzate in tale epoca significativo il Grande Canale che collegava il fiume Giallo e lo Yangtze Rivers (anche Fiume Azzurro o长江 cháng jiāng), facilitando il commercio e le comunicazioni tra le diverse parti del paese.
    personaggi
    • a) Sui Wen Di
    • b) Sui Gong Di
    immagine
    immagine
    PERIODO:
    Periodo:dal 618 al 907 d.C.
    唐 朝

    dinastia Tang (唐朝)

    táng cháo

    La dinastia Tang - 唐朝, táng cháo - è considerata come il periodo d’oro delle arti e della cultura cinese. Al potere dal 618 al 907 d.c., la dinastia Tang ha conseguito una reputazione internazionale grazie anche alla pratica del Buddismo che ha diffuso la cultura cinese in buona parte dell’Asia.
    Capitale del regno, per ben tredici dinastie, fu stabilita Chang An , 长安, cháng ān (lunga pace o pace eterna, in seguito rinominata 西安, xī ān ), la più popolosa città del mondo al tempo. Il popolo cinese durante quel tempo era conosciuto anche popolo Tang. Le chinatowns in America sono tuttora chiamate “Vie del Popolo Tang”.
    mappa del periodo Tang
    mappa del periodo Tang.
    Stimolato dai contatti commerciali con l’India e il Medio Oriente, l’impero conobbe con la dinastia Tang un lungo periodo di floridità e di svilupppo in molteplici settori.
    Storia.
    La dinastia Tang è subentrata alla dinastia Sui, quest’ultima caratterizzata da un lungo periodo di rivolte e disordini popolari. È in questo scenario che Li Yuan, esponente dell’aristocrazia militare, approfittando della crisi generale, con un colpo di mano riuscì ad impossessarsi del trono occupando la capitale, dapprima nella veste di reggente dell’ultimo imperatore della dinastia Sui e poi, dopo che questi fu assassinato da un generale infedele, assumendo definitivamente la carica di imperatore col titolo templare di Gao Zu (高祖, Gāo Zǔ) nell’anno 618 d.c. dando così vita ad una dinastia durata quasi tre secoli. Il territorio conquistato nel corso della dinastia superò le dimensioni del periodo della dinastia Han (汉朝, hàn cháo).
    Sul piano culturale e politico, il periodo Tang fu caratterizzato da importanti conquiste. Alcuni degli esponenti maggiori dell’epoca includono:
    • Imperatore Taizong (599-649) – conosciuto anche come Li Shimin, fu il secondo imperatore della dinastia Tang ed è unanimamente considerato uno dei più grandi imperatori della storia cinese. Riorganizzò il sistema di governo e promosse la meritocrazia ed avviò numerose campagne militari e diplomatiche che favorirono l’espansione dell’impero Tang.
    • Wu Zetian (625-705) - Wu Zetian fu la sola donna ad aver mai regnato in Cina come imperatore (regnò col nome di « imperatore Shengshen » ). Estremamente intelligente e abile governante implementò durante il suo regno numerose riforme, inclusa l’affermazione della burocrazia basata sul merito e la promozione della religione buddista.
    • Du Fu (712-770) - Du Fu fu un illustre poeta vissuto durante la dinastia, famoso per le sue struggenti e evocative poesie che spesso riflettevano sulla sofferenza e le ingiustizie del mondo.
    • Li Bai (701-762) - Li Bai fu un altro famoso poeta del periodo Tang, noto le sue fantasiose poesie ricche di immagini lussureggianti che celebravano la natura e la bellezza della vita.
    • Zhang Xuan (713-755) - Zhang Xuan fu un eminente pittore ed un calligrafo famoso per il suo stile espressivo e innovativo.
    • Xuanzang (602-664) - Xuanzang fu un Monaco buddista celebre per il suo viaggio in India allo scopo di studiare il buddismo. Successivamente, tradusse molte scritture buddiste in cinese, favorendo così la diffusione e l’insegnamento del buddismo in Cina.
    immagini
    PERIODO:
    Periodo:dal 960 al 1279 d.C.
    宋 朝

    dinastia Song (宋朝)

    sòng cháo

    La dinastia Song (Sung), 宋朝, sòng cháo, ha governato la Cina in uno dei periodi ritenuti più significativi sul piano culturale e sociale, dal 960 al 1279 d.C., ed è comunemente suddiviso in periodo Settentrionale (北宋, běi sòng) e Meridionale (南宋, nán sòng). Dopo il 1127, la dinastia ha retto il potere solo nell’area meridionale dell’impero.
    La Bei Song (北宋朝,dinastia Song Settentrionale) fu fondata da Zhao Kuangyin, un generale della tarda dinastia Zhou (cd. “posteriori”, 后) che usurpò il controllo in seguito ad un complotto interno che mise fine al periodo di divisione politica, noto come periodo delle cinque dinastie e dei dieci regni, generatosi con la caduta della dinastia Tang - 唐朝, táng cháo - avvenuta nel 907 .
    Una volta al comando, nominatosi imperatore Taizu stabilì la capitale a Kaifeng, 开封, kāi fēng e adottò un’abile arte diplomatica per persuadere i potenziali rivali, prevalentemente ufficiali militari di alto rango, a scambiare il loro potere con onorificienze e sinecure divenendo così in breve tempo un ammirato e riconosciuto imperatore con il nome di Taizu (Song Taizu), da cui il nome del tempio eretto in suo onore nella contea di Gongyi - 巩义市, Gǒngyì Shì - .
     ritratto di Taizu
    Ritratto seduto dell’imperatore Song Taizu.
    La dinastia Song è riconosciuta per le conquiste tecnologiche e culturali, incluso la creazione di un nuovo sistema di governo, lo sviluppo ddi un nuovo stile nella letteratura e nelle arti nonché l’introduzione di nuove tecnologie come la stampa e il compasso. In particolare, Taizu organizzò la vita amministrativa e sociale introducendo un elevata e sofisticata burocrazia centralizzata, ispirata ai principi del Confucianesimo, vivendo modestamente e assumendo sotto il proprio controllo le migliori unità militari del paese. Prima della sua morte avviò l’opera di espansione del regno a danno dei piccoli Dieci Regni del sud della Cina.
    In termini di relazioni estere, la dinastia Song mantenne rapporti diplomatici e commerciali con paesi come l’Asia Orientale e il Medio Oriente. Inoltre, combattè in una serie di guerre con le vicine dinastie Liao, Jin e la dinastia Xia Orientale. A dispetto di questi conflitti, la dinastia lavorò per mantenere la sua indipendenza a raggiungere un alto livello di prosperità sociale e culturale.
    A tal riguardo, durante il periodo Song, il commercio si sviluppò a un livello senza precedenti; furono organizzate corporazioni commerciali, la moneta cartacea divenne sempre più utilizzata e diverse città con una popolazione superiore a 1.000.000 fiorirono lungo i principali corsi d'acqua e lungo la costa sud-orientale.
    La diffusa stampa dei classici confuciani e l'uso di caratteri mobili, a partire dall'XI secolo, diffusero la letteratura e la cultura tra la popolazione sviluppando, allo stesso tempo, una politica di welfare globale che ha reso il periodo della dinastia Song uno dei più significativi e umani della storia cinese.
    personaggi
    • a) Zhao Kuangyin - Song Taizu
    invenzioni
    • a) stampa
    da visitare
    • a) Gongyi - 巩义市
    PERIODO:
    Periodo:dal 1271/9 al 1368 d.C.
    元 朝

    dinastia Yuan (元朝)

    yuán cháo

    元朝.La dinastia Yuan (dal 1271/9 al 1368 d.C., ma secondo alcune interpretazioni storiche cinesi inziata dal 1206 al 1368), conosciuta anche come Dayuan – 大元 - è stata la prima dinastia nella storia cinese ad essere unificata da un insieme di minoranze etniche, la più importante delle quali fu quella mongola, con a capo il leggendario leader Temujin (Temüjin Borjigin), più noto con il nome di Gengis Khan(1), 成吉思汗, chéng jí sī hán (in vita dal 1162/1 al 1227, in carica dal 1206 al 1227), eccezionale stratega militare e statista al quale è fatta risalire la prima unificazione dell’era pre-Yuan.
     chéng jí sī hán, Gengis Khan
    pittura anonima di Gengis Khan conservata nel Museo Nazionale di Taipei, Taiwan.
    Nel 1271 d.C., Kublai Khan, nipote di Gengis Khan(1), fondò la dinastia Yuan a Dadu (l'attuale Pechino). Da allora, Pechino è diventata gradualmente il centro politico, economico e culturale della Cina per i successivi settecento anni.
    Durante la dinastia Yuan, lo stato multietnico già unificato fu ulteriormente consolidato e il suo territorio superò le dinastie precedenti, divenendo il più vasto impero del suo tempo ed il quinto in rapporto alla storia cinese: esso comprendeva lo Xinjiang, il Tibet, lo Yunnan, la Cina nord-orientale, Taiwan e le isole del Mar Cinese Meridionale.
    Dinastia Yuan
    Estensione territoriale della dinastia Yuan.
    Durante la dinastia Yuan, i Mongoli introdussero numerose riforme amministrative, sociali e finanziarie, inclusa l’introduzione della valuta Yuan e l’adozione del sistema ad esami del servizio civile. Il popolo mongolo incoraggiò, altresì, i commerci e gli scambi culturali con altri paesi implementando numerose riforme amministrative, sociali e finanziarie, ad esempio, con l’adozione della valuta Yuan o l’introduzione del sistema ad esami del servizio civile. Incoraggiarono, altresì, i commerci e gli scambi culturali con altri paesi, favoriti dallo sviluppo della “via della seta” e l’instaurazione di stabili relazioni diplomatiche con l’Europa e e il Medio Oriente.
    Tuttavia, la dinastia Yuan è stata segnata anche da conflitti interni e da invasioni esterne ed in ultimo cadde nel 1368 in favore della dinastia Ming.
    A dispetto della sua relativa breve durata, la dinastia Yuan ha lasciato un rilevante impatto nella storia e nella cultura della Cina.

    (1)Genghis Khan.
    Genghis Khan (anche Genghis Khan o Chinggis Khan) è stato il fondatore del primo Grande Khan dell’impero Mongolo, divenuto il più vasto impero della storia dopo la sua morte. Nato intorno al 1162, morì nel 1227.
    Genghis Khan riunificò le tribù mongole e instaurò un sistema di governo centralizzato. È celebrato come condottiero e politico per le sue campagne militari che si estesero nell’Asia, in Europa e e nel Medio Oriente. Sotto la sua guida l’impero Mongolo divenne una potenza militare svolgendo un significativo ruolo nella diffusione di idee, tecnologie e religioni. È celebre, inoltre, per le sue innovative tattiche militari e per l’uso della cavalleria nelle operazioni di guerra. Nell’ambito millitare, implementò un sistema di meritocrazia che consentiva a individui talentuosi di risalire le gerarchie indipendentemente dal loro status sociale o l discendenza.
    A dispetto della sua reputazione di rude conquistatore, Genghis Khan implementò molteplici riforme nelle aree conquistate, adottando sistemi legislativi e ordinamentali, promuovendo la tolleranza religiosa e introducendo sistemi di valuta standardizzati.
    Genghis Khan è ricordato come una figura chiave nella storia orientale, riverito nella propria terra come eroe nazionale.
    immagine
    immagine
    PERIODO:
    Periodo:dal 1368 al 1644 d.C.
    明 朝

    dinastia Ming (明朝)

    míng cháo

    La dinastia Ming 明朝 , míng cháo (1368-1644), conosciuta anche come 大明帝国, dà míng dìguó, “il grande impero dei Ming”, è stata fondata da Ming Taizu, 明太祖, il cui nome personale era Zhu Yuan zhang, 朱元璋, Zhū Yuánzhāng che, in qualità di leader dei Ribelli del Turbante Rosso, rovesciò il governo retto dalla dinastia mongola degli Yuan, autoproclamandosi imperatore.
    Conosciuto anche come l’imperatore Hongwu, 洪武帝T, hóng wǔ , governò dal 1368 al 1398, e attuò un governo centralizzato ed autoritario promuovendo il confucianesimo come religione che meglio si prestava ai principi di obbedienza all’imperatore, a danno del buddismo.
    Nella storia cinese rappresenta l'ultima dinastia della etnia Han, proseguita per 276 anni con 16 imperatori ed è considerata l'età dell'oro dopo le dinastie Han e Tang, conclusasi nel 1644 con il suo rovesciamento in seguito ai moti di rivolta rurale. .
     Ritratto dell’imperatore Ming Tai Zu
    Ritratto dell’imperatore Ming Tai Zu.
    La capitale, inizialmente stabilita a Nanchino, 南京, nán jīng, venne trasferita in seguito a Pechino, 北京, durante il regno dell'imperatore Cheng zu.
    Il periodo fu caratterizzato da importanti sviluppi nel settore sociale e delle tecnologie con significative invenzioni. Alcune delle più rilevanti includono:
    • I caratteri tipografici mobili: I caratteri mobili furono inventati durante la dinastia Ming e rivoluzionaro il modo in cui I libri erano stampati e diffusi.
    • la polvere da sparo: la polvere da sparo è stata inventata in Cina durante la dinastia Tang (618-907), ma fu durante la dinastia Ming che venne usata per la prima volta in guerra.
    • Porcellana: la dinastia Ming è conosciuta l’elevata qualità delle porcellane prodotte, esportate verso altri paesi e divenute estremamente preziose.
    • La bussola: la bussola fu inventata in Cina durante la dinastia Han (202 BC - 220 AD), usata durante il periodo Ming per la prima volta nella navigazione.
    • L’altoforno: l’altoforno fu usato per produrre ferro e acciaio durante la dinastia Ming e rappresentò un rilevante avanzamento tecnologico per l’epoca.
    Complessivamente, la dinastia Ming è stata un tempo di grandi innovazioni e tali invenzioni hanno avuto un duraturo impatto nel mondo.
    La storia della dinastia Ming può essere suddivisa approssimativamente in tre periodi:
    • il primo periodo,
    • il periodo medio
    • il periodo tardo.
    innovazioni
    • a) caratteri tipografici mobili
    • b) polvere da sparo
    • c) porcellana
    • d) bussola
    PERIODO:
    Periodo:dal 1636 al 1912
    清 朝

    dinastia Qing (清朝)

    qīng cháo

    La dinastia Qing, 清朝, qīng cháo, conosciuta anche come dinastia Manciù (1636-1912) è stata l’ultima dinastia feudale della storia cinese, con un totale di dodici imperatori susseguitisi durante il regno. Fu fondata dal clan Manciù degli Aisin Gioro, 爱新觉罗, Ài xin jué luó (sono stati un clan Manciù di origine Jurchen, cioè appartenente all’etnia jurchi), nell’attuale Manciuria, 东北, dōng běi (l’area è composta dalle provincie di Heilongjiang, Jilin e Liaoning) costituendo così l’Impero del grande Qing, 大清帝国dà qīng dì guó.
    Identificata inizialmente come dinastia Jin Posteriore, assunse in seguito il titolo di Qing, conquistando Pechino nel 1644 e, nello spazio dei quarant’anni successivi, unificando la Cina in un unico territorio, governato sino al termine del periodo imperiale, nel 1912 con la Rivoluzione Xinai, guidata dal leader Sun Yat Sen.
    La dinastia Qinq fu coinvolta in numerose guerre durante il suo regno, sia di carattere esterno, attraverso conflitti con potenze straniere, che interne con gruppi ribelli. Alcune delle più significanti guerre e conflitti includono:
    • la guerra dell’oppio:la dinastia fu coinvolta in due guerre con l’Inghilterra nel 19° secolo, conosciute come guerre dell’oppio che rivendicavano il diritto della Gran Bretagna di di commerciare l’oppio in Cina. Entrmbi i conflitti conclusero con l’obbligo per la Cina di aprire i propri porti al commercio estero cedendo altresì il controllo di Hong Kong alla Gran Bretagna.
    • La rivolta dei Taiping: la rivolta dei Taiping fu una devastante Guerra civile che bbe luogo in Cina dal 1850 al 1864, condotta dall’autoproclamato “fratello minore di Gesù”, Hong che cercò di rovesciare la dinastia per instaurare un nuov sistema di governo ispirato al cristianesimo. In conseguenza dei moti di rivolta, perirono milioni di civili e fu soffocata dalle forze militari della dinastia.
    • La rivolta dei Boxer: la rivolta dei Boxer, fu una sommossa popolare dal carattere anti-straniero e anti-cristiano che ebbe luogo in Cina intorno al 1900, promossa da un’associazione segreta di cultori delle arti marziali conosciuta con il nome di “pugni giusti e armoniosi” o “Boxer” i cui membri si opponevano all’influenza delle potenze straniere in Cina, cercando così di espellere tutti gli stranieri dal paese. Le rivolte furono sedate da truppe internazionali delle potenze occidentali alle quali si aggiunse il Giappone.
    • la rivoluzione del 1911: la rivoluzione del 1911 fu una rivolta che rovesciò la dinastia Qing e instaurò la Repubblica di Cina. Fu condotta da Sun Yat-sen e altri leader politici insoddisfatti dell’inefficenza e corruzione governativa e si concluse con l’abdicazione dell’ultimo imperatore, Puyi.
    eventi
    • a) guerre dell’oppio
    • b) la rivolta dei Taiping
    • c) la rivolta dei Boxer
    • d) la rivoluzione del 1911
    關 羽

    Guan Yu (關羽)

    Guan Yu 关羽 (Guān Yǔ, ca. 160–219) è uno dei personaggi più celebri dell’intera storia cinese. Fu un generale al servizio di Liu Bei 刘备, il fondatore dello Shu Han, e dopo la morte divenne progressivamente un simbolo di lealtà, rettitudine, coraggio e affidabilità, fino a essere venerato come una divinità, soprattutto con i nomi Guān Gōng 关公 (“Signore Guan”) e Guān Dì 关帝 (“Imperatore Guan”).
    La fonte principale sulla sua vita è il "三国志", Sān guó zhì, cioè le Cronache dei Tre Regni, compilate da Chen Shou 陈寿 nel III secolo. Le cronache raccontano Guan Yu come un comandante militare realmente esistito, attivo negli ultimi anni della dinastia Han orientale.
    Guan Yu proveniva dalla regione di Hedong, nell’attuale Shanxi. In circostanze non del tutto chiare lasciò la propria terra e si unì a Liu Bei, insieme a un altro celebre guerriero, Zhang Fei 张飞. I tre svilupparono un rapporto molto stretto. La celebre scena del “giuramento nel giardino dei peschi” 桃园结义 (Táoyuán jiéyì), nella quale promettono di vivere e morire come fratelli, appartiene però soprattutto alla tradizione letteraria del Romanzo dei Tre Regni: non è documentata come evento storico nelle fonti contemporanee. Uno degli episodi storicamente più interessanti avvenne quando Guan Yu cadde temporaneamente nelle mani di Cao Cao 曹操. Egli lo trattò con grande rispetto e gli concesse incarichi e ricompense. Guan Yu combatté per lui e ottenne una vittoria importante contro il generale Yan Liang 颜良, durante la battaglia di Baima nel 200 d.C.. Tuttavia, Guan Yu rimase sempre fedele a Liu Bei, infatti, dopo aver ripagato, per così dire, il favore ricevuto da Cao Cao con il proprio servizio militare, lasciò il territorio per ricongiungersi con Liu Bei. Questo comportamento contribuì enormemente alla sua successiva reputazione di uomo incorruttibilmente leale.
    成 吉 思 汗

    Genghis Khan (成吉思汗)

    chéng jí sī hán

    Vedi anche i Mongoli (蒙古族人 méng gǔ zú rén) e la dinastia Yuan, 元朝, yuán cháo.
    Genghis Khan (anche Genghis Khan o Chinggis Khan) è stato il fondatore del primo Grande Khan dell’impero Mongolo, divenuto il più vasto impero della storia dopo la sua morte. Nato intorno al 1162, morì nel 1227.
    Genghis Khan riunificò le tribù mongole e instaurò un sistema di governo centralizzato. È celebrato come condottiero e politico per le sue campagne militari che si estesero nell’Asia, in Europa e e nel Medio Oriente. Sotto la sua guida l’impero Mongolo divenne una potenza militare svolgendo un significativo ruolo nella diffusione di idee, tecnologie e religioni. È celebre, inoltre, per le sue innovative tattiche militari e per l’uso della cavalleria nelle operazioni di guerra. Nell’ambito millitare, implementò un sistema di meritocrazia che consentiva a individui talentuosi di risalire le gerarchie indipendentemente dal loro status sociale o l discendenza.
    A dispetto della sua reputazione di rude conquistatore, Genghis Khan implementò molteplici riforme nelle aree conquistate, adottando sistemi legislativi e ordinamentali, promuovendo la tolleranza religiosa e introducendo sistemi di valuta standardizzati.
    Genghis Khan è ricordato come una figura chiave nella storia orientale, riverito nella propria terra come eroe nazionale.
    Il suo mausoleo (成吉思汗陵, Chéngjísī Hán Líng) si trova nella Mongolia Interna (内蒙古, Nèi Měnggǔ), in Cina, ed è un importante sito commemorativo e culturale, sebbene la tomba reale sia sconosciuta (secondo la leggenda, fu sepolto in segreto in un luogo remoto, fatto calpestare da mille cavalli per nasconderne la posizione).
    孔 夫 子

    Confucio (孔夫子)

    kǒng fū zǐ

        孔夫子, kǒng fū zǐ, conosciuto anche come Confucio, è stato un filosofo e politico vissuto nel 5° secolo avanti Cristo. È considerato una delle più influenti figure nella storia cinese e i suoi insegnamenti hanno lasciato un profondo impatto nel pensiero e nella cultura cinese e dell’Asia Orientale.
    Confucio credeva nell’importanza della moralità personale e governamentale, nella correttezza delle relazioni sociali, nella giustizia e sincerità. Riteneva che tali valori costituissero la pietra angolare di una società armoniosa e che dovevano essere insegnati attraverso l’educazione e l’esempio.
    Gli insegnamenti di Confucio furono raccolti nei “Dialoghi”, 論語, lùn yǔ, una raccolta delle sue conversazioni e dei suoi detti che è divenuto uno dei testi più studiati nella filosofia cinese. I Dialoghi coprono una vasta gamma di argomenti, tra cui politica, relazioni sociali, istruzione ed etica personale.
    Le idee di Confucio hanno avuto un’influenza duratura sulla società cinese e hanno ispirato altre culture in tutto il mondo. Nella Cina contemporanea, il confucianesimo è tuttora molto osservato ei suoi insegnamenti continuano ad essere studiati e applicati in molteplici campi.
    L’opera confuciana venne introdotta in Europa intorno al XVII secolo grazie a frati missionari gesuiti che in Cina approfondirono lo studio della lingua e della letteratura classica, tra questi, il gesuita Prospero Intorcetta che tradusse e pubblicò parte degli scritti attribuiti a Confucio, il cui nome venne latinizzato in Confucius dagli stessi gesuiti.
    老 子

    Laozi (老子)

    lǎo zǐ

    Laozi ,老子, lǎo zǐ (letteralmente “venerabile maestro”), indicato anche come Lao Tzu, Lao Tse, Lao Tze, Lao Tzi o Lao Tzu ( vissuto tra il 570 a.C. al 470 a.C. circa, periodo primaverile e autunnale ), pensatore e filosofo, è il fondatore del Taoismo, 道教, dào jiào e sarebbe stato anche contemporaneo di Confucio, 孔夫子, kǒng fū zǐ. Alcune fonti ritengono che il vero nome di Laozi fosse Li Er (李耳), mentre il suo nome di cortesia sarebbe Boyang, 伯阳 ed anche Li Dan, 李聃, lǐ dān.
    Ad egli è attribuita l’opera “Tao Te Ching”.
    馬 可 波 羅

    Marco Polo (馬可波羅)

    mǎ kě bō luó

    In Cina, Marco Polo, 马可 波罗,Mǎ kě Bō luó, è ricordato soprattutto come viaggiatore veneziano legato alla corte di Kublai Khan, 忽必烈 (Hū bì liè), fondatore nel 1271 della dinastia Yuan, 元朝 (Yuán cháo), e imperatore noto nella storiografia cinese come Yuan Shizu, 元世祖 (Yuán Shì zǔ). Il Milione lo presenta come una persona apprezzata dal sovrano e impiegata in diversi incarichi; tuttavia, l’assenza del suo nome nelle principali fonti amministrative Yuan impedisce di definire con certezza la sua posizione ufficiale. Kublai completò nel 1279 la conquista della dinastia Song meridionale, 南宋 (Nán Sòng), unificando sotto il dominio Yuan territori cinesi che da tempo erano politicamente divisi.
    Secondo il Milione, Marco Polo giunse alla corte di Kublai Khan, 忽必烈 (Hūbìliè), intorno al 1275 insieme al padre Niccolò Polo, 尼科洛·波罗 (Ní kē luò Bō luó), e allo zio Maffeo Polo, 马费奥·波罗 (Mǎ fèi’ ào Bō luó). L’opera riferisce che il giovane veneziano conquistò la fiducia del Gran Khan e ricevette incarichi che lo portarono in diverse regioni dell’impero. La natura e l’estensione di tali funzioni restano però tuttora controverse: non è provato che fosse un ambasciatore in senso moderno, che governasse Yangzhou, 扬州 (Yángzhōu), o che abbia compiuto personalmente tutte le missioni narrate, soprattutto quelle verso la Birmania e l’India.
    Litografia di fantasia
    Litografia immaginaria dei viaggi di Marco Polo.
    Dalla prospettiva della storiografia cinese, Marco Polo è soprattutto una fonte esterna sulla Cina dei Yuan. Il Milione, noto in cinese come 马可 波罗 行纪 (Mǎkě Bōluó Xíngjì), descrive città, commerci, cartamoneta, miniere, sistema postale e amministrazione imperiale, offrendo informazioni che in diversi casi possono essere confrontate con lo Yuanshi, 元史 (Yuánshǐ, storia degli Yuan), e con altre fonti dell’epoca. Il testo non è però da intendersi un diario redatto durante il viaggio: fu redatto anni dopo a Rustichello da Pisa e ci è giunto attraverso manoscritti differenti. È quindi necessario distinguere le osservazioni attribuibili a Marco Polo dai racconti riferiti da terzi e dalle possibili elaborazioni letterarie.
    Controversie
    La presenza di Marco Polo nella Cina del tempo degli Yuan e l’attendibilità dei singoli passi del Milione sono state oggetto di un ampio dibattito. L’assenza del suo nome dalle cronache cinesi non costituisce da sola una prova contro il viaggio, poiché i nomi stranieri potevano essere trascritti in forme difficili da riconoscere e molti funzionari minori non furono registrati nelle storie dinastiche. Anche il silenzio sulla Grande Muraglia è poco significativo, perché le strutture monumentali oggi più note risalgono soprattutto alla dinastia Ming, 明朝 (Míng cháo); analogamente, l’omissione del tè, della calligrafia o dei piedi fasciati non dimostra che l’autore non fosse mai stato in Cina. A favore della sostanziale autenticità sono stati richiamati dettagli precisi sulla cartamoneta, sul sale, sul carbone, sulle stazioni postali e sull’itinerario marittimo della principessa Kökechin, 阔阔真 (Kuò kuò zhēn), confrontabile con fonti persiane e cinesi. Rimangono invece discussi il presunto governo triennale di Yangzhou, 扬州 (Yáng zhōu), alcune distanze, cifre e attribuzioni personali. Nella Cina contemporanea Marco Polo è spesso presentato come simbolo degli scambi fra Cina ed Europa, ma questa concezione moderna va distinta dalla sua effettiva posizione nella storia Yuan.
    immagine
    immagine
    Fonti
    • 1) https://www.cssn.cn/skgz/bwyc/202407/t20240705_5763132.shtml
    • 2) http://lishisuo.cssn.cn/xsyj/gdzwgxs/202011/t20201109_5213078.shtml
    Bibliografia
    • 1) Marco Polo and His Travels
    • 2) Marco Polo Went to China
    Autori
    • 党宝海 Dǎng Bǎohǎi
    • 马晓林 Mǎ Xiǎolín
    孟 子

    Mencio (孟子)

    Mèng zǐ

    Mencio (孟子, Mèngzǐ), nome personale Meng Ke (孟轲, Mèng Kē), visse all’incirca fra il 372 e il 289 a.C.; le date sono tradizionali e non del tutto certe. Nacque nello Stato di Zou (邹国, Zōu Guó), nell’area dell’odierna Zoucheng (邹城, Zōuchéng), nella provincia dello Shandong (山东, Shāndōng), in Cina (中国, Zhōngguó). Operò durante il periodo degli Stati Combattenti (战国时期, Zhànguó Shíqī), quando le corti rivali cercavano consiglieri capaci di rafforzare lo Stato. In questo scenario elaborò una delle più influenti interpretazioni del confucianesimo antico. La tradizione attribuisce un ruolo decisivo alla madre di Mencio, la “madre Meng” (孟母, Mèng mǔ), celebrata nel racconto dei “tre traslochi” compiuti per offrire al figlio un ambiente educativo adatto. Sul piano intellettuale, Mencio (孟子, Mèngzǐ) si presentò come continuatore di Confucio (孔子, Kǒngzǐ o 孔夫子). Le fonti antiche lo collegano alla scuola di Zisi (子思, Zǐsī), nome di cortesia di Kong Ji (孔伋, Kǒng Jí), nipote di Confucio (孔子, Kǒngzǐ); è più prudente ritenere che abbia studiato con discepoli di Zisi (子思, Zǐsī), non direttamente con lui. Seguendo il modello di Confucio (孔子, Kǒngzǐ o 孔夫子), Mencio (孟子, Mèngzǐ) viaggiò con i propri discepoli fra diverse corti, soprattutto negli Stati di Qi (齐国, Qí Guó), Song (宋国, Sòng Guó), Teng (滕国, Téng Guó), Wei o Liang (魏国 / 梁国, Wèi Guó / Liáng Guó) e Lu (鲁国, Lǔ Guó). Dialogò, fra gli altri, con il re Xuan di Qi (齐宣王, Qí Xuān Wáng), il re Hui di Liang (梁惠王, Liáng Huì Wáng) e il duca Wen di Teng (滕文公, Téng Wéngōng). Cercò di persuaderli che la stabilità non dipendeva soltanto dagli eserciti e dai vantaggi immediati, ma da un governo capace di proteggere il popolo, garantirgli mezzi di sussistenza e conquistare così legittimità morale. Il nucleo della sua filosofia è la tesi che la natura umana tende al bene (性善, xìng shàn). Ogni persona possiede quattro “germogli” morali (四端, sì duān): compassione, vergogna o riprovazione, rispetto e capacità di distinguere il giusto dall’ingiusto. Coltivati mediante educazione e disciplina, essi diventano benevolenza (仁, rén), rettitudine (义, yì), rito o appropriatezza (礼, lǐ) e sapienza (智, zhì). Questa concezione fonda la sua proposta di “governo benevolo” (仁政, rénzhèng) e di “via regale” (王道, wángdào), opposta al dominio esercitato soltanto con la forza. In politica, Mencio (孟子, Mèngzǐ) affermò che il popolo viene prima del sovrano: un governante che distrugge le condizioni della vita comune perde la propria legittimità. La sua dottrina non equivale a una teoria democratica moderna, ma limita moralmente il potere monarchico. Egli polemizzò inoltre con Mozi (墨子, Mòzǐ), sostenitore dell’“amore imparziale”, e con Yang Zhu (杨朱, Yáng Zhū), associato alla tutela prioritaria di sé; più tardi la sua idea della bontà originaria sarebbe stata contrapposta alla tesi di Xunzi (荀子, Xúnzǐ), secondo cui le inclinazioni spontanee devono essere trasformate dall’educazione e dai riti. I dialoghi e gli insegnamenti attribuiti a Mencio (孟子, Mèngzǐ) furono raccolti nel libro omonimo, il Mengzi (《孟子》, Mèngzǐ), probabilmente con il contributo dei suoi discepoli, tra i quali Wanzhang (万章, Wànzhāng). L’opera divenne progressivamente centrale nella tradizione confuciana. Durante la dinastia Song meridionale (南宋, Nán Sòng), Zhu Xi (朱熹, Zhū Xī) la incluse, insieme ai Dialoghi di Confucio (《论语》, Lúnyǔ), al Grande Studio (《大学》, Dàxué) e al Giusto Mezzo (《中庸》, Zhōngyōng), nei Quattro Libri (四书, Sìshū). Da allora Mencio (孟子, Mèngzǐ) fu riconosciuto come il “Secondo Saggio” (亚圣, Yàshèng), subito dopo Confucio (孔子, Kǒngzǐ o 孔夫子), e il suo pensiero divenne essenziale per l’educazione e gli esami imperiali nell’Asia orientale (东亚, Dōngyà). Storicamente, l’importanza di Mencio (孟子, Mèngzǐ) consiste nell’aver trasformato l’eredità etica di Confucio (孔子, Kǒngzǐ) in una teoria organica della natura umana, della formazione morale e della responsabilità politica. Il limitato successo presso i sovrani del suo tempo contrasta con l’enorme influenza successiva: la sua difesa della dignità morale della persona e del primato del benessere popolare è rimasta uno dei riferimenti più durevoli della filosofia cinese.
    秦 始 皇 帝

    Qin Shi Huangdi (秦始皇帝)

    qín shǐ huáng dì

    秦始皇帝, Qín Shǐ Huángdì, significa «Primo Augusto Imperatore dei Qin» o «Primo Imperatore sovrano dei Qin». Nato come Yíng Zhèng (嬴政, 259-210 a.C.), fu re dello Stato di Qin e, dopo avere conquistato gli altri sei maggiori regni combattenti, nel 221 a.C. assunse il nuovo titolo di huángdì (皇帝). È pertanto considerato il primo imperatore della Cina unificata, benché l’impero Qin sia sopravvissuto soltanto pochi anni alla sua morte.
     Qín Shǐ Huángdì - Qin Shi Huangdi – primo imperatore di Cina
    Antica stampa raffigurante l’imperatore Huangdi.
    Nel 213 a.C., su proposta del cancelliere Li Si (李斯, Lǐ Sī), il governo Qin ordinò la distruzione di numerosi testi storici e filosofici detenuti privatamente, soprattutto quelli utilizzabili per criticare il presente attraverso il confronto con il passato. Non furono però distrutti indistintamente «tutti i libri»: erano previste eccezioni per le opere conservate negli archivi imperiali e per i testi di medicina, agricoltura e divinazione. La conoscenza di autori anteriori, quali Confucio (孔子, Kǒngzǐ), Laozi (老子, Lǎozǐ) e Sunzi (孙子, Sūnzǐ), sopravvisse attraverso copie, tradizioni manoscritte e successive ricostruzioni; la portata effettiva del provvedimento e il racconto dell’esecuzione degli eruditi restano oggetto di discussione storiografica.
     Qín Shǐ Huángdì - Qin Shi Huangdi – primo imperatore di Cina
    Ritratto dell’imperatore da artista anonimo.
    Il nome occidentale «Cina» è generalmente ricondotto, attraverso lingue intermediarie, al nome Qin, pronunciato approssimativamente «Chin»; non deriva tuttavia da uno dei sette regni chiamato «Chin», bensì dallo Stato e dalla dinastia Qin. L’imperatore commissionò inoltre il vasto complesso funerario oggi noto per l’esercito di terracotta, 兵马俑 (bīngmǎyǒng), costituito da migliaia di figure di soldati, cavalli e carri a grandezza naturale destinate a proteggere simbolicamente il sovrano nell’aldilà.
    L’esercito di terracotta faceva parte di un più ampio paesaggio funerario concepito per riprodurre e perpetuare nell’aldilà l’autorità imperiale. Le interpretazioni archeologiche lo considerano soprattutto una forza destinata a custodire il mausoleo e ad accompagnare simbolicamente Qin Shi Huang dopo la morte. Il suo interesse per l’immortalità è attestato anche dalle ricerche di elisir e dalle spedizioni affidate a specialisti e indovini; non è invece solidamente documentato che alla sua presenza fosse vietato pronunciare la parola «morte».
    A Qin Shi Huang si attribuisce il collegamento e l’ampliamento di fortificazioni preesistenti lungo la frontiera settentrionale, interventi considerati un antecedente della Grande Muraglia, 长城 (Chángchéng), ma non coincidenti con le strutture monumentali oggi più note, costruite in gran parte durante la dinastia Ming. I lavori Qin impiegarono soldati, coscritti e condannati in condizioni estremamente gravose; le cifre di un milione di operai e di un quarto di morti, tuttavia, non sono verificabili con sicurezza nelle fonti disponibili.
    esercito di terracotta
    Miniatura in bronzo del carro imperiale rinvenuta nel 1980.
    Per Qin Shi Huang fu realizzato un vastissimo complesso funerario ai piedi del monte Li, nel distretto di Lintong, presso Xi’an, nella provincia dello Shaanxi (陕西, Shǎnxī). Il tumulo sepolcrale, oggi alto circa 50 metri a causa dell’erosione, copre la camera funeraria centrale, che non è stata ancora scavata. Il complesso comprende il celebre esercito di terracotta, scoperto nel 1974 a circa 1,5 chilometri dal tumulo, e numerose fosse con figure di funzionari, acrobati, musicisti, animali, carri e altri elementi simbolici. Nel suo insieme, il sito sembra riprodurre in forma funeraria l’ordine politico, cerimoniale e cosmologico dell’impero; le descrizioni di fiumi di mercurio e di un cielo stellato nella camera interna derivano principalmente dallo Shiji di Sima Qian e non sono state verificate mediante uno scavo diretto.
    Il regime di Qin Shi Huang, fondato su una forte centralizzazione amministrativa e su principi comunemente associati alla tradizione legalista, esercitò un’influenza duratura sulla storia cinese. La divisione del territorio in circoscrizioni governate da funzionari nominati dal centro, la standardizzazione della scrittura, della moneta, dei pesi e delle misure e lo sviluppo delle reti stradali furono ripresi e adattati dalle dinastie successive. L’impero Qin crollò nel 206 a.C., ma parte delle sue strutture istituzionali rimase alla base dello Stato imperiale fino alla caduta della dinastia Qing nel 1911.
    Immagine
    Immagine
    Fonti
    • 1) Encyclopaedia Britannica
    • 2) Mausoleum of the First Qin Emperor
    Bibliografia
    • 1) Sima Qian, Records of the Grand Historian
    • 2) The Everlasting Empire
    Autori
    • Sima Qian 司马迁
    • Li Si 李斯
    孫 子

