黄包车
黄 包 车
  • 三轮车 (sān lún chē) — triciclo, risciò, risciò a pedali
  • 人力车 (rén lì chē) — risciò

Parole che contengono 黄:

黄 (huáng) 黄了 (huáng le) 黄包车 (huáng bāo chē) 黄灯 (huáng dēng) 黄片 ( huáng piàn) 黄瓜 ( huáng guā) 黄色 (huáng sé) 黄豆 (huáng dòu)

Parole che contengono 包:

书包 (shū bāo) 包 (bāo) 包子 (bāo zi) 包括 (bāo kuò) 包裹 (bāo guǒ) 手提包 (shǒu tí bāo) 汉堡包 (hàn bǎo bāo) 汤包 (tāng bāo) 牛角包 (niú jiǎo bāo) 红包 (hóng bāo ) 钱包 (qián bāo) 面包 (miàn bāo) 面包店 (miàn bāo diàn) 面包车 (miàn bāo chē) 黄包车 (huáng bāo chē)

Parole che contengono 车:

三轮车 (sān lún chē) 上车 (shàng chē) 下车 (xià chē) 人力车 (rén lì chē) 停车 (tíng chē) 停车场 (tíngchē chǎng) 公交车 (gōng jiāo chē) 公共汽车 (gōng gòng qì) 公车 (gōng chē) 出租车 (chū zū chē) 坐车 (zuò chē) 堵车 (dǔ chē) 开车 (kāi chē) 打车 (dǎ chē) 摩托车 (mó tuō chē ) 汽车 (qì chē) 火车 (huǒ chē) 火车站 (huǒ chē zhàn) 电车 (diàn chē) 自行车 (zì xíng chē) 车 (chē) 车厢 (chē xiāng) 车库 (chē kù) 车棚 (chē péng) 车辆 (chē liàng) 车铃 (chē líng) 车间 (chē jiān) 面包车 (miàn bāo chē) 骑自行车 (qí zì xíng chē) 骑车 (qí chē) 黄包车 (huáng bāo chē)
Pronuncia (pinyin) huáng bāo chē
Cinese tradizionale 黃包車
Livello HSK HSK-5HSK-6
Genere sostantivo
Categoria automezzicostumiculturasocietàtradizionetrasportiturismo
Traduzione: risciò

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    Il termine 黄包车 (huángbāochē) indica un mezzo di trasporto a due ruote trainato da una persona, diffuso nelle città cinesi fra la tarda epoca Qing (清, Qīng) e il periodo repubblicano. Conosciuto in italiano come risciò, costituì per diversi decenni una delle principali forme di mobilità urbana, prima della progressiva affermazione dei veicoli a motore.
Il risciò nacque in Giappone (日本, Rìběn) nel 1869 e fu introdotto a Shanghai (上海, Shànghǎi) nel 1873 da un commerciante francese; da qui si diffuse rapidamente in altre città, tra cui Pechino (北京, Běijīng) e Tianjin (天津, Tiānjīn). La denominazione 黄包车, letteralmente «veicolo dal rivestimento giallo», si affermò gradualmente dopo che, intorno al 1913, le autorità di Shanghai (上海, Shànghǎi) disposero che le carrozzerie dei risciò fossero verniciate di giallo, nell’ambito di un tentativo di regolamentarne e uniformarne la gestione.
La storia del risciò riguarda non soltanto il veicolo, ma anche le condizioni sociali dei suoi conducenti. Provenienti in larga parte dagli strati più poveri della popolazione, essi raramente possedevano il mezzo e dovevano quindi affittarlo dalle società di gestione. A fronte di un lavoro fisicamente estenuante, ricevevano guadagni modesti e vivevano spesso in condizioni di estrema precarietà. Nel 1930, a Shanghai (上海, Shànghǎi), circa 80.000 persone traevano sostentamento dalla conduzione dei risciò, in un mercato del lavoro caratterizzato da una concorrenza molto intensa.
La figura del conducente di risciò ha lasciato un’impronta profonda nella letteratura e nell’arte cinesi. Nel romanzo Il ragazzo del risciò (骆驼祥子), Lao She (老舍, Lǎo Shě) narra la vicenda tragica di Xiangzi (祥子, Xiángzi), un giovane conducente di Pechino (北京, Běijīng) che, dopo ripetute avversità, perde progressivamente ogni speranza. L’opera è divenuta una delle rappresentazioni più emblematiche della vulnerabilità sociale dei conducenti di risciò. Anche autori come Lu Xun (鲁迅, Lǔ Xùn) e Yu Dafu (郁达夫, Yù Dáfū) hanno raffigurato nelle loro opere la dignità, la fatica e la miseria di questa categoria.
Con l’affermazione dei moderni mezzi di trasporto, i risciò scomparvero progressivamente dalla vita urbana cinese dopo la metà del XX secolo. Oggi, nella Cina continentale (中国大陆, Zhōngguó dàlù), non svolgono più una funzione ordinaria di trasporto pubblico; in alcune località turistiche, come l’antico villaggio di Xingping (兴坪, Xīngpíng), vengono tuttavia impiegati per offrire ai visitatori una rievocazione della mobilità urbana del passato.
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