- 便条 (biàn tiáo) — biglietto, nota, messaggio, promemoria
- 声 (shēng) — suono, tono, voce, rumore, reputazione
- 话音 (huà yīn) — tono, propria voce, implicazione, suono della voce, voce, tono della voce
- 调 (tiáo) — tono, melodia, chiave musicale, trasferire, spostare, muovere
- 音 (yīn) — suono, tono, notizia
Parole che contengono 声:
声 (shēng) 声调 (shēng diào) 声音 (shēng yīn) 大声 (dà shēng)| Pronuncia (pinyin) | shēng diào |
|---|---|
| Cinese tradizionale | 聲調 |
| Livello HSK | HSK-5 |
| Genere | sostantivo |
| Classificatore | 个 |
| Categoria | grammaticalinguaggio |
Regola grammaticale · 声调
Il tono neutro non possiede un segno tonale proprio nel pinyin e non corrisponde semplicemente a una sillaba «senza tono». È generalmente breve, non accentato e con un’altezza condizionata dal tono precedente.
- 妈妈 (māma) — mamma: la seconda sillaba è neutra.
- 朋友 (péngyou) — amico.
- 吗 (ma) — particella interrogativa.
- 呢 (ne) — particella finale.
- 的 (de) — particella strutturale.
- 了 (le) — particella aspettuale o modale, secondo il contesto.
Cambiamenti tonali: 变调 (biàndiào)
I toni lessicali indicati nel dizionario possono modificarsi sistematicamente nel parlato connesso. I casi fondamentali sono i seguenti.
- Sequenza di due terzi toni: quando due sillabe di terzo tono appartengono allo stesso gruppo ritmico, la prima viene normalmente realizzata come un secondo tono. 你好 (nǐ hǎo) → [ní hǎo] — ciao. 很好 (hěn hǎo) → [hén hǎo] — molto bene. Nel pinyin ortografico si conservano però i toni lessicali: si scrive nǐ hǎo, non ní hǎo.
- 不 (bù): davanti a una sillaba di quarto tono si pronuncia bú. 不是 (bù shì) → [bú shì] — non essere; non è. 不要 (bù yào) → [bú yào] — non volere; non fare. Davanti agli altri toni conserva normalmente bù: 不好 (bù hǎo) — non buono; non bene. Nelle costruzioni affermativo-negative può inoltre diventare atono, come in 是不是 (shì bu shì).
- 一 (yī): quando è usato come numero isolato, in una serie numerica, in un numero ordinale o a fine parola conserva generalmente il primo tono. Davanti a una sillaba di quarto tono si pronuncia yí; davanti al primo, secondo o terzo tono si pronuncia normalmente yì. 一个 (yí ge) — uno; un esemplare. 一天 (yì tiān) — un giorno. 一年 (yì nián) — un anno. 一起 (yìqǐ) — insieme. 第一 (dì-yī) — primo: qui 一 (yī) conserva il primo tono.
Il terzo tono nella frase
Il terzo tono richiede particolare attenzione perché la forma completa 214 ricorre soprattutto in isolamento, in posizione finale o quando la sillaba è pronunciata con enfasi. Davanti a un primo, secondo o quarto tono, è spesso realizzato come un tono basso, convenzionalmente 21; davanti a un altro terzo tono interviene invece il sandhi (vedi nota 1) 3 + 3 → 2 + 3. Nella frase 我喜欢中国。 (Wǒ xǐhuan Zhōngguó.) — «Mi piace la Cina» — i toni si adattano al ritmo e alla struttura prosodica, cioè ogni modo di articolare il suono previsto per quella data sillaba o parola, dall'intonazione, all'aspirazione, durata o intensità; elementi questi che caratterizzano ogni lingua straniera . Non è utile tentare di produrre per ogni terzo tono una curva completa di discesa e risalita. Conviene distinguere:
- forma citazionale: realizzazione della sillaba isolata;
- forma contestuale: realizzazione effettiva all’interno della parola o della frase.
- se è presente a, il segno va su a: hǎo;
- se non c’è a ma è presente e, il segno va su e: méi;
- nella sequenza ou, il segno va su o: dōu;
- negli altri gruppi vocalici, il segno va sulla seconda vocale: liù, guì.