    Sun Tzu (孫子)

    sūn zǐ

    Vissuto in Cina nel tardo periodo delle primavere e degli autunni, cioè tra il 722 e il 481 a.C., 孫子, Sun Tzu, è stato un consigliere militare e filosofo alle dipendenze del re Helü, sovrano del regno di Wu (risalte al periodo della Primavera e dell'Autunno), sostenendolo nella conquista dello stato di Chu.
     l’arte della guerra
    antiche liste di bambù relative al trattato ‘l’arte della guerra’.
    Secondo alcune ricostruzioni, Sun Tzu sarebbe originario dello stato di QI, nella Cina settentrionale, mentre altri ricercatori sostengono sia nato nello stato di Wu (l’attuale Suzhou, 苏州, sū zhōu, città cinese situata nella provincia dello Jiangsu, 江苏, jiāngsū) . Ad egli è attribuita la redazione del più famoso trattato di strategia militare, “l’arte della guerra” – 孫子兵法, sūnzǐ bīng fǎ -,
     l’arte della Guerra, Sun Tzu
    ritratto di Sun Tzu.
    Il manoscritto è considerato un classico della letteratura, studiato in tutte le dinastie cinesi ed infine adottato in occidente come primo manuale militare, diffuso in Europa intorno al 1772, ad opera del gesuita francese Joseph-Marie Amiot, ed ammirato anche dallo stesso Napoleone nonché da numerosi militari del Novecento.
    Il testo avrebbe svolto un ruolo guida importante nell'antica accademia militare cinese e nelle pratiche belliche.
    Secondo alcune fonti, il trattato sarebbe solo in parte attribuibile a Sun Tzu ed altra parte, quella finale, riconducibile ad un diverso autore, tale Sun Bin.considerato un classico studiato in tutte le dinastie cinesi ed infine adottato in occidente come primo manuale militare, diffuso in Europa nel 1772 dal gesuita francese Joseph-Marie Amiot, ed ammirato anche dallo stesso Napoleone e da numerosi militari del Novecento.
    Il testo avrebbe svolto un ruolo guida importante nell'antica accademia militare cinese e nelle pratiche belliche.
    Per altre alcune fonti, invece il trattato sarebbe solo in parte attribuibile a Sun Tzu ed altra parte, quella finale, sarebbe riconducibile ad un diverso autore, tale Sun Bin.
    玉 皇 大 帝

    Imperatore di Giada (玉皇大帝)

    Yù huáng Dà dì

    玉皇大帝 (Yùhuáng Dàdì), l'Imperatore di Giada
    玉皇大帝 (Yùhuáng Dàdì), il cui titolo completo è 太上开天执符御历含真体道玉皇大帝 (Tàishàng Kāitiān Zhífú Yùlì Hánzhēn Tǐdào Yùhuáng Dàdì), è una delle massime divinità celesti della religiosità popolare cinese e del 道教 (Dàojiào), il Taoismo. Nella tradizione popolare è chiamato anche 天公 (Tiāngōng), «Signore del Cielo». Non è una figura secondaria delle leggende dello zodiaco: nelle narrazioni più diffuse è colui che promuove e giudica la selezione dei 十二生肖 (shí'èr shēngxiào), i dodici animali zodiacali.
    Identità e posizione nel pantheon
    玉皇大帝 (Yùhuáng Dàdì) è rappresentato come il sovrano supremo dell'ordine celeste. Nel sistema taoista viene spesso descritto come 四御天帝之首 (Sìyù Tiāndì zhī shǒu), «il primo dei Quattro Sovrani Celesti», e governa simbolicamente divinità, immortali, mondo umano e regni dell'oltretomba, come un imperatore della corte celeste. La devozione popolare gli riserva cerimonie solenni, modellate sull'omaggio tributato a un sovrano. Il nono giorno del primo mese lunare, 农历正月初九 (nónglì zhēngyuè chūjiǔ), è tradizionalmente celebrato come la sua nascita, 玉皇诞 (Yùhuáng dàn).
    Origini e racconti tradizionali
    Le tradizioni sulla sua origine seguono principalmente due linee narrative, una mitico-religiosa e una storico-culturale.
    • 修行成神说 (Xiūxíng chéngshén shuō), la tradizione dell'ascesi e della divinizzazione: secondo il racconto, nell'antico regno di 光严妙乐国 (Guāngyán Miàolè Guó) vivevano il re 净德 (Jìngdé) e la sua consorte, privi di eredi. Dopo lunghe preghiere, la regina sognò 太上老君 (Tàishàng Lǎojūn), il «Sommo Vecchio Signore», che le affidava un neonato avvolto da luce. Il bambino nacque il nono giorno del primo mese lunare e sarebbe diventato il futuro 玉皇大帝 (Yùhuáng Dàdì). Salito al trono, distribuì le ricchezze ai bisognosi; in seguito abbandonò il regno per dedicarsi alla coltivazione spirituale, 修道 (xiūdào), attraversando innumerevoli prove fino a conseguire la dignità celeste.
    • 历史合流说 (Lìshǐ héliú shuō), la teoria della confluenza storica: il culto dell'Imperatore di Giada viene ricondotto alle antiche forme di venerazione del sovrano celeste, 天帝 (Tiāndì). Durante la dinastia 宋 (Sòng), l'imperatore 宋真宗 (Sòng Zhēnzōng) favorì l'identificazione tra 昊天上帝 (Hàotiān Shàngdì), il «Sommo Sovrano del Cielo Vasto», e 玉皇 (Yùhuáng), l'«Imperatore di Giada» taoista. Da questa convergenza nacque una figura capace di unire culto di Stato, devozione popolare e pantheon taoista.
    Il rapporto con i dodici animali zodiacali
    Nelle versioni più note della leggenda dei 十二生肖 (shí'èr shēngxiào), è 玉皇大帝 (Yùhuáng Dàdì) a decidere che gli animali scandiscano il tempo, così da offrire agli esseri umani un sistema semplice per ricordare gli anni. Convoca quindi una gara di attraversamento del fiume, 渡河比赛 (dùhé bǐsài), oppure una grande udienza celeste, 报到大会 (bàodào dàhuì), secondo le diverse varianti. L'ordine zodiacale viene stabilito in base all'arrivo degli animali: il Topo, 鼠 (shǔ), si nasconde sul dorso del Bue, 牛 (niú), e balza davanti al traguardo; il Drago, 龙 (lóng), giunge più tardi perché si ferma ad aiutare esseri viventi in difficoltà; il Cane, 狗 (gǒu), perde tempo giocando nell'acqua. Questi episodi non formano un unico racconto canonico, ma appartengono a una tradizione orale ricca di varianti regionali, nelle quali l'Imperatore di Giada resta il garante dell'ordine cosmico e il giudice della competizione.
    鄭 和

    Zheng He (鄭和)

    Zhèng Hé

    Zheng He (郑和, Zhèng Hé; 1371–1433), originariamente di cognome Ma (马, Mǎ) e noto nell’infanzia con il nome Sanbao (三宝, Sānbǎo), nacque a Kunyang (昆阳, Kūnyáng), nello Yunnan (云南, Yúnnán), nell’odierno distretto di Jinning (晋宁区, Jìnníng Qū) della città di Kunming (昆明市, Kūnmíng Shì). Di etnia Hui, proveniva da una famiglia che professava l’islam da generazioni. Il suo nome originario era Ma He (马和, Mǎ Hé). Per i meriti acquisiti al servizio dell’imperatore Chengzu dei Ming, Zhu Di (明成祖朱棣, Míng Chéngzǔ Zhū Dì), durante la campagna di Jingnan (靖难之役, Jìngnàn zhī Yì), nel secondo anno dell’era Yongle, corrispondente al 1404, ricevette il cognome «Zheng» (郑, Zhèng). Da allora fu chiamato Zheng He e raggiunse il grado di eunuco direttore della Direzione del servizio interno, appartenente al quarto rango. Nelle fonti storiche è ricordato come «eunuco Sanbao» (三宝太监, Sānbǎo Tàijiàn).
    L’impresa dei sette viaggi nei Mari occidentali
    Tra il 1405 e il 1433, su ordine dell’imperatore Chengzu dei Ming, Zhu Di (明成祖朱棣, Míng Chéngzǔ Zhū Dì), Zheng He (郑和, Zhèng Hé) guidò per sette volte la più imponente flotta dell’epoca verso i cosiddetti «Mari occidentali» (西洋, Xīyáng), espressione con cui durante la dinastia Ming si indicavano le acque situate a ovest dell’isola del Borneo. Le spedizioni si protrassero nell’arco di 28 anni e coprirono complessivamente decine di migliaia di miglia nautiche.

    • Dimensioni senza precedenti: a ogni spedizione la flotta comprendeva da oltre cento a più di duecento imbarcazioni e trasportava circa 27.000–28.000 persone. Le navi maggiori, note come «navi del tesoro» (宝船, bǎochuán), sarebbero state lunghe circa 140 metri e larghe circa 60, con un dislocamento prossimo alle 10.000 tonnellate; secondo questa descrizione, erano molto più grandi dell’ammiraglia utilizzata dalla flotta di Cristoforo Colombo 88 anni dopo.

    • Rotte molto estese: la flotta raggiunse più di trenta paesi e regioni del Sud-est asiatico, delle coste dell’Oceano Indiano, della penisola arabica e dell’Africa orientale, spingendosi fino al Mar Rosso e alla costa orientale africana. Il primo viaggio precedette di 87 anni l’arrivo di Cristoforo Colombo nelle Americhe e di 92 anni quello di Vasco da Gama in India.

    Un messaggero di pace
    A differenza delle successive imprese coloniali e predatorie di alcuni navigatori occidentali, i viaggi di Zheng He (郑和, Zhèng Hé) seguirono il principio di «diffondere la virtù della dinastia e condividere i benefici della pace» (宣德化而柔远人,共享太平之福, xuān déhuà ér róu yuǎnrén, gòngxiǎng tàipíng zhī fú). Zheng He si adeguava agli usi dei paesi visitati, rispettava le consuetudini e le religioni locali e, attraverso scambi commerciali paritari, contribuiva alla diffusione della seta, della porcellana e delle tecnologie cinesi.
     I Viaggi di Zheng He
    I Viaggi di Zheng He.
    Non occupò territori stranieri. Questa modalità di relazione pacifica lasciò un’influenza profonda soprattutto nel Sud-est asiatico, dove ancora oggi è venerato con il titolo di «Sanbao Gong» (三宝公, Sānbǎo Gōng).
    Nel 1433, ottavo anno dell’era Xuande (宣德, Xuāndé), Zheng He (郑和, Zhèng Hé) morì per malattia, provato dalle fatiche, durante il viaggio di ritorno della settima spedizione nei Mari occidentali. La morte sarebbe avvenuta a Guli (古里, Gǔlǐ), sulla costa occidentale dell’India, località corrispondente all’odierna Kozhikode, già nota come Calicut.
    白 酒

    Baijiu (白酒)

    bái jiǔ

    Il Baijiu - - è un distillato alcolico tra i più consumati al mondo. È un liquore cd. « high-proof » ( l'alcoholic proof o, più semplicemente proof, è una misura anglosassone che indica la quantità di etanolo contenuto in una bevanda alcolica). Il Baijiu, in genere possiede un proof tra gli 80 e i 120 e una gradazione alcolica tra il 40% e il 60%. Deriva da una cultura starter (gli starter sono dei preparati microbiologici che hanno la funzione di avviare una fermentazione solitamente per la preparazione di cibo e alcolici) chiamata Qu o più precisamente Wuyi Hong qu (diverse varietà sono denominate Xiaoqu, Daqu, Fuqu ), solitamente utilizzato per la fermentazione del riso glutinoso ( un tipo di riso coltivato nel sud est asiatico la cui caratteristica è di risultare appiccicoso dopo la cottura a causa dell’elevata quantità di amido sviluppata) oppure utilizzando grano cotto al vapore o sorgo (detto anche saggina, è una pianta della famiglia delle graminacee, diffusa in Asia meridionale, perché ricca di zuccheri facilmente fermentabili, adatta perciò alla produzione di alcol da bioetanolo e per il biogas).
    Nel nord della Cina è privilegiata la preparazione a base di sorgo, di frumento, di orzo comune o miglio.
    La fermentazione tradizionale del cibo e degli alcolici ha una lunga storia nella cultura cinese che implica l’adozione di complessi microbiota autoctoni che hanno la capacità di conferire particolari aromi e qualità ai prodotti finali fermentati come il Banjiu che si distingue, appunto, in base all’aroma determinato dal metodo di produzione adottato dal quale, ovviamente, dipendono anche i costi, variabili da un prezzo popolare accessibile a chiunque (in occidente all’incirca un dollaro) sino a migliaia di dollari per singola confezione.
    Il termine Banjiu non è da confondere con “vino bianco” che rappresenta un’ errata traduzione.
    Consumo
    Nei locali e bar cinesi, il Baijiu viene servito a temperatura ambiente addizionato con erbe medicinali o frutta versato in caratteristiche piccole ciotole o bicchieri accompagnato da piccoli snack mentre tradizionalmente il Banjiu è consumato in occasione delle principali feste cinese quali il 春节 , chūn jié , Capodanno cinese o festa di primavera , il 中秋节, zhōng qiū jié, festa di metà autunno .
    Preparazione
    Il processo prevede l’aggiunta del Qu e acqua al grano (o altro); la fermentazione e la conversione degli zuccheri avviene contemporaneamente, fatto che distingue il Banjiu da altri distillati alcolici. La fermentazione viene solitamente effettuata in fosse di fermentazione sotterranee o barattoli di ceramica conservati sottoterra. Una volta completata la fermentazione, si forma un liquido chiamato "vino giallo" o huang jiu 黄酒. Huang jiu è sottoposto poi ad processo di distillazione che prevede un gigantesco attrezzo di bambù, simile a un cesto. Il liquido viene riscaldato per separare l'alcol dal mosto. Il baijiu distillato viene quindi invecchiato in grandi giare di terracotta per almeno un anno o due. In alcuni casi, gli avanzi del mosto di cereali non vengono scartati, ma essiccati e quindi aggiunti nuovamente alla fossa di fermentazione, formando una base per il lotto successivo di baijiu. Il baijiu completamente invecchiato raggiunge circa il 70% di alcol o 140 proof, e viene pertanto diluito a un proof di 106, prima di essere immesso in distribuzione.
    Nel 2012 la produzione di Banjiu è stata stimata per un terzo di tutta produzione mondiale di alcol.
    炒 麵

    spaghetti saltati in padella (炒麵)

    chǎo miàn

     Un altro piatto tipico della cucina cinese sono i炒面chǎo miàn; la ricetta prevede gli spaghetti cinesi o noodles (i noodles, conosciuti come spaghetti cinesi o giapponesi, sono un piatto della cucina orientale di antichissime origini. In comune con gli spaghetti occidentali hanno solo la forma allungata essendo la preparazione differente costituita prevalentemente da un impasto di farine integrali, spesso di soia, uova, non trafilato ma tagliato direttamente dello spessore desiderato), un tipo di carne a scelta (solitamente pollo), verdure, aromi e una salsa. Per la preparazione si impiega il classico wok dove si friggono separatamente gli ingredienti e infine si uniscono.    
    蛋 花 湯

    zuppa di uova crude (蛋花湯)

    dàn huā tāng

     La zuppa di uova è un antipasto cinese molto popolare. È conosciuto in occidente con il nome inglese "Egg drop soup" (zuppa di uova crude) perché le uova crude vengono lasciate cadere nella zuppa calda. La preparazione della zuppa di uova è molto semplice. È fondamentalmente una zuppa di uova sbattute combinata con cipollotti, 葱 cōng, tofu 豆腐 dòu fu, e pepe nero 椒 jiāo, aggiunti ad una base di brodo di pollo, 鸡汤, jītāng.
    豆 瓣 醬

    doubanjiang (豆瓣醬)

    dòu bàn jiàng

    È una pasta molto piccante e saporita ricavata da base di fave fermentate o di fagioli neri di soia fermentati, miscelati con peperoncino, semi di soia, sale e farina. Caratteristicamente utilizzata nella cucina del Sichuan, la salsa è anche nota come «l'anima della cucina del Sichuan » (四川 Sì chuān (letteralmente "Quattro fiumi", la regione cinese situata nell’area centro-meridionale, famosa anche per i suoi piatti piccanti e speziati). La preparazione classica richiede quasi un anno di tempo poiché prevede differenti processi di fermentazione con quotidiano mescolamento della salsa conservata in orci di terracotta. Al termine della lavorazione, il prodotto è venduto a prezzi variabili (comunque molto alti ), secondo il tempo di invecchiamento che conferisce alla salsa fragranze differenti.
    Origine
    Dalla leggenda si narra che gruppo di immigrati provenienti dalle pianure del Chengdu (la capitale del Sichuan, 成都, Chéng dū), in fuga dallo sterminio in atto al termine dinastia Ming (明朝, Míng cháo, anche nota come 大明帝国 “il grande impero dei Ming”, 1368 - 1644 d.C.), avevano nelle loro scorte alimentari quantità di fave che avevano iniziato il processo di fermentazione. Per non buttarle provarono a mischiarle con peperoncino locale e altri ingredienti dando vita così alla salsa doubanjiang.
    回 鍋 肉

    maiale in doppia cottura (回鍋肉)

    huí guō ròu

    Il maiale in doppia cottura: 回锅肉 (huíguōròu)
    回锅肉 (huíguōròu), letteralmente «carne rimessa nel wok», è un celebre piatto della cucina del Sichuan (四川, Sìchuān), regione della Cina sud-occidentale nota per una tradizione gastronomica ricca di sapori intensi, piccanti e aromatici. In italiano viene comunemente chiamato «maiale a doppia cottura»; in inglese è noto come «twice-cooked pork». Il nome descrive il procedimento fondamentale: la carne di maiale viene prima lessata o sbollentata e, dopo essere stata raffreddata e tagliata a fettine, viene saltata nel wok con condimenti e verdure. Il secondo passaggio rende il grasso più traslucido, concentra il sapore e conferisce alla carne una consistenza morbida ma leggermente dorata ai bordi.
    Ingredienti caratteristici
    • Pancetta o carne di maiale con parte grassa: 猪肉 (zhūròu), spesso scelta per l’equilibrio tra carne e grasso.
    • Pasta di fave fermentate e peperoncino: 豆瓣酱 (dòubànjiàng), condimento fondamentale della cucina del Sichuan. Una varietà particolarmente rinomata è la pasta di fave di Pixian, 郫县豆瓣 (Píxiàn dòubàn), oggi associata al distretto di Pidu (郫都区, Pídū Qū), nella municipalità di Chengdu (成都, Chéngdū).
    • Porro cinese o aglio giovane: 蒜苗 (suànmiáo), che apporta una nota fresca e aromatica.
    • Condimenti complementari: secondo la ricetta possono comparire salsa di soia, 酱油 (jiàngyóu), vino di riso da cucina, 料酒 (liàojiǔ), e una piccola quantità di zucchero, 糖 (táng), per equilibrare sapidità e piccantezza.
    Preparazione essenziale
    1. La carne viene cotta una prima volta in acqua, spesso con zenzero e aromi, finché risulta appena tenera.
    2. Dopo il raffreddamento viene tagliata in fettine sottili.
    3. Le fettine vengono saltate nel wok finché rilasciano parte del grasso e iniziano ad arricciarsi leggermente.
    4. Si aggiungono 豆瓣酱 (dòubànjiàng), gli altri condimenti e infine le verdure aromatiche.
    Precisazioni linguistiche e culturali
    • La grafia semplificata usata nella Cina continentale è 回锅肉 (huíguōròu); la forma tradizionale è 回鍋肉 (huíguōròu).
    • La grafia semplificata di «Sichuan» è 四川 (Sìchuān). Il nome viene spesso interpretato popolarmente come «quattro fiumi», ma la sua origine storica è più complessa e non va ridotta a una semplice traduzione letterale.
    • 豆瓣酱 (dòubànjiàng) non è una generica «salsa piccante»: è una pasta fermentata a base di fave, frequentemente arricchita con peperoncino e sale.
    In sintesi
    回锅肉 (huíguōròu) è un piatto tradizionale del Sichuan (四川, Sìchuān) in cui la carne di maiale viene cotta due volte: prima in acqua e poi nel wok. Il sapore caratteristico deriva soprattutto dalla 豆瓣酱 (dòubànjiàng), accompagnata da aromi e verdure come 蒜苗 (suànmiáo).
    麻 婆 豆 腐

    mapo tofu (麻婆豆腐)

    má pó dòu fǔ

        Il mapo tofu 麻婆豆腐 má pó dòu fǔ (letteralmente “tofu della signora anziana dalla faccia butterata”) è una delle ricette tipiche della tradizione della cucina cinese, tra le più diffuse nello Sichuan 四川 Sì chuān (letteralmente "Quattro fiumi"), la regione cinese situata nell’area centro-meridionale, famosa anche per i suoi piatti piccanti e speziati, tra questi appunto il mapo tofu, ricetta presente in ogni menù dei ristoranti specializzati nella cucina cinese.
    Si tratta di una preparazione a base di cubetti di tofu, avvolti in una salsa rossa piccante e saporita. Di regola, si accompagna al riso al vapore.
    ORIGINE
    Si ritiene che la ricetta risalga al secolo scorso a opera della consorte di un proprietario di un ristorante di Cengdu (la capitale del Sichuan) 成都, Chéng dū, che elaborò il piatto aggiungendo salsa piccante e pezzetti di carne.
    Ingredienti.
    • Tofu
    • Carne (manzo, vitello, maiale)
    • Pepe del Sichuan (da tostare)
    • Salsa doubanjiang 豆瓣醬dòu bàn jiàng. Si tratta di una pasta salata a base di fave o di fagioli neri di soia fatti fermentare con il sale e il peperoncino anch’essa caratteristica della cucina del Sichuan
    • cipollotti
      配料表 Ingredienti
      • 嫩豆腐 400g
      • 牛肉末 100g
      • 郫县豆瓣酱 1.5 汤匙
      • 豆豉 1 汤匙
      • 花椒粉 1 茶匙
      • 辣椒粉 1 茶匙
      • 蒜末 4 瓣
      • 姜末 1 茶匙
      • 蒜苗 1 根
      • 水或高汤 2 杯
      • 水淀粉 2 汤匙淀粉+3汤匙水
      • 酱油 1 茶匙
      • 料酒 1 茶匙
      Legenda
      • 汤匙 cucchiaio da tav.
      • 茶匙 cucchiaio da tè
      • 瓣 spicchio
      • 根 gambo
      • 杯 bicchiere/tazza
      immagini
      Link
      • 1). zdic.net/hant/麻婆豆腐
      • 2). mycookingcalendar.com
      • 3). m.meishichina.com
      年 糕

      torta di Capodanno (年糕)

      nián gāo

      Il Nian Gao è tra i dolci tipici del Capodanno cinese più amati e viene preparato in occasione della Festa di Primavera 春节, per augurare fortuna e prosperità. Questo dessert si prepara con farina di riso glutinoso, che conferisce alla torta una consistenza molto simile a quella di un budino, nonché un sapore molto delicato.
      湯 包

      panini al vapore con brodo (湯包)

      tāng bāo

      汤包, tāng bāo, letteralmente "panini al vapore con brodo", sono una delle meraviglie dell'arte culinaria cinese, una delizia che nasconde una sorpresa esplosiva di sapore:il brodo. Sono famosi per essere una prova di abilità sia per il cuoco che per il commensale e rappresentano un genere dei Baozi, 包子, più piccolo e salato. Si tratta di un piccolo panino ripieno, soffice e traslucido, cotto al vapore che, al primo morso, rilascia un brodo caldo, fragrante e delizioso già dentro il panino prima di essere cotto. La tecnica sta nel ripieno che non è semplice carne ma un impasto complesso composto da un ricco brodo di maiale, pollo e prosciutto, speziato con zenzero, scalogno e vino di riso. Il brodo, poi viene solidificato in un gelatina, detta 肉冻, ròu dòng, ed infine tagliata a cubetti e mescolata con il trito di carne di maiale (e a volte di polpa di granchio, 蟹粉, xiè fěn). Durante la cottura al vapore, il calore scioglie la gelatina, che si trasforma nuovamente in brodo liquido e saporito, rimanendo intrappolata all'interno della sottile pasta del panino.
      Ne esistono diverse varianti, secondo i luoghi di produzione. Tra i più famosi: i Nanxiang Tangbao, 南翔小笼包, nán xiáng xiǎo lóng bāo, i Tangbao di Yangzhou/Zhenjiang, 镇江汤包, i Tangbao al Granchio, 蟹粉汤包, xiè fěn tāng bāo, i Guantang Bao, 灌汤包, guàn tāng bāo.
      Mangiare un 汤包 richiede un rituale preciso, spesso riassunto in una filastrocca: "Prima apri una finestrina, poi soffia, succhia, assaggia" - 轻轻提,慢慢移,先开窗,后喝汤, qīng qīng tí, màn man yí, xiān kāi chuāng, hòu hē tāng). Tra le raccomandazioni è di non mangiare i 汤包 per intero, per il rischio del brodo bollente all'interno. Conviene forare l'involucro, facendo attenzione a non disperdere il brodo contenuto e seguire le indicazioni della filastrocca.
      La preparazione richiede grande abilità culinaria e per il consumo si ordinano al cestello e si condividono in tavola. Si vendono nei loro caratteristici cestelli di bambù fumanti.
      糖 葫 蘆

      spiedini di frutta caramellata (糖葫蘆)

      táng hú lu

      糖葫芦,táng hú lu, sono uno degli snack da strada più iconici, amati e nostalgici della Cina. Simbolo di gioia, infanzia e fiere invernali, sono una delizia che unisce semplicità, arte e sapore in un'unica ricetta. Sono costituiti da frutta fresca (soprattutto bacche di biancospino, 山楂, shān zhā) infilzata su uno stecco di bambù e ricoperta da uno strato lucente e croccante di zucchero caramellato solidificato, che ne forma una glassa.
      Il termine è composto da 糖, táng, "zucchero" o "caramella" e 葫芦,hú lu, "zucchetta bottiglia" (la pianta usata come contenitore tradizionale). Poiché gli 山楂, shān zhā, ovvero i predetti frutti di biancospino, sono infilzati a gruppi di 5-7 pezzi, la loro forma ricorda proprio quella di una piccola zucchetta bottiglia ( una pianta rampicante annuale della famiglia delle cucurbitacee ). Da qui il nome completo: "zucchetta di zucchero". Il classico indiscusso è lo 山楂糖葫芦, shān zhā táng hú lu, ma sono numerosissime le varianti con le fragole, 草莓, i mandarini e arance a spicchi, 橘子, l'uva, 葡萄 e le ciliegie 樱桃.
      Per la preparazione: lavata la frutta e eventualmente snocciolata, viene infilzata in stecchetti di bambù e immersi nel caramello che deve aver raggiunto la temperatura di circa 150-160°C, diventando un liquido ambrato chiaro e viscoso. Una volta glassata la frutta occorre farla raffreddare su una superficie di marmo.
      È lo snack per eccellenza delle gite scolastiche, dei parchi e delle fiere invernali ed è associato al festival d'inverno, cioè alla serie di eventi festivi che caratterizzano il periodo invernale, partendo dal Solstizio d'Inverno, 冬至, dōng zhì, , Festival di Primavera o Capodanno Cinese, 春节, chūn jié, Festival delle Lanterne, 元宵节, yuán xiāo jié , Festival del Laba, 腊八节, là bā jié, Piccolo Anno , 小年, xiǎo nián.
      油 炸 餛 飩

      wonton fritti (油炸餛飩)

      yóu zhá hún tun

      I wonton fritti sono tra gli antipasti più popolari della Cina. Si tratta di ravioli di piccole dimensioni, ripieni di maiale猪zhū o frutti di mare海鲜 hǎi xiān (o insieme) e poi fritti. Generalmente sono serviti con salsa agrodolce e conditi con aglio大蒜dà suàn, cipollotti葱cōng e spezie香料xiāng liào. I wonton馄饨hún tun sono disponibili anche nelle varianti cotti a fuoco lento, al vapore o anche in zuppa汤, tāng.     
      月 餅

      torta della luna (月餅)

      yuè bǐng

      La torta della luna 月饼 yuè bǐng è un dolce cinese tradizionalmente consumato durante la Festa di metà autunno, una delle festività cinesi più importanti. La torta lunare deriva il suo nome dal fatto che la festa di metà autunno è dedicata all'osservazione ed al culto della Luna 赏月shǎng yuè.
      Le torte lunari tradizionali sono rotonde o rettangolari, hanno un diametro di circa 10 cm ed una profondità di 4–5 cm. Un ripieno spesso e pastoso, composto tradizionalmente di anko (l'anko è una sorta di confettura giapponese preparata con i semi di azuki – fagiolo azuki o fagiolo rosso -) o di pasta di semi di loto, è circondato da una crosta sottile (2-3 mm) e può a volte contenere tuorli salati di uova d'anatra. Le torte lunari vengono solitamente consumate come accompagnamento al tè. In tempi moderni, è diventata pratica comune regalare le torte lunari ai propri clienti o familiari.
      重 陽 節

      Festa del doppio nove (重陽節)

      chóng yáng jié

      La festa del doppio nove, 重阳节 zhóng yáng jié, letteralmente "Festa del doppio yang", o “doppio nove” 重九, zhóng jiǔ, (anche九九重阳, jiǔ jiǔ zhóng yáng), è una festa celebrata il nono giorno del nono mese in tutto l'Estremo Oriente. La festa che ha avuto origine dal culto dei fenomeni celesti, è divenuta occasione per festeggiare i ricchi raccolti autunnali, celebrata nel periodo degli Stati Combattenti (453 a.C.-221 a.C.), guadagnando popolarità durante la dinastia Han, 汉朝 ed infine fiorita con la dinastia Tang, 唐朝 (206 a.C.-220 d.C.).
      In questa celebrazione, un tempo era usanza arrampicarsi in alto, piantare crisantemi e corniolo; da ciò i diversi nomi attribuiti: "festa dell'arrampicata", "festa del crisantemo" e "festa del corniolo" . Inoltre, la parola "Jiujiu" (九九) è omofona di 久久 (jiǔ jiǔ), che significa “molto tempo”, “per un lungo tempo” e identifica perciò il trascorrere del tempo e quindi le persone anziane; significato che designa la festa in onore di essi.
      E’ una festa celebrata in Cina, in Corea, in Giappone e nel Vietnam.
      Il numero nove, nella cultura tradizionale cinese, riveste una particolare importanza:
      1. il numero Nove (Tre per Tre) è la potenza organizzata dei soffi, è la forza vitale ben composta in tutti i dettagli, ben armonizzata.
      2. Nove è uno dei simboli del potere imperiale. Nove sono i draghi ricamati sulle vesti degli imperatori cinesi. Nove sono i draghi rappresentati, nella Città Proibita di Pechino, su un famoso muro e sulle rampe calpestabili solo dall'imperatore.
      3. Hong Kong è composta da un arcipelago di isole, di cui la principale si chiama, per l’appunto, Hong Kong, e da una piccola penisola che si protende verso il mare, e che fa parte del continente. Questa penisola è stata battezzata “Kowloon”, che in Cinese Mandarino viene tradotto con “Jiu long” 九龙 ovvero “Nove Draghi”. Il drago rappresenta in Cina un simbolo di regalità e di fortuna, mentre il numero nove è di buon auspicio.
      4. Il numero nove, infine, è presente nella preparazione degli oggetti e del denaro che saranno parte della dote di una donna che sta per andare in sposa ad un uomo cinese, anche i regali in denaro che verranno fatti agli sposi porteranno fortuna se l’importo donato conterrà in qualche modo il numero nove, perché esso rappresenta la speranza che la relazione possa essere duratura nel tempo.
      immagini
      春 節

