秦始皇帝
秦 始 皇 帝

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Parole che contengono 秦:

秦始皇帝 (qín shǐ huáng dì) 秦朝 (qín cháo)

Parole che contengono 始:

始 (shǐ) 开始 (kāi shǐ) 秦始皇帝 (qín shǐ huáng dì)

Parole che contengono 皇:

玉皇大帝 (Yù huáng Dà dì) 秦始皇帝 (qín shǐ huáng dì)

Parole che contengono 帝:

上帝 (Shàng dì) 玉皇大帝 (Yù huáng Dà dì) 秦始皇帝 (qín shǐ huáng dì)
Pronuncia (pinyin) qín shǐ huáng dì
Cinese tradizionale 秦始皇帝 (uguale al semplificato)
Livello HSK HSK-3HSK-4HSK-5HSK-6
Genere sostantivo
Categoria attrazioniazionicostumipersonaggistoriatradizioneturismo
Traduzione: Qin Shi Huangdi; primo imperatore della Dinastia Qin; Huangdi; Huang Di

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秦始皇帝, Qín Shǐ Huángdì, significa «Primo Augusto Imperatore dei Qin» o «Primo Imperatore sovrano dei Qin». Nato come Yíng Zhèng (嬴政, 259-210 a.C.), fu re dello Stato di Qin e, dopo avere conquistato gli altri sei maggiori regni combattenti, nel 221 a.C. assunse il nuovo titolo di huángdì (皇帝). È pertanto considerato il primo imperatore della Cina unificata, benché l’impero Qin sia sopravvissuto soltanto pochi anni alla sua morte.
 Qín Shǐ Huángdì - Qin Shi Huangdi – primo imperatore di Cina
Antica stampa raffigurante l’imperatore Huangdi.
Nel 213 a.C., su proposta del cancelliere Li Si (李斯, Lǐ Sī), il governo Qin ordinò la distruzione di numerosi testi storici e filosofici detenuti privatamente, soprattutto quelli utilizzabili per criticare il presente attraverso il confronto con il passato. Non furono però distrutti indistintamente «tutti i libri»: erano previste eccezioni per le opere conservate negli archivi imperiali e per i testi di medicina, agricoltura e divinazione. La conoscenza di autori anteriori, quali Confucio (孔子, Kǒngzǐ), Laozi (老子, Lǎozǐ) e Sunzi (孙子, Sūnzǐ), sopravvisse attraverso copie, tradizioni manoscritte e successive ricostruzioni; la portata effettiva del provvedimento e il racconto dell’esecuzione degli eruditi restano oggetto di discussione storiografica.
 Qín Shǐ Huángdì - Qin Shi Huangdi – primo imperatore di Cina
Ritratto dell’imperatore da artista anonimo.
Il nome occidentale «Cina» è generalmente ricondotto, attraverso lingue intermediarie, al nome Qin, pronunciato approssimativamente «Chin»; non deriva tuttavia da uno dei sette regni chiamato «Chin», bensì dallo Stato e dalla dinastia Qin. L’imperatore commissionò inoltre il vasto complesso funerario oggi noto per l’esercito di terracotta, 兵马俑 (bīngmǎyǒng), costituito da migliaia di figure di soldati, cavalli e carri a grandezza naturale destinate a proteggere simbolicamente il sovrano nell’aldilà.
L’esercito di terracotta faceva parte di un più ampio paesaggio funerario concepito per riprodurre e perpetuare nell’aldilà l’autorità imperiale. Le interpretazioni archeologiche lo considerano soprattutto una forza destinata a custodire il mausoleo e ad accompagnare simbolicamente Qin Shi Huang dopo la morte. Il suo interesse per l’immortalità è attestato anche dalle ricerche di elisir e dalle spedizioni affidate a specialisti e indovini; non è invece solidamente documentato che alla sua presenza fosse vietato pronunciare la parola «morte».
A Qin Shi Huang si attribuisce il collegamento e l’ampliamento di fortificazioni preesistenti lungo la frontiera settentrionale, interventi considerati un antecedente della Grande Muraglia, 长城 (Chángchéng), ma non coincidenti con le strutture monumentali oggi più note, costruite in gran parte durante la dinastia Ming. I lavori Qin impiegarono soldati, coscritti e condannati in condizioni estremamente gravose; le cifre di un milione di operai e di un quarto di morti, tuttavia, non sono verificabili con sicurezza nelle fonti disponibili.
esercito di terracotta
Miniatura in bronzo del carro imperiale rinvenuta nel 1980.
Per Qin Shi Huang fu realizzato un vastissimo complesso funerario ai piedi del monte Li, nel distretto di Lintong, presso Xi’an, nella provincia dello Shaanxi (陕西, Shǎnxī). Il tumulo sepolcrale, oggi alto circa 50 metri a causa dell’erosione, copre la camera funeraria centrale, che non è stata ancora scavata. Il complesso comprende il celebre esercito di terracotta, scoperto nel 1974 a circa 1,5 chilometri dal tumulo, e numerose fosse con figure di funzionari, acrobati, musicisti, animali, carri e altri elementi simbolici. Nel suo insieme, il sito sembra riprodurre in forma funeraria l’ordine politico, cerimoniale e cosmologico dell’impero; le descrizioni di fiumi di mercurio e di un cielo stellato nella camera interna derivano principalmente dallo Shiji di Sima Qian e non sono state verificate mediante uno scavo diretto.
Il regime di Qin Shi Huang, fondato su una forte centralizzazione amministrativa e su principi comunemente associati alla tradizione legalista, esercitò un’influenza duratura sulla storia cinese. La divisione del territorio in circoscrizioni governate da funzionari nominati dal centro, la standardizzazione della scrittura, della moneta, dei pesi e delle misure e lo sviluppo delle reti stradali furono ripresi e adattati dalle dinastie successive. L’impero Qin crollò nel 206 a.C., ma parte delle sue strutture istituzionali rimase alla base dello Stato imperiale fino alla caduta della dinastia Qing nel 1911.
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