东北
东 北

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Parole che contengono 东:

东 (dōng) 东京 (dōng jīng) 东北 (dōng běi ) 东南 (dōng nán ) 东西 (dōng xi) 东边 (dōng bian) 山东 (shān dōng) 广东 (guǎng dōng)

Parole che contengono 北:

东北 (dōng běi ) 北 (běi) 北京 (běi jīng) 北大 (běi dà) 北边 (běi biān) 华北 (huá běi) 南北朝 (nán běi cháo) 河北 (hé běi)
Pronuncia (pinyin) dōng běi
Cinese tradizionale 東北
Livello HSK HSK-5HSK-6
Genere sostantivo
Categoria attrazionigeografialuoghipaesistoria
Traduzione: Manciuria; Manciuria Interna; Nord Est; nord est Cina

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La Manciuria, 满洲 ,mǎn zhōu, o Nord-est della Cina, 东北, dōng běi è la regione storica dell’Asia nord-orientale che coincide oggi soprattutto con il Nord-est della Repubblica Popolare Cinese; territorio indicato comunemente come 东北, dōng běi. Comprende le province di Heilongjiang — 黑龙江 (Hēilóngjiāng), Jilin — 吉林 (Jílín) e Liaoning — 辽宁 (Liáoníng); in alcune definizioni storiche vi rientrano anche aree orientali della Mongolia Interna — 内蒙古 (Nèi Měnggǔ) e territori oggi appartenenti alla Russia. La regione è delimitata dalla Russia, dalla penisola coreana e dai mari Bohai — 渤海 (Bóhǎi) e Giallo — 黄海 (Huánghǎi). Il suo cuore è la vasta Pianura del Nord-est — 东北平原 (Dōngběi Píngyuán), fertile e ricca di suoli neri, attraversata da fiumi come il Songhua — 松花江 (Sōnghuā Jiāng), l’Amur/Heilong Jiang — 黑龙江 (Hēilóng Jiāng), lo Yalu — 鸭绿江 (Yālǜ Jiāng) e il Liao — 辽河 (Liáo Hé). Foreste, carbone, ferro e petrolio hanno favorito agricoltura e industria pesante, rendendo il territorio strategico nei rapporti fra Cina, Russia, Corea e Giappone. Heilongjiang — 黑龙江 (Hēilóngjiāng) è la provincia più settentrionale. Il capoluogo Harbin — 哈尔滨 (Hā’ěrbīn) conserva una marcata impronta russa e si distingue per l’architettura del centro storico e per la cultura invernale. Jilin — 吉林 (Jílín) alterna pianure agricole, foreste e rilievi vulcanici; il capoluogo Changchun — 长春 (Chángchūn) fu capitale del Manciukuò, mentre la città di Jilin — 吉林市 (Jílín Shì) è nota per la galaverna (tipica forma di precipitazione atmosferica consistente in un deposito di ghiaccio in forma di aghi che si manifesta in presenza di nebbia a temperatura inferiore a 0 °C.) lungo il fiume Songhua. Liaoning — 辽宁 (Liáoníng), più urbanizzata e aperta sul mare, ospita Shenyang — 沈阳 (Shěnyáng), antica capitale manciù, e Dalian — 大连 (Dàlián), porto dalla stratificata eredità cinese, russa e giapponese. Tra i luoghi di interesse turistico e culturale rientrano:
  • Palazzo Imperiale di Shenyang — 沈阳故宫 (Shěnyáng Gùgōng): residenza dei primi sovrani Qing prima del trasferimento della capitale a Pechino; unisce modelli architettonici manciù, mongoli e cinesi.
  • Tombe imperiali di Shenyang — 盛京三陵 (Shèngjīng Sānlíng): il complesso delle “Tre tombe di Shengjing”, legato alle origini della dinastia Qing.
  • Monti Changbai — 长白山 (Chángbái Shān) e Lago del Cielo — 天池 (Tiānchí): massiccio vulcanico al confine con la Corea del Nord, luogo identitario nelle tradizioni manciù e coreane.
    天池, Montagne Changbai 长白山
    Tianchi 天池, Montagne Changbai 长白山 — il grande lago craterico al confine sino-coreano, uno dei paesaggi simbolo del Jilin -aut.Qasrawi 2000
  • Harbin e Cattedrale di Santa Sofia — 哈尔滨·圣索菲亚教堂 (Hā’ěrbīn · Shèng Suǒfēiyà Jiàotáng): testimonianza dell’influenza russa; in inverno la città ospita il celebre Mondo di ghiaccio e neve — 冰雪大世界 (Bīngxuě Dàshìjiè).