      Capodanno cinese (春節)

      chūn jié

      La festa di primavera春节, chūn jié o capodanno lunare, noto come capodanno cinese, è una delle più importanti e sentite festività tradizionali cinesi, e celebra l'inizio del nuovo anno secondo il calendario cinese. Cade il primo giorno del primo mese del calendario cinese che, com’è noto, è basato sul calendario lunare. La festività è celebrata anche in molti paesi dell'Estremo Oriente, quali Corea, Mongolia, Singapore, Malaysia, Nepal, Bhutan, Vietnam e Giappone (in cui è stata una festività ufficiale fino al 1873) e anche nelle innumerevoli comunità cinesi sparse in tutto il mondo.
      Essendo quello tradizionale cinese un calendario a base lunare, i mesi iniziano in concomitanza con ogni novilunio; di conseguenza, la data d'inizio del primo mese può variare di circa 29 giorni, venendo a coincidere con la seconda luna nuova dopo il solstizio d'inverno, evento che può avvenire fra il 21 gennaio e il 20 febbraio del calendario gregoriano. A partire da questa data, le festività durano per quindici giorni, concludendosi con la tradizionale Festa delle lanterne 元宵节 yuán xiāo jié.
      immagini
      端 午 節

      festa delle barche drago (端午節)

      duān wǔ jié

      La festa di Duan wu, 端午节, duān wǔ jié, è nota anche come la festa delle barche drago, 龙船节, lóng chuán jié (Dragon Boat Festival ). È una festa tradizionale cinese che si celebra il quinto giorno del quinto mese del calendario cinese, circostanza che identifica la ricorrenza anche con il nome di doppio quinto o festa del doppio cinque, 重五节, chóng wǔ jié.
      Secondo la tradizione, la festa delle Barche Drago è stata istituita in memoria del poeta e patriota Qu Yuan (340 - 278 a.C.), morto suicida nel fiume Miluo a causa della sconfitta subita dallo stato di Chu (楚, chǔ), la sua patria, all’epoca in guerra contro lo stato di Qin (秦, 778 a.C. - 207 a.C.) perdendo così la sua indipendenza. La leggenza narra che nel disperato tentativo di salvarlo, gli abitanti del luogo, a bordo delle loro imbarcazioni, delle tipiche canoe strette e lunghe chiamate “barche drago”, 龙船, lóng chuán, avrebbero remato con tutte le loro forze lungo il corso del fiume. Appresa la morte del poeta, per impedire che il corpo fosse divorato da pesci avrebbero buttato nei pressi del luogo della scomparsa quantità di riso racchiuse in liste di bambù.
      È usanza, per commemorare l’evento, consumare durante la festività i tipici involtini di riso, Zongzi , 粽子, che simboleggiano il cibo gettato in acqua per nutrire i pesci.
      Qu Yuan era un ministro dello stato di Chu, uno dei sette stati che si contendevano il dominio sull'intero territorio durante il periodo feudale prima dell'unificazione dell'Impero cinese sotto la dinastia Qin (221 - 206 a.C.).
      immagini
      riferimenti
      • a) Regno di Chu
      • b) Regno di Qin
      • c) 粽子
      國 慶 節

      giornata nazionale della Repubblica Popolare Cinese (國慶節)

      guó qìng jié

          La giornata nazionale della Repubblica Popolare Cinese (国庆节; guó qìng jié, letteralmente «festa della celebrazione nazionale » in cinese: 中华人民共和国国庆节 Zhōng huá rén mín gòng hé guó guó qìng jié ) è una festa pubblica della Repubblica Popolare Cinese che commemora solennemente la formale proclamazione della Repubblica Popolare Cinese, in sostituzione della Repubblica di Cina, avvenuta il 1° ottobre1949 con a capo Mao Zedong (毛泽东, Máo Zédōng, Mao Tsê-tung).
      Evoca la vittoria del partito comunista cinese durante la guerra civile cinese ( 國共内戰 国共内战, guógòng neìzhàn, «guerra civile tra nazionalisti e comunisti») in conflitto tra il Kuomintang (Partito Nazionalista Cinese, in sigla KMT) e il Partito Comunista Cinese (PCC), durato tra alterne fasi dal 1927 al 1950.
      La RPC è stata istituita, in effetti, il 21 settembre 1949; la cerimonia festeggia la formazione del governo centrale e si svolge in piazza Tiananmen il 1º ottobre di ogni anno.
      La Giornata Nazionale è celebrata in tutta la Cina, Hong Kong e Macao con una serie di feste organizzate dal governo, con fuochi d'artificio e concerti. I luoghi pubblici, come piazza Tiananmen (天安门广场 - Tiān'ān mén guǎng chǎng -) a Pechino, sono decorati a tema festivo e vari ritratti vengono esposti come quello di Mao Zedong
      清 明 節

      festa del Qingming (清明節)

      qīng míng jié

          La festa del Qingming 清明节qīng míng jié, chiamata anche Festa della Luminosità Pura o Festa della Luminosità Chiara, Giorno degli Antenati o Giorno della Pulizia delle Tombe, è una festa tradizionale cinese celebrata 104 giorni dopo il solstizio d'inverno (o il quindicesimo giorno dall'equinozio di primavera), che nel calendario gregoriano cade generalmente il 4 o il 5 aprile. Il nome cinese Qingming è anche un termine astronomico, che sta ad indicare il primo giorno del quinto periodo solare nel calendario lunisolare.
      Il Qingming è regolarmente osservato come festività pubblica a Taiwan e nelle giurisdizioni cinesi di Hong Kong e Macao. L'osservanza della festività è stata reinstaurata come festività nazionale pubblica nella Repubblica Popolare Cinese nel 2008.
      immagini
      守 歲

      stare alzati tutta la notte (守歲)

      shǒu suì

      Shou Sui,守岁, shǒu suì, ha una lunga tradizione: nella cultura dei cinesi di etnia Han anticamente era diffusa l'abitudine di celebrare la vigilia di Capodanno, comunemente nota come "熬年" (stare alzati per il nuovo anno). Ancora oggi, per assistere al nuovo anno, le attività popolari si manifestano principalmente nell’accendere il fuoco domestico e mantenerlo per tutta la notte, tutte le case sono illuminate con candele e la famiglia si riunisce per dare il benvenuto al nuovo anno. Le luci e le candele rimangono accese tutta la notte.
      Ci sono anche alcune zone in cui la veglia notturna (stare alzati fino a tardi) si chiama appunto "Shou Sui", cioè a Capodanno tutta la famiglia si riunisce, mangia il cenone di Capodanno, accende candele o lampade ad olio, si siede intorno al camino, chiacchiera e veglia tutta la notte, simboleggiando così tutti gli spiriti maligni. In questo modo la credenza popolare ritiene che gli eventi cattivi e le piaghe siano scacciati. Dopo il rituale cenone, le stufe e le stoviglie domestiche devono essere lavate, pulite in preparazione del primo giorno del primo mese lunare. Tutte le case sono illuminate dal fuoco del nuovo anno, la famiglia riunita fa quindi guardia al "fuoco del nuovo anno Capodanno" , aspettando il momento di salutare il vecchio e accogliere il nuovo. Le luciperciò non si spengono per tutta la notte, usanza che da tradizione si chiama " accendere la luce per l'anno" o "accendere il fuoco per l'anno". Per auspicio, le candele sono accese appositamente vicino al letto. Ciò, secondo la credenza popolare, arricchirà la famiglia nel nuovo anno.
      Anticamente, le usanze del nord e del sud differivano tra loro. Al nord, ad esempio, l’usanza prevedeva principalmente "stare alzati fino a tardi" (tutta la notte appunto - 熬年áo nián- ). Diffusa anche l’usanza alla vigilia di Capodanno di scambiarsi regali.
      immagini
      元 宵 節

      festival delle lanterne (元宵節)

      yuán xiāo jié

      La festa delle lanterne, 元宵节, yuán xiāo jié, anche chiamata 灯节, dēng jié, è l'evento finale della festa di primavera o capodanno cinese 春节, chūn jié e ricorre il 15 giorno del primo mese del calendario lunare cinese che usualmente cade nel mese di febbraio o marzo e, per tale ragione, varia di anno in anno essendo legato al ciclo della luna.
      Rappresenta la festa che conclude la festività del Capodanno cinese.
      E’ una festa notturna, chiamata anche «piccolo capodanno» 小過年, xiǎo guò nián. Durante i festeggiamenti, è consuetudine che la popolazione esca per una passeggiata notturna con una lanterna in mano, realizzata, nei modelli tradizionali, con la carta e chiamate 花燈, huā dēng.
      元宵节 è un tempo per celebrazioni e di scambio di doni, quali dolci canditi e, appunto, lanterne, tutte realizzate con motivi dai colori vivaci. In alcune regioni della Cina, si festeggia assaporando i 糯米团, nuò mǐ tuán, in occidente conosciuti come nuomi, piccoli gnocchi o tortini di riso glutinoso addizionato con ingredienti appetitosi quali funghi shiitake, salsicce cinesi (lap cheong), carapace di gambero essiccato, scalogno fritto e carne macinata di maiale, mentre nella versione dolce viene aggiunta pasta di fagioli rossi o pasta di sesamo.
      Nuomi
      Nuomi.
      Nuomi
      Nuomi.
      元宵节, ha una lunga storia e si ritiene abbia avuto origine durante la dinastia Han, 汉朝, hàn cháo, (202-206 a.C. sino al 220 d.C). La leggenda vuole che il festival fosse originariamente in onore degli dei e in rispetto dei defunti ma con il tempo si è evoluto in una forma più leggera basata sulla celebrazione della fine della stagione fredda e di benvenuto alla primavera.
      immagini
      riferimenti
      • a) 春节
      • b) 糯米团
      正 月

      primo mese dell'anno lunare (正月)

      zhēng yuè

      ll calendario cinese è un calendario lunisolare che si basa sul calcolo dei movimenti della Luna e della rotazione terrestre attorno al Sole. Un anno è quindi composto da 12 mesi con anni lunghi di 353- 356 giorni, ogni mese ha 29 o 30 giorni e, pertanto, ogni tre anni circa, è necessario aggiungere un mese per pareggiare i calcoli. In Cina, 正月, zhēng yuè, sta ad indicare il primo mese del calendario lunare, e il "Chunjie", 春节, chūn jié, cioè la Festa di Primavera o capodanno lunare, cade proprio nel primo giorno di questo mese.
      Il calendario tradizionale cinese non coincide quindi con il calendario gregoriano: l’inizio dell’anno varia e si colloca generalmente tra la fine di gennaio e la metà di febbraio. Il mese intercalare, inserito quando necessario, permette di mantenere le festività e le attività agricole in relazione con le stagioni. Per questo motivo il sistema integra le fasi lunari con ventiquattro periodi solari, chiamati 节气 jié qi, che scandiscono fenomeni climatici e momenti importanti del ciclo agricolo.
      La Festa di Primavera è la ricorrenza più importante dell’anno. I festeggiamenti durano più giorni e comprendono riunioni familiari, banchetti, decorazioni rosse, fuochi d’artificio e la consegna delle tradizionali buste rosse, le hóng bāo (红包), contenenti denaro augurale. Il ciclo delle celebrazioni si conclude con la Festa delle Lanterne, che cade il quindicesimo giorno del primo mese lunare, quando la Luna è piena.
      Un altro elemento noto del calendario è lo zodiaco cinese, formato da dodici animali: Topo, Bue, Tigre, Coniglio, Drago, Serpente, Cavallo, Capra, Scimmia, Gallo, Cane e Maiale. A ciascun anno è associato uno di questi segni secondo un ciclo di dodici anni. Il sistema tradizionale combina inoltre gli animali con i cinque elementi — legno, fuoco, terra, metallo e acqua — dando origine a un ciclo più ampio di sessant’anni.
      Oggi, nella vita quotidiana e nelle attività amministrative, in Cina si utilizza soprattutto il calendario gregoriano. Quello tradizionale conserva però un forte valore culturale e continua a determinare la data di festività come il Capodanno lunare, la Festa di metà autunno e la Festa delle Barche Drago. Viene inoltre consultato per scegliere date considerate favorevoli per matrimoni, inaugurazioni e altre occasioni importanti.
      中 秋 節

      festa di metà autunno (中秋節)

      zhōng qiū jié

      La festa di metà autunno 中秋节 , zhōng qiū jié, conosciuta anche con i nomi di Festa della Luna, Festa delle Torte Lunari o Festa zhongqiu, è una festività celebrata dal popolo cinese e vietnamita secondo il calendario lunare.
      La Festa viene celebrata il quindicesimo giorno dell'ottavo mese del calendario cinese, che secondo il calendario gregoriano cade tra la seconda metà di settembre ed i primi giorni di ottobre, in un periodo piuttosto vicino all'equinozio d'autunno. Nel 2006 il governo della Repubblica Popolare Cinese ha nominato la Festa "eredità culturale intangibile", mentre nel 2008 è stata resa festa nazionale cinese.
      È tradizione allestire le città e i paese con decorazioni dai colori vivaci ed organizzare attività ludiche, spettacoli e danze illuminate da lanterne come segno di buon auspicio per l’imminente arrivo dell’inverno.
      Durante la ricorrenza, inoltre, vengono consumati dolci tipici quali i mooncake, o torte lunari, che rappresentano l’alimento più tradizionale della Festa di metà autunno.
      immagini
      Le ruote dello zodiaco: i segni di oggi Bilancia · Cavallo 马

      Zodiaco occidentale

      Ruota dello zodiaco occidentale: in alto, sotto la freccia, il segno della data scelta

      Bilanciadal 23 settembre al 22 ottobre

      Zodiaco cinese

      Ruota dello zodiaco cinese: in alto, sotto la freccia, il segno della data scelta

      Cavallo 马 mǎanno lunare dal 17 febbraio 2026 al 5 febbraio 2027

      L'animale cinese cambia con il Capodanno lunare, tra fine gennaio e febbraio: chi è nato in quelle settimane può appartenere all'animale dell'anno prima. I segni occidentali seguono le date tradizionali, che possono variare di un giorno secondo l'anno.

      白 羊 座

      Ariete (白羊座)

      bái yáng zuò

      Periodo: 21 marzo – 19 aprile. L’Ariete appartiene allo zodiaco occidentale; il confronto con la tradizione cinese va quindi inteso come una lettura simbolica interculturale, non come una corrispondenza diretta con uno dei dodici animali dello zodiaco cinese.
      Simbolo: l’Ariete, 公羊 ɡōnɡ yánɡ. Il montone richiama slancio, iniziativa e capacità di affrontare gli ostacoli frontalmente. Nella sensibilità simbolica cinese, questa immagine può essere accostata al coraggio 勇气 (yǒng qì) e alla forza d’animo 毅力 (yì lì): qualità che sostengono l’azione quando sono guidate da uno scopo chiaro.
      Elemento: Fuoco 火 huǒ. Nel sistema cinese dei Cinque Movimenti, il Fuoco rappresenta espansione, calore, visibilità, entusiasmo e trasformazione. La sua natura è fortemente associata allo yang 阳 (yáng), principio attivo e dinamico. Nell’Ariete questa energia si manifesta come impulso a iniziare, desiderio di affermarsi e rapidità nel passare dall’intenzione all’azione.
      Pianeta che governa: Marte 火星 huǒ xīng. Il nome cinese significa letteralmente “stella di fuoco” e rafforza l’associazione con energia, decisione e combattività. In equilibrio, Marte sostiene iniziativa e leadership; quando prevale senza moderazione, può trasformare la fermezza in conflitto o l’urgenza in precipitazione. Qualità e personalità
      • Determinato 坚定 (jiān dìng): procede con decisione e tende a non arretrare davanti alle difficoltà.
      • Sicuro di sé 自信 (zì xìn): comunica convinzione e sa assumersi la responsabilità delle proprie scelte.
      • Onesto 诚实 (chéng shí): preferisce rapporti diretti, parole chiare e intenzioni riconoscibili.
      • Impaziente 不耐烦 (bú nàifán): può vivere l’attesa come un ostacolo e cercare risultati immediati.
      • Impulsivo 冲动 (chōng dòng): rischia di agire prima di aver considerato tutte le conseguenze.
      • Aggressivo 挑衅 (tiǎo xìn): sotto pressione può assumere un atteggiamento provocatorio o eccessivamente competitivo.
      Nella simbologia cinese, il Fuoco esprime il meglio di sé quando è sostenuto dal Legno 木 (mù), che ne alimenta creatività e crescita, e regolato dall’Acqua 水 (shuǐ), che invita alla riflessione e alla misura. Per l’Ariete, l’equilibrio nasce quindi dall’unione fra slancio e consapevolezza: agire con coraggio, ma scegliere il momento opportuno; guidare con energia, ma ascoltare prima di reagire. l’Ariete incarna un Fuoco iniziale, diretto e generativo. La sua sfida non è spegnere l’intensità, ma trasformarla in determinazione lucida, iniziativa responsabile e presenza capace di ispirare gli altri.
      處 女 座

      Vergine (處女座)

      chù nǚ zuò

      Periodo: 23 agosto – 22 settembre. La Vergine appartiene allo zodiaco occidentale; il confronto con la tradizione cinese va quindi inteso come una lettura simbolica interculturale, non come una corrispondenza diretta con uno dei dodici animali dello zodiaco cinese.
      Simbolo: la Vergine, 处女 chǔ nǚ. La figura richiama purezza d’intenti, discernimento, cura e capacità di distinguere ciò che è utile da ciò che è superfluo. Nella sensibilità simbolica cinese, queste qualità possono essere avvicinate alla prudenza 谨慎 (jǐn shèn) e alla precisione 精确 (jīng què): virtù che permettono di trasformare l’osservazione in servizio concreto.
      Elemento: Terra 土 tǔ. Nel sistema cinese dei Cinque Movimenti, la Terra rappresenta stabilità, nutrimento, concretezza, mediazione e capacità di organizzare. La sua espressione più raccolta può essere accostata allo yin 阴 (yīn), principio ricettivo e riflessivo. Nella Vergine questa energia si manifesta come attenzione ai dettagli, senso pratico e desiderio di rendere ordinato, utile e affidabile ciò che la circonda.
      Pianeta dominante: Mercurio 水星 shuǐ xīnɡ. Il nome cinese significa letteralmente “stella d’acqua” e richiama mobilità mentale, comunicazione e adattamento. Nella Vergine, Mercurio opera soprattutto attraverso analisi, classificazione e verifica: in equilibrio favorisce chiarezza, metodo e capacità di risolvere problemi; quando è sovraccarico, può alimentare esitazione, autocritica o un’eccessiva attenzione alle imperfezioni. Qualità e personalità
        •
      • Leale 忠诚 (zhōng chéng): mantiene gli impegni e costruisce la fiducia attraverso continuità e affidabilità.
      • •
      • Gentile 友善 (yǒu shàn): esprime attenzione con gesti concreti, disponibilità e rispetto per le necessità altrui.
      • •
      • Laborioso 勤奋 (qín fèn): affronta i compiti con metodo, costanza e cura dei dettagli.
      • • Timido 害羞 (hài xiū): può trattenere idee e sentimenti finché non percepisce un ambiente sufficientemente sicuro. •
      • Preoccupato 担心 (dān xīn): tende ad anticipare problemi e conseguenze, trasformando talvolta la prudenza in tensione.
      • •
      • Tutto lavoro e niente divertimento 没有乐趣 (méiyǒu lèqù): il forte senso del dovere può lasciare poco spazio alla spontaneità, al riposo e al piacere.
      Nella simbologia cinese, la Terra trova sostegno nel Fuoco 火 (huǒ), che la nutre con calore, motivazione ed entusiasmo, mentre il Legno 木 (mù) ne stimola il rinnovamento e impedisce che la stabilità diventi rigidità. Per la Vergine, l’equilibrio nasce quindi dall’unione fra metodo e flessibilità: curare i particolari senza perdere la visione d’insieme, essere responsabile senza rinunciare al riposo e usare l’analisi come strumento, non come limite. la Vergine incarna una Terra attenta, ordinatrice e generosa. La sua sfida non è rinunciare alla precisione, ma trasformarla in discernimento sereno, servizio consapevole e capacità di coltivare benessere senza pretendere la perfezione.
      狗

      cane (狗)

      gǒu

    • Fedele e affidabile: mantiene le promesse ed è un amico sincero.
    • Onesto e diretto: dice ciò che pensa, anche se a volte può sembrare brusco.
    • Protettivo e generoso: difende chi ama e si preoccupa degli altri.
    • Responsabile: prende sul serio i propri doveri.
    • Prudente e riflessivo: a volte tende a preoccuparsi troppo o a essere pessimista.
    • Testardo: può essere diffidente verso chi non conosce e poco flessibile.
    • ' disabled> Il segno zodiacale cinese del 狗 è considerato il simbolo della lealtà, dell'onestà e della giustizia. Chi nasce sotto questo segno è spesso descritto come:
      • Fedele e affidabile: mantiene le promesse ed è un amico sincero.
      • Onesto e diretto: dice ciò che pensa, anche se a volte può sembrare brusco.
      • Protettivo e generoso: difende chi ama e si preoccupa degli altri.
      • Responsabile: prende sul serio i propri doveri.
      • Prudente e riflessivo: a volte tende a preoccuparsi troppo o a essere pessimista.
      • Testardo: può essere diffidente verso chi non conosce e poco flessibile.
      狗 nella tradizione cinese rappresenta il segno della fedeltà e della giustizia, mentre nello zodiaco occidentale le qualità più simili si ritrovano in segni di terra e d'acqua come Toro, Vergine e Cancro.

      Posizione: 11° di 12

      Anni principali
      • 1934
      • 1946
      • 1958
      • 1970
      • 1982
      • 1994
      • 2006
      • 2018
      • 2030

      Elemento: Terra

      Segni affini
      • 虎 Tigre
      • 兔 Coniglio
      • 马 Cavallo
      猴

      scimmia (猴)

      hóu

      La Scimmia è considerata il simbolo dell'intelligenza, dell'arguzia e della creatività. Chi nasce sotto questo segno è spesso descritto come:
      • Intelligente e versatile: impara in fretta e sa adattarsi a qualsiasi situazione
      • Creativo e innovativo: spesso inventore, disegnatore, animatore o genio creativo
      • Socievole e carismatico: attira l'attenzione, è simpatico e ha facilità nelle relazioni
      • Ambizioso e competitivo: ha un forte desiderio di emergere e di vincere le sfide
      • Curioso e giocoso: ama scoprire cose nuove e mantiene uno spirito gioviale
      • Franco e generoso: difende gli amici e perdona facilmente   
      Difetti:
      • Orgoglio eccessivo: può sembrare arrogante o presuntuoso
      • Tendenza a manipolare: usa l'astuzia per ottenere ciò che vuole
      • Incostante: cambia spesso idea e fatica a concentrarsi a lungo
      猴 è il segno dell'intelligenza brillante, della creatività e dell'abilità sociale. Nello zodiaco occidentale, le qualità più simili si ritrovano in segni d'aria e di fuoco come Leone, Gemelli e Acquario.

      Posizione: 9° di 12

      Anni principali
      • 1932
      • 1944
      • 1956
      • 1968
      • 1980
      • 1992
      • 2004
      • 2016
      • 2028
      • 2040

      Elemento: Metallo

      Polarità: Yang

      Segni affini
      • 鼠 Topo
      • 龙 Drago
      Segni non affini
      • 虎 Tigre
      • 猪 Maiale
      虎

      tigre (虎)

      hǔ

      La Tigre 虎 è considerata il simbolo del coraggio, della forza e dell'indipendenza. Chi nasce sotto questo segno è spesso descritto come:
      • Coraggioso e audace: non teme le sfide e affronta i pericoli a testa alta
      • Indipendente: ama la libertà e non sopporta le costrizioni
      • Carismatico e sicuro di sé: attira naturalmente l'attenzione e ispira rispetto
      • Passionale ed emotivo: vive tutto intensamente, con grande energia
      • Generoso e protettivo: difende con forza chi ama e chi è più debole
      • Ribelle: detesta le regole imposte e l'autorità fine a se stessa
      Difetti.
      • Impulsivo: agisce d'istinto, a volte senza riflettere
      • Testardo e ostinato: fatica a cambiare idea
      • Irrequieto: può essere instabile e insofferente
      • Suscettibile: reagisce male alle critiche
      虎 è il segno del coraggio, della passione e dell'indipendenza. Nello zodiaco occidentale, le qualità più simili si ritrovano in segni di fuoco come Ariete, Leone e Sagittario.

      Posizione: 3° di 12

      Anni principali
      • 1938
      • 1950
      • 1962
      • 1974
      • 1986
      • 1998
      • 2010
      • 2022
      • 2034
      • 2046

      Elemento: Legno

      Polarità: Yang

      Segni affini
      • 马 Cavallo
      • 狗 Cane
      • 猪 Maiale
      Segni non affini
      • 猴 Scimmia
      • 蛇 Serpente
      火

      fuoco (火)

      huǒ

          Nella simbologia zodiacale cinese, 火 (huǒ) è uno dei cinque elementi (五行, wǔxíng) che si combinano con i 12 animali per formare un ciclo di 60 anni. Quindi "火" indica una qualità energetica che colora il carattere e il destino di un anno o di una persona. Tra le Caratteristiche dell'elemento Fuoco
      • Natura: Yang, caldo, luminoso, ascendente, dinamico.
      • Stagione: Estate.
      • Direzione: Sud.
      • Colore: Rosso.
      • Organi: Cuore, intestino tenue, pericardio.
      • Emozione: Gioia (ma anche irrequietezza).
      Nel ciclo sessantennale, il Fuoco appare in due forme: Fuoco Yang, caratterizzato da Fiamma intensa, passionale, espansiva, carismatica e Fuoco Yin, caratterizzato da Fiamma controllata, intuitiva, raffinata, perseverante. Gli anni che combinano un animale con l'elemento Fuoco (sia Yang che Yin) sono:
      • Topo di Fuoco Yang: 1936, 1996
      • Toro di Fuoco Yin: 1937, 1997
      • Tigre di Fuoco Yang: 1926, 1986
      • Coniglio di Fuoco Yin: 1927, 1987
      • Drago di Fuoco Yang: 1916, 1976
      • Serpente di Fuoco Yin: 1917, 1977
      • Cavallo di Fuoco Yang: 1966, 2026
      • Capra di Fuoco Yin: 1967, 2027
      • Scimmia di Fuoco Yang: 1956, 2016
      • Gallo di Fuoco Yin: 1957, 2017
      • Cane di Fuoco Yang: 1946, 2006
      • Maiale di Fuoco Yin: 1947, 2007
      Chi nasce in un anno di Fuoco tende ad avere:
      • Passione e entusiasmo: energia contagiosa, voglia di emergere.
      • Carisma naturale: capacità di attrarre e guidare.
      • Impulsività: azione rapida, a volte irruenta.
      • Creatività: espressione artistica, comunicazione vivace.
      • Sensibilità emotiva: cuore caldo, ma anche suscettibilità.
      ⚖️ Equilibrio con gli altri elementi
      • Fuoco + Legno: il Legno alimenta il Fuoco → crescita, espansione.
      • Fuoco + Terra: il Fuoco genera la Terra → stabilità dopo l'azione.
      • Fuoco + Metallo: il Fuoco fonde il Metallo → trasformazione, conflitto.
      • Fuoco + Acqua: l'Acqua spegne il Fuoco → controllo, raffreddamento.
      火 nello zodiaco cinese rappresenta l'energia vitale, la passione e la trasformazione, e la sua presenza in un anno o in una persona indica un temperamento caloroso, dinamico e spesso destinato a lasciare il segno.
      雞

      gallo (雞)

      jī

          Nella simbologia zodiacale cinese, il Gallo,鸡, jī è il decimo dei dodici animali del ciclo. È un segno ricco di significati simbolici, legati al tempo, alla virtù e alla protezione.
      Caratteristiche generali:
      • Posizione: 10° segno dello zodiaco cinese.
      • Ora corrispondente: 17:00–19:00 (il tramonto, quando il gallo si prepara a dormire).
      • Direzione: Ovest.
      • Stagione: Autunno.
      • Elemento fisso: Metallo (nella teoria dei Cinque Elementi, il Gallo è associato al Metallo Yin).
      • Polarità: Yin.
      Il Gallo ha un ruolo importantissimo nella cultura cinese:
      • Annunciatore dell'alba: il suo canto segna la fine della notte e l'inizio del giorno. Per questo è simbolo di puntualità, vigilanza e risveglio.
      • Protezione contro il male: nella tradizione popolare, il canto del gallo scaccia gli spiriti maligni e le influenze negative della notte. Per questo è spesso raffigurato su porte, amuleti e talismani.
      • Virtù confuciane: il gallo incarna alcune virtù: la cresta (simbolo di cultura), gli speroni
      • (coraggio militare), il canto all'alba (fedeltà), e il cibo condiviso con le galline (benevolenza).
      • Yang e rinascita: il suo canto coincide con l'emergere dello Yang dopo la notte Yin, quindi rappresenta rinascita, luce e nuova energia.
      Come tutti gli animali, il Gallo si combina con i cinque elementi in un ciclo di 60 anni. Le combinazioni principali:
      • Gallo di Legno: 1945, 2005. Idealista, cooperativo, ma a volte indeciso.
      • Gallo di Fuoco: 1957,2017. Passionale, energico, diretto, leader naturale.
      • Gallo di Terra: 1969, 2029. Pratico, affidabile, attento ai dettagli.
      • Gallo di Metallo: 1981, 2041. Deciso, ambizioso, preciso, forte volontà.
      • Gallo di Acqua: 1933, 1993. Intelligente, flessibile, comunicativo, intuitivo.
      Chi nasce sotto questo segno è spesso descritto come:
      • Laborioso e preciso: attenzione ai dettagli, senso del dovere.
      • Sincero e schietto: dice ciò che pensa, a volte senza filtri.
      • Coraggioso: non teme di difendere le proprie idee.
      • Orgoglioso e sicuro di sé: ama essere apprezzato.
      • Metodico: pianifica, organizza, non lascia nulla al caso.
      • A volte critico: tendenza a giudicare gli altri con severità.
      Migliori compatibilità: Bue (stabilità e sostegno), Serpente (intesa intellettuale), Drago (ambizione condivisa).
      Compatibilità difficile: Coniglio (il Gallo è troppo diretto, il Coniglio troppo delicato), Cane (visioni diverse), Gallo con Gallo (troppo egocentrismo).
      Numeri fortunati: 5, 7, 8.
      Colori fortunati: oro, marrone, giallo.
      Fiori: gladiolo, rosa canina.
      Direzione favorevole: sud, sud-est.
      Il Gallo nello zodiaco cinese è simbolo di puntualità, coraggio, vigilanza e rinascita. È un segno che unisce la precisione del Metallo alla luminosità dello Yang nascente, rappresentando chi sa svegliare gli altri e guidarli con esempio e determinazione.
      金 牛 座

      Toro (金牛座)

      jīn niú zuò

      Periodo: 20 aprile – 20 maggio. Il Toro appartiene allo zodiaco occidentale; il confronto con la tradizione cinese va quindi inteso come una lettura simbolica interculturale, non come una corrispondenza diretta con uno dei dodici animali dello zodiaco cinese.
      Simbolo: il Toro, 公牛 (gōng niú). Il toro richiama solidità, resistenza, fecondità e continuità. Nella sensibilità simbolica cinese, questa immagine può essere accostata alla stabilità 稳定 (wěn dìng) e alla perseveranza 毅力 (yì lì): qualità che permettono di costruire risultati durevoli attraverso pazienza e impegno.
      Elemento: Terra 土 (tǔ). Nel sistema cinese dei Cinque Movimenti, la Terra rappresenta concretezza, nutrimento, equilibrio, affidabilità e capacità di consolidare. Nel Toro questa energia si manifesta come bisogno di sicurezza, attenzione alle risorse e volontà di dare forma stabile a progetti, legami e valori.
      Pianeta dominante: Venere 金星 (jīn xīng). Il nome cinese significa letteralmente “stella di metallo” e richiama valore, bellezza, attrazione e capacità di selezionare ciò che merita di essere custodito. In equilibrio, Venere sostiene sensibilità estetica, lealtà affettiva e piacere per ciò che è ben fatto; quando prevale il bisogno di trattenere, può rafforzare attaccamento e possessività.
      Qualità e personalità
      • Affidabile 可靠 (kě kào): mantiene gli impegni e offre agli altri una presenza stabile e coerente.
      • Paziente 耐心 (nài xīn): sa attendere, procedere per gradi e rispettare i tempi necessari alla crescita.
      • Pratico 实际的 (shí jì de): valuta situazioni e risorse in modo concreto, privilegiando soluzioni utili e realizzabili.
      • Testardo 顽固 (wán gù): può difendere abitudini e convinzioni anche quando il cambiamento sarebbe vantaggioso.
      • Possessivo 占有欲 (zhàn yǒu yù): il desiderio di sicurezza può trasformarsi nella tendenza a trattenere persone, beni o situazioni.
      • Inflessibile 毫不妥协 (háo bù tuǒxié): sotto pressione può opporsi ai compromessi e irrigidirsi sulle proprie posizioni.
      Nella simbologia cinese, la Terra è nutrita dal Fuoco 火 (huǒ), che le offre energia e motivazione, mentre il Legno 木 (mù) la attraversa e ne sollecita il rinnovamento. Per il Toro, l’equilibrio nasce quindi dall’unione fra stabilità e apertura: proteggere ciò che ha valore senza immobilizzarlo, perseverare senza irrigidirsi e accogliere il cambiamento come una forma di crescita.
      il Toro incarna una Terra fertile, tenace e rassicurante. La sua sfida non è rinunciare alla stabilità, ma trasformarla in sicurezza interiore, generosità concreta e capacità di evolvere senza perdere le proprie radici.
      巨 蟹 座

      Cancro (巨蟹座)

      jù xiè zuò

      Periodo: 21 giugno – 22 luglio. Il Cancro appartiene allo zodiaco occidentale; il confronto con la tradizione cinese va quindi inteso come una lettura simbolica interculturale, non come una corrispondenza diretta con uno dei dodici animali dello zodiaco cinese.
      Simbolo: il Granchio 螃蟹 (páng xiè). Il suo guscio richiama protezione, riservatezza e difesa della sfera intima, mentre il movimento laterale suggerisce prudenza e capacità di avvicinarsi gradualmente a ciò che conta. Nella sensibilità simbolica cinese, questa immagine può essere accostata alla protezione 保护 (bǎo hù) e alla sensibilità 敏感 (mǐn gǎn): qualità che favoriscono legami profondi quando non diventano chiusura. Elemento: Acqua 水 (shuǐ). Nel sistema cinese dei Cinque Movimenti, l’Acqua rappresenta profondità, memoria, intuizione, adattamento e vita interiore. La sua natura è associata allo yin 阴 (yīn), principio ricettivo e raccolto. Nel Cancro questa energia si manifesta come sensibilità emotiva, forte memoria affettiva e capacità di percepire i bisogni impliciti delle persone e degli ambienti. Pianeta dominante: la Luna 月亮 (yuè liàng). Nella tradizione astrologica occidentale, la Luna governa emozioni, bisogni primari, memoria e senso di appartenenza. In una lettura simbolica cinese richiama la ciclicità, la ricettività e l’alternanza fra luce e ombra: in equilibrio sostiene empatia e immaginazione; quando prevale senza misura, può amplificare vulnerabilità, mutevolezza e bisogno di protezione. Qualità e personalità
      • Tenace 坚韧 (jiān rèn): protegge con costanza ciò che considera importante e non abbandona facilmente persone o progetti.
      • Creativo 富于想象力 (fù yú xiǎngxiàng lì): trasforma ricordi, intuizioni e sensibilità in idee ricche di significato.
      • Leale 忠 (zhōng chéng): attribuisce grande valore alla fiducia e tende a mantenere nel tempo i legami autentici.
      • Pessimista 悲观的 (bēiguān de): nei momenti di insicurezza può concentrarsi sui rischi e sulle possibili perdite.
      • Sospettoso 可疑的 (kěyí de): il bisogno di proteggersi può renderlo prudente fino alla diffidenza.
      • Manipolativo 操纵性的 (cāozòng xìng de): quando teme il rifiuto può cercare di orientare indirettamente le situazioni invece di esprimere apertamente le proprie necessità.
      Nella simbologia cinese, l’Acqua è sostenuta dal Metallo 金 (jīn), che le offre struttura e chiarezza, mentre la Terra 土 (tǔ) può contenerne il flusso e aiutarla a trovare confini. Per il Cancro, l’equilibrio nasce quindi dall’unione fra sensibilità e stabilità: accogliere le emozioni senza esserne sommerso, proteggere senza controllare e comunicare i propri bisogni con chiarezza. Il Cancro incarna un’Acqua profonda, protettiva e fertile. La sua sfida non è ridurre la sensibilità, ma trasformarla in intuizione consapevole, cura equilibrata e capacità di creare appartenenza senza rinunciare alla propria autonomia.
      摩 羯 座

