变调
变 调

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Parole che contengono 变:

变 (biàn) 变动 (biàn dòng) 变化 (biàn huà) 变成 (biàn chéng) 变调 (biàn diào) 改变 (gǎi biàn )

Parole che contengono 调:

变调 (biàn diào) 声调 (shēng diào) 烹调 (pēng tiáo) 空调 (kōng tiáo) 调 (tiáo) 调动 (diào dòng) 调查 (diào chá)
Pronuncia (pinyin) biàn diào
Cinese tradizionale 變調
Livello HSK HSK-6
Genere sostantivo
Categoria grammaticalinguaggio
Traduzione: cambiamento tonale; tono sandhi; alterazione della chiave musicale; modulazione; modulazione del suono
Regola grammaticale · 变调 biàn diào
Il sandhi o tono sandhi non è una prerogativa della lingua cinese: esiste in molte lingue del mondo. In italiano, ad esempio, la "s" di "sbaglio" si pronuncia sonora [z] per assimilazione alla "b" sonora che segue. Ma è nelle lingue tonali come il cinese che il sandhi assume un ruolo grammaticale particolarmente importante. Nella lingua cinese il sandhi è identificato dal termine 变调, biàn diào o cambiamenti tonali.
Cambiamenti tonali o toni sandhi: 变调 (biàndiào)
I toni lessicali indicati nel dizionario possono modificarsi sistematicamente nel parlato connesso. I casi fondamentali sono i seguenti.
  1. Sequenza di due terzi toni: quando due sillabe di terzo tono appartengono allo stesso gruppo ritmico, la prima viene normalmente realizzata come un secondo tono. 你好 (nǐ hǎo) → [ní hǎo] — ciao. 很好 (hěn hǎo) → [hén hǎo] — molto bene. Nel pinyin ortografico si conservano però i toni lessicali: si scrive nǐ hǎo, non ní hǎo.
  2. 不 (bù): davanti a una sillaba di quarto tono si pronuncia bú. 不是 (bù shì) → [bú shì] — non essere; non è. 不要 (bù yào) → [bú yào] — non volere; non fare. Davanti agli altri toni conserva normalmente bù: 不好 (bù hǎo) — non buono; non bene. Nelle costruzioni affermativo-negative può inoltre diventare atono, come in 是不是 (shì bu shì).
  3. 一 (yī): quando è usato come numero isolato, in una serie numerica, in un numero ordinale o a fine parola conserva generalmente il primo tono. Davanti a una sillaba di quarto tono si pronuncia yí; davanti al primo, secondo o terzo tono si pronuncia normalmente yì. 一个 (yí ge) — uno; un esemplare. 一天 (yì tiān) — un giorno. 一年 (yì nián) — un anno. 一起 (yìqǐ) — insieme. 第一 (dì-yī) — primo: qui 一 (yī) conserva il primo tono.
Le forme tra parentesi quadre descrivono la pronuncia contestuale; il pinyin ordinario mantiene di norma il tono lessicale riportato nel dizionario.
Il terzo tono nella frase
Il terzo tono richiede particolare attenzione perché la forma completa 214 ricorre soprattutto in isolamento, in posizione finale o quando la sillaba è pronunciata con enfasi. Davanti a un primo, secondo o quarto tono, è spesso realizzato come un tono basso, convenzionalmente 21; davanti a un altro terzo tono interviene invece il sandhi 3 + 3 → 2 + 3. Nella frase 我喜欢中国。 (Wǒ xǐhuan Zhōngguó.) — «Mi piace la Cina» — i toni si adattano al ritmo e alla struttura prosodica, cioè ogni modo di articolare il suono previsto per quella data sillaba o parola, dall'intonazione, all'aspirazione, durata o intensità; elementi questi che caratterizzano ogni lingua straniera . Non è utile tentare di produrre per ogni terzo tono una curva completa di discesa e risalita. Conviene distinguere:
  • forma citazionale: realizzazione della sillaba isolata;
  • forma contestuale: realizzazione effettiva all’interno della parola o della frase.
Quando compaiono tre o più terzi toni consecutivi, l’applicazione del sandhi dipende dal raggruppamento sintattico e prosodico; non basta trasformare automaticamente tutte le sillabe tranne l’ultima. Toni e ortografia del pinyin I segni tonali si collocano sulla vocale principale della finale. La regola pratica completa è:
  1. se è presente a, il segno va su a: hǎo;
  2. se non c’è a ma è presente e, il segno va su e: méi;
  3. nella sequenza ou, il segno va su o: dōu;
  4. negli altri gruppi vocalici, il segno va sulla seconda vocale: liù, guì.
Esempi: 好 (hǎo, «bene»), 水 (shuǐ, «acqua»), 六 (liù, «sei»), 贵 (guì, «costoso»). Quando non sono disponibili i segni diacritici, si possono usare i numeri: ma1 = mā, ma2 = má, ma3 = mǎ, ma4 = mà, ma5 o ma0 = tono neutro. Questo sistema è utile negli appunti e in alcuni strumenti informatici, ma nei testi didattici è preferibile il pinyin con i segni tonali. Tono lessicale e intonazione
È utile distinguere:
  • 声调 (shēngdiào) — tono lessicale della sillaba;
  • 语调 (yǔdiào) — intonazione della frase;
  • 语气 (yǔqì) — tono o atteggiamento comunicativo;
  • 话音 (huàyīn) — suono della voce o contenuto appena pronunciato, secondo il contesto.
Una domanda può presentare una specifica 语调 (yǔdiào), mentre ciascuna sillaba conserva il proprio 声调 (shēngdiào), pur subendo adattamenti fonetici nel parlato. L’intonazione della frase non cancella quindi i toni lessicali. Perché i toni sono essenziali 买 (mǎi, «comprare») e 卖 (mài, «vendere») differiscono principalmente per il tono:
  • 我买书。 (Wǒ mǎi shū.) — Compro libri.
  • 我卖书。 (Wǒ mài shū.) — Vendo libri.
Per questo una parola nuova dovrebbe essere memorizzata come unità composta da carattere, significato, pronuncia e tono, non soltanto come associazione fra carattere e traduzione. Schema riepilogativo
TonoNome cineseProfilo convenzionaleEsempio
1°第一声 (dì-yī shēng)55: alto e uniforme妈 (mā)
2°第二声 (dì-èr shēng)35: ascendente麻 (má)
3°第三声 (dì-sān shēng)214 in forma completa; spesso basso nel contesto马 (mǎ)
4°第四声 (dì-sì shēng)51: discendente e netto骂 (mà)
neutro轻声 (qīngshēng)breve e dipendente dal contesto吗 (ma)
Formula da ricordare
In termini didattici: iniziale + finale + tono = sillaba pronunciata. Per esempio, m + a + primo tono produce mā, come in 妈 (mā, «mamma»); m + a + terzo tono produce mǎ, come in 马 (mǎ, «cavallo»).

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