È utile distinguere:
- 声调 (shēngdiào) — tono lessicale della sillaba;
- 语调 (yǔdiào) — intonazione della frase;
- 语气 (yǔqì) — tono o atteggiamento comunicativo;
- 话音 (huàyīn) — suono della voce o contenuto appena pronunciato, secondo il contesto.
- 我买书。 (Wǒ mǎi shū.) — Compro libri.
- 我卖书。 (Wǒ mài shū.) — Vendo libri.
| Tono | Nome cinese | Profilo convenzionale | Esempio |
| 1° | 第一声 (dì-yī shēng) | 55: alto e uniforme | 妈 (mā) |
| 2° | 第二声 (dì-èr shēng) | 35: ascendente | 麻 (má) |
| 3° | 第三声 (dì-sān shēng) | 214 in forma completa; spesso basso nel contesto | 马 (mǎ) |
| 4° | 第四声 (dì-sì shēng) | 51: discendente e netto | 骂 (mà) |
| neutro | 轻声 (qīngshēng) | breve e dipendente dal contesto | 吗 (ma) |
In termini didattici: iniziale + finale + tono = sillaba pronunciata. Per esempio, m + a + primo tono produce mā, come in 妈 (mā, «mamma»); m + a + terzo tono produce mǎ, come in 马 (mǎ, «cavallo»). ' disabled> I toni del mandarino: 声调 (shēngdiào)
Il mandarino standard è una lingua tonale: il profilo melodico associato a una sillaba contribuisce a distinguerne il significato. Il tono non è quindi un’aggiunta facoltativa alla pronuncia, ma una componente della sillaba, insieme all’iniziale e alla finale. La stessa sequenza consonantico-vocalica può corrispondere a parole diverse:
| Tono | Pinyin | Carattere | Significato |
| 1° | mā | 妈 (mā) | mamma |
| 2° | má | 麻 (má) | canapa; intorpidito |
| 3° | mǎ | 马 (mǎ) | cavallo |
| 4° | mà | 骂 (mà) | rimproverare, insultare |
| neutro | ma | 吗 (ma) | particella interrogativa |
I quattro toni fondamentali
- Primo tono — 第一声 (dì-yī shēng): alto e sostanzialmente uniforme, tradizionalmente rappresentato come 55. Esempi: 妈 (mā, «mamma»), 书 (shū, «libro»), 天 (tiān, «cielo; giorno»), 喝 (hē, «bere»). 我喝茶。 (Wǒ hē chá.) — Bevo tè.
- Secondo tono — 第二声 (dì-èr shēng): ascendente, convenzionalmente 35. Esempi: 人 (rén, «persona»), 来 (lái, «venire»), 茶 (chá, «tè»), 学 (xué, «studiare»). 他来中国。 (Tā lái Zhōngguó.) — Viene in Cina.
- Terzo tono — 第三声 (dì-sān shēng): nella forma citazionale completa ha un andamento basso, discendente e poi ascendente, spesso indicato come 214. Nella lingua corrente, però, davanti a un altro tono è molto frequente una realizzazione bassa o solo discendente, senza risalita completa. Esempi: 我 (wǒ, «io»), 你 (nǐ, «tu»), 好 (hǎo, «bene; buono»), 买 (mǎi, «comprare»). 我很好。 (Wǒ hěn hǎo.) — Sto molto bene.
- Quarto tono — 第四声 (dì-sì shēng): alto e nettamente discendente, tradizionalmente 51. Esempi: 是 (shì, «essere»), 去 (qù, «andare»), 看 (kàn, «guardare»), 大 (dà, «grande»). 我是学生。 (Wǒ shì xuésheng.) — Sono uno studente.
Il tono neutro: 轻声 (qīngshēng)
Il tono neutro non possiede un segno tonale proprio nel pinyin e non corrisponde semplicemente a una sillaba «senza tono». È generalmente breve, non accentato e con un’altezza condizionata dal tono precedente.
- 妈妈 (māma) — mamma: la seconda sillaba è neutra.
- 朋友 (péngyou) — amico.
- 吗 (ma) — particella interrogativa.
- 呢 (ne) — particella finale.
- 的 (de) — particella strutturale.
- 了 (le) — particella aspettuale o modale, secondo il contesto.
Cambiamenti tonali: 变调 (biàndiào)
I toni lessicali indicati nel dizionario possono modificarsi sistematicamente nel parlato connesso. I casi fondamentali sono i seguenti.