      Capricorno (摩羯座)

      mó jié zuò

         Capricorno in Cinese (22 dicembre – 19 gennaio)
      Simbolo: la capra di mare 海山羊 (hǎi shān yáng)
      Elemento: Terra 土 (tǔ)
      Pianeta dominante: Saturno 土星 (tǔ xīng)
      Punti di forza: responsabile 负责 (fù zé), disciplinato 纪律严明 (jìlǜ yánmíng), bravo a gestire 优秀的管理者 (yōuxiù de guǎnlǐ zhě)
      Debolezze: sa tutto 万事通 (wàn shì tōng), rancoroso 记仇 (jì chóu), aspettarsi il peggio 期待最坏的情况 (qīdài zuì huài de qíngkuàng)
      Nella lettura simbolica cinese, il Capricorno richiama anzitutto la solidità della Terra 土 (tǔ): una forza stabile, concreta e paziente, capace di sostenere il tempo e di trasformare l’impegno in risultati duraturi. La capra di mare, creatura che unisce la montagna e l’acqua, può essere interpretata come immagine di chi sa salire verso obiettivi elevati senza perdere il contatto con le profondità interiori. Questa duplice natura avvicina il segno all’ideale cinese dell’equilibrio tra fermezza e adattabilità, tra disciplina esteriore e sensibilità nascosta.
      Il Capricorno esprime la virtù della perseveranza 毅力 (yìlì) e del senso del dovere 责任感 (zérèngǎn). Procede con prudenza, valuta le conseguenze e preferisce costruire passo dopo passo. Come la montagna 山 (shān), appare saldo e riservato; come l’acqua 水 (shuǐ), possiede però una vita emotiva profonda, che tende a mostrare soltanto quando si sente al sicuro. Il suo autocontrollo può diventare rigidità, ma, se accompagnato dalla flessibilità, si trasforma in affidabilità e saggezza pratica.
      Nei rapporti personali il Capricorno cerca fiducia 信任 (xìnrèn), lealtà 忠诚 (zhōngchéng) e continuità. Non concede facilmente la propria intimità, ma quando stabilisce un legame tende a proteggerlo con serietà. La sua forma d’affetto si manifesta più nei gesti concreti che nelle dichiarazioni. In chiave cinese, la sua crescita relazionale passa dall’armonia 和 (hé): imparare a condividere responsabilità, accogliere la vulnerabilità e lasciare spazio alla spontaneità, senza percepirla come una minaccia all’ordine.
      Nel lavoro emergono organizzazione 组织能力 (zǔzhī nénglì), pazienza 耐心 (nàixīn) e capacità di amministrare risorse e responsabilità. Il Capricorno privilegia obiettivi chiari, gerarchie comprensibili e risultati verificabili. La sua energia ricorda quella del bufalo 牛 (niú) della tradizione zodiacale cinese: tenace, laboriosa e resistente. Il rischio è identificare il proprio valore soltanto con il successo o con il controllo; il compito evolutivo consiste nel coltivare anche creatività, collaborazione e fiducia nei processi non immediatamente misurabili.
      Per raggiungere un migliore equilibrio, il Capricorno può integrare la qualità del movimento 动 (dòng) con quella della quiete 静 (jìng). La disciplina resta una risorsa, purché non soffochi il riposo e l’ascolto di sé. Simbolicamente, l’acqua della capra marina ammorbidisce la roccia della montagna: invita il segno a trasformare il pessimismo in lungimiranza, il risentimento in memoria consapevole e l’ambizione in una costruzione utile anche agli altri.
      In sintesi, il Capricorno rappresenta una forza di consolidamento 稳固 (wěngù): trasforma il tempo in esperienza, la responsabilità in protezione e la fatica in maturità. Nell’ottica della simbologia cinese, la sua piena espressione nasce dall’incontro tra la stabilità della Terra, la profondità dell’Acqua e la ricerca dell’armonia. Quando unisce fermezza e morbidezza, il Capricorno diventa un costruttore paziente, capace di guidare con sobrietà e di lasciare opere solide nel tempo.
      牛

      bue (牛)

      niú

          Nella simbologia zodiacale cinese, il Bue, 牛, niú, spesso chiamato anche Bufalo d'acqua o Bue di terra, è il secondo dei dodici animali del ciclo. È un segno profondamente radicato nella cultura agricola cinese e incarna valori di lavoro, affidabilità e sacrificio.
      Caratteristiche generali
      • Posizione: 2° segno dello zodiaco cinese.
      • Ora corrispondente: 1:00–3:00 (la notte fonda, quando il bue rumina e si prepara al lavoro).
      • Direzione: Nord-nord-est.
      • Stagione: Fine inverno / inizio primavera.
      • Elemento fisso: Terra (Terra Yin, nella teoria dei Cinque Elementi).
      • Polarità: Yin.
      Il Bue ha un ruolo centrale nella cultura cinese, soprattutto in ambito agricolo:
      • Lavoro e sacrificio: il bue ara i campi, traina i carri e non si lamenta mai. È il simbolo per eccellenza del lavoro duro, paziente e silenzioso.
      • Prosperità agricola: nella Cina rurale, possedere un bue significava avere la sicurezza del raccolto. Per questo è associato a ricchezza, abbondanza e stabilità.
      • Fedeltà e affidabilità: il bue non abbandona il suo padrone, non tradisce, non fugge. Incarna la lealtà e la costanza.
      • Umiltà e modestia: non cerca gloria, ma fa il suo dovere. È il simbolo dell'umiltà virtuosa.
      • Forza tranquilla: la sua potenza non è aggressiva, ma controllata e messa al servizio degli altri.
      • Legame con il taoismo: Laozi, secondo la tradizione, lasciò la Cina cavalcando un bue verso ovest. Per questo il bue è anche simbolo di saggezza che si ritira dal mondo.
      Come tutti gli animali, il Bue si combina con i cinque elementi in un ciclo di 60 anni:
      • Bue di Legno: Anni (esempi): 1925, 1985, 2045. Caratteristiche: Gentile, cooperativo, idealista, ama la famiglia.
      • Bue di Fuoco:Anni (esempi): 1937, 1997, 2057. Caratteristiche: Passionale, energico, testardo, leader naturale.
      • Bue di Terra:Anni (esempi): 1949, 2009, 2069. Caratteristiche: Pratico, affidabile, paziente, attento ai dettagli.
      • Bue di Metallo:Anni (esempi): 1961, 2021, 2081. Caratteristiche: Deciso, ambizioso, rigoroso, forte volontà.
      • Bue di Acqua:Anni (esempi): 1913, 1973, 2033. Caratteristiche: Intelligente, flessibile, intuitivo, comunicativo.
      Chi nasce sotto questo segno è spesso descritto come:
      • Laborioso e instancabile: non si arrende davanti alle difficoltà.
      • Affidabile e leale: mantiene la parola data, è un punto di riferimento.
      • Paziente e metodico: procede con calma, un passo alla volta.
      • Determinato e testardo: una volta presa una decisione, è difficile fargli cambiare idea.
      • Onesto e sincero: non ama gli inganni, dice ciò che pensa.
      • Riservato: non rivela facilmente le proprie emozioni.
      • A volte troppo rigido: fatica ad accettare cambiamenti improvvisi.
      • Migliori compatibilità: Topo (intesa pratica e affettuosa), Serpente (complicità intellettuale e stabilità), Gallo (sostegno reciproco e precisione).
      • Compatibilità difficile: Capra (visioni troppo diverse), Cavallo (troppo impulsivo e indipendente), Cane (il Bue è troppo chiuso, il Cane troppo ansioso).
      Numeri fortunati: 1, 4, 9.
      • Colori fortunati: bianco, giallo, verde.
      • Fiori: tulipano, rosa.
      • Direzione favorevole: sud-est, sud.
      • Stagione favorevole: inverno e primavera.
      ⚖️ Il Bue nell'equilibrio degli elementi
      • Bue + Legno: il Legno controlla la Terra rappresenta la tensione tra crescita e stabilità.
      • Bue + Fuoco: il Fuoco genera la Terra rappresenta l’energia che si trasforma in concretezza.
      • Bue + Terra: la Terra è l'elemento del Bue rappresenta la massima stabilità, ma rischio di rigidità.
      • Bue + Metallo: la Terra genera il Metallo rappresenta la durezza, precisione e determinazione.
      • Bue + Acqua: la Terra controlla l'Acqua → capacità di gestire le emozioni, ma anche isolamento.
      Il Bue nella mitologia
      Secondo una leggenda popolare, il Bue avrebbe dovuto essere il primo animale dello zodiaco, ma arrivò secondo perché, durante la gara indetta dall'Imperatore di Giada, si fermò ad aiutare altri animali in difficoltà. Questo episodio riassume perfettamente il suo carattere: forte, generoso, ma mai egoista. Il Bue nello zodiaco cinese è simbolo di lavoro, affidabilità, pazienza e sacrificio. È un segno che unisce la solidità della Terra Yin alla forza tranquilla della natura, rappresentando chi costruisce con costanza e non cerca mai scorciatoie. È considerato uno dei segni più rispettati e benvoluti del ciclo zodiacale.
      蛇

      serpente (蛇)

      shé

      Nella simbologia zodiacale cinese, il Serpente, 蛇, shé, è il sesto dei dodici animali del ciclo. È un segno affascinante e complesso, spesso frainteso nella cultura occidentale, ma profondamente rispettato in quella cinese. Tra le caratteristiche generali:
      • Posizione: 6° segno dello zodiaco cinese.
      • Ora corrispondente: 9:00–11:00 (la mattina, quando il serpente esce dalla tana).
      • Direzione: Sud-sud-est.
      • Stagione: Prima estate.
      • Elemento fisso: Fuoco (Fuoco Yin, nella teoria dei Cinque Elementi).
      • Polarità: Yang (nonostante l'apparenza Yin).
      Il Serpente occupa un posto speciale nella cultura cinese:
      • Saggezza e mistero: il serpente è visto come un animale intelligente, silenzioso, che osserva e calcola prima di agire. Simboleggia la conoscenza profonda e la capacità di adattamento.
      • Longevità e rinascita: grazie alla muta della pelle, il serpente è associato alla trasformazione, al rinnovamento e all'immortalità. In alcune tradizioni taoiste, è legato alle pratiche di lunga vita.
      • Legame con il Drago: nella mitologia cinese, il serpente è spesso chiamato "il piccolo drago" (小龙). Si crede che un serpente, dopo secoli di coltivazione spirituale, possa trasformarsi in drago. Per questo è rispettato e talvolta temuto.
      • Ricchezza e fortuna: in alcune regioni, il serpente che entra in casa è considerato un presagio di prosperità imminente. Il suo movimento sinuoso ricorda il flusso dell'acqua e quindi del denaro.
      • Yin e Yang: il serpente incarna la compresenza degli opposti: è silenzioso ma letale, freddo ma capace di grande passione, terreno ma vicino al divino.
      Come tutti gli animali, il Serpente si combina con i cinque elementi in un ciclo di 60 anni:
      • Serpente di Legno — Anni (esempi): 1905, 1965, 2025. Caratteristiche: creativo, idealista, socievole, ama la libertà.
      • Serpente di Fuoco — Anni (esempi): 1917, 1977, 2037. Caratteristiche: passionale, carismatico, impulsivo, leader.
      • Serpente di Terra — Anni (esempi): 1929, 1989, 2049. Caratteristiche: pratico, affidabile, paziente, attento ai dettagli.
      • Serpente di Metallo — Anni (esempi): 1941, 2001, 2061. Caratteristiche: deciso, ambizioso, preciso, forte volontà.
      • Serpente di Acqua — Anni (esempi): 1953, 2013, 2073. Caratteristiche: intelligente, intuitivo, profondo, comunicativo.
      Chi nasce sotto questo segno è spesso descritto come:
      • Intelligente e intuitivo: coglie ciò che sfugge agli altri, legge tra le righe.
      • Misterioso e riservato: non rivela facilmente i propri pensieri.
      • Elegante e affascinante: ha un magnetismo naturale, spesso seduttivo.
      • Saggio e paziente: sa aspettare il momento giusto per agire.
      • Determinato: quando vuole qualcosa, non si ferma davanti agli ostacoli.
      • A volte possessivo e geloso: tende a controllare le persone care.
      • Riflessivo: ama la filosofia, l'arte, la meditazione.
      Migliori compatibilità: Bue (stabilità e fedeltà), Gallo (intesa intellettuale e pratica), Scimmia (complicità astuta e divertente).
      Compatibilità difficile: Tigre (troppo impulsiva e imprevedibile), Maiale (troppo ingenuo e fiducioso), Serpente con Serpente (troppa diffidenza reciproca).
      Numeri fortunati: 2, 8, 9.
      Colori fortunati: rosso, nero, oro.
      Fiori: orchidea, cactus.
      Direzione favorevole: sud-est, sud-ovest.
      Stagione favorevole: primavera ed estate.
      ⚖️ Il Serpente nell'equilibrio degli elementi
      • Serpente + Legno: il Legno alimenta il Fuoco e favorisce la crescita, l’espansione creativa.
      • Serpente + Fuoco: il Fuoco è l'elemento del Serpente e favorisce la passione, l’intensità.
      • Serpente + Terra: il Fuoco genera la Terra e favorisce la stabilità dopo l'azione.
      • Serpente + Metallo: il Fuoco fonde il Metallo e favorisce la trasformazione, il conflitto.
      • Serpente + Acqua: l'Acqua spegne il Fuoco e favorisce il controllo, il raffreddamento, ma anche la saggezza profonda.
      In sintesi, il Serpente nello zodiaco cinese è simbolo di saggezza, trasformazione, eleganza e mistero. È un segno che unisce l'intuito femminile Yin alla forza Yang, rappresentando chi sa osservare, aspettare e poi agire con precisione chirurgica. Lungi dall'essere un animale negativo, è considerato uno dei segni più affascinanti e potenti del ciclo zodiacale.    
      射 手 座

      Sagittario (射手座)

      shè shǒu zuò

      Sagittario (22 novembre – 21 dicembre)
      Simbolo: L'Arciere 射手 (shè shǒu)
      Elemento: Fuoco 火 (huǒ)
      Pianeta dominante: Giove 木星 (mù xīng)
      Punti di forza: generoso 慷慨 (kāng kǎi), idealista 理想主义 (lǐxiǎng zhǔyì), grande senso dell'umorismo 幽默感 (yōumò gǎn)
      Punti deboli: si annoia facilmente 容易厌倦 (róngyì yànjuàn), superficiale 肤浅 (fū qiǎn), ribelle contro l'autorità 反抗当权者 (fǎnkàng dāngquán zhě)
      Nella lettura simbolica cinese, il Sagittario richiama l’energia espansiva del Fuoco 火 (huǒ): calore, slancio, visione e desiderio di spingersi oltre i confini conosciuti. L’Arciere, simbolo proprio dell’astrologia occidentale, viene qui reinterpretato come colui che tende l’arco, fissa una meta lontana e orienta verso di essa intenzione e movimento. Questa immagine si accorda con il concetto di aspirazione 志向 (zhìxiàng) e con la ricerca della Via 道 (dào): non soltanto viaggiare nello spazio, ma ampliare conoscenza, esperienza e coscienza.
      Il Sagittario esprime entusiasmo 热情 (rèqíng), apertura mentale 开放思想 (kāifàng sīxiǎng) e amore per la libertà 自由 (zìyóu). Tende a guardare lontano, cogliendo possibilità che altri non vedono, e affronta la vita con fiducia. Come una freccia, può però muoversi troppo rapidamente e trascurare dettagli, conseguenze o sensibilità altrui. La sua crescita consiste nel coniugare lo slancio con la misura 分寸 (fēncùn), trasformando l’impulsività in iniziativa consapevole e l’irrequietezza in autentica ricerca.
      Nei rapporti personali il Sagittario cerca sincerità 真诚 (zhēnchéng), spontaneità e condivisione di ideali. Offre generosità, buon umore e capacità di incoraggiare, ma ha bisogno di sentirsi libero e può sottrarsi ai legami percepiti come troppo rigidi. Nell’ottica cinese, la sua maturazione affettiva passa attraverso l’armonia 和 (hé): comprendere che autonomia e vicinanza non sono opposte e che la franchezza acquista valore quando è accompagnata da rispetto 尊重 (zūnzhòng) e ascolto.
      Nel lavoro emergono visione 远见 (yuǎnjiàn), comunicazione e capacità di motivare. Il Sagittario si realizza in attività che consentono esplorazione, apprendimento, insegnamento o contatto con realtà diverse. La sua energia può essere accostata simbolicamente al cavallo 马 (mǎ) dello zodiaco cinese: dinamico, indipendente e attratto dagli spazi aperti. Il rischio è disperdere le forze in troppi progetti o perdere interesse quando svanisce la novità; il compito evolutivo consiste nel coltivare costanza 坚持 (jiānchí) e portare a compimento ciò che l’entusiasmo ha iniziato.
      Per raggiungere un migliore equilibrio, il Sagittario può integrare il movimento 动 (dòng) con la quiete 静 (jìng). Il Fuoco illumina e riscalda, ma, se non è regolato, può consumare rapidamente le proprie risorse. La riflessione, la disciplina e il contatto con il presente aiutano il segno a distinguere una meta autentica da una fuga dalla noia. In questo modo l’idealismo diventa saggezza pratica e il desiderio di libertà si trasforma nella capacità di scegliere consapevolmente la propria direzione.
      In sintesi, il Sagittario rappresenta una forza di espansione 拓展 (tuòzhǎn): dirige lo sguardo oltre l’orizzonte e trasforma curiosità, esperienza e ideali in una ricerca di significato. Nell’ottica della simbologia cinese, la sua piena espressione nasce dall’incontro tra il dinamismo del Fuoco, la libertà del Cavallo e l’orientamento della Via. Quando unisce entusiasmo e costanza, il Sagittario diventa un esploratore consapevole, capace di aprire nuove prospettive senza perdere il legame con la realtà.
      生 肖

      segno zodiacale (生肖)

      shēng xiào

      Lo zodiaco cinese 生肖 - shēng xiào - secondo la tradizione orientale, include i tratti delle persone nate in precisi anni suddivisi in cicli di 12 e riveste molta importanza nella cultura cinese. Il popolo cinese usa realmente lo zodiaco degli animali per assumere decisioni e concludere progetti riguardanti le persone.
      Per esempio, quando una persona sceglie un partner, considera quanto entrambi siano compatibili insieme fondando la decisione sulla base del proprio zodiaco. Alcuni scelgono il nome dei loro bambini in relazione all’animale corrispondente alla nascita.
      Con lo stesso criterio, in occasione della preparazione della cerimonia di matrimonio è prestata molta attenzione nella selezione dei testimoni di nozze i cui segni zodiacali non devono essere opposti a quelli degli sposi poiché è considerato di cattivo auspicio.
      Ciò che stupisce maggiormente è che molte persone pianificano la nascita della prole durante gli anni considerati più favorevoli dello zodiaco cinese, come ad esempio l’anno del drago, della tigre, o del cavallo e evitano attentamente di avere figli nell’anno della capra, considerato uno degli anni meno favorevoli.
      鼠
      shǔ
      牛
      niú
      虎
      hǔ
      兔
      tù
      龙
      lóng
      蛇
      shé
      马
      mǎ
      羊
      yáng
      猴
      hóu
      鸡
      jī
      狗
      gǒu
      猪
      zhū
      1948 1949 1950 1951 1952 1953 1954 1955 1956 1957 1958 1959
      1960 1961 1962 1963 1964 1965 1966 1967 1968 1969 1970 1971
      1972 1973 1974 1975 1976 1977 1978 1979 1980 1981 1982 1983
      1984 1985 1986 1987 1988 1989 1990 1991 1992 1993 1994 1995
      1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007
      2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019
      2020 2021 2022 2023 2024 2025 2026 2027 2028 2029 2030 2031
      2032 2033 2034 2035 2036 2037 2038 2039 2040 2041 2042 2043
      獅 子 座

      Leone (獅子座)

      shī zǐ zuò

      Leone in cinese (23 luglio – 22 agosto)
      Simbolo: Il Leone 狮子 (shī zi)
      Elemento: Fuoco 火 huǒ
      Pianeta dominante: Il Sole 太阳 (tài yáng)
      Punti di forza: creativo 创意 (chuàng yì), appassionato 热情 (rè qíng), divertente 幽默 (yōu mò)
      Debolezze: arrogante 傲慢 (ào màn), testardo 固执 (gùzhí), pigro 懒惰 (lǎnduò)
      Nella lettura simbolica cinese, il Leone richiama l’energia luminosa e ascendente del Fuoco 火 (huǒ): calore, vitalità, espressione e capacità di rendersi visibile. Il Leone zodiacale appartiene all’astrologia occidentale; qui viene reinterpretato per analogia con il leone 狮子 (shīzi) della cultura cinese, figura di forza, dignità e protezione, spesso raffigurata come custode all’ingresso di templi e palazzi. Il Sole 太阳 (tàiyáng) accentua il valore simbolico del centro: il Leone tende a irradiare energia, guidare e dare coraggio, ma deve imparare a illuminare senza oscurare gli altri.
      Il Leone esprime fiducia in sé 自信 (zìxìn), entusiasmo 热情 (rèqíng) e creatività 创造力 (chuàngzàolì). Possiede una presenza naturale e tende ad assumersi responsabilità quando può agire con autonomia. Nella prospettiva cinese, la sua qualità migliore si avvicina alla nobiltà d’animo 气度 (qìdù): autorevolezza unita a generosità e rispetto. Quando cerca continuamente approvazione, però, la sicurezza può trasformarsi in orgoglio e la determinazione in ostinazione. La crescita consiste nel sostituire il bisogno di primeggiare con una leadership capace di valorizzare anche il talento altrui.
      Nei rapporti personali il Leone cerca lealtà 忠诚 (zhōngchéng), calore e riconoscimento reciproco. È portato a proteggere chi ama e manifesta l’affetto in modo aperto, generoso e talvolta teatrale. Può tuttavia diventare dominante o ferirsi quando non si sente apprezzato. Nell’ottica cinese, la maturazione affettiva passa attraverso l’armonia 和 (hé) e il rispetto reciproco 互相尊重 (hùxiāng zūnzhòng): offrire luce senza pretendere di occupare sempre il centro e accogliere l’amore anche nelle sue forme più discrete.
      Nel lavoro emergono iniziativa 主动性 (zhǔdòngxìng), capacità espressiva e attitudine alla guida 领导能力 (lǐngdǎo nénglì). Il Leone si realizza quando può creare, ispirare, assumere responsabilità o rappresentare un progetto nel quale crede. La figura cinese del leone guardiano suggerisce una forma di autorità che non serve soltanto a comandare, ma anche a custodire e proteggere. Il rischio consiste nel confondere il ruolo con il proprio valore personale o nel perdere motivazione quando manca il riconoscimento; il compito evolutivo è coltivare costanza 坚持 (jiānchí), collaborazione e servizio al bene comune.
      Per raggiungere un migliore equilibrio, il Leone può integrare l’espansione luminosa con la quiete 静 (jìng) e l’ascolto interiore. Il Fuoco ha bisogno di essere alimentato, ma anche regolato: se è eccessivo diventa impulsività, orgoglio o esaurimento; se è ben governato produce calore, chiarezza e coraggio. L’umiltà 谦逊 (qiānxùn) non riduce la forza del Leone, ma la rende più stabile. Accettare i limiti, condividere il merito e concedersi riposo trasformano il bisogno di ammirazione in autentica presenza.
      Il Leone rappresenta una forza di irradiazione 光辉 (guānghuī): porta calore, fiducia e creatività negli ambienti che attraversa. Nell’ottica della simbologia cinese, la sua piena espressione nasce dall’incontro tra il dinamismo del Fuoco, la centralità del Sole e la funzione protettiva del leone guardiano. Quando unisce coraggio e umiltà, il Leone diventa una presenza autorevole e generosa, capace di guidare non per imporsi, ma per incoraggiare e custodire.
      鼠

      topo (鼠)

      shǔ

      雙 魚 座

      Pesci (雙魚座)

      shuāng yú zuò

      Pesci in cinese (19 febbraio – 20 marzo)
      Simbolo: I pesci 鱼 (yú)
      Elemento: Acqua 水 (shuǐ)
      Pianeta dominante: Nettuno 海王星 (hǎi wáng xīng)
      Punti di forza: compassionevole 富有同情心 (fùyǒu tóngqíng xīn), artistico 艺术 (yìshù), intuitivo 直观 (zhíguān)
      Debolezze: pauroso 恐惧 (kǒngjù), troppo fiducioso 过度信任 (guòdù xìnrèn), triste 悲伤 (bēi shāng)
      Nella lettura simbolica cinese, i Pesci richiamano la natura fluida e ricettiva dell’Acqua 水 (shuǐ): profondità, intuizione, adattabilità e capacità di entrare in relazione con ciò che non è immediatamente visibile. I due pesci appartengono all’astrologia occidentale; qui vengono reinterpretati per analogia con il pesce 鱼 (yú), che nella cultura cinese è associato anche all’abbondanza 富足 (fùzú), grazie alla vicinanza fonetica tra 鱼 (yú, pesce) e 余 (yú, eccedenza). La coppia di pesci può inoltre evocare il movimento complementare dello yin e dello yang: sensibilità e azione, sogno e realtà, immersione interiore e ritorno al mondo concreto.
      I Pesci esprimono compassione 同情心 (tóngqíng xīn), immaginazione 想象力 (xiǎngxiànglì) e intuizione 直觉 (zhíjué). Percepiscono facilmente atmosfere, sfumature e bisogni altrui, adattandosi come l’acqua alla forma del recipiente. Questa ricettività può però rendere incerti i confini personali e favorire indecisione, idealizzazione o fuga dalle difficoltà. Nella prospettiva cinese, la loro crescita consiste nel coltivare chiarezza 明晰 (míngxī) e stabilità interiore, affinché la sensibilità diventi comprensione senza trasformarsi in smarrimento.
      Nei rapporti personali i Pesci cercano empatia 共情 (gòngqíng), tenerezza e comunione emotiva. Sanno ascoltare, accogliere e offrire sostegno, ma possono assorbire troppo intensamente gli stati d’animo degli altri o fidarsi senza sufficiente prudenza. Nell’ottica cinese, la maturazione affettiva passa attraverso l’armonia 和 (hé), intesa non come fusione totale, ma come equilibrio tra vicinanza e autonomia. Imparare a stabilire confini 界限 (jièxiàn) permette loro di amare con generosità senza rinunciare alla propria direzione. Nel lavoro emergono creatività 创造力 (chuàngzàolì), sensibilità artistica e capacità di comprendere persone e situazioni complesse. I Pesci si realizzano nelle attività in cui immaginazione, cura, ascolto o espressione possono tradursi in un contributo concreto. La qualità dell’Acqua suggerisce flessibilità e capacità di collegare elementi distanti; il rischio è però disperdere energie, rimandare le decisioni o dipendere eccessivamente dall’ispirazione. Il compito evolutivo consiste nel coltivare disciplina 自律 (zìlǜ), organizzazione e continuità, dando una forma stabile alle intuizioni.
      Per raggiungere un migliore equilibrio, i Pesci possono unire la fluidità dell’Acqua alla funzione contenitiva della Terra 土 (tǔ). Il movimento interiore ha bisogno di quiete 静 (jìng), ma anche di radicamento e abitudini semplici. Quando l’Acqua è troppo agitata, la paura o la tristezza possono confondere la percezione; quando ristagna, può diventare passività. Alternare contemplazione e azione aiuta il segno a trasformare la vulnerabilità in profondità, il sogno in visione e la compassione in presenza efficace.
      I Pesci rappresentano una forza di connessione 联结 (liánjié): mettono in comunicazione emozione e immaginazione, individuo e ambiente, visibile e invisibile. Nell’ottica della simbologia cinese, la loro piena espressione nasce dall’incontro tra la profondità dell’Acqua, l’abbondanza evocata dal pesce e l’equilibrio dinamico tra yin e yang. Quando uniscono sensibilità e discernimento, i Pesci diventano una presenza intuitiva e creativa, capace di accogliere gli altri senza perdere sé stessa.
      雙 子 座

      Gemelli (雙子座)

      shuāng zǐ zuò

      双子座, Gemelli (21 maggio – 20 giugno). Simbolo: I Gemelli 双胞胎 (shuāng bāo tāi)
      Elemento: Aria 空气 (kōng qì)
      Pianeta dominante: Mercurio 水星 (shuǐxīng)
      Punti di forza: gentile 温柔 (wēn róu), affettuoso 深情 (shēn qíng), curioso 好奇 (hào qí)
      Debolezze: nervoso 紧张 (jǐn zhāng), incoerente 前后不定 (qiánhòu búdìng), indeciso 犹豫不决 (yóuyù bù jué)
      Nella terminologia astrologica cinese, il segno occidentale dei Gemelli è chiamato 双子座 (shuāngzǐzuò), letteralmente «costellazione dei gemelli». Non appartiene allo zodiaco tradizionale cinese dei dodici animali, 十二生肖 (shí’èr shēngxiào), ma alla ricezione cinese dell’astrologia occidentale, 西方占星术 (xīfāng zhānxīngshù).
      La duplicità dei Gemelli richiama la capacità di osservare una situazione da prospettive differenti, qualità espressa da 双重性 (shuāngchóngxìng), «natura duplice». Il segno è associato alla comunicazione, 沟通 (gōutōng), all’intelligenza vivace, 机智 (jīzhì), e alla capacità di adattamento, 适应能力 (shìyìng nénglì). La sua mobilità mentale favorisce curiosità, scambio di idee e rapidità nell’apprendimento.
      In ambito affettivo, i Gemelli ricercano dialogo, 交流 (jiāoliú), stimolo intellettuale e libertà personale, 个人自由 (gèrén zìyóu). Tendono a esprimere interesse attraverso la conversazione e la condivisione di esperienze; possono tuttavia apparire mutevoli, 多变 (duōbiàn), quando l’entusiasmo iniziale non si accompagna a continuità e ascolto.
      Le qualità del segno si esprimono bene nelle attività che richiedono linguaggio, mediazione e flessibilità, come insegnamento, scrittura, commercio, comunicazione e ricerca. La creatività, 创造力 (chuàngzàolì), e la versatilità, 多才多艺 (duōcái duōyì), costituiscono risorse importanti; la principale sfida consiste nel coltivare concentrazione, 专注 (zhuānzhù), e perseveranza, 毅力 (yìlì).
      Nella simbologia astrologica cinese di matrice occidentale, 双子座 (shuāngzǐzuò) rappresenta il movimento del pensiero e la pluralità dei punti di vista. Il suo equilibrio nasce dall’unione tra curiosità e costanza, tra parola e ascolto, tra cambiamento, 变化 (biànhuà), e stabilità, 稳定 (wěndìng).
      水

      acqua (水)

      shuǐ

          In Cina, l'acqua non è soltanto una delle cinque fasi fondamentali — 五行 (wǔxí) — del pensiero cosmologico, ma un principio dinamico che attraversa filosofia, calendari, astrologia, medicina tradizionale, arte e vita quotidiana. È fonte di vita e forza distruttiva, immagine di adattamento e profondità, metafora della mente capace di accogliere e trasformare.
      L'acqua nei Cinque Elementi
      Nel sistema dei Cinque Elementi, l'acqua — 水 (shuǐ) — rappresenta la fase di massima interiorizzazione e la qualità più yin del ciclo: freddo, oscurità, discesa, conservazione e riposo. Le sue corrispondenze tradizionali comprendono l'inverno, il nord, il colore nero o blu scuro, il sapore salato e, nella medicina cinese, il sistema funzionale di reni e vescica. È inoltre collegata a Mercurio, 水星 (Shuǐxīng), letteralmente «stella dell'acqua».
      Nel ciclo di generazione — 相生 (xiāngshēng) — il Metallo genera l'Acqua e l'Acqua nutre il Legno. Nel ciclo di controllo — 相克 (xiāngkè) — la Terra contiene l'Acqua e l'Acqua controlla il Fuoco. Queste relazioni non descrivono sostanze immobili, ma trasformazioni reciproche: ogni fase sostiene, limita o riequilibra le altre.
      Simbolismo filosofico dell'acqua
      L'acqua riunisce qualità apparentemente opposte e per questo è una delle immagini più ricche del pensiero cinese.
      • Adattamento: l'acqua non possiede una forma rigida, ma assume quella del recipiente e trova una via intorno agli ostacoli.
      • Umiltà: tende verso i luoghi più bassi, senza competere per la posizione più elevata.
      • Forza perseverante: appare cedevole, ma con il tempo modella la pietra e trasforma il paesaggio.
      • Purificazione: lava, dissolve e rinnova, diventando simbolo di rigenerazione.
      • Pericolo: se perde contenimento può travolgere, sommergere e dissolvere ogni forma.
      • Saggezza riflessiva: una superficie calma rispecchia ciò che ha davanti; allo stesso modo, una mente quieta può osservare con chiarezza.
      Il principio è sintetizzato nell'espressione 上善若水 (shàng shàn ruò shuǐ), «la bontà più alta è simile all'acqua». L'immagine non invita alla passività, ma a un'azione efficace, flessibile e non competitiva: l'acqua raggiunge il proprio scopo senza irrigidirsi contro ciò che incontra.
      L'acqua nell'astrologia e nel calendario cinese
      Nella cosmologia calendaria cinese, l'acqua compare nei Dieci Tronchi Celesti come 壬 (rén, Acqua Yang) e 癸 (guǐ, Acqua Yin). La combinazione dei Dieci Tronchi con i Dodici Rami Terrestri produce il ciclo sessagenario di sessant'anni. La stessa logica può essere applicata simbolicamente ad anno, mese, giorno e ora; per questo il solo animale dell'anno non esaurisce una lettura astrologica cinese.
      Tra i Dodici Rami Terrestri, due sono direttamente associati alla fase Acqua:
      • Topo — 子 (zǐ): Acqua Yang, mezzanotte, inizio del nuovo ciclo, prontezza e capacità di adattamento.
      • Maiale — 亥 (hài): Acqua Yin, fase conclusiva del ciclo, ricettività, generosità e profondità.
      Nel BaZi — 八字 (bāzì), «otto caratteri» — le quattro colonne di anno, mese, giorno e ora vengono analizzate attraverso Tronchi, Rami, yin-yang e Cinque Elementi. La presenza dell'Acqua non può essere giudicata semplicemente come positiva o negativa: il suo significato dipende dalla stagione, dalla forza complessiva del tema e dalle relazioni con gli altri elementi. In equilibrio può indicare intuizione, mobilità mentale e comunicazione; in squilibrio può richiamare dispersione, esitazione, paura o eccessiva instabilità.
      Acqua Yang e Acqua Yin
      • Acqua Yang — 壬 (rén): richiama oceani, grandi fiumi e correnti potenti. Simboleggia movimento ampio, iniziativa, esplorazione e capacità di superare grandi distanze.
      • Acqua Yin — 癸 (guǐ): richiama pioggia, rugiada, nebbia e sorgenti. Simboleggia sensibilità, penetrazione sottile, intuizione e nutrimento discreto.
      L'acqua nella medicina tradizionale cinese
      Nella medicina tradizionale cinese, la fase Acqua è associata ai sistemi funzionali di reni e vescica, al jīng — 精, l'essenza —, alle ossa, all'udito, alla volontà e all'emozione della paura. L'inverno è simbolicamente il tempo della conservazione e del raccoglimento. Queste corrispondenze appartengono a un modello medico tradizionale e non equivalgono direttamente all'anatomia o alla diagnosi della medicina contemporanea.
      L'acqua nell'arte, nel paesaggio e nella cultura
      • Pittura di paesaggio: il termine 山水 (shānshuǐ), «montagna-acqua», indica il paesaggio come equilibrio tra solidità e fluidità, elevazione e profondità.
      • Pittura a inchiostro: l'acqua è insieme mezzo materiale e soggetto, perché diluisce l'inchiostro e rende possibili nebbie, fiumi, cascate e vuoti atmosferici.
      • Feng Shui: l'acqua è legata al movimento del qì e, in molte scuole, alla prosperità. La valutazione dipende però da orientamento, forma, velocità e rapporto con l'ambiente; non basta la semplice presenza dell'acqua.
      • Ingegneria e governo: il controllo delle acque occupa un posto centrale nei racconti politici e mitici, come nella figura di Yu il Grande, associato alla regolazione delle inondazioni.
      • Riti e festività: fiumi, pozzi e sorgenti possono assumere funzioni rituali, propiziatorie o purificatrici, diverse secondo epoche e regioni.
      Differenze rispetto all'Acqua dello zodiaco occidentale
      Nel sistema occidentale, l'Acqua è uno dei quattro elementi ed è associata ai segni Cancro, Scorpione e Pesci. Indica soprattutto sensibilità, emozione, intuizione, memoria e profondità psichica. Nel sistema cinese, invece, l'Acqua è una delle cinque fasi e descrive una funzione ciclica: discesa, conservazione, freddo, inverno, adattabilità e passaggio verso una nuova crescita.
      • Numero degli elementi: quattro nella tradizione occidentale; cinque fasi nella tradizione cinese.
      • Funzione principale: temperamento e qualità psicologiche nel modello occidentale; trasformazioni cosmologiche e relazioni cicliche nel modello cinese.
      • Segni associati: Cancro, Scorpione e Pesci in Occidente; Tronchi 壬 e 癸 e Rami 子 e 亥 nelle corrispondenze cinesi dell'Acqua.
      • Rapporto con il tempo: stagioni zodiacali annuali in Occidente; cicli di anno, mese, giorno e ora nella tradizione cinese.
      • Linguaggio simbolico: emozione e interiorità in Occidente; conservazione, movimento, profondità e trasformazione nel sistema cinese.
      Criteri per una lettura equilibrata
      Una presenza forte dell'Acqua non determina automaticamente un carattere «emotivo» o una sorte favorevole. Ogni interpretazione dipende dal sistema utilizzato, dalle altre componenti del tema e dal contesto culturale. È quindi opportuno distinguere le corrispondenze tradizionali cinesi dalle analogie moderne con l'astrologia occidentale, evitando equivalenze troppo semplici tra pianeti, segni ed elementi.
      In sintesi
      L'acqua, nella cultura e nella cosmologia cinese, è un principio di trasformazione: conserva l'energia, scende verso il profondo, nutre la crescita e modifica ciò che incontra. La sua forza non consiste nella rigidità, ma nella continuità e nella capacità di adattarsi. Comprenderla significa osservare insieme quiete e movimento, ricettività e potenza, saggezza e rischio di dispersione. Il confronto con lo zodiaco occidentale può arricchire la lettura, purché i due sistemi restino distinti e le corrispondenze siano presentate come analogie, non come identità tradizionali.
      水 瓶 座