     Harbin Ice & Snow Festival
    Harbin Ice & Snow Festival -inverno nello Heilongjiang – aut. Garosio33
  • Palazzo dell’Imperatore fantoccio a Changchun — 伪满皇宫博物院 (Wěimǎn Huánggōng Bówùyuàn): museo dedicato al Manciukuò e alla figura di Puyi.
  • Lago Jingpo — 镜泊湖 (Jìngpō Hú): grande lago vulcanico dello Heilongjiang circondato da foreste e cascate.
  • Wudalianchi — 五大连池 (Wǔdàliánchí): paesaggio di crateri, colate laviche e laghi formati da antiche eruzioni.
  • Costa di Dalian e Jinshitan — 大连·金石滩 (Dàlián · Jīnshítān): tratto costiero noto per spiagge, formazioni geologiche e architetture dell’età delle concessioni.
  • Spiaggia Rossa di Panjin — 盘锦红海滩 (Pánjǐn Hóng Hǎitān): zona umida costiera che assume una caratteristica colorazione rossa stagionale.
  • Grotta d’acqua di Benxi — 本溪水洞 (Běnxī Shuǐdòng): vasto sistema carsico attraversato da un fiume sotterraneo.
La Manciuria fu per secoli uno spazio di incontro tra comunità agricole cinesi, popolazioni tunguse (noti anche Evenki, è popolazione nomade asiatica concentrata in un'area corrispondente ai bacini della Tunguska) e altri gruppi mongolici. Tra i suoi abitanti figuravano gli Jurchen — 女真 (Nǚzhēn), che nel XII secolo fondarono la dinastia Jin — 金朝 (Jīn Cháo) nella Cina settentrionale. Alla fine del XVI secolo Nurhaci riunificò numerose tribù jurchen e organizzò il sistema militare e sociale delle Otto Bandiere — 八旗 (Bāqí). Il successore Hong Taiji adottò il nome “Manciù” — 满族 (Mǎnzú) e proclamò la dinastia Qing — 清朝 (Qīng Cháo); nel 1644 i Qing entrarono a Pechino e governarono la Cina fino al 1912. Nell’Ottocento la regione divenne oggetto della competizione fra l’impero Qing, la Russia e il Giappone. Con i trattati di Aigun (1858) e Pechino (1860), la Russia acquisì vaste aree a nord dell’Amur e a est dell’Ussuri, spesso definite “Manciuria esterna”. La guerra russo-giapponese del 1904-1905 trasferì al Giappone una forte influenza sulla Manciuria meridionale. Nel 1931 l’esercito giapponese occupò la regione e nel 1932 istituì lo Stato fantoccio del Manciukuò — 伪满洲国 (Wěi Mǎnzhōuguó), con capitale Changchun e Puyi come capo di stato e successivamente con il titolo di imperatore. Solo dopo l’intervento sovietico e la resa giapponese nel 1945, la Manciuria tornò sotto la sovranità cinese; dal 1949 divenne una delle principali basi industriali della Repubblica Popolare Cinese. Il popolo manciù I Manciù — 满族 (Mǎnzú) — sono un popolo di lingua tungusica discendente in larga parte dagli Jurchen. La loro società storica combinava agricoltura, caccia, allevamento e scambi di frontiera. Il sistema delle Otto Bandiere integrava funzioni militari, amministrative e familiari e fu decisivo nella costruzione dello Stato Qing. Le tradizioni religiose comprendevano pratiche sciamaniche, culto degli antenati e, in seguito, influenze buddhiste e confuciane. Dopo la conquista della Cina, i Manciù conservarono a corte lingua, abbigliamento e istituzioni proprie. Pur adottando nel tempo il mandarino e molti costumi han costruirono forti barriere discriminatorie con il popolo a maggioranza Han. Oggi rappresentano una delle minoranze etniche ufficialmente riconosciute in Cina e la lingua mancese — 满语 (Mǎnyǔ) è però parlata da pochissime persone.
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