- Sequenza di due terzi toni: quando due sillabe di terzo tono appartengono allo stesso gruppo ritmico, la prima viene normalmente realizzata come un secondo tono. 你好 (nǐ hǎo) → [ní hǎo] — ciao. 很好 (hěn hǎo) → [hén hǎo] — molto bene. Nel pinyin ortografico si conservano però i toni lessicali: si scrive nǐ hǎo, non ní hǎo.
- 不 (bù): davanti a una sillaba di quarto tono si pronuncia bú. 不是 (bù shì) → [bú shì] — non essere; non è. 不要 (bù yào) → [bú yào] — non volere; non fare. Davanti agli altri toni conserva normalmente bù: 不好 (bù hǎo) — non buono; non bene. Nelle costruzioni affermativo-negative può inoltre diventare atono, come in 是不是 (shì bu shì).
- 一 (yī): quando è usato come numero isolato, in una serie numerica, in un numero ordinale o a fine parola conserva generalmente il primo tono. Davanti a una sillaba di quarto tono si pronuncia yí; davanti al primo, secondo o terzo tono si pronuncia normalmente yì. 一个 (yí ge) — uno; un esemplare. 一天 (yì tiān) — un giorno. 一年 (yì nián) — un anno. 一起 (yìqǐ) — insieme. 第一 (dì-yī) — primo: qui 一 (yī) conserva il primo tono.
Il terzo tono nella frase
Il terzo tono richiede particolare attenzione perché la forma completa 214 ricorre soprattutto in isolamento, in posizione finale o quando la sillaba è pronunciata con enfasi. Davanti a un primo, secondo o quarto tono, è spesso realizzato come un tono basso, convenzionalmente 21; davanti a un altro terzo tono interviene invece il sandhi 3 + 3 → 2 + 3. Nella frase 我喜欢中国。 (Wǒ xǐhuan Zhōngguó.) — «Mi piace la Cina» — i toni si adattano al ritmo e alla struttura prosodica, cioè ogni modo di articolare il suono previsto per quella data sillaba o parola, dall'intonazione, all'aspirazione, durata o intensità; elementi questi che caratterizzano ogni lingua straniera . Non è utile tentare di produrre per ogni terzo tono una curva completa di discesa e risalita. Conviene distinguere:
- forma citazionale: realizzazione della sillaba isolata;
- forma contestuale: realizzazione effettiva all’interno della parola o della frase.
- se è presente a, il segno va su a: hǎo;
- se non c’è a ma è presente e, il segno va su e: méi;
- nella sequenza ou, il segno va su o: dōu;
- negli altri gruppi vocalici, il segno va sulla seconda vocale: liù, guì.
È utile distinguere:
- 声调 (shēngdiào) — tono lessicale della sillaba;
- 语调 (yǔdiào) — intonazione della frase;
- 语气 (yǔqì) — tono o atteggiamento comunicativo;
- 话音 (huàyīn) — suono della voce o contenuto appena pronunciato, secondo il contesto.
- 我买书。 (Wǒ mǎi shū.) — Compro libri.
- 我卖书。 (Wǒ mài shū.) — Vendo libri.
| Tono | Nome cinese | Profilo convenzionale | Esempio |
| 1° | 第一声 (dì-yī shēng) | 55: alto e uniforme | 妈 (mā) |
| 2° | 第二声 (dì-èr shēng) | 35: ascendente | 麻 (má) |
| 3° | 第三声 (dì-sān shēng) | 214 in forma completa; spesso basso nel contesto | 马 (mǎ) |
| 4° | 第四声 (dì-sì shēng) | 51: discendente e netto | 骂 (mà) |
| neutro | 轻声 (qīngshēng) | breve e dipendente dal contesto | 吗 (ma) |
In termini didattici: iniziale + finale + tono = sillaba pronunciata. Per esempio, m + a + primo tono produce mā, come in 妈 (mā, «mamma»); m + a + terzo tono produce mǎ, come in 马 (mǎ, «cavallo»).
Nota 1: il sandhi non è una prerogativa del cinese: esiste in molte lingue del mondo. In italiano, ad esempio, la "s" di "sbaglio" si pronuncia sonora [z] per assimilazione alla "b" sonora che segue. Ma è nelle lingue tonali come il cinese che il sandhi assume un ruolo grammaticale particolarmente importante. Nella lingua cinese il sandhi è identificato dal termine 变调, biàn diào o cambiamenti tonali. Vedi anche 变调 qui trattato
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