      Acquario (水瓶座)

      shuǐ píng zuò

      水瓶座 è il segno zodiacale dell’Acquario nello zodiaco occidentale.
      Simbolo: Il portatore d’acqua 持水者 - chí shuǐ zhě -
      Elemento: Aria 空气 - kōng qì
      Pianeta dominante: Urano 天王星 - tiān wáng xīng - Punti di forza: originale 原始的, yuan shǐ de, indipendente独立的, dú lì de, umanitario 人道主义的, rén dào zhǔ yì de.
      Debolezze: emotive 情绪化, qínɡ xù huà, intransigente 不妥协, bù tuǒ xié, distaccato 超然, chāo rán.
      Motto: facile a dirsi, difficile a farsi 说起来容易,做起来很难, shuō qǐlái róng yì, zuò qǐlái hěn nán.
      天

      cielo (天)

      tiān

      天 (tiān): Cielo, ordine cosmico e autorità politica
      天 (tiān) è uno dei concetti più importanti della civiltà cinese. Viene spesso tradotto con «cielo», ma può indicare la volta celeste, la natura, il destino, un ordine morale superiore o una potenza che legittima il governo. Il suo significato varia secondo l’epoca, il testo e la tradizione filosofica: non va quindi identificato automaticamente né con un dio personale né con una natura interamente impersonale.
      1. Origine grafica ed evoluzione del carattere Nelle forme antiche, 天 (tiān) raffigura una figura umana vista frontalmente, con la parte superiore della testa particolarmente evidenziata. Il carattere è tradizionalmente spiegato come una forma costruita a partire da 大 (dà, «grande; uomo con le braccia distese») con un segno posto sopra il capo. Più che un «ideogramma composito» nel senso moderno, è prudente descriverlo come una raffigurazione antica reinterpretata nel corso del tempo. Il significato originario sembra riferirsi a ciò che è più alto o sovrasta l’essere umano; da questa idea derivarono i valori di «cielo», «sommità», «ordine superiore» e «potenza celeste».
      2. Da 上帝 (Shàngdì) a 天 (tiān) Durante la dinastia Shang (商朝, Shāngcháo; circa 1600–1046 a.C.), le iscrizioni oracolari menzionano frequentemente 上帝 (Shàngdì), «Sovrano dall’alto», una potenza suprema collegata al mondo degli antenati e all’autorità della casa reale. Con la dinastia Zhou (周朝, Zhōucháo; 1046–256 a.C.), 天 (tiān) acquistò crescente rilevanza politica e religiosa. Non si trattò necessariamente di una sostituzione improvvisa e completa: 天 (tiān) e 上帝 (Shàngdì) continuarono talvolta a sovrapporsi o a essere accostati. La novità decisiva fu l’elaborazione di un ordine celeste capace di giudicare moralmente la condotta dei sovrani e di trasferire la legittimità da una dinastia a un’altra.
      3. Il Mandato del Cielo: 天命 (tiānmìng) La dottrina del Mandato del Cielo, 天命 (tiānmìng), fu impiegata dai Zhou per spiegare la caduta degli Shang e la propria ascesa. Il sovrano governava come 天子 (tiānzǐ), «Figlio del Cielo», incaricato di mantenere l’ordine politico, rituale e cosmico.
      • Legittimità condizionata: il mandato non dipendeva soltanto dalla nascita, ma dalla capacità del sovrano di governare con virtù, 德 (dé), e di garantire ordine e benessere.
      • Revocabilità: tirannia, corruzione e disordine potevano essere interpretati come segni della perdita del mandato.
      • Segni celesti e politici: calamità, anomalie astronomiche, carestie e rivolte venivano spesso lette come manifestazioni di squilibrio. Tuttavia non costituivano una regola automatica: la loro interpretazione dipendeva dalla storiografia e dalla lotta politica.
      Il confronto con il «diritto divino dei re» europei può essere utile, ma non deve essere assolutizzato: anche nelle monarchie europee l’autorità fu discussa e limitata in modi differenti. La specificità del 天命 (tiānmìng) consiste soprattutto nella formulazione esplicita di una legittimità moralmente revocabile.
      4. Cielo, Terra e Uomo: 天地人 (tiān-dì-rén) Nel pensiero cosmologico tradizionale, 天 (tiān, «Cielo»), 地 (dì, «Terra») e 人 (rén, «essere umano») formano la triade dei 三才 (sāncái), «Tre Poteri» o «Tre Potenze». L’essere umano occupa una posizione intermedia: riceve le condizioni del Cielo, vive sulla Terra e partecipa all’ordine del cosmo attraverso il comportamento, i riti e l’organizzazione sociale.
      ElementoPinyinValore simbolico
      天tiāncielo, cicli, ordine superiore, movimento
      地dìterra, sostegno, ricettività, spazio concreto
      人rénmediazione, responsabilità, azione morale e sociale
      La formula 天圆地方 (tiān yuán dì fāng), «il Cielo è rotondo e la Terra è quadrata», esprime un modello cosmologico e simbolico premoderno. È associata alla regolarità circolare del cielo e alla stabilità della terra, ma non rappresenta l’unica concezione cosmologica elaborata nella storia cinese.
      5. Simbolismo architettonico e rituale La complementarità tra forma circolare e quadrata compare in numerosi oggetti e spazi rituali. A Pechino (北京, Běijīng), il Tempio del Cielo, 天坛 (Tiāntán), comprende strutture circolari associate al culto celeste; il Tempio della Terra, 地坛 (Dìtán), presenta invece una marcata simbologia quadrata. Anche le monete tradizionali rotonde con foro quadrato sono state interpretate come immagini della relazione tra Cielo e Terra. Questa lettura simbolica è molto diffusa, ma le forme monetarie dipendevano anche da esigenze pratiche di fusione, trasporto e conservazione.
      6. 天 (tiān) nel Confucianesimo Nei Dialoghi, 论语 (Lúnyǔ), Confucio, 孔子 (Kǒngzǐ o 孔夫子), parla del Cielo come origine della propria missione e come potenza capace di conoscere e giudicare. Il concetto conserva una dimensione religiosa, ma non viene definito mediante una teologia sistematica. Mencio, 孟子 (Mèngzǐ), sviluppa ulteriormente il legame tra Cielo, natura umana e governo morale. La nozione di 天道 (tiāndào), «Via del Cielo», indica l’ordine o il corso celeste; il suo valore cambia però tra autori e testi e non coincide sempre con una «legge morale universale» formulata nello stesso modo.
      • 知天命 (zhī tiānmìng) — comprendere il mandato o la disposizione del Cielo.
      • 尽心知性,知性则知天 (jìn xīn zhī xìng, zhī xìng zé zhī tiān) — «portare a compimento il proprio cuore per conoscere la propria natura; conoscendo la propria natura, si conosce il Cielo», formula associata al pensiero menciano.
      7. 天 (tiān) nel Daoismo
      Nel Daoismo, 道家 (Dàojiā), 天 (tiān) è spesso inserito nel processo spontaneo del cosmo e subordinato alla Via, 道 (dào). Nel Daodejing, 道德经 (Dàodéjīng), si legge: 天地不仁,以万物为刍狗。 (Tiāndì bù rén, yǐ wànwù wéi chúgǒu.) «Il Cielo e la Terra non praticano la benevolenza: trattano le diecimila cose come cani di paglia.» La frase non significa necessariamente che la natura sia crudele. Sottolinea piuttosto che i processi cosmici non operano secondo preferenze umane o favoritismi morali. Il concetto di 自然 (zìrán), letteralmente «ciò che è così da sé», esprime spontaneità e autoregolazione; 无为 (wúwéi), «non-agire» o «azione non forzata», indica un agire che non contrasta artificialmente il corso delle cose. Nel Zhuangzi, 庄子 (Zhuāngzǐ), 天 (tiān) può anche contrapporsi a 人 (rén) come ciò che è naturale rispetto a ciò che è artificiosamente imposto, ma la distinzione resta mobile e contestuale.
      8. 天人合一 (tiānrén héyī): unità tra Cielo e umanità 天人合一 (tiānrén héyī), «unità tra Cielo e umanità», è una formula divenuta centrale nella riflessione cinese, soprattutto nelle elaborazioni successive dell’età imperiale. Non esprime un’unica dottrina condivisa senza differenze da tutte le scuole: può indicare corrispondenza tra cosmo e corpo umano, armonia morale, continuità tra natura e società oppure integrazione rituale tra ordine celeste e umano. È quindi opportuno evitare due semplificazioni:
      • non coincide automaticamente con l’ecologismo moderno, anche se può essere reinterpretata in chiave ambientale;
      • non implica che la cultura cinese abbia sempre escluso ogni distinzione tra essere umano, natura e trascendenza.
      9. Usi moderni di 天 (tiān)
      Nel cinese contemporaneo, 天 (tiān) conserva numerosi significati quotidiani:
      EspressionePinyinSignificato
      天空tiānkōngcielo, spazio celeste
      天气tiānqìtempo atmosferico
      今天jīntiānoggi
      明天míngtiāndomani
      天然tiānránnaturale
      天才tiāncáigenio, talento naturale
      天意tiānyìvolontà del Cielo, destino provvidenziale
      In sintesi
      • 天 (tiān) può significare cielo fisico, natura, destino, ordine cosmico o autorità morale.
      • Con i Zhou, il concetto divenne centrale nella teoria del 天命 (tiānmìng), il Mandato del Cielo.
      • 天 (tiān), 地 (dì) e 人 (rén) costituiscono la triade cosmologica dei 三才 (sāncái).
      • Nel Confucianesimo il Cielo conserva spesso valore morale e religioso; nel Daoismo è soprattutto parte del processo spontaneo del cosmo.
      • 天人合一 (tiānrén héyī) designa diverse forme di corrispondenza e armonia tra ordine celeste e umanità.
         
      天 秤 座

      Bilancia (天秤座)

      tiān chèng zuò

          Bilancia (23 agosto – 22 settembre)
      Simbolo: La Bilancia 秤 chèng
      Elemento: Aria 空气 kōngqì
      Pianeta dominante: Venere 金星 jīnxīng
      Punti di forza: Collaborativo 合作 (hé zuò), gentile 友善 (yǒu shàn), socievole 社交 (shè jiāo)
      Debolezze: Indeciso 优柔寡断 (yōu róu guǎ duàn), evita i conflitti 避免对抗 (bì miǎn duì kàng), porta rancore 会怀恨在心 (huì huái hèn zàixīn).
      Nella terminologia astrologica cinese, il segno occidentale della Bilancia è chiamato 天秤座 (tiānchèngzuò), letteralmente «costellazione della bilancia». Non appartiene allo zodiaco tradizionale cinese dei dodici animali, 十二生肖 (shí’èr shēngxiào), ma alla ricezione cinese dell’astrologia occidentale, 西方占星术 (xīfāng zhānxīngshù).
      La Bilancia rappresenta equilibrio, 平衡 (pínghéng), armonia, 和谐 (héxié), e senso della giustizia, 正义感 (zhèngyìgǎn). La sua immagine richiama la capacità di valutare posizioni differenti e di cercare una soluzione proporzionata. L’influsso di Venere, 金星 (jīnxīng), collega inoltre il segno alla bellezza, 美 (měi), all’eleganza e al desiderio di relazioni armoniose. In ambito affettivo, la Bilancia ricerca reciprocità, 相互性 (xiānghùxìng), dialogo, 交流 (jiāoliú), e cooperazione, 合作 (hézuò). Tende a mediare e a considerare le esigenze altrui, ma il desiderio di evitare tensioni può renderla esitante o eccessivamente accomodante. Il suo equilibrio cresce quando la ricerca dell’accordo si unisce alla chiarezza, 明确 (míngquè), e alla capacità di esprimere le proprie preferenze.
      Le qualità del segno emergono nelle attività che richiedono diplomazia, 外交能力 (wàijiāo nénglì), negoziazione, 谈判 (tánpàn), sensibilità estetica e collaborazione. Ambiti come diritto, mediazione, relazioni pubbliche, arte e progettazione valorizzano la capacità di conciliare esigenze differenti. La sfida principale consiste nel trasformare la riflessione in decisione, 决定 (juédìng), senza dipendere eccessivamente dall’approvazione altrui.
      Nella simbologia astrologica cinese di matrice occidentale, 天秤座 (tiānchèngzuò) rappresenta la ricerca di un ordine armonioso tra individuo e relazione. La sua maturità consiste nell’unire equità, 公平 (gōngpíng), e fermezza, 坚定 (jiāndìng), sensibilità e capacità decisionale, così che la mediazione non diventi rinuncia alla propria posizione.
      天 蠍 座

      Scorpione (天蠍座)

      tiān xiē zuò

      Scorpione (23 ottobre – 21 novembre)
      Simbolo: lo scorpione 蝎 (xiē)
      Elemento: Acqua 水 (shuǐ)
      Pianeta dominante: Plutone 冥王星 (míng wáng xīng)
      Punti di forza: ingegnoso 机智 (jī zhì), coraggioso 勇敢 (yǒng gǎn), appassionato 热情 (rè qíng)
      Debolezze: diffidente 不信任 (bú xìnrèn), geloso 嫉妒 (jí dù), riservato 诡秘 (ɡuǐ mì)
      Nella lettura simbolica cinese, lo Scorpione richiama la profondità e la forza nascosta dell’Acqua 水 (shuǐ): intuizione, memoria, adattamento e capacità di penetrare sotto la superficie delle cose. Lo scorpione zodiacale appartiene all’astrologia occidentale; qui viene reinterpretato per analogia con lo scorpione 蝎子 (xiēzi), creatura discreta e difensiva, associata simbolicamente alla vigilanza e alla potenza concentrata. Il richiamo a Plutone accentua il tema della trasformazione 转化 (zhuǎnhuà): attraversare crisi, abbandonare forme esaurite e rigenerarsi con maggiore consapevolezza.
      Lo Scorpione esprime determinazione 决心 (juéxīn), coraggio 勇气 (yǒngqì) e capacità di osservazione 洞察力 (dòngchálì). Tende a vivere esperienze e convinzioni con intensità, proteggendo con cura la propria interiorità. Come l’acqua profonda, può apparire immobile mentre al suo interno agiscono correnti potenti. La diffidenza lo aiuta a riconoscere i rischi, ma, se diventa eccessiva, può alimentare controllo e isolamento. Nella prospettiva cinese, la sua crescita consiste nel trasformare la forza difensiva in lucidità e autocontrollo 自制 (zìzhì).
      Nei rapporti personali lo Scorpione cerca lealtà 忠诚 (zhōngchéng), fiducia profonda e autenticità 真诚 (zhēnchéng). Quando si sente sicuro offre dedizione, protezione e una forte capacità di comprendere ciò che l’altro non esprime apertamente. Può però diventare geloso, possessivo o incline a trattenere il risentimento. Nell’ottica cinese, la maturazione affettiva passa attraverso l’armonia 和 (hé): condividere emozioni e timori senza trasformarli in prove di fedeltà, distinguendo l’intimità dal controllo.
      Nel lavoro emergono concentrazione 专注 (zhuānzhù), capacità strategica e resistenza nelle situazioni difficili. Lo Scorpione si realizza nelle attività che richiedono ricerca, analisi, discrezione, gestione delle crisi o comprensione delle motivazioni profonde. La sua energia è più efficace quando opera con uno scopo chiaro, senza disperdersi nell’apparenza. Il rischio consiste nel voler controllare ogni passaggio o nel vivere la competizione come una minaccia personale; il compito evolutivo è coltivare fiducia 信任 (xìnrèn), collaborazione e capacità di lasciare andare ciò che non è più utile.
      Per raggiungere un migliore equilibrio, lo Scorpione può unire la profondità dell’Acqua alla chiarezza del Fuoco 火 (huǒ): sentire intensamente, ma anche portare alla luce ciò che rimane nascosto. La quiete 静 (jìng) gli consente di distinguere l’intuizione dalla paura e la prudenza dal sospetto. Esprimere le emozioni prima che si accumulino, accettare il cambiamento e praticare il perdono trasformano il risentimento in consapevolezza e la vulnerabilità in forza rigenerativa.
      In sintesi, lo Scorpione rappresenta una forza di trasformazione 蜕变 (tuìbiàn): penetra in profondità, affronta ciò che è nascosto e può rinascere dopo le crisi. Nell’ottica della simbologia cinese, la sua piena espressione nasce dall’incontro tra la profondità dell’Acqua, la vigilanza dello scorpione e l’equilibrio tra yin e yang. Quando unisce intensità e fiducia, lo Scorpione diventa una presenza lucida e rigeneratrice, capace di proteggere senza chiudersi e di trasformare senza distruggere.
      兎

      coniglio (兎)

      tù

          Nella simbologia zodiacale cinese, il Coniglio ,兔, tù, è il quarto dei dodici animali del ciclo. È un segno delicato ma profondo, associato alla luna, alla grazia e alla sensibilità. Spesso viene chiamato anche Lepre in alcune tradizioni regionali.
      Caratteristiche generali
      • Posizione: 4° segno dello zodiaco cinese.
      • Ora corrispondente: 5:00–7:00 (l'alba, quando il coniglio esce dalla tana).
      • Direzione: Est.
      • Stagione: Primavera.
      • Elemento fisso: Legno (Legno Yin, nella teoria dei Cinque Elementi).
      • Polarità: Yin.
      Il Coniglio occupa un posto speciale nella cultura cinese, legato soprattutto alla luna:
      • La Luna e il Coniglio di Giada: nella mitologia cinese, sulla luna vive un coniglio bianco chiamato 玉兔 (Yùtù), che prepara l'elisir di immortalità pestando erbe nel mortaio. Per questo il coniglio è simbolo di longevità, purezza e immortalità.
      • Grazia e delicatezza: il coniglio è un animale gentile, silenzioso, che evita il conflitto. Incarna l'eleganza, la riservatezza e la sensibilità.
      • Fortuna e pace: nella tradizione popolare, vedere un coniglio è considerato di buon auspicio. È associato alla pace domestica e alla serenità familiare.
      • Astuzia nascosta: contrariamente all'apparenza fragile, il coniglio è intelligente e sa fuggire dai pericoli. Nelle favole cinesi spesso inganna predatori più forti con l'astuzia.
      • Fertilità e abbondanza: grazie alla sua prolificità, è legato alla rinascita e alla continuità della vita.
      • Yin e principio femminile: il coniglio è profondamente Yin, legato all'acqua, alla notte, alla luna e all'energia femminile.
      Come tutti gli animali, il Coniglio si combina con i cinque elementi in un ciclo di 60 anni:
      • Coniglio di Legno — Anni (esempi): 1915, 1975, 2035. Caratteristiche: creativo, gentile, idealista, ama la bellezza.
      • Coniglio di Fuoco — Anni (esempi): 1927, 1987, 2047. Caratteristiche: passionale, espressivo, energico, ma anche impulsivo.
      • Coniglio di Terra — Anni (esempi): 1939, 1999, 2059. Caratteristiche: pratico, affidabile, paziente, attento alla famiglia.
      • Coniglio di Metallo — Anni (esempi): 1951, 2011, 2071. Caratteristiche: deciso, ambizioso, rigoroso, con una forte volontà.
      • Coniglio di Acqua — Anni (esempi): 1963, 2023, 2083. Caratteristiche: intuitivo, sensibile, profondo, comunicativo.
      Chi nasce sotto questo segno è spesso descritto come:
      • Gentile e affettuoso: evita i conflitti, cerca l'armonia.
      • Sensibile e intuitivo: percepisce le emozioni altrui con facilità.
      • Elegante e raffinato: ama la bellezza, l'arte, la buona compagnia.
      • Riservato: non rivela facilmente i propri sentimenti.
      • Diplomatico: sa mediare, evitare tensioni, trovare compromessi.
      • Prudente: riflette prima di agire, non si espone inutilmente.
      • A volte indeciso: la ricerca della sicurezza lo porta a esitare.
      • Fedele: nelle relazioni cerca stabilità e profondità.
      Migliori compatibilità: Capra (dolcezza e sensibilità condivise), Maiale (affetto e sicurezza), Cane (lealtà e protezione reciproca).
      Compatibilità difficile: Gallo (troppo diretto e critico), Drago (troppo dominante), Topo (visioni diverse della vita).
      Fortuna e simboli associati
      • Numeri fortunati: 3, 4, 6.
      • Colori fortunati: rosa, viola, blu, bianco.
      • Fiori: giglio, rosa, orchidea.
      • Direzione favorevole: est, sud-est.
      • Stagione favorevole: primavera.
      Il Coniglio nell'equilibrio degli elementi
      • Coniglio + Legno: il Legno è l'elemento del Coniglio → crescita, creatività, gentilezza.
      • Coniglio + Fuoco: il Legno alimenta il Fuoco → passione, espressività, ma rischio di esaurimento.
      • Coniglio + Terra: il Legno controlla la Terra → tensione tra sensibilità e pragmatismo.
      • Coniglio + Metallo: il Metallo controlla il Legno → rigidità, conflitto interiore.
      • Coniglio + Acqua: l'Acqua genera il Legno → intuizione profonda, saggezza, sensibilità.
      Oltre al Coniglio di Giada sulla luna, esiste un'altra storia legata alla gara indetta dall'Imperatore di Giada per scegliere i dodici animali dello zodiaco. Il Coniglio, pur essendo veloce, si fermò ad aiutare altri animali in difficoltà e arrivò quarto. Questo episodio riassume il suo carattere: gentile, generoso, mai aggressivo.
      In sintesi, il Coniglio nello zodiaco cinese è simbolo di grazia, sensibilità, fortuna e pace. È un segno che unisce la dolcezza del Legno Yin alla magia della luna, rappresentando chi sa vivere con eleganza, evitando i conflitti e coltivando l'armonia. È considerato uno dei segni più amati e benvoluti del ciclo zodiacale.
      西 方 十 二 星 座

      zodiaco occidentale (西方十二星座)

      xī fānɡ shí èr xīnɡ zuò

      Ogni segno zodiacale nella cultura tradizionale cinese possiede un corrispondente elemento e pianeta che lo governa:
      • Fuoco – 火 huǒ
      • Terra – 地球 dìqiú
      • Aria – 空气 kōngqì
      • Acqua - 水 shuǐ
      Differenze fondamentali tra zodiaco occidentale e zodiaco cinese
      Lo zodiaco occidentale e quello cinese sono due sistemi simbolici distinti, nati in contesti culturali diversi. Entrambi collegano il tempo a immagini archetipiche e caratteristiche umane, ma non impiegano gli stessi segni, gli stessi elementi né lo stesso metodo di calcolo.
      • Unità temporale: nello zodiaco occidentale il segno dipende soprattutto dal periodo dell'anno e cambia approssimativamente ogni mese; nello zodiaco cinese il segno principale dipende dall'anno di nascita e cambia con il Capodanno cinese.
      • Simboli: lo zodiaco occidentale comprende figure animali, umane e mitologiche; quello cinese utilizza dodici animali: Topo, Bue, Tigre, Coniglio, Drago, Serpente, Cavallo, Capra, Scimmia, Gallo, Cane e Maiale.
      • Elementi: la tradizione occidentale assegna ai segni quattro elementi — Fuoco, Terra, Aria e Acqua — mentre la tradizione cinese impiega cinque agenti o fasi — Legno, Fuoco, Terra, Metallo e Acqua. L'Aria non appartiene dunque al sistema cinese dei Cinque Elementi.
      • Pianeti: nell'astrologia occidentale ogni segno possiede un pianeta governatore; nello zodiaco cinese gli animali non sono normalmente governati da pianeti nello stesso senso. Le corrispondenze planetarie possono comparire in interpretazioni moderne o comparative, ma non costituiscono un'equivalenza diretta.
      • Ciclo: lo zodiaco occidentale segue il ciclo annuale del Sole attraverso dodici segni; quello cinese combina dodici animali e cinque elementi in un ciclo completo di sessant'anni.
      • Polarità: entrambi i sistemi conoscono qualità complementari, ma nella tradizione cinese yin e yang si alternano e si integrano con animali, elementi e cicli temporali.
      Due modi diversi di leggere la persona
      Nell'astrologia occidentale il segno solare rappresenta soltanto una parte del tema natale, che considera anche ascendente, Luna, pianeti, case e aspetti. Nella tradizione cinese l'animale dell'anno è a sua volta solo il livello più conosciuto: un'analisi più articolata può considerare anno, mese, giorno e ora di nascita, insieme agli elementi e alla polarità yin-yang.
      Come costruire un confronto corretto
      Le associazioni tra un segno occidentale e simboli cinesi devono essere presentate come analogie interpretative, non come corrispondenze tradizionali assolute. Per esempio, si può accostare un segno occidentale a un animale cinese per temperamento, a uno dei Cinque Elementi per qualità energetiche o a yin e yang per il modo in cui manifesta attività e ricettività.
      Lo zodiaco occidentale descrive soprattutto il rapporto simbolico tra la persona, il cielo e il ciclo solare; quello cinese interpreta il tempo attraverso animali, elementi, yin-yang e cicli calendariali più ampi. Il confronto tra i due può arricchire l'interpretazione, purché le rispettive tradizioni restino riconoscibili e non vengano sovrapposte come se fossero identiche.
      羊

      capra (羊)

      yáng

          Nella simbologia zodiacale cinese, la Capra ,羊, yáng è l'ottavo dei dodici animali del ciclo. In alcune tradizioni viene chiamata anche Pecora o Montone, perché il carattere cinese 羊 indica genericamente l'ovino. È un segno dolce, artistico e profondamente legato alla cultura pastorale cinese.
      Caratteristiche generali
      • Posizione: 8° segno dello zodiaco cinese.
      • Ora corrispondente: 13:00–15:00 (il primo pomeriggio, quando le greggi pascolano).
      • Direzione: Sud-sud-ovest.
      • Stagione: Fine estate.
      • Elemento fisso: Terra (Terra Yin, nella teoria dei Cinque Elementi).
      • Polarità: Yin.
      Simbolismo tradizionale
      La Capra ha un ruolo importante nella cultura cinese, legato alla vita rurale e alla fortuna:
      • Dolcezza e pace: la capra è un animale tranquillo, mai aggressivo. Simboleggia l'armonia, la gentilezza e la serenità.
      • Prosperità e abbondanza: nella cultura contadina, possedere greggi significava ricchezza. Il carattere 羊 è anche componente di 祥 (xiáng, "auspicio") e 善 (shàn, "bontà"), a dimostrazione del suo valore positivo.
      • Felicità e fortuna: in cinese, 羊 suona simile a 阳 (yáng, "sole", "Yang"), e per questo è associato a energia positiva, luce e rinascita.
      • Sacrificio e purezza: nell'antichità la capra era offerta nei riti agli dei e agli antenati, perché considerata animale puro. Rappresenta il sacrificio volontario e la dedizione.
      • Arte e sensibilità: la capra è associata alla creatività, alla musica e alla poesia. Chi nasce sotto questo segno è spesso dotato artisticamente.
      • Yin e principio femminile: come il Coniglio, la Capra è profondamente Yin, legata alla tenerezza, alla cura e all'intuito.
      La Capra e i Cinque Elementi
      Come tutti gli animali, la Capra si combina con i cinque elementi in un ciclo di 60 anni:
      • Capra di Legno Anni (esempi): 1955, 2015, 2075 Caratteristiche: Creativa, idealista, gentile, ama la bellezza.
      • Capra di Fuoco Anni (esempi): 1967, 2027, 2087 Caratteristiche: Passionale, espressiva, energica, ma anche impulsiva.
      • Capra di Terra Anni (esempi): 1979, 2039, 2099 Caratteristiche: Pratica, affidabile, paziente, attenta alla famiglia.
      • Capra di Metallo Anni (esempi): 1931, 1991, 2051 Caratteristiche: Decisa, ambiziosa, rigorosa, forte volontà.
      • Capra di Acqua Anni (esempi): 1943, 2003, 2063 Caratteristiche: Intuitiva, sensibile, profonda, comunicativa.
      Personalità del nativo della Capra
      Chi nasce sotto questo segno è spesso descritto come:
      • Gentile e sensibile: ha un cuore tenero, si commuove facilmente.
      • Artistica e creativa: ama la musica, la pittura, la poesia, la moda.
      • Pacificatrice: evita i conflitti, cerca sempre l'armonia.
      • Empatica: percepisce le emozioni altrui e cerca di aiutare.
      • Generosa: dà senza chiedere nulla in cambio.
      • Insicura: tende a dubitare di sé, ha bisogno di rassicurazione.
      • Indecisa: fatica a prendere decisioni importanti.
      • Fedele: nelle relazioni cerca stabilità, tenerezza e profondità.
      Compatibilità
      • Migliori compatibilità: Coniglio (dolcezza e sensibilità condivise), Maiale (affetto e sicurezza), Cavallo (la Capra dà stabilità, il Cavallo dà energia).
      • Compatibilità difficile: Bue (troppo rigido e testardo), Topo (visioni troppo diverse), Cane (la Capra è troppo ansiosa per il Cane, che è ipercritico).
      Fortuna e simboli associati
      • Numeri fortunati: 3, 4, 9.
      • Colori fortunati: verde, rosso, viola.
      • Fiori: garofano, primula, orchidea.
      • Direzione favorevole: sud, sud-ovest.
      • Stagione favorevole: estate e autunno.
      La Capra nell'equilibrio degli elementi
      • Capra + Fuoco: il Fuoco genera la Terra → passione che diventa stabilità.
      • Capra + Terra: la Terra è l'elemento della Capra → massima stabilità, ma rischio di passività.
      • Capra + Metallo: la Terra genera il Metallo → determinazione, precisione, ma anche rigidità.
      • Capra + Acqua: la Terra controlla l'Acqua → capacità di gestire le emozioni, ma anche chiusura.
      • La Capra nella mitologia
        Secondo la leggenda della gara indetta dall'Imperatore di Giada, la Capra arrivò ottava perché si fermò più volte a brucare l'erba lungo il percorso e ad aiutare altri animali. Questo episodio riassume il suo carattere: dolce, generosa, mai competitiva.
        In sintesi, la Capra nello zodiaco cinese è simbolo di dolcezza, creatività, fortuna e pace. È un segno che unisce la sensibilità della Terra Yin all'energia positiva dello Yang, rappresentando chi sa vivere con grazia, coltivando l'armonia e l'arte. È considerata uno dei segni più benevoli e amati del ciclo zodiacale.
      玉 皇 大 帝

      Imperatore di Giada (玉皇大帝)

