孟子
孟 子

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Parole che contengono 孟:

孟子 (Mèng zǐ)

Parole che contengono 子:

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Pronuncia (pinyin) Mèng zǐ
Cinese tradizionale 孟子 (uguale al semplificato)
Livello HSK HSK-4HSK-5
Genere aggettivo
Categoria personaggistoriatradizione
Traduzione: Mencio; Mengzi

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Mencio (孟子, Mèngzǐ), nome personale Meng Ke (孟轲, Mèng Kē), visse all’incirca fra il 372 e il 289 a.C.; le date sono tradizionali e non del tutto certe. Nacque nello Stato di Zou (邹国, Zōu Guó), nell’area dell’odierna Zoucheng (邹城, Zōuchéng), nella provincia dello Shandong (山东, Shāndōng), in Cina (中国, Zhōngguó). Operò durante il periodo degli Stati Combattenti (战国时期, Zhànguó Shíqī), quando le corti rivali cercavano consiglieri capaci di rafforzare lo Stato. In questo scenario elaborò una delle più influenti interpretazioni del confucianesimo antico. La tradizione attribuisce un ruolo decisivo alla madre di Mencio, la “madre Meng” (孟母, Mèng mǔ), celebrata nel racconto dei “tre traslochi” compiuti per offrire al figlio un ambiente educativo adatto. Sul piano intellettuale, Mencio (孟子, Mèngzǐ) si presentò come continuatore di Confucio (孔子, Kǒngzǐ o 孔夫子). Le fonti antiche lo collegano alla scuola di Zisi (子思, Zǐsī), nome di cortesia di Kong Ji (孔伋, Kǒng Jí), nipote di Confucio (孔子, Kǒngzǐ); è più prudente ritenere che abbia studiato con discepoli di Zisi (子思, Zǐsī), non direttamente con lui. Seguendo il modello di Confucio (孔子, Kǒngzǐ o 孔夫子), Mencio (孟子, Mèngzǐ) viaggiò con i propri discepoli fra diverse corti, soprattutto negli Stati di Qi (齐国, Qí Guó), Song (宋国, Sòng Guó), Teng (滕国, Téng Guó), Wei o Liang (魏国 / 梁国, Wèi Guó / Liáng Guó) e Lu (鲁国, Lǔ Guó). Dialogò, fra gli altri, con il re Xuan di Qi (齐宣王, Qí Xuān Wáng), il re Hui di Liang (梁惠王, Liáng Huì Wáng) e il duca Wen di Teng (滕文公, Téng Wéngōng). Cercò di persuaderli che la stabilità non dipendeva soltanto dagli eserciti e dai vantaggi immediati, ma da un governo capace di proteggere il popolo, garantirgli mezzi di sussistenza e conquistare così legittimità morale. Il nucleo della sua filosofia è la tesi che la natura umana tende al bene (性善, xìng shàn). Ogni persona possiede quattro “germogli” morali (四端, sì duān): compassione, vergogna o riprovazione, rispetto e capacità di distinguere il giusto dall’ingiusto. Coltivati mediante educazione e disciplina, essi diventano benevolenza (仁, rén), rettitudine (义, yì), rito o appropriatezza (礼, lǐ) e sapienza (智, zhì). Questa concezione fonda la sua proposta di “governo benevolo” (仁政, rénzhèng) e di “via regale” (王道, wángdào), opposta al dominio esercitato soltanto con la forza. In politica, Mencio (孟子, Mèngzǐ) affermò che il popolo viene prima del sovrano: un governante che distrugge le condizioni della vita comune perde la propria legittimità. La sua dottrina non equivale a una teoria democratica moderna, ma limita moralmente il potere monarchico. Egli polemizzò inoltre con Mozi (墨子, Mòzǐ), sostenitore dell’“amore imparziale”, e con Yang Zhu (杨朱, Yáng Zhū), associato alla tutela prioritaria di sé; più tardi la sua idea della bontà originaria sarebbe stata contrapposta alla tesi di Xunzi (荀子, Xúnzǐ), secondo cui le inclinazioni spontanee devono essere trasformate dall’educazione e dai riti. I dialoghi e gli insegnamenti attribuiti a Mencio (孟子, Mèngzǐ) furono raccolti nel libro omonimo, il Mengzi (《孟子》, Mèngzǐ), probabilmente con il contributo dei suoi discepoli, tra i quali Wanzhang (万章, Wànzhāng). L’opera divenne progressivamente centrale nella tradizione confuciana. Durante la dinastia Song meridionale (南宋, Nán Sòng), Zhu Xi (朱熹, Zhū Xī) la incluse, insieme ai Dialoghi di Confucio (《论语》, Lúnyǔ), al Grande Studio (《大学》, Dàxué) e al Giusto Mezzo (《中庸》, Zhōngyōng), nei Quattro Libri (四书, Sìshū). Da allora Mencio (孟子, Mèngzǐ) fu riconosciuto come il “Secondo Saggio” (亚圣, Yàshèng), subito dopo Confucio (孔子, Kǒngzǐ o 孔夫子), e il suo pensiero divenne essenziale per l’educazione e gli esami imperiali nell’Asia orientale (东亚, Dōngyà). Storicamente, l’importanza di Mencio (孟子, Mèngzǐ) consiste nell’aver trasformato l’eredità etica di Confucio (孔子, Kǒngzǐ) in una teoria organica della natura umana, della formazione morale e della responsabilità politica. Il limitato successo presso i sovrani del suo tempo contrasta con l’enorme influenza successiva: la sua difesa della dignità morale della persona e del primato del benessere popolare è rimasta uno dei riferimenti più durevoli della filosofia cinese.
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