Il termine Bodhisattva, 菩萨, púsà, deriva dal sanscrito bodhi, «risveglio», e sattva, «essere»: indica dunque un «essere orientato al risveglio». In cinese è reso con 菩萨 (púsà), forma abbreviata di 菩提萨埵 (pútí sàduǒ). Nel buddhismo Mahāyāna, 大乘佛教 (Dàchéng Fójiào, «buddhismo del Grande Veicolo»), il Bodhisattva è colui che aspira alla buddhità non soltanto per sé, ma per accompagnare tutti gli esseri senzienti verso la liberazione.
Il cammino inizia con il sorgere della «mente del risveglio», 菩提心 (pútíxīn): l’intenzione di conseguire l’illuminazione per il bene universale. Tale aspirazione si esprime nel voto del Bodhisattva, 菩萨愿 (púsà yuàn), che impegna il praticante a non separare la propria liberazione da quella degli altri. L’ideale combina quindi saggezza, 智慧 (zhìhuì), e compassione, 慈悲 (cíbēi): la prima riconosce la vacuità e l’interdipendenza dei fenomeni; la seconda trasforma tale comprensione in un’attività concreta di aiuto.
Bodhisattva coltiva le «perfezioni», 波罗蜜 (bōluómì), pratiche che conducono «all’altra riva» della liberazione. Le sei principali sono: generosità, 布施 (bùshī); disciplina etica, 持戒 (chíjiè); pazienza, 忍辱 (rěnrǔ); energia perseverante, 精进 (jīngjìn); meditazione, 禅定 (chándìng); saggezza, 般若 (bōrě). Queste qualità non sono tappe puramente individuali: maturano nell’incontro con gli altri e rendono l’azione compassionevole insieme efficace e non possessiva.
Nella devozione cinese alcune figure rendono visibili specifiche dimensioni del cammino. 观音菩萨 (Guānyīn Púsà) incarna la compassione e l’ascolto delle sofferenze del mondo; 文殊菩萨 (Wénshū Púsà) rappresenta la saggezza penetrante; 普贤菩萨 (Pǔxián Púsà) esprime la pratica, i voti e l’azione virtuosa;
地藏菩萨 (Dìzàng Púsà) è associato al voto di soccorrere gli esseri nelle condizioni di maggiore sofferenza. Non sono soltanto oggetti di culto: fungono da modelli didattici, perché personificano qualità che ogni praticante è chiamato a sviluppare.
L’ideale del Bodhisattva supera l’opposizione tra perfezionamento personale e responsabilità verso il mondo. Poiché tutti i fenomeni sorgono in dipendenza reciproca, 缘起 (yuánqǐ), non può esservi autentico risveglio separato dalla sofferenza altrui. La vacuità, 空 (kōng), non implica negazione della realtà, ma assenza di un’essenza autonoma e immutabile; proprio questa apertura rende possibile la trasformazione. Il Bodhisattva unisce pertanto comprensione e servizio, meditazione e impegno, mostrando che la liberazione buddhista è insieme conoscenza della realtà e pratica universale della compassione.