      Yù huáng Dà dì

      玉皇大帝 (Yùhuáng Dàdì), l'Imperatore di Giada
      玉皇大帝 (Yùhuáng Dàdì), il cui titolo completo è 太上开天执符御历含真体道玉皇大帝 (Tàishàng Kāitiān Zhífú Yùlì Hánzhēn Tǐdào Yùhuáng Dàdì), è una delle massime divinità celesti della religiosità popolare cinese e del 道教 (Dàojiào), il Taoismo. Nella tradizione popolare è chiamato anche 天公 (Tiāngōng), «Signore del Cielo». Non è una figura secondaria delle leggende dello zodiaco: nelle narrazioni più diffuse è colui che promuove e giudica la selezione dei 十二生肖 (shí'èr shēngxiào), i dodici animali zodiacali.
      Identità e posizione nel pantheon
      玉皇大帝 (Yùhuáng Dàdì) è rappresentato come il sovrano supremo dell'ordine celeste. Nel sistema taoista viene spesso descritto come 四御天帝之首 (Sìyù Tiāndì zhī shǒu), «il primo dei Quattro Sovrani Celesti», e governa simbolicamente divinità, immortali, mondo umano e regni dell'oltretomba, come un imperatore della corte celeste. La devozione popolare gli riserva cerimonie solenni, modellate sull'omaggio tributato a un sovrano. Il nono giorno del primo mese lunare, 农历正月初九 (nónglì zhēngyuè chūjiǔ), è tradizionalmente celebrato come la sua nascita, 玉皇诞 (Yùhuáng dàn).
      Origini e racconti tradizionali
      Le tradizioni sulla sua origine seguono principalmente due linee narrative, una mitico-religiosa e una storico-culturale.
      • 修行成神说 (Xiūxíng chéngshén shuō), la tradizione dell'ascesi e della divinizzazione: secondo il racconto, nell'antico regno di 光严妙乐国 (Guāngyán Miàolè Guó) vivevano il re 净德 (Jìngdé) e la sua consorte, privi di eredi. Dopo lunghe preghiere, la regina sognò 太上老君 (Tàishàng Lǎojūn), il «Sommo Vecchio Signore», che le affidava un neonato avvolto da luce. Il bambino nacque il nono giorno del primo mese lunare e sarebbe diventato il futuro 玉皇大帝 (Yùhuáng Dàdì). Salito al trono, distribuì le ricchezze ai bisognosi; in seguito abbandonò il regno per dedicarsi alla coltivazione spirituale, 修道 (xiūdào), attraversando innumerevoli prove fino a conseguire la dignità celeste.
      • 历史合流说 (Lìshǐ héliú shuō), la teoria della confluenza storica: il culto dell'Imperatore di Giada viene ricondotto alle antiche forme di venerazione del sovrano celeste, 天帝 (Tiāndì). Durante la dinastia 宋 (Sòng), l'imperatore 宋真宗 (Sòng Zhēnzōng) favorì l'identificazione tra 昊天上帝 (Hàotiān Shàngdì), il «Sommo Sovrano del Cielo Vasto», e 玉皇 (Yùhuáng), l'«Imperatore di Giada» taoista. Da questa convergenza nacque una figura capace di unire culto di Stato, devozione popolare e pantheon taoista.
      Il rapporto con i dodici animali zodiacali
      Nelle versioni più note della leggenda dei 十二生肖 (shí'èr shēngxiào), è 玉皇大帝 (Yùhuáng Dàdì) a decidere che gli animali scandiscano il tempo, così da offrire agli esseri umani un sistema semplice per ricordare gli anni. Convoca quindi una gara di attraversamento del fiume, 渡河比赛 (dùhé bǐsài), oppure una grande udienza celeste, 报到大会 (bàodào dàhuì), secondo le diverse varianti. L'ordine zodiacale viene stabilito in base all'arrivo degli animali: il Topo, 鼠 (shǔ), si nasconde sul dorso del Bue, 牛 (niú), e balza davanti al traguardo; il Drago, 龙 (lóng), giunge più tardi perché si ferma ad aiutare esseri viventi in difficoltà; il Cane, 狗 (gǒu), perde tempo giocando nell'acqua. Questi episodi non formano un unico racconto canonico, ma appartengono a una tradizione orale ricca di varianti regionali, nelle quali l'Imperatore di Giada resta il garante dell'ordine cosmico e il giudice della competizione.
      正 月

      primo mese dell'anno lunare (正月)

      zhēng yuè

      ll calendario cinese è un calendario lunisolare che si basa sul calcolo dei movimenti della Luna e della rotazione terrestre attorno al Sole. Un anno è quindi composto da 12 mesi con anni lunghi di 353- 356 giorni, ogni mese ha 29 o 30 giorni e, pertanto, ogni tre anni circa, è necessario aggiungere un mese per pareggiare i calcoli. In Cina, 正月, zhēng yuè, sta ad indicare il primo mese del calendario lunare, e il "Chunjie", 春节, chūn jié, cioè la Festa di Primavera o capodanno lunare, cade proprio nel primo giorno di questo mese.
      Il calendario tradizionale cinese non coincide quindi con il calendario gregoriano: l’inizio dell’anno varia e si colloca generalmente tra la fine di gennaio e la metà di febbraio. Il mese intercalare, inserito quando necessario, permette di mantenere le festività e le attività agricole in relazione con le stagioni. Per questo motivo il sistema integra le fasi lunari con ventiquattro periodi solari, chiamati 节气 jié qi, che scandiscono fenomeni climatici e momenti importanti del ciclo agricolo.
      La Festa di Primavera è la ricorrenza più importante dell’anno. I festeggiamenti durano più giorni e comprendono riunioni familiari, banchetti, decorazioni rosse, fuochi d’artificio e la consegna delle tradizionali buste rosse, le hóng bāo (红包), contenenti denaro augurale. Il ciclo delle celebrazioni si conclude con la Festa delle Lanterne, che cade il quindicesimo giorno del primo mese lunare, quando la Luna è piena.
      Un altro elemento noto del calendario è lo zodiaco cinese, formato da dodici animali: Topo, Bue, Tigre, Coniglio, Drago, Serpente, Cavallo, Capra, Scimmia, Gallo, Cane e Maiale. A ciascun anno è associato uno di questi segni secondo un ciclo di dodici anni. Il sistema tradizionale combina inoltre gli animali con i cinque elementi — legno, fuoco, terra, metallo e acqua — dando origine a un ciclo più ampio di sessant’anni.
      Oggi, nella vita quotidiana e nelle attività amministrative, in Cina si utilizza soprattutto il calendario gregoriano. Quello tradizionale conserva però un forte valore culturale e continua a determinare la data di festività come il Capodanno lunare, la Festa di metà autunno e la Festa delle Barche Drago. Viene inoltre consultato per scegliere date considerate favorevoli per matrimoni, inaugurazioni e altre occasioni importanti.
      中 國 十 二 生 肖

      zodiaco cinese (中國十二生肖)

      zhōng guó shí èr shēng xiào

          vedi 生肖
      豬

      maiale (豬)

      zhū

        Nella simbologia zodiacale cinese, il Maiale (猪, zhū) è il dodicesimo e ultimo animale del ciclo. In alcune tradizioni viene chiamato anche Cinghiale (野猪, yězhū), ma il segno zodiacale è generalmente rappresentato dal maiale domestico. È un segno associato alla prosperità, alla generosità e alla fortuna.
      Caratteristiche generali
      • Posizione: 12° segno dello zodiaco cinese.
      • Ora corrispondente: 21:00–23:00 (la notte, quando il maiale riposa e ingrassa).
      • Direzione: Nord-nord-ovest.
      • Stagione: Inizio inverno.
      • Elemento fisso: Acqua (Acqua Yin, nella teoria dei Cinque Elementi).
      • Polarità: Yin.
      Simbolismo tradizionale
      Il Maiale ha un ruolo importante nella cultura cinese, legato all'abbondanza e alla vita domestica:
      • Prosperità e abbondanza: nella Cina rurale, possedere maiali significava avere cibo e ricchezza. Il carattere 猪 è associato a benessere materiale, fortuna e sicurezza alimentare.
      • Generosità e altruismo: il maiale dà tutto di sé, non tiene nulla per sé. Simboleggia la generosità senza riserve e la condivisione.
      • Fortuna e ricchezza: nella tradizione popolare, il maiale è considerato un animale portafortuna. Sognare un maiale è spesso interpretato come presagio di guadagno imminente.
      • Onestà e semplicità: il maiale non inganna, non complotta, vive in modo semplice e diretto. Incarna la sincerità e la schiettezza.
      • Pacificazione: è un animale tranquillo, pacifico, che evita i conflitti. Rappresenta la pace domestica e la serenità familiare.
      • Yin e principio femminile: il Maiale è profondamente Yin, legato all'acqua, alla notte, alla terra e all'energia femminile nutrice.
      • Ultimo ma non ultimo: nella leggenda della gara indetta dall'Imperatore di Giada, il Maiale arrivò dodicesimo perché si fermò a mangiare e a dormire lungo il percorso. Ma la sua posizione finale è considerata di buon auspicio: chiude il ciclo e prepara la rinascita.
      Il Maiale e i Cinque Elementi
      Come tutti gli animali, il Maiale si combina con i cinque elementi in un ciclo di 60 anni:
      • Maiale di Legno
        Anni (esempi): 1935, 1995, 2055
        Caratteristiche: Gentile, cooperativo, idealista, ama la famiglia.
      • Maiale di Fuoco
        Anni (esempi): 1947, 2007, 2067
        Caratteristiche: Passionale, energico, espressivo, leader naturale.
      • Maiale di Terra
        Anni (esempi): 1959, 2019, 2079
        Caratteristiche: Pratico, affidabile, paziente, attento ai dettagli.
      • Maiale di Metallo
        Anni (esempi): 1971, 2031, 2091
        Caratteristiche: Deciso, ambizioso, rigoroso, forte volontà.
      • Maiale di Acqua
        Anni (esempi): 1923, 1983, 2043
        Caratteristiche: Intelligente, intuitivo, profondo, comunicativo.
      Personalità del nativo del Maiale
      Chi nasce sotto questo segno è spesso descritto come:
      • Generoso e altruista: dà senza aspettarsi nulla in cambio.
      • Onesto e sincero: non ama gli inganni, dice ciò che pensa.
      • Affidabile e leale: mantiene la parola data, è un amico fidato.
      • Ottimista: vede il lato positivo delle cose, non si abbatte facilmente.
      • Pacifico: evita i conflitti, cerca l'armonia con tutti.
      • Indulgente: ama i piaceri della vita, il cibo, il comfort, la compagnia.
      • A volte ingenuo: si fida troppo degli altri e può essere deluso.
      • Testardo: quando vuole qualcosa, non si arrende facilmente.
      Compatibilità
      • Migliori compatibilità: Coniglio (dolcezza e sensibilità condivise), Capra (affetto e sicurezza), Tigre (il Maiale dà stabilità, la Tigre dà energia).
      • Compatibilità difficile: Serpente (troppo astuto e misterioso per il Maiale), Scimmia (troppo imprevedibile), Maiale con Maiale (troppa indolenza reciproca).
      Fortuna e simboli associati
      • Numeri fortunati: 2, 5, 8.
      • Colori fortunati: giallo, grigio, marrone, oro.
      • Fiori: margherita, giacinto, ortensia.
      • Direzione favorevole: sud-est, nord-ovest.
      • Stagione favorevole: autunno e inverno.
      Il Maiale nell'equilibrio degli elementi
      • Maiale + Legno: l'Acqua genera il Legno → crescita, creatività, generosità.
      • Maiale + Fuoco: l'Acqua controlla il Fuoco → tensione tra passione e ragione.
      • Maiale + Terra: la Terra controlla l'Acqua → stabilità, concretezza, ma anche rigidità.
      • Maiale + Metallo: il Metallo genera l'Acqua → determinazione, precisione, ma anche durezza.
      • Maiale + Acqua: l'Acqua è l'elemento del Maiale → massima intuitività, ma rischio di eccessiva emotività.
      Il Maiale nella mitologia
      Secondo la leggenda della gara indetta dall'Imperatore di Giada, il Maiale arrivò ultimo perché, lungo il percorso, si fermò a mangiare e a dormire senza preoccuparsi della competizione. Quando finalmente arrivò al traguardo, gli altri animali lo presero in giro, ma l'Imperatore apprezzò la sua onestà e la sua natura pacifica, e decise comunque di includerlo nello zodiaco. Questo episodio riassume il suo carattere: semplice, generoso, mai competitivo.
      In sintesi, il Maiale nello zodiaco cinese è simbolo di prosperità, generosità, fortuna e pace. È un segno che unisce la sensibilità dell'Acqua Yin alla solidità della terra, rappresentando chi sa vivere con semplicità, condividendo ciò che ha e coltivando l'armonia con tutti. È considerato uno dei segni più benevoli e fortunati del ciclo zodiacale.
      筆 順

      stroke order (筆順)

      bǐ shùn

      Ordine dei tratti: 笔顺 (bǐshùn)
      L’ordine dei tratti indica la sequenza convenzionale con cui si scrivono i caratteri cinesi. Non è soltanto una regola estetica: favorisce fluidità, proporzione, leggibilità e memoria motoria, ed è utile anche per consultare dizionari e usare sistemi di riconoscimento della scrittura. I tratti fondamentali: 笔画 (bǐhuà)
      TrattoNomePinyinDescrizione
      一横héngorizzontale
      丨竖shùverticale
      丿撇piědiagonale discendente verso sinistra
      ㇏捺nàdiagonale discendente verso destra
      丶点diǎnpunto
      ㇀提títratto ascendente
      乛横钩hénggōuorizzontale con gancio
      亅竖钩shùgōuverticale con gancio
      I tratti composti, come 横折 (héngzhé), 撇点 (piědiǎn) e 横折钩 (héngzhégōu), sono eseguiti senza sollevare lo strumento di scrittura e contano come un solo tratto.
      Regole generali
      1. Dall’alto verso il basso — 从上到下 (cóng shàng dào xià): 三 (sān, «tre») e 言 (yán, «parola») si scrivono procedendo dall’alto.
      2. Da sinistra verso destra — 从左到右 (cóng zuǒ dào yòu): in 川 (chuān, «fiume») e 好 (hǎo, «bene; buono») si completa prima la parte sinistra.
      3. Orizzontale prima di verticale — 先横后竖 (xiān héng hòu shù): 十 (shí, «dieci») si scrive prima con 横 (héng), poi con 竖 (shù).
      4. Diagonale sinistra prima della destra — 先撇后捺 (xiān piě hòu nà): 人 (rén, «persona») e 八 (bā, «otto») seguono questa sequenza.
      5. Prima l’esterno, poi l’interno — 先外后内 (xiān wài hòu nèi): in 同 (tóng, «stesso») si traccia prima la parte esterna e poi il contenuto.
      6. Prima l’interno, poi la chiusura — 先里头后封口 (xiān lǐtou hòu fēngkǒu): in 国 (guó, «paese») e 回 (huí, «tornare») l’ultimo tratto chiude la cornice.
      7. Prima il centro, poi i lati — 先中间后两边 (xiān zhōngjiān hòu liǎngbiān): 小 (xiǎo, «piccolo») e 水 (shuǐ, «acqua») iniziano dalla parte centrale.
      Queste sono regole orientative, non algoritmi assoluti. La sequenza standard di ogni carattere va verificata quando vi sono componenti particolari o varianti grafiche.
      Caratteri composti: 合体字 (hétǐzì)
      I caratteri composti sono formati da due o più componenti. La loro struttura grafica orienta l’ordine generale, ma l’ordine interno di ciascun componente conserva le proprie regole.
      StrutturaNome cineseRegolaEsempi
      sinistra-destra左右结构 (zuǒyòu jiégòu)prima sinistra, poi destra好 (hǎo), 明 (míng), 林 (lín), 说 (shuō)
      sopra-sotto上下结构 (shàngxià jiégòu)prima sopra, poi sotto思 (sī), 花 (huā), 学 (xué), 想 (xiǎng)
      sinistra-centro-destra左中右结构 (zuǒ-zhōng-yòu jiégòu)da sinistra a destra树 (shù), 谢 (xiè)
      sopra-centro-sotto上中下结构 (shàng-zhōng-xià jiégòu)dall’alto verso il basso意 (yì), 曼 (màn)
      cornice completa全包围结构 (quán bāowéi jiégòu)tre lati, interno, chiusura国 (guó), 回 (huí), 园 (yuán)
      cornice parziale半包围结构 (bàn bāowéi jiégòu)dipende dal componente avvolgente句 (jù), 病 (bìng), 凶 (xiōng), 这 (zhè)
      Nei caratteri con componenti ripetuti si segue l’assetto spaziale: 林 (lín) si scrive da sinistra a destra; 炎 (yán) dall’alto in basso; 品 (pǐn), 森 (sēn) e 晶 (jīng) prima in alto, poi in basso a sinistra e infine in basso a destra.
      Cornici e componenti ricorrenti
      • 囗 (wéi, «recinto»): in 国 (guó), 回 (huí), 园 (yuán), 图 (tú) e 围 (wéi) si scrivono prima il lato sinistro e quello superiore-destro, poi l’interno, infine il tratto inferiore di chiusura.
      • 匚 (fāng, «contenitore»): in 区 (qū) e 医 (yī) si scrivono prima il tratto superiore e quello sinistro, poi il contenuto, infine la chiusura inferiore.
      • 辶 (chuò, «camminare»): in 这 (zhè), 道 (dào) e 过 (guò) il componente interno precede 辶, che si completa per ultimo.
      • 廴 (yǐn, «passo lungo»): in 建 (jiàn) e 廷 (tíng) si scrive dopo il componente interno.
      • 门 (mén, «porta»): nei caratteri semplificati come 问 (wèn) e 间 (jiān) la cornice non segue sempre lo stesso schema di 囗 (wéi); occorre osservare la sequenza specifica.
      Le etichette come 右上包围 (yòushàng bāowéi), 左上包围 (zuǒshàng bāowéi), 上三包围 (shàng sān bāowéi) e 下三包围 (xià sān bāowéi) descrivono la posizione della parte avvolgente. Non tutte implicano semplicemente «esterno prima, interno dopo»: per esempio 辶 (chuò) e 廴 (yǐn) si scrivono normalmente per ultimi.
      Casi particolari e sequenze da ricordare
      • 火 (huǒ, «fuoco»): 点 (diǎn), 撇 (piě), 撇 (piě), 捺 (nà). Non è corretto descriverlo semplicemente come «prima i due punti laterali, poi il centro».
      • 方 (fāng, «quadrato; direzione»): 点 (diǎn), 横 (héng), 横折钩 (héngzhégōu), 撇 (piě).
      • 女 (nǚ, «donna»): 撇点 (piědiǎn), 撇 (piě), 横 (héng). Il primo è un tratto composto.
      • 心 (xīn, «cuore»): 点 (diǎn), 斜钩 (xiégōu), 点 (diǎn), 点 (diǎn).
      • 母 (mǔ, «madre»): 竖折 (shùzhé), 横折钩 (héngzhégōu), 点 (diǎn), 横 (héng), 点 (diǎn).
      • 车 (chē, «veicolo»): 横 (héng), 撇折 (piězhé), 横 (héng), 竖 (shù). Come componente sinistro, l’ultimo orizzontale è spesso trasformato in 提 (tí), per esempio in 轻 (qīng).
      • 我 (wǒ, «io»): il punto finale è scritto per ultimo, ma «i punti per ultimi» non è una regola universale; in 六 (liù) e 方 (fāng) il punto superiore viene per primo.
      La norma grafica può variare tra cinese semplificato e tradizionale e, in alcuni casi, tra gli standard della Cina continentale, di Taiwan e di Hong Kong. In un percorso didattico è opportuno adottare uno standard coerente.
      Esempi completi
      1. 想 (xiǎng, «pensare; volere»): struttura sopra-sotto, composta da 相 (xiāng) e 心 (xīn). Si completa prima 相, al cui interno 木 (mù) precede 目 (mù), e poi 心.
      2. 国 (guó, «paese»): struttura a cornice completa, composta da 囗 (wéi) e 玉 (yù). Si tracciano i primi due segmenti della cornice, si completa 玉, quindi si chiude in basso.
      3. 这 (zhè, «questo»): struttura a cornice parziale, composta da 文 (wén) e 辶 (chuò). Si scrive prima 文 e poi 辶.
      Perché l’ordine è importante
      • Rende il gesto più continuo e naturale.
      • Favorisce proporzioni stabili e caratteri leggibili.
      • Aiuta a scomporre e memorizzare i componenti.
      • È essenziale nella calligrafia: 书法 (shūfǎ).
      • Può facilitare la ricerca per numero di tratti e il riconoscimento manoscritto, anche se molti moderni sistemi digitali tollerano ordini non standard.
      Metodo di studio
      1. Osservare la struttura complessiva del carattere.
      2. Individuare i componenti e il loro ordine spaziale.
      3. Seguire un’animazione o un modello attendibile.
      4. Pronunciare carattere e pinyin mentre si scrive.
      5. Ripetere poche volte con attenzione, controllando proporzioni e punti di partenza.
      In sintesi
      • 笔顺 (bǐshùn) è la sequenza standard dei tratti.
      • Le regole principali riguardano direzione, incrocio, disposizione dei componenti e chiusura delle cornici.
      • Le strutture composte orientano l’ordine, ma non eliminano le eccezioni.
      • I tratti composti contano come un solo tratto.
      • La pratica accurata è più efficace della ripetizione meccanica.
      兵 馬 俑

      esercito di terracotta (兵馬俑)

      bīng mǎ yǒng

      兵马俑, bīng mǎ yǒng. L'Esercito di terracotta, noto anche come i guerrieri e i cavalli di terracotta di Qin Shihuang秦始皇帝, Qín Shǐ Huángdì, letteralmente "primo imperatore della dinastia Qin", è una collezione di statue ad altezza naturale conservate nel mausoleo del primo imperatore Qin, vissuto intorno al 208 a.C., situato nei pressi del capoluogo dello Shaanxi, la città di Xi'an, 西安 . Si tratta di un esercito puramente simbolico costruito per la tomba del primo imperatore cinese Qin Shi Huang e destinato a servirlo nell’oltretomba.
      I guerrieri e cavalli di terracotta sono oggetti funerari a forma di soldati e cavalli (carri, cavalli da guerra, soldati). L’imperatore cinese Qin Shi Huang è lo stesso che fece costruire la Grande muraglia cinese 长城. Due sono le teorie più ricorrenti fra gli archeologi e studiosi del settore per quanto riguarda il motivo per il quale Qin Shi Huang Di ordinò la costruzione di questo esercito.
      La più diffusa è che l'imperatore volesse dominare i due mondi, quello dei vivi e quello dei defunti, e per fare ciò gli occorreva un grande esercito. La seconda teoria invece esplora la possibilità che l'imperatore credesse che dopo la morte terrena e dopo aver lasciato questo mondo esistesse un altro mondo e, una volta svegliatosi nella nuova realtà, egli si sarebbe trovato da solo. Per questa convinzione necessitava di un esercito che lo scortasse durante il viaggio e gli facesse compagnia.
      La collezione è composta da circa 500 guerrieri, 18 carri da guerra e 100 cavalli in terracotta ed è una copia fedele dell’armata del periodo dei regni combattenti, periodo che è intercorso dall’anno 453 sino al 221 a.C.
      Alcuni studiosi sostengono comunque che l’esercito era in origine composto da più di 10.000 unità.
      Il Mausoleo di Qin Shihuang è uno dei mausolei imperiali più grandi, strutturati e più ricchi del mondo. Esprime pienamente il talento artistico degli antichi lavoratori cinesi di etnia Han, le cui teniche risalgono a più di 2000 anni fa ed è considerato l'orgoglio e la preziosa ricchezza della nazione cinese. Recentemente, sono stati pubblicati in una nuova raccolta i risultati degli scavi compiuti nel 2021, riguardanti la fossa dei guerrieri e dei cavalli di terracotta.
      Scoperta.
      Nel marzo 1974, mentre i contadini del villaggio di Xiyang, città di Lishan, contea di Lintong, stavano scavando un pozzo, a circa 1,5 chilometri a est del mausoleo, hanno rinvenuto diverse statue di ceramica rotte delle stesse dimensioni di persone reali, realizzate con argilla. Nel 1987, il Mausoleo di Qin Shihuang e la Fossa dei Guerrieri e dei Cavalli di Terracotta è stato inserito dall'UNESCO nella Lista del Patrimonio Mondiale , ed è conosciuto come l’Ottava Meraviglia del Mondo.
      Luogo
      Distretto di Lintong , città di Xi'an, provincia di Shaanxi.
      茶 道

      cerimonia del tè (茶道)

      chá dào

      茶道 è una pratica disciplinata che eleva la semplice preparazione della bevanda a una forma d'arte spirituale e meditativa. Trae la sua origine nella sua forma più nota e codificata a livello internazionale che è il 日本茶道, rì běn chá dào, ovvero il "Chanoyu" giapponese, che si sviluppò a partire dal tardo Medioevo sotto l'influenza del Buddhismo Zen, 禅, chán. Tuttavia, le sue radici profonde affondano nella Cina della dinastia Tang - 唐朝, táng cháo - (618-907).
      In Cina, iIl filosofo Lu Yu 陆羽 scrisse il primo trattato sistematico sul tè, il 《茶经》 Chá jīng, nell'VIII secolo, gettando le basi filosofiche ed estetiche. La pratica del tè fu profondamente influenzata dal Buddhismo Chan (precursore dello Zen), dal Taoismo e dal Confucianesimo.
      In Giappone, i monaci buddisti giapponesi introdussero dalla Cina non solo il tè, ma anche l'estetica Chan. Figure come Sen no Rikyū (千利休) nel XVI secolo codificarono la cerimonia del tè (茶の湯, chanoyu) nei suoi principi fondamentali di armonia (和, wa), rispetto (敬, kei), purezza (清, sei) e tranquillità (寂, jaku).
      Oggi esistono diverse scuole, ma la più famosa è la via del tè del matcha 抹茶道, matcha dō, che usa tè verde in polvere.
      Nei principi fondamentali, la 茶道 non è solo una serie di movimenti tesi alla preparazione del te - 泡茶 - bensì è una filosofia che si manifesta attraverso gesti precisi e rituali. I suoi principi cardine sono:
      • 和 , wa - Armonia:tra le persone, tra le persone e gli oggetti e tra le persone e la natura. L'ospite prepara il tè pensando all'ospite, l'ospite lo riceve con gratitudine. L'ambiente, il cha shi , 茶室, la stanza del tè è costruito con materiali naturali per fondersi con l'esterno.
      • 敬, kei - Rispetto reciproco, verso gli utensili, verso il tè stesso. Ogni gesto è pertoanto carico di considerazione.
      • 清, sei - Purezza fisica e spirituale. La pulizia meticolosa degli utensili e dello spazio è un atto di purificazione della mente dalle preoccupazioni mondane.
      • 寂 - Tranquillità, una pace profonda, uno stato mentale calmo e risoluto che nasce dalla pratica costante dei primi tre principi. È l'atmosfera di serena contemplazione che pervade la cerimonia.
      Tra gli Elementi chiave della cerimonia rientra la stanza del tè, 茶室, chá shì che deve essere piccola, sobria, costruita con materiali naturali (legno, bambù, carta di riso). L'ingresso deve risultare basso 躙口 per costringere tutti ad abbassarsi, simbolo di umiltà e uguaglianza.

      Per gli utensili 茶具, chá jù, ogni oggetto è scelto con cura, spesso antico e prezioso. Hanno tutti un nome e una funzione specifica.
      La cerimonia deve seguire una coreografia lenta e silenziosa. Ogni movimento – pulire la ciotola, misurare il tè, versare l'acqua, mescolare, offrire la ciotola – è eseguito con consapevolezza e grazia assoluta. Non c'è spreco di movimento. Il silenzio è rotto solo dai suoni naturali: l'acqua che bolle, il fruscio del bambù. In sintesi, 茶道 condivide con 茶艺 chá yì o "Arte del Tè" la medesima ritualità e attenzione alla bellezza e alla tecnica, sebbene quest'ultimo termine sia più comune in Cina moderna per indicare la pratica estetizzata e performativa della preparazione del tè con foglie intere (oolong, pu'er). ma la 茶艺 è generalmente meno rigidamente codificata e meno esplicitamente religiosa e spirituale della 茶道 di ispirazione giapponese. È più focalizzata sull'esaltazione dell'aroma, del sapore del tè e sul godimento conviviale.
      In definitiva, la 茶道 è un percorso di vita. Non si "guarda" una cerimonia del tè; la si vive e si pratica. È un invito a rallentare, a purificare i sensi, a connettersi con gli altri e con se stessi in un silenzio pieno di significato. È l'apice del concetto che il tè non è solo una bevanda, ma un maestro di vita meditativa.
      紅 包

      busta rossa (紅包)

      hóng bāo

          E' tradizione in Cina, in occasione della festa del capodanno, regalare somme di denaro avvolte in confezioni di colore rosso oppure dentro buste dello stesso colore.
      黃 包 車

      risciò (黃包車)

      huáng bāo chē

          Il termine 黄包车 (huángbāochē) indica un mezzo di trasporto a due ruote trainato da una persona, diffuso nelle città cinesi fra la tarda epoca Qing (清, Qīng) e il periodo repubblicano. Conosciuto in italiano come risciò, costituì per diversi decenni una delle principali forme di mobilità urbana, prima della progressiva affermazione dei veicoli a motore.
      Il risciò nacque in Giappone (日本, Rìběn) nel 1869 e fu introdotto a Shanghai (上海, Shànghǎi) nel 1873 da un commerciante francese; da qui si diffuse rapidamente in altre città, tra cui Pechino (北京, Běijīng) e Tianjin (天津, Tiānjīn). La denominazione 黄包车, letteralmente «veicolo dal rivestimento giallo», si affermò gradualmente dopo che, intorno al 1913, le autorità di Shanghai (上海, Shànghǎi) disposero che le carrozzerie dei risciò fossero verniciate di giallo, nell’ambito di un tentativo di regolamentarne e uniformarne la gestione.
      La storia del risciò riguarda non soltanto il veicolo, ma anche le condizioni sociali dei suoi conducenti. Provenienti in larga parte dagli strati più poveri della popolazione, essi raramente possedevano il mezzo e dovevano quindi affittarlo dalle società di gestione. A fronte di un lavoro fisicamente estenuante, ricevevano guadagni modesti e vivevano spesso in condizioni di estrema precarietà. Nel 1930, a Shanghai (上海, Shànghǎi), circa 80.000 persone traevano sostentamento dalla conduzione dei risciò, in un mercato del lavoro caratterizzato da una concorrenza molto intensa.
      La figura del conducente di risciò ha lasciato un’impronta profonda nella letteratura e nell’arte cinesi. Nel romanzo Il ragazzo del risciò (骆驼祥子), Lao She (老舍, Lǎo Shě) narra la vicenda tragica di Xiangzi (祥子, Xiángzi), un giovane conducente di Pechino (北京, Běijīng) che, dopo ripetute avversità, perde progressivamente ogni speranza. L’opera è divenuta una delle rappresentazioni più emblematiche della vulnerabilità sociale dei conducenti di risciò. Anche autori come Lu Xun (鲁迅, Lǔ Xùn) e Yu Dafu (郁达夫, Yù Dáfū) hanno raffigurato nelle loro opere la dignità, la fatica e la miseria di questa categoria.
      Con l’affermazione dei moderni mezzi di trasporto, i risciò scomparvero progressivamente dalla vita urbana cinese dopo la metà del XX secolo. Oggi, nella Cina continentale (中国大陆, Zhōngguó dàlù), non svolgono più una funzione ordinaria di trasporto pubblico; in alcune località turistiche, come l’antico villaggio di Xingping (兴坪, Xīngpíng), vengono tuttavia impiegati per offrire ai visitatori una rievocazione della mobilità urbana del passato.
      逥

      Hui (逥)

      huí

      Gli Hui (回族, Huízú) sono uno dei 56 gruppi etnici ufficialmente riconosciuti dalla Repubblica Popolare Cinese (中华人民共和国, Zhōnghuá Rénmín Gònghéguó) e sono presenti in numerose regioni del paese. Secondo il censimento cinese del 2020, contano circa 11,4 milioni di persone. La maggior parte degli Hui professa l’islam (伊斯兰教, Yīsīlánjiào), prevalentemente sunnita, ma l’appartenenza al gruppo non coincide esclusivamente con la pratica religiosa: comprende anche elementi storici, familiari e culturali condivisi.
      Caratteristiche
      • In conformità con i precetti islamici, molti Hui seguono norme alimentari halal (清真, qīngzhēn, cioè il cibo preparato secondo le norme della legge islamica.) e non consumano carne di maiale, alimento invece molto diffuso nella cucina cinese.
      • Tra gli elementi tradizionalmente associati all’abbigliamento religioso figurano il copricapo bianco indossato da molti uomini e, per alcune donne, un velo o un foulard. Pratiche e abitudini variano tuttavia secondo la regione, la famiglia e il grado di osservanza religiosa.
      Origini storiche
      Le origini degli Hui sono complesse e stratificate nel tempo:
      • Prime comunità musulmane: mercanti e viaggiatori provenienti dall’Asia occidentale e centrale giunsero in Cina per via marittima e terrestre già durante le dinastie Tang (唐朝, Tángcháo; 618–907) e Song (宋朝, Sòngcháo; 960–1279). Alcuni si stabilirono in centri commerciali come Guangzhou (广州, Guǎngzhōu) e Quanzhou (泉州, Quánzhōu).
      • Formazione durante la dinastia Yuan: nel periodo Yuan (元朝, Yuáncháo; 1271–1368) giunsero o furono trasferite in Cina numerose popolazioni musulmane dell’Asia centrale e occidentale. Il termine Huihui (回回, Huíhuí) fu usato in senso ampio per indicarne diversi gruppi.
      • Consolidamento durante la dinastia Ming: nel periodo Ming (明朝, Míngcháo; 1368–1644), molte comunità si integrarono progressivamente nell’ambiente linguistico e sociale cinese, adottando varietà locali del cinese pur conservando tradizioni islamiche. L’identità Hui moderna si formò attraverso questo lungo processo storico, non in un unico momento.
      Lingua e cultura
      • Lingua: gli Hui parlano generalmente le varietà di cinese proprie delle regioni in cui vivono. In alcuni contesti religiosi ricorrono inoltre parole e formule di origine araba o persiana.
      • Usanze: l’islam influenza, in misura variabile, l’alimentazione, le festività e la vita comunitaria. Le norme halal sono indicate in cinese con il termine qīngzhēn (清真), frequente anche sulle insegne di ristoranti e negozi.
      • Distribuzione: gli Hui vivono in quasi tutte le province cinesi. Una concentrazione particolarmente significativa si trova nella Regione autonoma Hui del Ningxia (宁夏回族自治区, Níngxià Huízú Zìzhìqū); comunità numerose sono presenti anche nel Gansu (甘肃, Gānsù), nel Qinghai (青海, Qīnghǎi), nello Xinjiang (新疆, Xīnjiāng) e nello Yunnan (云南, Yúnnán). La loro distribuzione viene spesso descritta con la formula «grande dispersione e piccole concentrazioni» (大分散、小聚居, dà fēnsàn, xiǎo jùjū).
      Figure storicheTra le figure legate alla storia degli Hui o tradizionalmente ricordate in relazione a essa figurano:
      • Zheng He (郑和, Zhèng Hé): ammiraglio e diplomatico della dinastia Ming, guidò sette grandi spedizioni marittime nell’Oceano Indiano tra il 1405 e il 1433.
      • Sayyid Ajall Shams al-Din (赛典赤·赡思丁, Sàidiǎnchì Shànsīdīng): funzionario musulmano dell’epoca Yuan e governatore dello Yunnan (云南, Yúnnán), ricordato per le riforme amministrative e lo sviluppo della regione.
      • Hai Rui (海瑞, Hǎi Ruì): funzionario della dinastia Ming celebre per l’integrità e per le critiche rivolte all’imperatore. La sua appartenenza agli Hui è riportata da alcune tradizioni e classificazioni moderne, ma è discussa dagli studiosi.
      斤

      mezzo chilo (斤)

      jīn

      斤 (jīn): unità di massa, antico utensile e componente grafico
      Il carattere 斤 (jīn) possiede tre usi principali: nel cinese moderno indica una tradizionale unità di massa; nei testi antichi designa un utensile da taglio; nella scrittura funziona inoltre come radicale o componente di altri caratteri.
      1. 斤 (jīn) come unità di massa
      Nella Cina continentale, un 市斤 (shìjīn), normalmente abbreviato in 斤 (jīn), equivale esattamente a 500 grammi, cioè 0,5 公斤 (gōngjīn, «chilogrammo»). Dieci 两 (liǎng) formano un 斤 (jīn), quindi un moderno 市两 (shìliǎng) equivale a 50 grammi. Uso quotidiano Il chilogrammo è l’unità del Sistema internazionale e in cinese si chiama 千克 (qiānkè) o, nell’uso comune, 公斤 (gōngjīn). Nei mercati, nei negozi alimentari e nelle conversazioni quotidiane è però molto frequente 斤 (jīn), soprattutto per frutta, verdura, carne e altri prodotti venduti a peso.
      • 我要两斤苹果。 (Wǒ yào liǎng jīn píngguǒ.) — Vorrei due jin di mele, cioè un chilogrammo.
      • 橙子十块钱一斤。 (Chéngzi shí kuài qián yì jīn.) — Le arance costano dieci yuan ogni jin, cioè ogni 500 grammi.
      • 这块肉有三斤重。 (Zhè kuài ròu yǒu sān jīn zhòng.) — Questo pezzo di carne pesa tre jin, cioè un chilogrammo e mezzo.
      斤 (jīn) è esso stesso una parola di misura: tra il numero e 斤 non si inserisce un altro classificatore. Per le quantità si può chiedere:
      • 你要几斤? (Nǐ yào jǐ jīn?) — Quanti jin ne vuoi? 几 (jǐ) è comune quando si prevede una quantità relativamente piccola.
      • 你要多少斤? (Nǐ yào duōshao jīn?) — Quanti jin ne vuoi? 多少 (duōshao) non presuppone un intervallo ristretto.
      Differenze regionali importanti
      Non è corretto affermare senza precisazioni che 斤 (jīn) equivalga sempre a 500 grammi. Il valore dipende dallo standard locale:
      AreaNome usualeValore approssimativo
      Cina continentale市斤 (shìjīn), comunemente 斤 (jīn)500 g
      Taiwan (台湾, Táiwān)台斤 (Táijīn)600 g
      Hong Kong (香港, Xiānggǎng) e Macao (澳门, Àomén)斤 (gan1 in cantonese)circa 604,8 g
      Di conseguenza, su un’etichetta o in un mercato occorre considerare il luogo. Nella Cina continentale il valore ordinario è 500 grammi; altrove può essere diverso.
      2. 斤 (jīn) come utensile nell’uso antico
      Il significato originario di 斤 (jīn) è un utensile da taglio simile a un’ascia o a un’ascia da falegname. Le antiche forme grafiche raffigurano schematicamente una lama con il manico; per questo il carattere è tradizionalmente classificato come pittogramma, 象形字 (xiàngxíngzì). La distinzione moderna tra «ascia», «scure» e «ascia trasversale» non coincide perfettamente con le categorie degli utensili antichi. È quindi più prudente tradurre 斤 (jīn), nei testi classici, come «ascia» o «utensile da taglio» secondo il contesto.
       Jin
      Tradizionale strumento da taglio: Jin.
      运斤成风 (yùn jīn chéng fēng)
      Questo 成语 (chéngyǔ) proviene da un episodio narrato nello Zhuangzi, 庄子 (Zhuāngzǐ). Un artigiano di nome 石 (Shí) brandiva l’ascia con tale maestria da produrre il rumore del vento e riusciva a rimuovere dal naso di un uomo un sottilissimo strato di intonaco bianco senza ferirlo.
      • Significato letterale: «maneggiare l’ascia fino a generare vento».
      • Significato figurato: possedere una tecnica eccezionalmente raffinata, precisa e sicura.
      • Uso: si riferisce soprattutto a una grande perizia acquisita con la pratica, non genericamente a qualunque talento.
      Esempio: 他的书法已达到运斤成风的境界。 (Tā de shūfǎ yǐ dádào yùn jīn chéng fēng de jìngjiè.) — La sua calligrafia ha raggiunto un livello di maestria straordinaria.
      3. 斤 (jīn) come radicale e componente grafico
      斤 (jīn) è il radicale numero 69 nella classificazione tradizionale del Kangxi, 康熙部首 (Kāngxī bùshǒu). Come radicale può essere chiamato 斤字旁 (jīn zìpáng) quando compare lateralmente, ma la sua presenza non garantisce che il carattere moderno abbia un significato collegato direttamente al taglio o al peso.
      CaratterePinyinSignificato e osservazione
      斧fǔascia; contiene 斤 (jīn) come componente semantico legato all’utensile
      斩zhǎntagliare, decapitare; 斤 (jīn) contribuisce al campo semantico del taglio
      断duànspezzare, interrompere; la forma semplificata conserva 斤 (jīn) sulla destra
      析xīdividere, analizzare; originariamente richiama la separazione del legno con un utensile
      新xīnnuovo; l’etimologia grafica è complessa e non va ridotta alla sola idea moderna di «tagliare la legna»
      È inoltre impreciso dire che i caratteri contenenti 斤 (jīn) siano legati al «pesare»: l’uso come unità di massa è uno sviluppo successivo, mentre molte associazioni grafiche derivano dal significato antico di utensile da taglio.
      In sintesi
      • Nella Cina continentale, 1 斤 (jīn) equivale a 500 grammi, ma il valore cambia a Taiwan (台湾, Táiwān), Hong Kong (香港, Xiānggǎng) e Macao (澳门, Àomén).
      • 斤 (jīn) si colloca direttamente dopo il numero: 两斤苹果 (liǎng jīn píngguǒ), «due jin di mele».
      • Il significato originario è «ascia; utensile da taglio» e sopravvive nei testi classici e in espressioni come 运斤成风 (yùn jīn chéng fēng).
      • Come radicale, 斤 (jīn) ricorre in caratteri spesso collegati storicamente al taglio o alla separazione, non necessariamente al peso.
      Regola pratica: in un mercato della Cina continentale, 斤 (jīn) indica normalmente 500 grammi; in un testo classico o in un 成语 (chéngyǔ) può invece conservare il significato antico di «ascia».
      摩 羯 座

