Nessun sinonimo trovato (nessun altro termine condivide una traduzione identica).
Parole che contengono 二:
中国十二生肖 (zhōng guó shí èr shēng xiào) 二 (èr) 二十 (èr shí) 二十四节气 (èr shí sì jié qi) 二手 (èr shǒu) 二月 ( èr yuè) 二百 ( èr bǎi) 十二 (shí èr) 十二月 (shí èr yuè) 周二 (zhōu èr) 星期二 ( xīng qī 'èr) 第二 (dì èr) 第二十 (dì èr shí) 西方十二星座 (xī fānɡ shí èr xīnɡ zuò)| Pronuncia (pinyin) | èr shí sì jié qi |
|---|---|
| Cinese tradizionale | 二十四節氣 |
| Livello HSK | HSK-1 |
| Genere | locuzione |
| Categoria | costumiculturameteorologiatradizione |
Nessuna frase d'esempio disponibile per questo termine.
Il percorso apparente annuale del Sole lungo l’eclittica è suddiviso in 24 posizioni distanziate di 15°. Ogni termine inizia nell’istante in cui il Sole raggiunge la longitudine eclittica assegnata. I termini ricorrono quindi ogni 15–16 giorni circa e le loro date gregoriane cambiano poco da un anno all’altro. Il sistema è solare, benché sia integrato nel calendario tradizionale cinese, che è lunisolare. I termini contribuiscono anche alla coordinazione dei mesi lunari con l’anno stagionale. Non sono semplici intervalli convenzionali di quindici giorni né previsioni meteorologiche valide per ogni luogo.
Origine e sviluppo
Il sistema si formò progressivamente nell’area del medio e basso Fiume Giallo, 黄河 (Huáng Hé), a partire dall’osservazione delle ombre solari, dell’alternanza stagionale, del clima e della fenologia. Alcuni punti fondamentali, come i solstizi e gli equinozi, furono individuati prima; l’insieme completo dei ventiquattro termini venne consolidato nell’antichità e incorporato nel calendario ufficiale in epoca Han. È dunque più accurato parlare di sviluppo graduale che attribuire l’intero sistema a un’unica dinastia o data.
I nomi descrivono quattro categorie principali:
- limiti stagionali: 立春 (Lìchūn), 立夏 (Lìxià), 立秋 (Lìqiū), 立冬 (Lìdōng);
- eventi astronomici: 春分 (Chūnfēn), 秋分 (Qiūfēn), 夏至 (Xiàzhì), 冬至 (Dōngzhì);
- fenomeni climatici e naturali: pioggia, rugiada, neve, gelo e caldo;
- fasi agricole o fenologiche: crescita dei cereali, maturazione e ripresa dell’attività animale.
Primavera — 春季 (Chūnjì)
- 立春 (Lìchūn) — Inizio della primavera: apertura convenzionale della primavera nel calendario tradizionale.
- 雨水 (Yǔshuǐ) — Acqua piovana: tendenza all’aumento delle piogge e alla diminuzione delle nevicate nel clima d’origine del sistema.
- 惊蛰 (Jīngzhé) — Risveglio degli insetti: il riscaldamento e i primi tuoni simboleggiano il risveglio degli animali dal torpore invernale.
- 春分 (Chūnfēn) — Equinozio di primavera: il Sole attraversa l’equatore celeste e giorno e notte hanno durata approssimativamente uguale.
- 清明 (Qīngmíng) — Puro e luminoso: stagione di clima più mite; coincide inoltre con pratiche commemorative per gli antenati.
- 谷雨 (Gǔyǔ) — Pioggia del grano: precipitazioni associate alla crescita primaverile delle colture.
- 立夏 (Lìxià) — Inizio dell’estate: apertura convenzionale dell’estate.
- 小满 (Xiǎomǎn) — Piccola pienezza: le cariossidi cominciano a riempirsi, senza essere ancora mature.