      Capricorno (摩羯座)

      mó jié zuò

         Capricorno in Cinese (22 dicembre – 19 gennaio)
      Simbolo: la capra di mare 海山羊 (hǎi shān yáng)
      Elemento: Terra 土 (tǔ)
      Pianeta dominante: Saturno 土星 (tǔ xīng)
      Punti di forza: responsabile 负责 (fù zé), disciplinato 纪律严明 (jìlǜ yánmíng), bravo a gestire 优秀的管理者 (yōuxiù de guǎnlǐ zhě)
      Debolezze: sa tutto 万事通 (wàn shì tōng), rancoroso 记仇 (jì chóu), aspettarsi il peggio 期待最坏的情况 (qīdài zuì huài de qíngkuàng)
      Nella lettura simbolica cinese, il Capricorno richiama anzitutto la solidità della Terra 土 (tǔ): una forza stabile, concreta e paziente, capace di sostenere il tempo e di trasformare l’impegno in risultati duraturi. La capra di mare, creatura che unisce la montagna e l’acqua, può essere interpretata come immagine di chi sa salire verso obiettivi elevati senza perdere il contatto con le profondità interiori. Questa duplice natura avvicina il segno all’ideale cinese dell’equilibrio tra fermezza e adattabilità, tra disciplina esteriore e sensibilità nascosta.
      Il Capricorno esprime la virtù della perseveranza 毅力 (yìlì) e del senso del dovere 责任感 (zérèngǎn). Procede con prudenza, valuta le conseguenze e preferisce costruire passo dopo passo. Come la montagna 山 (shān), appare saldo e riservato; come l’acqua 水 (shuǐ), possiede però una vita emotiva profonda, che tende a mostrare soltanto quando si sente al sicuro. Il suo autocontrollo può diventare rigidità, ma, se accompagnato dalla flessibilità, si trasforma in affidabilità e saggezza pratica.
      Nei rapporti personali il Capricorno cerca fiducia 信任 (xìnrèn), lealtà 忠诚 (zhōngchéng) e continuità. Non concede facilmente la propria intimità, ma quando stabilisce un legame tende a proteggerlo con serietà. La sua forma d’affetto si manifesta più nei gesti concreti che nelle dichiarazioni. In chiave cinese, la sua crescita relazionale passa dall’armonia 和 (hé): imparare a condividere responsabilità, accogliere la vulnerabilità e lasciare spazio alla spontaneità, senza percepirla come una minaccia all’ordine.
      Nel lavoro emergono organizzazione 组织能力 (zǔzhī nénglì), pazienza 耐心 (nàixīn) e capacità di amministrare risorse e responsabilità. Il Capricorno privilegia obiettivi chiari, gerarchie comprensibili e risultati verificabili. La sua energia ricorda quella del bufalo 牛 (niú) della tradizione zodiacale cinese: tenace, laboriosa e resistente. Il rischio è identificare il proprio valore soltanto con il successo o con il controllo; il compito evolutivo consiste nel coltivare anche creatività, collaborazione e fiducia nei processi non immediatamente misurabili.
      Per raggiungere un migliore equilibrio, il Capricorno può integrare la qualità del movimento 动 (dòng) con quella della quiete 静 (jìng). La disciplina resta una risorsa, purché non soffochi il riposo e l’ascolto di sé. Simbolicamente, l’acqua della capra marina ammorbidisce la roccia della montagna: invita il segno a trasformare il pessimismo in lungimiranza, il risentimento in memoria consapevole e l’ambizione in una costruzione utile anche agli altri.
      In sintesi, il Capricorno rappresenta una forza di consolidamento 稳固 (wěngù): trasforma il tempo in esperienza, la responsabilità in protezione e la fatica in maturità. Nell’ottica della simbologia cinese, la sua piena espressione nasce dall’incontro tra la stabilità della Terra, la profondità dell’Acqua e la ricerca dell’armonia. Quando unisce fermezza e morbidezza, il Capricorno diventa un costruttore paziente, capace di guidare con sobrietà e di lasciare opere solide nel tempo.
      農 曆

      calendario lunare cinese (農曆)

      nóng lì

          Il calendario cinese è un calendario lunisolare, cioè incorpora elementi sia dei calendari solari che di quelli lunari, usato in Cina fino al 1912, anno dell'abolizione. Il calendario è stato adottato da molti altri popoli dell'Asia. Il suo uso in Cina è testimoniato fin dai tempi di Marco Polo. È composto da 12 mesi e anni lunghi 353, 354 o 355 giorni.
      菩 薩

      Bodhisattva (菩薩)

      pú sà

          Il termine Bodhisattva, 菩萨, púsà, deriva dal sanscrito bodhi, «risveglio», e sattva, «essere»: indica dunque un «essere orientato al risveglio». In cinese è reso con 菩萨 (púsà), forma abbreviata di 菩提萨埵 (pútí sàduǒ). Nel buddhismo Mahāyāna, 大乘佛教 (Dàchéng Fójiào, «buddhismo del Grande Veicolo»), il Bodhisattva è colui che aspira alla buddhità non soltanto per sé, ma per accompagnare tutti gli esseri senzienti verso la liberazione. Il cammino inizia con il sorgere della «mente del risveglio», 菩提心 (pútíxīn): l’intenzione di conseguire l’illuminazione per il bene universale. Tale aspirazione si esprime nel voto del Bodhisattva, 菩萨愿 (púsà yuàn), che impegna il praticante a non separare la propria liberazione da quella degli altri. L’ideale combina quindi saggezza, 智慧 (zhìhuì), e compassione, 慈悲 (cíbēi): la prima riconosce la vacuità e l’interdipendenza dei fenomeni; la seconda trasforma tale comprensione in un’attività concreta di aiuto. Bodhisattva coltiva le «perfezioni», 波罗蜜 (bōluómì), pratiche che conducono «all’altra riva» della liberazione. Le sei principali sono: generosità, 布施 (bùshī); disciplina etica, 持戒 (chíjiè); pazienza, 忍辱 (rěnrǔ); energia perseverante, 精进 (jīngjìn); meditazione, 禅定 (chándìng); saggezza, 般若 (bōrě). Queste qualità non sono tappe puramente individuali: maturano nell’incontro con gli altri e rendono l’azione compassionevole insieme efficace e non possessiva. Nella devozione cinese alcune figure rendono visibili specifiche dimensioni del cammino. 观音菩萨 (Guānyīn Púsà) incarna la compassione e l’ascolto delle sofferenze del mondo; 文殊菩萨 (Wénshū Púsà) rappresenta la saggezza penetrante; 普贤菩萨 (Pǔxián Púsà) esprime la pratica, i voti e l’azione virtuosa; 地藏菩萨 (Dìzàng Púsà) è associato al voto di soccorrere gli esseri nelle condizioni di maggiore sofferenza. Non sono soltanto oggetti di culto: fungono da modelli didattici, perché personificano qualità che ogni praticante è chiamato a sviluppare. L’ideale del Bodhisattva supera l’opposizione tra perfezionamento personale e responsabilità verso il mondo. Poiché tutti i fenomeni sorgono in dipendenza reciproca, 缘起 (yuánqǐ), non può esservi autentico risveglio separato dalla sofferenza altrui. La vacuità, 空 (kōng), non implica negazione della realtà, ma assenza di un’essenza autonoma e immutabile; proprio questa apertura rende possibile la trasformazione. Il Bodhisattva unisce pertanto comprensione e servizio, meditazione e impegno, mostrando che la liberazione buddhista è insieme conoscenza della realtà e pratica universale della compassione.
      氣

      aria (氣)

      qì

          Il termine cinese qì (气, nella grafia tradizionale 氣) indica il soffio, il respiro o l’energia configurante attraverso cui la realtà prende forma e si trasforma. Tradurlo semplicemente con «materia» o «spirito» è riduttivo: il qì designa piuttosto il continuum dinamico che rende possibili tanto i processi corporei quanto quelli psichici, naturali e sociali. Nella tradizione confuciana esso non è un principio isolato, ma acquista significato nel rapporto con la natura umana, l’educazione morale, il rito e l’ordine del cosmo.
      Nell’antico pensiero cinese il qì è connesso alle immagini del vapore, del respiro e del soffio vitale. Esso si condensa e si rarefà, si raccoglie e si disperde, generando la molteplicità dei fenomeni senza richiedere una separazione netta tra una sostanza materiale e una sostanza spirituale. I processi del cosmo sono descritti attraverso le sue trasformazioni, in particolare mediante l’alternanza di yīn (阴) e yáng (阳) e l’articolazione delle cinque fasi (wǔxíng, 五行). Anche l’essere umano partecipa di questo stesso processo: corpo, emozioni, disposizioni morali e relazioni non appartengono a ordini ontologici separati, ma sono configurazioni differenti del medesimo soffio vitale. Negli Analecta (raccolta di testi storici e letterari) il qì non è ancora oggetto di una teoria sistematica. Tuttavia, la concezione confuciana dell’essere umano presuppone una stretta continuità tra disciplina corporea, disposizione interiore e condotta sociale. Il rito (lǐ, 礼), la musica, lo studio e l’esercizio dell’umanità benevola (rén, 仁) modellano la persona nella sua interezza. In questa prospettiva, coltivarsi non significa liberare un’anima incorporea, ma ordinare concretamente gesti, desideri, emozioni e relazioni. È in Mencio (孟子, mèng zǐ, "Maestro Meng", Zoucheng, 372 a.C - 290 a.C., filosofo cinese) che il termine assume un rilievo etico decisivo. Il filosofo parla dello hàorán zhī qì (浩然之气), il «qì vasto e traboccante»: una forza morale che riempie lo spazio tra Cielo e Terra e nasce dall’accumulazione costante di azioni giuste. Non può essere ottenuta mediante uno sforzo artificioso né nutrita da singoli gesti opportunistici. Cresce quando la condotta è conforme alla rettitudine (yì, 义) e quando la coscienza non si rimprovera alcuna incoerenza. Il qì menciano mostra che la virtù non è soltanto adesione intellettuale a una norma: è una disposizione incorporata, capace di dare fermezza, coraggio e unità all’azione. La coltivazione morale parte dai «germogli» spontanei della bontà umana, ma richiede continuità, vigilanza e pratica. Per questo il qì collega la natura morale dell’uomo alla sua vita concreta: una volontà ben orientata lo guida, mentre abitudini disordinate possono indebolirlo. In Xunzi (荀子, circa 310–235 a.C.) le inclinazioni spontanee dell’uomo, se lasciate senza disciplina, producono conflitto. La formazione morale dipende perciò dall’azione trasformativa dei riti, dei modelli e dei maestri. Anche se il qì non sostituisce la sua teoria della natura umana, esso consente di comprendere come emozioni e desideri possano essere regolati: non vengono eliminati, ma ordinati e armonizzati. L’educazione confuciana agisce così sulla configurazione psicofisica della persona, fino a rendere stabile una condotta acquisita attraverso l’esercizio. Con Zhang Zai (1020–1077) il qì diventa il fondamento di una cosmologia compiutamente confuciana. Il «Grande Vuoto» (Tàixū, 太虚) non è un nulla assoluto, ma il qì nel suo stato rarefatto; dalla condensazione nascono gli esseri, mentre la dispersione non equivale all’annientamento. Tutto ciò che esiste appartiene dunque a una medesima continuità cosmica. Da questa tesi deriva un’etica della parentela universale: Cielo e Terra sono come genitori, e gli esseri umani e le altre creature formano una stessa comunità vivente. Zhu Xi (1130–1200) interpreta ogni realtà attraverso la correlazione tra principio (lǐ, 理) e qì. Il lǐ è l’ordine intelligibile e normativo delle cose; il qì è la componente concreta e dinamica mediante cui quell’ordine si realizza. I due non esistono separatamente: non vi è principio senza una configurazione concreta, né qì privo di struttura. Le differenze tra gli esseri e le imperfezioni morali dipendono dalla maggiore o minore limpidezza, equilibrio o torbidità del qì ricevuto. La coltivazione morale consiste allora nel chiarire e armonizzare il proprio qì attraverso lo studio, l’indagine delle cose (géwù, 格物), la sincerità dell’intenzione, l’autocontrollo e la pratica rituale. La bontà della natura umana, fondata nel principio, non garantisce automaticamente una condotta virtuosa: deve manifestarsi attraverso emozioni e abitudini ben ordinate. Il male non è una sostanza autonoma, ma il risultato di oscuramenti, squilibri e configurazioni disordinate del qì. Wang Fuzhi (1619–1692) accentua ulteriormente il carattere reale e universale del qì: nulla esiste al di fuori delle sue trasformazioni. Il principio non è un modello trascendente, ma l’ordine interno secondo cui il qì si muove e si organizza. Questa posizione valorizza la storicità, la concretezza e l’azione: la moralità non consiste nel sottrarsi al mondo mutevole, bensì nel comprenderne le tendenze e nell’orientarle responsabilmente. La nozione di qì conferisce all’etica confuciana un carattere pratico e relazionale. La virtù si forma mediante posture, gesti, emozioni, linguaggio, studio e partecipazione ai riti; non è una qualità puramente interiore. Poiché il qì circola tra individuo e ambiente, anche la famiglia, le istituzioni e il governo contribuiscono a plasmare le disposizioni morali. Un ordine politico giusto non si limita a imporre leggi, ma crea modelli, pratiche e condizioni capaci di orientare armoniosamente la vita collettiva. In questa prospettiva, le emozioni non sono nemiche della ragione. Sono movimenti del qì che possono risultare appropriati o eccessivi a seconda della situazione. La ritualità educa a esprimerle nella misura e nel momento opportuni, producendo armonia senza sopprimerne la vitalità. La persona esemplare, il jūnzǐ (君子), è quindi colei che ha reso coerenti comprensione, affetti e comportamento. Nel confucianesimo il qì costituisce il punto d’incontro tra cosmologia e morale. Esso spiega come l’essere umano appartenga al medesimo processo vitale del cosmo e, nello stesso tempo, come possa trasformarsi attraverso l’educazione. Da Mencio a Zhang Zai e Zhu Xi, la virtù appare come una forza da coltivare e incorporare: una forma di armonizzazione del soffio vitale che unisce conoscenza, emozione, corpo e responsabilità sociale. Il qì permette così di comprendere l’etica confuciana non come obbedienza astratta a regole, ma come lavoro continuo sulla qualità concreta delle relazioni e della vita.
      氣 功

      Qigong (氣功)

      qì gōng

         Il Qigong è un sistema di esercizi di respirazione profonda. Si riferisce a una serie di pratiche e di esercizi collegati alla medicina tradizionale cinese e in parte alle arti marziali che prevedono la meditazione, la concentrazione mentale, il controllo della respirazione e particolari movimenti di esercizio fisico. Il qi gong si pratica generalmente per il mantenimento della buona salute e del benessere sia fisici sia psicologici, tramite la cura e l'accrescimento della propria energia interna (il Qi).
      人 力 車

      risciò (人力車)

      rén lì chē

      上 帝

      Sovrano dall’alto (上帝)

      Shàng dì

      上帝 (Shàngdì): significato, origine e uso
      上帝 significa «Sovrano supremo» o «Sovrano dell’alto» ed è uno dei principali termini cinesi usati per designare la divinità suprema. Il suo significato varia secondo il contesto storico e religioso.
      1. Significato dei caratteri
      • 上 (shàng) significa «alto», «superiore», «supremo».
      • 帝 (dì) indica originariamente un sovrano supremo o una divinità sovrana; in epoca imperiale entrò anche nel titolo 皇帝 (huángdì), «imperatore».
      La traduzione letterale «Imperatore dell’alto» può essere utile, ma «Sovrano supremo» rende meglio il valore religioso antico del termine.
      2. 上帝 nella Cina antica
      Il termine non nacque con l’arrivo del cristianesimo. Nelle iscrizioni oracolari della dinastia Shang compare la forma 帝 (Dì), riferita a una potenza suprema. Nella tradizione Zhou si affermò anche 上帝, spesso accostato a 天 (Tiān), «Cielo».
      • 上帝 era concepito come una potenza sovrana con autorità sugli eventi naturali, sul raccolto, sulla guerra e sul destino politico.
      • Nei testi classici, fra cui lo Shījīng (诗经, «Classico delle Odi») e lo Shūjīng o Shàngshū (书经 / 尚书, «Classico dei Documenti»), 上帝 e 天 possono presentare funzioni vicine, senza essere sempre perfettamente equivalenti.
      • Il sovrano governava in virtù del 天命 (tiānmìng), il «Mandato del Cielo», e veniva definito 天子 (tiānzǐ), «Figlio del Cielo».
      È quindi più preciso parlare di «divinità suprema» o «potenza sovrana celeste» che di «dio supremo di un pantheon» nel senso proprio delle religioni politeistiche occidentali.
      3. 上帝 nel cristianesimo cinese
      Tra il XVI e il XIX secolo i missionari cristiani discussero a lungo quale termine cinese fosse più adatto a tradurre «Dio». Le principali soluzioni furono 上帝, 天主 e 神.
      • Matteo Ricci (利玛窦, Lì Mǎdòu; 1552–1610) valorizzò il lessico dei classici cinesi e impiegò soprattutto 天主 (Tiānzhǔ), «Signore del Cielo», pur richiamandosi anche all’antico concetto di 上帝.
      • La Chiesa cattolica adottò stabilmente 天主; per questo «cattolicesimo» si dice 天主教 (Tiānzhǔjiào), letteralmente «religione del Signore del Cielo».
      • Molte comunità e traduzioni bibliche protestanti usano 上帝; altre preferiscono 神 (Shén). L’uso dipende dalla tradizione confessionale e dall’edizione della Bibbia.
      • La scelta dei termini si collegò alla più ampia controversia dei riti cinesi, riguardante anche il valore religioso o civile dei culti confuciani e degli antenati.
      Non è dunque del tutto preciso affermare che Matteo Ricci «scelse 上帝 e 天主» come due equivalenti indistinti: 天主 ebbe un ruolo centrale nella terminologia cattolica, mentre 上帝 si impose soprattutto in una parte della tradizione protestante.
      4. Uso nell’islam cinese
      Nel lessico islamico cinese sono più comuni:
      • 真主 (Zhēnzhǔ), «Vero Signore», termine tradizionale molto diffuso;
      • 安拉 (Ānlā), trascrizione fonetica di «Allah».
      上帝 può essere compreso come riferimento generico a Dio, ma non è normalmente il termine caratteristico della terminologia islamica cinese.
      5. Confronto con termini affini
      Termine | Pinyin | Significato fondamentale | Uso principale 上帝 | Shàngdì | Sovrano supremo; Dio | Religione cinese antica; numerose tradizioni protestanti 天主 | Tiānzhǔ | Signore del Cielo | Cattolicesimo 神 | Shén | Divinità, dio, spirito; Dio | Termine generico; alcune traduzioni cristiane 天 | Tiān | Cielo; ordine o potenza celeste | Pensiero classico e confuciano 真主 | Zhēnzhǔ | Vero Signore | Islam 安拉 | Ānlā | Allah | Islam 耶和华 | Yēhéhuá | Geova / forma tradizionale di Yahweh | Nome biblico in determinate traduzioni
      6. Uso grammaticale e grafico
      Quando designa il Dio unico, 上帝 funziona come un nome proprio o come un titolo divino. In cinese non esiste una distinzione grafica obbligatoria equivalente alla maiuscola italiana: il valore specifico è determinato dal contesto.
      • 信仰上帝 — xìnyǎng Shàngdì — credere in Dio.
      • 上帝的旨意 — Shàngdì de zhǐyì — la volontà di Dio.
      • 感谢上帝 — gǎnxiè Shàngdì — grazie a Dio.
      7. Espressioni ed esempi
      • 上帝保佑你。Shàngdì bǎoyòu nǐ. Dio ti benedica.
      • 我的上帝啊!Wǒ de Shàngdì a! Oh, mio Dio!
      • 上帝是公正的。Shàngdì shì gōngzhèng de. Dio è giusto.
      • 感谢上帝!Gǎnxiè Shàngdì! Grazie a Dio!
      • 上帝创造了世界。Shàngdì chuàngzào le shìjiè. Dio ha creato il mondo.
      8. Osservazioni conclusive
      1. 上帝 è un termine cinese anteriore alla diffusione del cristianesimo in Cina.
      2. Il suo significato antico non coincide automaticamente con la concezione cristiana di Dio, anche se i missionari e i traduttori cristiani ne hanno sfruttato le possibili equivalenze.
      3. Nel cristianesimo cinese contemporaneo, 上帝 è particolarmente diffuso in ambito protestante, 天主 in quello cattolico e 神 in altre tradizioni o traduzioni.
      4. Per interpretare correttamente il termine occorre quindi considerare il periodo storico, il testo e la confessione religiosa di riferimento.
      四 合 院

      Siheyuan (四合院)

      sì hé yuàn

      四合院 indica la casa o le caratteristiche case dotate di corte realizzate in Cina intorno alla città Proibita di Pechino, attraversate da vicoli stretti chiamati 胡同 - hú tòng.
      Le tipiche case in stile cortile hanno avuto origine durante la dinastia Yuan (元朝, yuán cháo 1279-1368 d.C.). Sono costituite da un tradizionale modello rettangolare di abitazione familiare cinese, realizzate mediante un complesso di quattro edifici disposti intorno ad una corte centrale avendo cura di rispettare i criteri dettati dai punti cardinali. In origine, quando la capitale Pechino fu costruita durante la dinastia Yuan, la strada principale era larga 24 gradini e la stradina larga 12. Intorno ai palazzi e i giardini della città imperiale, che costituiva il nucleo della città, era realizzata una rete viaria perfettamente ortogonale: gli «Hutong» 胡同 hútòng (cioè un vicolo non più largo di 9 metri sino ai più stretti di 40 cm di larghezza) .
      Origini.
      Durante la dinastia Yuan, al fine di incoraggiare la costruzione di case private nella capitale, Yuan Shizu Kublai Khan, emanò un editto per consentire ai residenti dell’area di Jin zhong du 晉中都 Jìn zhōng dū (attuale JinZhou, città metropolitana della provincia del Liaoning), in particolare uomini d'affari ricchi e nobili con incarichi ufficiali, di costruire case nella capitale. Allo stesso tempo, era anche previsto che i costruttori di case potessero occupare 8 acri di terreno per la realizzazione dell’edificio residenziale. Questa politica fece sì che i sovrani e i nobili della dinastia Yuan si trasferissero in gran numero nella città dando luogo alla costruzione su larga scala di case, rafforzandone lo stile anche durante le dinastie Ming e Qing.
      Caratteristiche
      La casa a nord del cortile è la casa principale ed è rivolta sia a nord che a sud, mentre la posizione del cancello del cortile può essere diversa. Il cortile sul lato nord rispetto all'hutong è considerato un cortile positivo. Il posizionamento del cancello del cortile è completamente influenzato dall'ambiente naturale del nord e dalla teoria del feng shui 风水 fēng shuǐ, adottata nella costruzione di case nell'antichità.
      Per quanto riguarda i cancelli o porte ne esistono di diversi tipi: porte Wangfu, porte Guangliang, porte Jinzhu, porte Ruyi.
      天

      cielo (天)

      tiān

      天 (tiān): Cielo, ordine cosmico e autorità politica
      天 (tiān) è uno dei concetti più importanti della civiltà cinese. Viene spesso tradotto con «cielo», ma può indicare la volta celeste, la natura, il destino, un ordine morale superiore o una potenza che legittima il governo. Il suo significato varia secondo l’epoca, il testo e la tradizione filosofica: non va quindi identificato automaticamente né con un dio personale né con una natura interamente impersonale.
      1. Origine grafica ed evoluzione del carattere Nelle forme antiche, 天 (tiān) raffigura una figura umana vista frontalmente, con la parte superiore della testa particolarmente evidenziata. Il carattere è tradizionalmente spiegato come una forma costruita a partire da 大 (dà, «grande; uomo con le braccia distese») con un segno posto sopra il capo. Più che un «ideogramma composito» nel senso moderno, è prudente descriverlo come una raffigurazione antica reinterpretata nel corso del tempo. Il significato originario sembra riferirsi a ciò che è più alto o sovrasta l’essere umano; da questa idea derivarono i valori di «cielo», «sommità», «ordine superiore» e «potenza celeste».
      2. Da 上帝 (Shàngdì) a 天 (tiān) Durante la dinastia Shang (商朝, Shāngcháo; circa 1600–1046 a.C.), le iscrizioni oracolari menzionano frequentemente 上帝 (Shàngdì), «Sovrano dall’alto», una potenza suprema collegata al mondo degli antenati e all’autorità della casa reale. Con la dinastia Zhou (周朝, Zhōucháo; 1046–256 a.C.), 天 (tiān) acquistò crescente rilevanza politica e religiosa. Non si trattò necessariamente di una sostituzione improvvisa e completa: 天 (tiān) e 上帝 (Shàngdì) continuarono talvolta a sovrapporsi o a essere accostati. La novità decisiva fu l’elaborazione di un ordine celeste capace di giudicare moralmente la condotta dei sovrani e di trasferire la legittimità da una dinastia a un’altra.
      3. Il Mandato del Cielo: 天命 (tiānmìng) La dottrina del Mandato del Cielo, 天命 (tiānmìng), fu impiegata dai Zhou per spiegare la caduta degli Shang e la propria ascesa. Il sovrano governava come 天子 (tiānzǐ), «Figlio del Cielo», incaricato di mantenere l’ordine politico, rituale e cosmico.
      • Legittimità condizionata: il mandato non dipendeva soltanto dalla nascita, ma dalla capacità del sovrano di governare con virtù, 德 (dé), e di garantire ordine e benessere.
      • Revocabilità: tirannia, corruzione e disordine potevano essere interpretati come segni della perdita del mandato.
      • Segni celesti e politici: calamità, anomalie astronomiche, carestie e rivolte venivano spesso lette come manifestazioni di squilibrio. Tuttavia non costituivano una regola automatica: la loro interpretazione dipendeva dalla storiografia e dalla lotta politica.
      Il confronto con il «diritto divino dei re» europei può essere utile, ma non deve essere assolutizzato: anche nelle monarchie europee l’autorità fu discussa e limitata in modi differenti. La specificità del 天命 (tiānmìng) consiste soprattutto nella formulazione esplicita di una legittimità moralmente revocabile.
      4. Cielo, Terra e Uomo: 天地人 (tiān-dì-rén) Nel pensiero cosmologico tradizionale, 天 (tiān, «Cielo»), 地 (dì, «Terra») e 人 (rén, «essere umano») formano la triade dei 三才 (sāncái), «Tre Poteri» o «Tre Potenze». L’essere umano occupa una posizione intermedia: riceve le condizioni del Cielo, vive sulla Terra e partecipa all’ordine del cosmo attraverso il comportamento, i riti e l’organizzazione sociale.
      ElementoPinyinValore simbolico
      天tiāncielo, cicli, ordine superiore, movimento
      地dìterra, sostegno, ricettività, spazio concreto
      人rénmediazione, responsabilità, azione morale e sociale
      La formula 天圆地方 (tiān yuán dì fāng), «il Cielo è rotondo e la Terra è quadrata», esprime un modello cosmologico e simbolico premoderno. È associata alla regolarità circolare del cielo e alla stabilità della terra, ma non rappresenta l’unica concezione cosmologica elaborata nella storia cinese.
      5. Simbolismo architettonico e rituale La complementarità tra forma circolare e quadrata compare in numerosi oggetti e spazi rituali. A Pechino (北京, Běijīng), il Tempio del Cielo, 天坛 (Tiāntán), comprende strutture circolari associate al culto celeste; il Tempio della Terra, 地坛 (Dìtán), presenta invece una marcata simbologia quadrata. Anche le monete tradizionali rotonde con foro quadrato sono state interpretate come immagini della relazione tra Cielo e Terra. Questa lettura simbolica è molto diffusa, ma le forme monetarie dipendevano anche da esigenze pratiche di fusione, trasporto e conservazione.
      6. 天 (tiān) nel Confucianesimo Nei Dialoghi, 论语 (Lúnyǔ), Confucio, 孔子 (Kǒngzǐ o 孔夫子), parla del Cielo come origine della propria missione e come potenza capace di conoscere e giudicare. Il concetto conserva una dimensione religiosa, ma non viene definito mediante una teologia sistematica. Mencio, 孟子 (Mèngzǐ), sviluppa ulteriormente il legame tra Cielo, natura umana e governo morale. La nozione di 天道 (tiāndào), «Via del Cielo», indica l’ordine o il corso celeste; il suo valore cambia però tra autori e testi e non coincide sempre con una «legge morale universale» formulata nello stesso modo.
      • 知天命 (zhī tiānmìng) — comprendere il mandato o la disposizione del Cielo.
      • 尽心知性,知性则知天 (jìn xīn zhī xìng, zhī xìng zé zhī tiān) — «portare a compimento il proprio cuore per conoscere la propria natura; conoscendo la propria natura, si conosce il Cielo», formula associata al pensiero menciano.
      7. 天 (tiān) nel Daoismo
      Nel Daoismo, 道家 (Dàojiā), 天 (tiān) è spesso inserito nel processo spontaneo del cosmo e subordinato alla Via, 道 (dào). Nel Daodejing, 道德经 (Dàodéjīng), si legge: 天地不仁,以万物为刍狗。 (Tiāndì bù rén, yǐ wànwù wéi chúgǒu.) «Il Cielo e la Terra non praticano la benevolenza: trattano le diecimila cose come cani di paglia.» La frase non significa necessariamente che la natura sia crudele. Sottolinea piuttosto che i processi cosmici non operano secondo preferenze umane o favoritismi morali. Il concetto di 自然 (zìrán), letteralmente «ciò che è così da sé», esprime spontaneità e autoregolazione; 无为 (wúwéi), «non-agire» o «azione non forzata», indica un agire che non contrasta artificialmente il corso delle cose. Nel Zhuangzi, 庄子 (Zhuāngzǐ), 天 (tiān) può anche contrapporsi a 人 (rén) come ciò che è naturale rispetto a ciò che è artificiosamente imposto, ma la distinzione resta mobile e contestuale.
      8. 天人合一 (tiānrén héyī): unità tra Cielo e umanità 天人合一 (tiānrén héyī), «unità tra Cielo e umanità», è una formula divenuta centrale nella riflessione cinese, soprattutto nelle elaborazioni successive dell’età imperiale. Non esprime un’unica dottrina condivisa senza differenze da tutte le scuole: può indicare corrispondenza tra cosmo e corpo umano, armonia morale, continuità tra natura e società oppure integrazione rituale tra ordine celeste e umano. È quindi opportuno evitare due semplificazioni:
      • non coincide automaticamente con l’ecologismo moderno, anche se può essere reinterpretata in chiave ambientale;
      • non implica che la cultura cinese abbia sempre escluso ogni distinzione tra essere umano, natura e trascendenza.
      9. Usi moderni di 天 (tiān)
      Nel cinese contemporaneo, 天 (tiān) conserva numerosi significati quotidiani:
      EspressionePinyinSignificato
      天空tiānkōngcielo, spazio celeste
      天气tiānqìtempo atmosferico
      今天jīntiānoggi
      明天míngtiāndomani
      天然tiānránnaturale
      天才tiāncáigenio, talento naturale
      天意tiānyìvolontà del Cielo, destino provvidenziale
      In sintesi
      • 天 (tiān) può significare cielo fisico, natura, destino, ordine cosmico o autorità morale.
      • Con i Zhou, il concetto divenne centrale nella teoria del 天命 (tiānmìng), il Mandato del Cielo.
      • 天 (tiān), 地 (dì) e 人 (rén) costituiscono la triade cosmologica dei 三才 (sāncái).
      • Nel Confucianesimo il Cielo conserva spesso valore morale e religioso; nel Daoismo è soprattutto parte del processo spontaneo del cosmo.
      • 天人合一 (tiānrén héyī) designa diverse forme di corrispondenza e armonia tra ordine celeste e umanità.
         