- 芒种 (Mángzhòng) — Cereali con reste: periodo intenso per raccolta e semina delle colture con ariste.
- 夏至 (Xiàzhì) — Solstizio d’estate: nell’emisfero boreale si raggiunge la massima durata del giorno.
- 小暑 (Xiǎoshǔ) — Caldo minore: il caldo si intensifica.
- 大暑 (Dàshǔ) — Grande caldo: fase tradizionalmente associata al caldo più intenso.
- 立秋 (Lìqiū) — Inizio dell’autunno: apertura convenzionale dell’autunno, non necessariamente coincidente con l’arrivo immediato del fresco.
- 处暑 (Chǔshǔ) — Fine del caldo: il calore estivo comincia gradualmente a ritirarsi.
- 白露 (Báilù) — Rugiada bianca: notti più fresche rendono più visibile la condensazione.
- 秋分 (Qiūfēn) — Equinozio d’autunno: giorno e notte hanno durata approssimativamente uguale.
- 寒露 (Hánlù) — Rugiada fredda: l’aria e la rugiada diventano più fredde.
- 霜降 (Shuāngjiàng) — Discesa della brina: nelle regioni fredde aumenta la possibilità di gelate.
- 立冬 (Lìdōng) — Inizio dell’inverno: apertura convenzionale dell’inverno.
- 小雪 (Xiǎoxuě) — Neve minore: possibili prime nevicate nelle aree più fredde.
- 大雪 (Dàxuě) — Grande neve: cresce la probabilità di nevicate e accumuli nelle regioni settentrionali e montane.
- 冬至 (Dōngzhì) — Solstizio d’inverno: nell’emisfero boreale si raggiunge la minima durata del giorno.
- 小寒 (Xiǎohán) — Freddo minore: fase di freddo intenso.
- 大寒 (Dàhán) — Grande freddo: ultimo termine del ciclo tradizionale, associato al culmine stagionale del freddo.
| Elemento | Descrizione |
| Numero dei termini | 24 |
| Distanza astronomica | 15° di longitudine eclittica |
| Durata approssimativa | 15–16 giorni fra due inizi consecutivi |
| Suddivisione tradizionale | 12 节气 (jiéqì) e 12 中气 (zhōngqì), alternati |
| Primo termine del ciclo | 立春 (Lìchūn) |
| Ultimo termine del ciclo | 大寒 (Dàhán) |
- Agricoltura: orientamento generale per semina, irrigazione, gestione dei campi e raccolto, sempre adattato alle condizioni locali.
- Calendario: sincronizzazione del calendario lunisolare con il ciclo stagionale del Sole.
- Vita sociale: proverbi, canti, rituali, feste e consuetudini alimentari regionali.
- Trasmissione culturale: conoscenze sulla natura comunicate in famiglia, nelle comunità e nell’istruzione.
Precisazioni importanti
- Le «quattro stagioni» dei termini solari sono stagioni calendriche tradizionali; non coincidono necessariamente con le stagioni meteorologiche di tutte le regioni cinesi.
- I nomi riflettono soprattutto osservazioni sviluppate nel bacino del Fiume Giallo. La vastità della Cina produce forti differenze climatiche, perciò «Neve maggiore» o «Inizio dell’autunno» non descrivono simultaneamente il tempo di ogni località.
- Equinozio non significa sempre esattamente dodici ore di luce e dodici di buio in ogni luogo; la durata è soltanto approssimativamente uguale.
- I termini solari non sono tutti feste pubbliche e non costituiscono previsioni meteorologiche giornaliere.
I 二十四节气 (Èrshísì Jiéqì) uniscono astronomia, calendario, agricoltura, fenologia e cultura. La loro precisione riguarda la posizione del Sole; i significati climatici e agricoli devono invece essere interpretati nel loro contesto storico e regionale. Ancora oggi offrono un vocabolario condiviso per osservare il mutamento delle stagioni e conservano un importante valore identitario e culturale.