      天 命

      Mandato del Cielo (天命)

      Tiān mìng

      天命 (Tiānmìng): il Mandato del Cielo, il destino e la natura umana
      天命 è uno dei concetti fondamentali del pensiero politico e filosofico cinese. Il termine è composto da 天 (tiān), «Cielo», e 命 (mìng), «ordine», «decreto», «mandato», «destino» o «vita assegnata». Il suo significato varia secondo il periodo storico e il contesto: può indicare la legittimazione celeste del potere politico, il corso del destino individuale oppure ciò che il Cielo conferisce alla natura umana.
      1. Significato originario e dimensione politica
      Durante la dinastia Zhou, 天命 assunse il significato politico di «Mandato del Cielo»: il Cielo concedeva a un sovrano e alla sua dinastia l’autorità di governare. Tale autorità non era però incondizionata né necessariamente perpetua.
      • Il sovrano doveva governare con 德 (dé), cioè virtù ed efficacia morale.
      • La perdita della virtù poteva comportare la perdita del mandato.
      • La caduta di una dinastia e l’ascesa di un’altra potevano così essere interpretate come il trasferimento del Mandato del Cielo.
      La casa Zhou impiegò questa dottrina per giustificare il rovesciamento della dinastia Shang. Nei testi antichi ricorre il principio 天命靡常 (tiānmìng mǐ cháng), «il Mandato del Cielo non è permanente»: il Cielo non favorisce per sempre una sola dinastia, ma può revocare il proprio sostegno a chi governa in modo indegno.
      Questa concezione non equivale a una moderna teoria della sovranità popolare. Essa costituiva piuttosto una spiegazione religiosa e morale della legittimità dinastica, il cui esito veniva spesso riconosciuto retrospettivamente attraverso il successo o il fallimento politico.
      2. Il rapporto tra 天命, 天子 e 天命之谓性
      Il sovrano era chiamato 天子 (tiānzǐ), «Figlio del Cielo», perché esercitava il potere sotto l’autorità celeste. Governare implicava quindi una responsabilità morale: disordini, rivolte e calamità potevano essere interpretati come segni della perdita del favore del Cielo.
      In ambito filosofico, tuttavia, 天命 non riguarda soltanto il potere. L’incipit del Zhōngyōng (中庸, «Dottrina del Mezzo») afferma:
      • 天命之谓性。Tiān mìng zhī wèi xìng. «Ciò che il Cielo conferisce si chiama natura.»
      In questa proposizione, 命 è un verbo e significa «decretare» o «conferire». Il passo non identifica semplicemente 天命 con la natura umana, ma afferma che ciò che il Cielo assegna all’essere umano prende il nome di 性 (xìng), «natura».
      3. Dimensione individuale: destino e limiti dell’azione umana
      Nel pensiero confuciano, 命 può indicare anche ciò che non dipende interamente dalla volontà umana: durata della vita, circostanze, successo, fallimento e condizioni esterne. Accettare il destino non significa tuttavia rinunciare all’impegno morale.
      Mencio, 孟子, afferma:
      • 莫之为而为者,天也;莫之致而至者,命也。Mò zhī wéi ér wéi zhě, tiān yě; mò zhī zhì ér zhì zhě, mìng yě. «Ciò che si compie senza che alcuno lo produca è opera del Cielo; ciò che giunge senza che alcuno lo provochi è destino.»
      Il passo distingue ciò che dipende dall’azione deliberata da ciò che accade al di là del controllo umano. L’atteggiamento confuciano consiste nel coltivare la propria condotta e adempiere ai propri doveri, pur riconoscendo i limiti imposti dalle circostanze.
      4. 正命 e la responsabilità personale
      Nel Mèngzǐ (孟子), la distinzione più precisa non è fra 正命 e 非命, ma fra 正命 (zhèngmìng), «destino conforme» o «retto destino», e situazioni che non devono essere attribuite passivamente al destino.
      • 莫非命也,顺受其正。Mò fēi mìng yě, shùn shòu qí zhèng. «Nulla non appartiene al destino; occorre accoglierne rettamente ciò che è conforme.»
      • 尽其道而死者,正命也。Jìn qí dào ér sǐ zhě, zhèngmìng yě. «Morire dopo aver compiuto pienamente la propria Via è retto destino.»
      • 桎梏死者,非正命也。Zhìgù sǐ zhě, fēi zhèngmìng yě. «Morire in ceppi e catene non è retto destino.»
      L’espressione corretta è dunque 非正命 (fēi zhèngmìng), «non retto destino», non semplicemente 非命. Mencio sottolinea che l’essere umano deve evitare i pericoli derivanti dalla propria condotta e non giustificare ogni conseguenza come inevitabile.
      5. Dalla tarda età Zhou alla tradizione imperiale
      Con l’indebolimento della casa reale Zhou durante il periodo delle Primavere e Autunni e quello degli Stati Combattenti, il concetto di 天命 fu reinterpretato. Il linguaggio del mandato non rimase esclusivamente legato al re Zhou: nuovi sovrani e aspiranti egemoni poterono presentarsi come destinatari dell’ordine celeste, mentre i filosofi svilupparono riflessioni più ampie su 天, 命, natura e condotta umana. Durante le dinastie Qin e Han, le concezioni del mandato furono integrate in sistemi cosmologici e politici più articolati. La teoria delle 五德终始 (wǔdé zhōngshǐ), «successione ciclica delle Cinque Potenze» o «Cinque Fasi», associata soprattutto a Zou Yan e successivamente impiegata in ambito imperiale, interpretava il succedersi dei regimi attraverso le fasi di legno, fuoco, terra, metallo e acqua.
      È però opportuno non identificare completamente questa teoria con il Mandato del Cielo: le due concezioni furono spesso collegate, ma hanno origini e funzioni distinte.
      6. Interpretazioni neoconfuciane
      I pensatori neoconfuciani delle dinastie Song e Ming approfondirono il rapporto tra 天, 命, 性 e 理 (lǐ, «principio»). La formula 天命之谓性 fu interpretata come affermazione dell’origine celeste della natura umana.
      • La natura ricevuta dal Cielo costituisce il fondamento morale dell’essere umano.
      • La coltivazione personale permette di chiarire e realizzare tale natura.
      • Conoscere il Cielo non significa attendere passivamente gli eventi, ma comprendere il principio morale e agire conformemente ad esso.
      L’idea della natura originariamente buona è propria soprattutto della linea menciana e di importanti correnti neoconfuciane; non rappresenta però l’unica posizione della filosofia cinese antica, poiché pensatori come Xunzi elaborarono una diversa concezione della natura umana.
      7. Confronto fra i principali significati
      Ambito | Significato di 天命 | Idea fondamentale Politico | Mandato del Cielo | Legittimazione morale e celeste del potere dinastico Storico | Trasferimento del mandato | Una dinastia può perdere il diritto di governare Individuale | Destino, condizioni assegnate | Esistono limiti e circostanze non controllabili Etico | Compito e responsabilità | L’individuo deve coltivarsi e agire rettamente Filosofico | Ciò che il Cielo conferisce | Origine celeste della natura umana Cosmologico | Ordine fra Cielo e mondo umano | Il potere e la condotta si inseriscono in un ordine più ampio
      8. Espressioni ed esempi
      • 天命不可违。Tiānmìng bùkě wéi. Non si può contravvenire al mandato o al destino del Cielo.
      • 他相信这是天命。Tā xiāngxìn zhè shì tiānmìng. Egli crede che questo sia il destino.
      • 五十而知天命。Wǔshí ér zhī tiānmìng. «A cinquant’anni compresi il Mandato del Cielo.»
      L’ultima frase proviene dai Dialoghi di Confucio (论语, Lúnyǔ). In questo contesto, 知天命 non indica soltanto la conoscenza del destino personale, ma la comprensione del compito, dei limiti e dell’ordine morale assegnati dal Cielo.
      9. Sintesi conclusiva
      1. 天命 designa originariamente l’autorità conferita dal Cielo al sovrano.
      2. Il mandato non è necessariamente permanente: può essere perduto quando il governo viene meno alla virtù.
      3. 命 può anche indicare il destino e le circostanze che sfuggono al pieno controllo umano.
      4. Nel pensiero confuciano il riconoscimento del destino non elimina la responsabilità morale.
      5. Nella riflessione filosofica e neoconfuciana, ciò che il Cielo conferisce è posto all’origine della natura umana e della sua vocazione morale.
      天命 è pertanto un concetto stratificato: unisce religione, politica, etica, antropologia filosofica e concezione della storia. La sua evoluzione non procede in modo lineare dalla politica all’individuo, ma attraverso significati diversi che spesso convivono e si reinterpretano reciprocamente.
      玉 皇 大 帝

      Imperatore di Giada (玉皇大帝)

      Yù huáng Dà dì

      玉皇大帝 (Yùhuáng Dàdì), l'Imperatore di Giada
      玉皇大帝 (Yùhuáng Dàdì), il cui titolo completo è 太上开天执符御历含真体道玉皇大帝 (Tàishàng Kāitiān Zhífú Yùlì Hánzhēn Tǐdào Yùhuáng Dàdì), è una delle massime divinità celesti della religiosità popolare cinese e del 道教 (Dàojiào), il Taoismo. Nella tradizione popolare è chiamato anche 天公 (Tiāngōng), «Signore del Cielo». Non è una figura secondaria delle leggende dello zodiaco: nelle narrazioni più diffuse è colui che promuove e giudica la selezione dei 十二生肖 (shí'èr shēngxiào), i dodici animali zodiacali.
      Identità e posizione nel pantheon
      玉皇大帝 (Yùhuáng Dàdì) è rappresentato come il sovrano supremo dell'ordine celeste. Nel sistema taoista viene spesso descritto come 四御天帝之首 (Sìyù Tiāndì zhī shǒu), «il primo dei Quattro Sovrani Celesti», e governa simbolicamente divinità, immortali, mondo umano e regni dell'oltretomba, come un imperatore della corte celeste. La devozione popolare gli riserva cerimonie solenni, modellate sull'omaggio tributato a un sovrano. Il nono giorno del primo mese lunare, 农历正月初九 (nónglì zhēngyuè chūjiǔ), è tradizionalmente celebrato come la sua nascita, 玉皇诞 (Yùhuáng dàn).
      Origini e racconti tradizionali
      Le tradizioni sulla sua origine seguono principalmente due linee narrative, una mitico-religiosa e una storico-culturale.
      • 修行成神说 (Xiūxíng chéngshén shuō), la tradizione dell'ascesi e della divinizzazione: secondo il racconto, nell'antico regno di 光严妙乐国 (Guāngyán Miàolè Guó) vivevano il re 净德 (Jìngdé) e la sua consorte, privi di eredi. Dopo lunghe preghiere, la regina sognò 太上老君 (Tàishàng Lǎojūn), il «Sommo Vecchio Signore», che le affidava un neonato avvolto da luce. Il bambino nacque il nono giorno del primo mese lunare e sarebbe diventato il futuro 玉皇大帝 (Yùhuáng Dàdì). Salito al trono, distribuì le ricchezze ai bisognosi; in seguito abbandonò il regno per dedicarsi alla coltivazione spirituale, 修道 (xiūdào), attraversando innumerevoli prove fino a conseguire la dignità celeste.
      • 历史合流说 (Lìshǐ héliú shuō), la teoria della confluenza storica: il culto dell'Imperatore di Giada viene ricondotto alle antiche forme di venerazione del sovrano celeste, 天帝 (Tiāndì). Durante la dinastia 宋 (Sòng), l'imperatore 宋真宗 (Sòng Zhēnzōng) favorì l'identificazione tra 昊天上帝 (Hàotiān Shàngdì), il «Sommo Sovrano del Cielo Vasto», e 玉皇 (Yùhuáng), l'«Imperatore di Giada» taoista. Da questa convergenza nacque una figura capace di unire culto di Stato, devozione popolare e pantheon taoista.
      Il rapporto con i dodici animali zodiacali
      Nelle versioni più note della leggenda dei 十二生肖 (shí'èr shēngxiào), è 玉皇大帝 (Yùhuáng Dàdì) a decidere che gli animali scandiscano il tempo, così da offrire agli esseri umani un sistema semplice per ricordare gli anni. Convoca quindi una gara di attraversamento del fiume, 渡河比赛 (dùhé bǐsài), oppure una grande udienza celeste, 报到大会 (bàodào dàhuì), secondo le diverse varianti. L'ordine zodiacale viene stabilito in base all'arrivo degli animali: il Topo, 鼠 (shǔ), si nasconde sul dorso del Bue, 牛 (niú), e balza davanti al traguardo; il Drago, 龙 (lóng), giunge più tardi perché si ferma ad aiutare esseri viventi in difficoltà; il Cane, 狗 (gǒu), perde tempo giocando nell'acqua. Questi episodi non formano un unico racconto canonico, ma appartengono a una tradizione orale ricca di varianti regionali, nelle quali l'Imperatore di Giada resta il garante dell'ordine cosmico e il giudice della competizione.
      鄭 和

      Zheng He (鄭和)

      Zhèng Hé

      Zheng He (郑和, Zhèng Hé; 1371–1433), originariamente di cognome Ma (马, Mǎ) e noto nell’infanzia con il nome Sanbao (三宝, Sānbǎo), nacque a Kunyang (昆阳, Kūnyáng), nello Yunnan (云南, Yúnnán), nell’odierno distretto di Jinning (晋宁区, Jìnníng Qū) della città di Kunming (昆明市, Kūnmíng Shì). Di etnia Hui, proveniva da una famiglia che professava l’islam da generazioni. Il suo nome originario era Ma He (马和, Mǎ Hé). Per i meriti acquisiti al servizio dell’imperatore Chengzu dei Ming, Zhu Di (明成祖朱棣, Míng Chéngzǔ Zhū Dì), durante la campagna di Jingnan (靖难之役, Jìngnàn zhī Yì), nel secondo anno dell’era Yongle, corrispondente al 1404, ricevette il cognome «Zheng» (郑, Zhèng). Da allora fu chiamato Zheng He e raggiunse il grado di eunuco direttore della Direzione del servizio interno, appartenente al quarto rango. Nelle fonti storiche è ricordato come «eunuco Sanbao» (三宝太监, Sānbǎo Tàijiàn).
      L’impresa dei sette viaggi nei Mari occidentali
      Tra il 1405 e il 1433, su ordine dell’imperatore Chengzu dei Ming, Zhu Di (明成祖朱棣, Míng Chéngzǔ Zhū Dì), Zheng He (郑和, Zhèng Hé) guidò per sette volte la più imponente flotta dell’epoca verso i cosiddetti «Mari occidentali» (西洋, Xīyáng), espressione con cui durante la dinastia Ming si indicavano le acque situate a ovest dell’isola del Borneo. Le spedizioni si protrassero nell’arco di 28 anni e coprirono complessivamente decine di migliaia di miglia nautiche.

      • Dimensioni senza precedenti: a ogni spedizione la flotta comprendeva da oltre cento a più di duecento imbarcazioni e trasportava circa 27.000–28.000 persone. Le navi maggiori, note come «navi del tesoro» (宝船, bǎochuán), sarebbero state lunghe circa 140 metri e larghe circa 60, con un dislocamento prossimo alle 10.000 tonnellate; secondo questa descrizione, erano molto più grandi dell’ammiraglia utilizzata dalla flotta di Cristoforo Colombo 88 anni dopo.

      • Rotte molto estese: la flotta raggiunse più di trenta paesi e regioni del Sud-est asiatico, delle coste dell’Oceano Indiano, della penisola arabica e dell’Africa orientale, spingendosi fino al Mar Rosso e alla costa orientale africana. Il primo viaggio precedette di 87 anni l’arrivo di Cristoforo Colombo nelle Americhe e di 92 anni quello di Vasco da Gama in India.

      Un messaggero di pace
      A differenza delle successive imprese coloniali e predatorie di alcuni navigatori occidentali, i viaggi di Zheng He (郑和, Zhèng Hé) seguirono il principio di «diffondere la virtù della dinastia e condividere i benefici della pace» (宣德化而柔远人,共享太平之福, xuān déhuà ér róu yuǎnrén, gòngxiǎng tàipíng zhī fú). Zheng He si adeguava agli usi dei paesi visitati, rispettava le consuetudini e le religioni locali e, attraverso scambi commerciali paritari, contribuiva alla diffusione della seta, della porcellana e delle tecnologie cinesi.
       I Viaggi di Zheng He
      I Viaggi di Zheng He.
      Non occupò territori stranieri. Questa modalità di relazione pacifica lasciò un’influenza profonda soprattutto nel Sud-est asiatico, dove ancora oggi è venerato con il titolo di «Sanbao Gong» (三宝公, Sānbǎo Gōng).
      Nel 1433, ottavo anno dell’era Xuande (宣德, Xuāndé), Zheng He (郑和, Zhèng Hé) morì per malattia, provato dalle fatiche, durante il viaggio di ritorno della settima spedizione nei Mari occidentali. La morte sarebbe avvenuta a Guli (古里, Gǔlǐ), sulla costa occidentale dell’India, località corrispondente all’odierna Kozhikode, già nota come Calicut.
      中

      al centro (中)

      zhōng

       中 (zhōng): centro, interno, equilibrio e Cina
      中 (zhōng) è un carattere fondamentale della lingua cinese. I suoi significati principali comprendono «centro», «mezzo», «interno» e «in mezzo a». In determinati composti assume inoltre valori legati alla centralità politica, alla misura appropriata o alla Cina. 1. Origine grafica Nelle forme più antiche, 中 (zhōng) rappresentava probabilmente un’asta o uno stendardo collocato al centro di un’area delimitata. La linea verticale che attraversa la parte centrale esprime visivamente l’idea di un punto mediano o di qualcosa che passa attraverso il centro. È quindi impreciso descrivere il carattere soltanto come «una linea dentro un rettangolo»: le grafie antiche e la loro interpretazione sono più complesse della forma moderna.
      2. Pronunce e funzioni Il carattere possiede due letture principali:
      LetturaValoreEsempi
      zhōngcentro, mezzo, interno, centrale; Cina in alcuni composti中间 (zhōngjiān), 中心 (zhōngxīn), 中国 (Zhōngguó)
      zhòngcolpire, centrare, essere colpito o ottenere un risultato previsto中奖 (zhòngjiǎng), 中标 (zhòngbiāo), 中暑 (zhòngshǔ)
      3. Significati ed espressioni comuni
      EspressionePinyinSignificato
      中间zhōngjiānin mezzo, fra, al centro
      中心zhōngxīncentro; nucleo
      中午zhōngwǔmezzogiorno
      中文Zhōngwénlingua cinese; testo cinese
      中学zhōngxuéscuola secondaria
      中医zhōngyīmedicina cinese tradizionale
      其中qízhōngfra essi; al suo interno
      空中kōngzhōngin aria; nel cielo
      中等zhōngděngmedio, intermedio
      4. 中 (zhōng) in 中国 (Zhōngguó)
      中国 (Zhōngguó) è oggi il nome della Cina. La traduzione letterale «Paese di mezzo» è diffusa, ma può essere fuorviante se interpretata come prova che la Cina si sia sempre considerata semplicemente «il centro del mondo». Nelle fonti antiche, 中国 (Zhōngguó) poteva indicare gli «stati centrali» o i territori politicamente e culturalmente centrali delle pianure del Fiume Giallo, 黄河 (Huáng Hé). Il termine non designava inizialmente uno Stato nazionale dotato degli stessi confini e della stessa identità della Cina moderna. Nel corso dei secoli il suo significato si ampliò e cambiò, fino a diventare una denominazione politica e geografica del paese.
      • 中华人民共和国 (Zhōnghuá Rénmín Gònghéguó) — Repubblica Popolare Cinese.
      • 中华 (Zhōnghuá) — la Cina o la civiltà cinese in senso storico-culturale.
      • 中国人 (Zhōngguó rén) — persona cinese.
      Il valore di 中 (zhōng) in 中国 (Zhōngguó) richiama dunque una centralità storica e politica, ma non può essere ridotto a un’unica concezione immutabile.
      5. 中庸 (Zhōngyōng): centralità e costanza
      中庸 (Zhōngyōng) è il titolo di un testo fondamentale della tradizione confuciana, tradotto come «Il Giusto Mezzo», «La costante centralità» o «Dottrina del Mezzo». Le traduzioni variano perché i due caratteri possiedono un campo semantico complesso:
      • 中 (zhōng) può indicare centralità, equilibrio, appropriatezza e assenza di deviazione.
      • 庸 (yōng) può richiamare costanza, uso ordinario o pratica durevole; non significa semplicemente «mediocre».
      Nel pensiero confuciano, il «mezzo» non è la media aritmetica tra due estremi né un compromesso debole. Indica piuttosto la risposta adeguata alle circostanze, capace di evitare eccessi e difetti senza rinunciare alla responsabilità morale. Una formulazione celebre è: 致中和,天地位焉,万物育焉。 (Zhì zhōnghé, tiāndì wèi yān, wànwù yù yān.) «Quando centralità e armonia sono pienamente realizzate, Cielo e Terra occupano il proprio posto e le diecimila cose prosperano.» Qui 中 (zhōng) e 和 (hé) non sono sinonimi perfetti. 中 (zhōng) riguarda la misura appropriata e la corretta regolazione; 和 (hé) indica l’armonia prodotta dall’accordo di elementi differenti.
      6. 中 (zhōng), 和 (hé) e 阴阳 (yīnyáng)
      È possibile mettere in relazione 中 (zhōng) con la ricerca dell’equilibrio tra polarità complementari, come 阴 (yīn) e 阳 (yáng). Tuttavia il carattere 中 (zhōng) non rappresenta tecnicamente un «punto fisso» posto tra yin e yang in tutte le scuole filosofiche. Il collegamento è interpretativo e varia secondo i testi.
      • 阴阳 (yīnyáng) descrive processi e polarità interdipendenti.
      • 中 (zhōng) può indicare la misura adeguata in una situazione concreta.
      • 和 (hé) esprime una relazione armonica che non elimina le differenze.
      È quindi più preciso parlare di regolazione dinamica che di semplice immobilità al centro.
      7. Centralità nello spazio politico e rituale
      Nell’urbanistica e nell’architettura imperiale cinese, gli assi centrali ebbero spesso un forte valore politico e rituale. La Città Proibita, 紫禁城 (Zǐjìnchéng), a Pechino, 北京 (Běijīng), è organizzata lungo un asse nord-sud che struttura cortili, porte e sale cerimoniali. Il centro poteva rappresentare:
      • ordine rituale;
      • gerarchia politica;
      • orientamento dello spazio;
      • mediazione tra 天 (tiān, «Cielo»), 地 (dì, «Terra») e 人 (rén, «essere umano»).
      Il sovrano era designato come 天子 (tiānzǐ), «Figlio del Cielo», ma ciò non significa che occupasse letteralmente il centro geografico del mondo. La centralità era soprattutto una costruzione rituale e politica.
      8. 中医 (zhōngyī) e l’idea di equilibrio
      中医 (zhōngyī) significa «medicina cinese». In questa parola, 中 (zhōng) è l’abbreviazione di 中国 (Zhōngguó) o 中华 (Zhōnghuá), non significa etimologicamente «medicina del centro». È quindi scorretto dedurre il significato del termine direttamente dall’idea filosofica di equilibrio. Detto ciò, le teorie della medicina cinese tradizionale collegano la salute alla regolazione di relazioni come:
      • 阴阳 (yīnyáng) — yin e yang;
      • 气血 (qìxuè) — qì e sangue;
      • 脏腑 (zàngfǔ) — organi interni secondo la fisiologia tradizionale;
      • 人体与环境 (réntǐ yǔ huánjìng) — corpo umano e ambiente.
      Il legame culturale con equilibrio e armonia è dunque presente nella teoria medica, ma non deriva dal significato lessicale di 中 (zhōng) in 中医 (zhōngyī).
      9. 中正 (zhōngzhèng) e le pratiche corporee
      中正 (zhōngzhèng) può significare «giusto e imparziale», «centrato e corretto» oppure «ben allineato», secondo il contesto. Nelle arti marziali e nelle pratiche corporee tradizionali, il termine può riferirsi a una postura equilibrata e non inclinata.
      • 立身中正 (lìshēn zhōngzhèng) — mantenere il corpo eretto e centrato.
      • 不偏不倚 (bù piān bù yǐ) — non inclinarsi né da una parte né dall’altra; essere imparziale.
      La centralità fisica può assumere valore metaforico, ma non tutte le scuole marziali usano la stessa terminologia o attribuiscono a 中 (zhōng) un identico significato filosofico.
      10. La lettura zhòng
      Quando si pronuncia zhòng, 中 esprime spesso l’idea di «colpire il bersaglio», «essere colpito» o «risultare selezionato».
      EspressionePinyinSignificato
      命中mìngzhòngcolpire il bersaglio
      中奖zhòngjiǎngvincere un premio o alla lotteria
      中选zhòngxuǎnessere scelto
      中毒zhòngdúessere avvelenato; subire un’intossicazione
      中暑zhòngshǔavere un colpo di calore
      Questa seconda lettura mostra che il nucleo semantico di 中 non è soltanto «equilibrio»: comprende anche l’idea concreta di raggiungere o attraversare il punto centrale.
      11. Sintesi simbolica
      DimensioneValore di 中 (zhōng)
      spazialecentro, mezzo, interno
      linguisticaelemento produttivo in parole relative a centralità, livello intermedio e Cina
      politico-storicaterritori o stati centrali; in seguito nome della Cina
      eticamisura appropriata e assenza di eccesso o difetto
      ritualeordine, asse e gerarchia
      verbale, lettura zhòngcolpire, centrare, essere selezionato o subire un effetto
      In sintesi
      • 中 (zhōng) significa principalmente «centro», «mezzo» o «interno».
      • In 中国 (Zhōngguó) richiama storicamente gli stati o territori centrali, non una semplice e immutabile pretesa di essere il centro del mondo.
      • Nel 中庸 (Zhōngyōng) indica la misura appropriata, non mediocrità o compromesso passivo.
      • 中医 (zhōngyī) significa «medicina cinese»: il carattere 中 (zhōng) abbreviava qui «Cina», non «equilibrio».
      • La lettura zhòng conserva il valore concreto di colpire o raggiungere il centro.
         
      紫 禁 城

      La Città Proibita (紫禁城)

      Zǐ jìn chéng

      La Città Proibita: 紫禁城 (Zǐjìnchéng)
      La Città Proibita, 紫禁城 (Zǐjìnchéng), è il grande complesso palaziale imperiale situato nel centro storico di Pechino (北京, Běijīng). Fu il principale centro rituale e politico degli imperatori delle dinastie Ming (明朝, Míngcháo) e Qing (清朝, Qīngcháo) per quasi cinque secoli. Oggi ospita il Museo del Palazzo, 故宫博物院 (Gùgōng Bówùyuàn), ed è uno dei più vasti e meglio conservati complessi di architettura palaziale lignea della tradizione cinese.
      1. Costruzione e trasferimento della capitale
      La costruzione iniziò nel 1406 per volontà dell’imperatore Yongle (永乐帝, Yǒnglè Dì), il cui nome personale era Zhu Di (朱棣, Zhū Dì), terzo imperatore Ming. Il complesso fu sostanzialmente completato nel 1420 e la corte vi si insediò ufficialmente l’anno successivo. Yongle consolidò così il trasferimento della capitale da Nanchino (南京, Nánjīng) a Pechino (北京, Běijīng). La Città Proibita divenne la residenza di 24 imperatori: 14 della dinastia Ming e 10 della dinastia Qing. Rimase sede della corte imperiale fino alla caduta della monarchia nel 1911–1912, anche se l’ultimo imperatore continuò a risiedere nella parte interna fino al 1924.
      2. Significato del nome
      Il nome 紫禁城 (Zǐjìnchéng) unisce tre elementi:
      • 紫 (zǐ) — «porpora». Richiama 紫微垣 (Zǐwēiyuán), il recinto celeste associato alla Stella Polare e alla dimora simbolica del Sovrano Celeste.
      • 禁 (jìn) — «proibito; riservato». L’accesso al palazzo era regolato rigidamente e dipendeva dal rango, dalla funzione e dall’autorizzazione.
      • 城 (chéng) — «città fortificata; cinta muraria».
      La traduzione «Città Proibita» rende soprattutto il valore di 禁 (jìn), ma non esprime pienamente il riferimento astronomico e politico contenuto in 紫 (zǐ). In cinese moderno il complesso è chiamato molto frequentemente anche 故宫 (Gùgōng), «antico palazzo imperiale».
      3. Dimensioni e organizzazione dello spazio Il recinto della Città Proibita occupa circa 72 ettari. È circondato da una cinta muraria alta circa 10 metri e da un fossato largo circa 52 metri. Le quattro porte principali sono:
      • 午门 (Wǔmén) — Porta Meridiana, a sud, ingresso cerimoniale principale;
      • 神武门 (Shénwǔmén) — Porta della Prodezza Divina, a nord;
      • 东华门 (Dōnghuámén) — Porta Orientale della Gloria;
      • 西华门 (Xīhuámén) — Porta Occidentale della Gloria.
      Il complesso conserva circa 980 edifici. Il numero complessivo delle stanze o campate viene spesso indicato in circa 8.700; la cifra tradizionale di 9.999 o 9.999 e mezzo appartiene soprattutto alla leggenda simbolica e non va presentata come dato architettonico verificato. La pianta è organizzata lungo un asse principale nord-sud, inserito nell’asse centrale storico di Pechino. La simmetria, la successione delle corti, l’altezza delle terrazze e i tipi di copertura esprimono una precisa gerarchia rituale e politica.
      4. Corte Esterna e Corte Interna La distinzione fondamentale non coincide esattamente con «parte meridionale» e «parte settentrionale», ma con due grandi settori funzionali:
      SettoreNome cineseFunzione
      Corte Esterna外朝 (Wàicháo)cerimonie di Stato, udienze e rappresentazione pubblica dell’autorità imperiale
      Corte Interna内廷 (Nèitíng)residenza e vita quotidiana dell’imperatore, dell’imperatrice e della corte interna
      前朝 (qiáncháo, «corte anteriore») e 后宫 (hòugōng, «palazzo posteriore; gineceo imperiale») sono espressioni storicamente comprensibili, ma 外朝 (Wàicháo) e 内廷 (Nèitíng) descrivono più precisamente la suddivisione architettonica del complesso.
      5. Edifici principali della Corte Esterna
      • Padiglione della Suprema Armonia — 太和殿 (Tàihédiàn): il più imponente dei tre grandi padiglioni centrali; era destinato alle cerimonie solenni, come incoronazioni, matrimoni imperiali e celebrazioni ufficiali.
      • Padiglione dell’Armonia Centrale — 中和殿 (Zhōnghédiàn): spazio più raccolto in cui l’imperatore si preparava alle cerimonie e riceveva alcune udienze rituali.
      • Padiglione della Preservazione dell’Armonia — 保和殿 (Bǎohédiàn): utilizzato per banchetti, cerimonie e, in epoca Qing, per la fase finale degli esami imperiali di palazzo.
      6. Edifici principali della Corte Interna
      • Palazzo della Purezza Celeste — 乾清宫 (Qiánqīnggōng): fu per lungo tempo la principale residenza dell’imperatore; in epoca Qing alcune funzioni residenziali si spostarono in altri settori.
      • Padiglione dell’Unione e della Pace — 交泰殿 (Jiāotàidiàn): edificio centrale associato all’equilibrio tra Cielo e Terra e alla custodia dei sigilli imperiali.
      • Palazzo della Tranquillità Terrena — 坤宁宫 (Kūnnínggōng): tradizionalmente legato all’imperatrice; durante i Qing ebbe anche funzioni rituali mancesi e matrimoniali.
      • Giardino Imperiale — 御花园 (Yùhuāyuán): giardino situato a nord della Corte Interna, destinato al riposo e alle attività rituali della famiglia imperiale.
      7. Vita di corte e amministrazione
      La popolazione del palazzo variò notevolmente nel tempo. Vi risiedevano o lavoravano membri della famiglia imperiale, consorti, funzionari, guardie, servitori, artigiani ed eunuchi, 太监 (tàijiàn). Non esiste un’unica cifra stabile e documentalmente valida, perciò l’affermazione secondo cui il complesso ospitasse sempre circa 10.000 persone è troppo categorica. Gli eunuchi ebbero un ruolo importante nella gestione quotidiana e nell’accesso alla persona dell’imperatore, ma il loro potere mutò tra dinastie e regni. Durante alcuni periodi Ming raggiunsero grande influenza politica; i Qing tentarono invece di limitarne formalmente l’autorità. Nel 1644 le forze Qing entrarono a Pechino (北京, Běijīng) e la nuova dinastia installò la propria corte nella Città Proibita. L’ultimo imperatore dei Qing, Puyi (溥仪, Pǔyí), abdicò nel 1912, ma rimase nella Corte Interna fino alla sua espulsione nel 1924.
      8. Dal palazzo al Museo del Palazzo
      Il Museo del Palazzo, 故宫博物院 (Gùgōng Bówùyuàn), fu ufficialmente istituito il 10 ottobre 1925. Le sue collezioni derivano in larga parte dal patrimonio delle corti Ming e Qing e comprendono pittura, calligrafia, bronzi, ceramiche, giade, oggetti rituali, arredi, tessuti e documenti. Il museo dichiara oggi una raccolta di oltre 1,8 milioni di oggetti. Il dato riguarda l’intera collezione registrata, non soltanto i manufatti esposti contemporaneamente. Nel 1987 il palazzo imperiale di Pechino fu iscritto nella Lista del Patrimonio mondiale dell’UNESCO. Nel 2004 il sito fu ampliato includendo il palazzo imperiale Qing di Shenyang (沈阳, Shěnyáng); la denominazione UNESCO attuale è «Palazzi imperiali delle dinastie Ming e Qing a Pechino e Shenyang». 9. Colori, tetti e simboli di rango
      • Rosso e giallo: le pareti rosse e le tegole smaltate gialle dominano molti edifici principali. Il giallo era strettamente associato all’autorità imperiale, ma non tutti i tetti del complesso sono gialli.
      • Animali di colmo: le file di figurine poste sui tetti, 脊兽 (jǐshòu), segnalavano rango e funzione dell’edificio. Il numero e la composizione variavano secondo l’importanza architettonica.
      • Numero nove: il nove compare frequentemente nell’iconografia e nella numerologia imperiale perché associato al massimo numero yang. La leggenda delle 9.999 stanze riprende questa simbologia, ma non rappresenta un censimento reale degli ambienti.
      • Draghi: il drago, 龙 (lóng), era uno dei principali simboli dell’imperatore e compare nelle decorazioni architettoniche, negli arredi e negli oggetti rituali.
      10. Dati riepilogativi
      VoceDato
      Nome cinese紫禁城 (Zǐjìnchéng); oggi anche 故宫 (Gùgōng)
      LuogoPechino (北京, Běijīng)
      Costruzione principale1406–1420
      DinastieMing (明朝, Míngcháo) e Qing (清朝, Qīngcháo)
      Imperatori residenti24
      Superficiecirca 72 ettari
      Museo故宫博物院 (Gùgōng Bówùyuàn), fondato nel 1925
      Patrimonio mondiale1987; sito esteso a Shenyang nel 2004
      In sintesi
      • La Città Proibita fu il centro della monarchia Ming e Qing per quasi cinque secoli.
      • Il nome 紫禁城 (Zǐjìnchéng) combina simbolismo astronomico, accesso riservato e forma fortificata.
      • L’organizzazione in 外朝 (Wàicháo) e 内廷 (Nèitíng) riflette la distinzione tra funzione pubblica e vita della corte.
      • Dati come 9.999 stanze, un milione di operai o una popolazione stabile di 10.000 residenti devono essere presentati come tradizioni o stime, non come fatti certi.
      • Oggi il complesso è sede del 故宫博物院 (Gùgōng Bówùyuàn), con una collezione di oltre 1,8 milioni di oggetti.

      Letture · Favole per bimbi

      Letture · HSK-1

      Letture · HSK-2

      Letture · HSK-3

      Letture · HSK-4

      Letture · HSK-5

      Letture · HSK-6

      Letture · Esperto › Economia

      Nessuna lettura ancora in questa sezione.

      Letture · Esperto › Medicina

      Nessuna lettura ancora in questa sezione.

      Letture · Esperto › Scienza

      Nessuna lettura ancora in questa sezione.

      Letture · Esperto › Astronomia

      Nessuna lettura ancora in questa sezione.

      Letture · Esperto › Tecnologia

      Nessuna lettura ancora in questa sezione.

      Letture · Esperto › Programmazione

      Assistenza Labcucus Di solito rispondiamo in giornata

      Salve, come possiamo aiutarti?